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Tutti i temi: Iraq

febbraio 2006

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28.02.2006 An immediate end to the US occupation and the deployment of a UN-led peacekeeping force was demanded yesterday by an international women's human rights organisation.
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Fonte: MADRE
Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Risoluzione dei conflitti] [Nazioni Unite]
28.02.2006 Irak tasapainoilee kuilun partaalla ja on vaarassa ajautua sisällissotaan, varoittaa tuore raportti. Sosiaaliset ja poliittiset hankaukset ovat syventyneet, ja maan lukuisat yhteisöt rakoilevat etnisten, uskonnollisten ja heimoerojen vuoksi. Vakavin kuilu on sunni- ja shiiamuslimien välillä, jota syvensi Samarran shiiamoskeijaan 22.2. tehty isku.
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Fonte: OneWorld UK
27.02.2006 Iraq is teetering on the threshold of wholesale disaster, warns a new International Crisis Group report, which says low-intensity conflict is in danger of escalating into an all-out civil war that could lead to the country’s disintegration and destabilise the entire region.
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Temi/paesi correlati: [Conflitti]
24.02.2006 SAN FRANCISCO, Feb 24 (OneWorld) - Three Nobel laureates are throwing their weight behind an international coalition in demanding the withdrawal of U.S. troops from Iraq and calling on the public to protest the occupation by taking part in nonviolent lawbreaking at U.S. military bases.
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Fonte: OneWorld US
Temi/paesi correlati: [Gran Bretagna] [Stati Uniti] [Politica] [Guerra e Pace]
Tortura nel carcere di Abu Ghraib - da CBS
23.02.2006 Si torna a parlare delle torture del carcere di Abu Ghraib grazie all’intervista esclusiva di Rainews24 ad Ali Shalal al Kaisi, la cui foto ha fatto il giro del mondo. Tra le testimonianze da lui raccolte anche quella di un ex diplomatico iracheno, Haitham Abu Ghaith, secondo il quale a condurre i tremendi interrogatori dei prigionieri c'erano anche contractors italiani ingaggiati da ditte americane. Secondo Berlusconi, il governo non era al corrente di nulla e se poi c'era qualche mercenario il problema non riguarderebbe a suo dire il nostro governo. Sulle dichiarazioni interviene il senatore Francesco Martone, segretario della commissione diritti umani, ricordando che il governo avrebbe dovuto da tempo prevedere delle normative che regolassero le attività delle compagnie di sicurezza private italiane ed evitare che alcune di esse potessero diventare centri di reclutamento per persone che in realtà sono mercenari a tutti gli effetti.” Secondo un rapporto dell'organizzazione umanitaria Human rights first sono 98 i prigionieri morti sotto custodia americana in Iraq e Afghanistan a partire dal 2002, di cui almeno 34 sono considerate omicidi “causati intenzionalmente o per comportamento imprudente. Intanto in Iraq, con la bomba alla cupola d'oro di uno dei più venerati mausolei sciiti in Iraq, quello di Askariya a Samarra è andata in frantumi anche la speranza di un dialogo tra le diverse etnie e ora si sta sciovando verso la guerra civile.
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Foto: Tortura nel carcere di Abu Ghraib - da CBS
23.02.2006 Morti, feriti e tanta paura anche tra chi in questa lotta intestina interreligiosa parrebbe non entrarci nulla. E’ il caso di un sacerdote caldeo, Padre Douglas Al Bazi, colpito di fronte alla sua chiesa da una pallottola vagante sparata da una delle decine di auto in corsa e piene di uomini armati decisi a farsi giustizia dell’offesa di stamani a Samarra. “Ho sentito dire che 25 moschee sunnite sono state attaccate oggi nel paese” mi dice con voce affaticata il sacerdote. E’ appena tornato dall’ospedale dove solo oggi pomeriggio, dopo molte ore dall’incidente, è riuscito ad arrivare. “Mi hanno fatto delle lastre e risulta che ho scheggia nella gamba sinistra, sotto il ginocchio, ma non possono toglierla, mi hanno solo fatto delle iniezioni di antibiotico e dovrò farne ancora.” Ad oggi non si sa come e se la situazione cambierà, se e come un accordo politico convincerà Moqtada Al Sadr a ritirare le sue milizie. Certo non serviranno i giorni di lutto proclamati sia dal governo sia dal Grand Ayatollah Al Sistani, come non servirà il coprifuoco imposto dalle otto di sera alle sei del mattino. La luce del sole che in questo periodo già splende caldo in Iraq non ha fermato in questi anni le violenze, e certo non lo farà la calma imposta della notte. - di Luigia Storti
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Società civile]
petrolio in Iraq - da osservatorioiraq.it
21.02.2006 In occasione della proroga della missione in Iraq, il parlamento italiano non ha affrontato il problema degli interessi delle potenze estere sul petrolio iracheno, né tanto meno dell’interesse dell’Italia sul petrolio di Nassirya. E proprio Salman Daud, del sindacato dei lavoratori del petrolio del sud dell’Iraq, di recente in Italia nell’ambito del progetto “Ponti di pace”, rivendica il diritto della sua gente a gestire da sé la propria economia. Impresa quasi disperata in questa situazione, poiché difficilmente gli Stati Uniti accetteranno di mettere nel bilancio passivo gli alti costi della guerra da loro condotta, che finora non hanno trovato giustificazione, e che potrebbero aumentare di molto se i soldati statunitensi restassero ancora per anni. E in Iraq? Il paese cerca di fare i conti con una transizione politica che si è conclusa solo sulla carta, ma i cui nodi sono ancora tutti strettamente intricati: si attende ancora un governo e vengono confermati gli “squadroni della morte” al servizio – si ipotizza – di alcuni dei partiti al governo.
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Fonte: Un ponte per...
Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Attivismo] [Società civile]
Foto: petrolio in Iraq - da osservatorioiraq.it
21.02.2006 Suomalaiset järjestöt avustavat Filippiineillä 17. helmikuuta sattuneen maanvyörymän uhreja. Maanvyörymän jäljiltä on löydetty maanantaihin mennessä vajaa sata ruumista ja arviot kateissa olevien määrästä vaihtelevat 900 - 1500 ihmiseen.
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Fonte: maailma.net
Temi/paesi correlati: [Filippine]
petrolio in Iraq - da osservatorioiraq.it
17.02.2006 Nel caos post-invasione dell’Iraq è in corso il furto dell’enorme riserva petrolifera irachena. Il sindacato dei lavoratori petroliferi non ha intenzione di lasciare che l’unica ricchezza del paese venga espropriata nell’indifferenza generale. “Ci siamo subito battuti contro le privatizzazioni e per un aumento degli stipendi dei lavoratori” ha raccontato il sindacalista Dawood K. Salman. A inizio settimana è stato presentato il dossier: "Truffa a mano armata - I numeri degli interessi petroliferi occidentali e italiani dietro la guerra all'Iraq". Una spartizione/truffa perché non passa attraverso un'esplicita privatizzazione, ma attraverso l'adozione dei PSA – Production Sharing Agreements – che mettono nelle mani delle multinazionali il 64% delle riserve del paese e la maggior parte delle future rendite. Tra queste non poteva mancare l'italiana ENI che, come dimostra un documento allegato al Dossier, insieme alla BP, alla Chevron e alla Total, è in contatto con il Ministero del Petrolio iracheno, per definire il piano di sviluppo dei giacimenti petroliferi presenti nel sud dell'Iraq, proprio dove si trova Nassiriya.
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Fonte: CRBM - Campagna per la riforma della Banca Mondiale
Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Attivismo] [Società civile]
Foto: petrolio in Iraq - da osservatorioiraq.it
Code Pink cofounder Medea Benjamin and grieving Iraqi mothers outside Abu Ghraib prison in Iraq.
14.02.2006 Anwar Kahim Jawad and Vivian Salim Mati, who both lost their families during the Iraq War, were denied visa requests and the opportunity to travel to the U.S. to share their tragic stories and celebrate International Women’s Day on March 8th. Call the State Department or send a message to Condoleezza Rice asking the U.S. to grant them visas, urges Code Pink.
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Fonte: CODEPINK: Women for Peace
Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Genere] [Attivismo] [Società civile] [Governo] [Conflitti] [Pace]
Foto: Code Pink cofounder Medea Benjamin and grieving Iraqi mothers outside Abu Ghraib prison in Iraq. © CODEPINK: Women for Peace
14.02.2006 The Iraqi government called for an immediate investigation by the British Ministry of Defence following the release of video footage on Sunday showing UK soldiers beating Iraqi teenagers.
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Fonte: United Nations' Integrated Regional Information Network
Temi/paesi correlati: [Gran Bretagna] [Diritti umani] [Politica] [Giustizia e criminalità]
10.02.2006 Il 2005 è stato presentato come l’anno delle elezioni, l’anno in cui finalmente milioni di iracheni hanno potuto esprimersi sul futuro politico del loro paese. Ora, se da una parte è difficile credere in elezioni ‘libere’ in un paese di fatto occupato e ‘in guerra’, dall’altra mai ci viene ricordato che il 2005 è stato anche l’anno più violento. In un contesto così deteriorato, la popolazione e le organizzazioni della società civile sono schiacciate da violenza, soprusi e repressione militare. La sfida è enorme e lo sanno bene i sindacati del petrolio dell’ Iraq meridionale. Hanno scioperato e bloccato le esportazioni in solidarietà con le città sotto attacco: Falluja e Najaf. Ma sono andati oltre organizzando una conferenza di tre giorni per dichiarare la loro contrarietà alla privatizzazione del settore petrolifero: la più grande ricchezza irachena non può essere svenduta e deve rimanere sotto il controllo della stato centrale. E in questi giorni i sindacalisti sono in Italia in un giro di incontri e conferenze all’interno di ‘Ponti di Pace’. - di Paola Gasparoli
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Fonte: Un ponte per...
Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Conflitti] [Democrazia] [Società civile] [Energia]
09.02.2006 Contract mismanagement and possible corruption in the Iraqi government are fueling a crisis over international gasoline delivery into Iraq.
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Temi/paesi correlati: [Iran] [Energia]
ambulanza a Nassiriya - da Rainews24
06.02.2006 Sul Corriere della Sera di venerdì 3 febbraio , Fiorenza Sarzanini firma un articolo, intitolato "A Nassiriya sparammo su civili e ambulanza", in cui si racconta che il 25 gennaio scorso il caporalmaggiore Raffaele Allocca ha ammesso davanti ai giudici della Procura militare di aver obbedito all'ordine di sparare su un'ambulanza, e che i soldati italiani hanno fatto fuoco contro i civili più volte, durante la cosiddetta "battaglia dei ponti". Allocca conferma, scrive Sarzanini, la versione sempre negata dalle Forze armate e dall'allora ministro degli Esteri Franco Frattini che in Parlamento dichiarò: 'Non è vero che si trattava di un mezzo di soccorso, era un'autobomba". Allocca si trovava in Iraq con il reggimento Lagunari Serenissima di Venezia. Ora è accusato dalla procura di "uso aggravato delle armi", ma il 28 agosto 2004 il generale Corrado Dalzini gli aveva invece "consegnato un encomio per aver 'contribuito in maniera determinante al successo dell'operazione'".
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Fonte: Carta
Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Conflitti] [Giustizia e criminalità]
Foto: ambulanza a Nassiriya - da Rainews24
04.02.2006 E' in arrivo la quarta delegazione di rappresentanti della società civile irachena. Continua, infatti, il cammino intrapreso con 'Costruire Ponti di Pace', progetto nato nel 2004 su iniziativa di Un Ponte per… e di una serie di sigle dell'associazionismo pacifista italiano che ritengono fondamentale l'ascolto e il confronto con le centinaia di associazioni, organizzazioni non governative, gruppi e leghe che stanno cercando di costruire un nuovo Iraq. Obiettivo di 'costruire Ponti di Pace' è quello di favorire e realizzare un incontro concreto tra la società civile irachena e quella italiana ed internazionale, per capire l'Iraq e gli iracheni, per trovare insieme le risposte alle domande di giustizia e democrazia.
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Fonte: Un ponte per...
Temi/paesi correlati: [Etica e sistemi di valori] [Società civile] [Energia]
soldati italiani in Iraq - da RaiNews 24
04.02.2006 Mentre in Italia, la maggioranza di governo rifinanzia senza discussione la missione in Iraq e in Afghanistan, il ministro Martino ha affermato di recente che la missione italiana cambierà pelle, diventando “davvero” umanitaria. Immediata la risposta di Gino Strada per cui “se si tratta di curare i bambini non servono carabinieri ma servono pediatri". Intanto la procura militare ha iscritto nel registro degli indagati un militare per violazione dell’articolo 191 del codice militare di guerra, che vieta di sparare sulle ambulanze. Le affermazioni del militare smentiscono quanto dichiarato dall’allora ministro degli esteri Franco Frattini, che in Parlamento dichiarò: “Non è vero che si trattava di un mezzo di soccorso, era un'autobomba”. E l’Iraq oggi si trova, dopo le elezioni, sempre più diviso a livello confessionale, e questo si riflette nella vita quotidiana. A cercare di bilanciare diversamente la politica espressa dal nuovo Parlamento iracheno restano le istanze della “società civile” irachena, in particolar modo i sindacati che propongono una diversa agenda per l’economia irachena. Una delegazione di questi sindacalisti sarà in Italia dalla prossima settimana per un tour di incontri.
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Fonte: Un ponte per...
Temi/paesi correlati: [Democrazia] [Giustizia e criminalità] [Società civile]
Foto: soldati italiani in Iraq - da RaiNews 24
Cindy Sheehan
02.02.2006 Cindy Sheehan, la madre di un soldato caduto in Iraq, è stata arrestata nell'aula del Congresso e portata via per il messaggio della sua maglietta, mentre si apprestava ad assistere al discorso del presidente sullo Stato dell'Unione. “Sono senza parole e furibonda” racconta la Sheehan in una lettera denuncia in cui annuncia di aver incaricato degli avvocati per preparare una battaglia legale sulla questione della libertà d'espressione. E se negli Stati Uniti questo fatto non è stato ripreso dai grandi media come Cnn.com o sul sito del New York Times, in Italia il Governo decide di imporre il voto di fiducia sul maxi-emendamento che comprende anche il rifinanziamento fino al 30 giugno 2006, della missione in Iraq, oltre quelle delle altre missioni italiane all'estero. Intanto le reti della società civile si preparano a una grande giornata mondiale in occasione del terzo anniversario dell’invasione statunitense dell’Iraq. Le iniziative nazionali e locali partono dalla ‘global call’ dei tre Premi Nobel che rilancia azioni di resistenza civile nonviolenta e dall’appello del Forum Sociale europeo.
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Fonte: Peacelink
Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Attivismo] [Società civile]
Foto: Cindy Sheehan © CODEPINK: Women for Peace
02.02.2006 Lo scorso 17 dicembre tre Premi Nobel, esponenti di diverse religioni, obiettori di coscienza, rappresentanti di associazioni e movimenti nonviolenti e pacifisti di 16 nazioni hanno lanciato un Appello per promuovere a livello globale azioni di resistenza civile nonviolenta per “porre fine all’occupazione militare dell’Iraq da parte della Coalizione guidata dagli Stati Uniti”. Tra i primi firmatari anche Cindy Sheehan, madre del soldato ucciso in Iraq che nell’agosto 2005 si è accampata davanti al ranch di Bush per chiedere invano di parlargli. Nell’appello si propone come prima data quella del 19/20 marzo 2006, terzo anniversario dell’invasione statunitense dell’Iraq. L’Appello propone pure alcuni esempi di azioni nella tradizione dei movimenti pacifisti nonviolenti degli Stati Uniti, da coordinarsi a livello mondiale. "Se coordineremo insieme numerose azioni, con un grande numero di partecipanti, in diverse aree geografiche, tutte nella stessa giornata, con il messaggio chiaro e condiviso, scegliendo tutti una tattica di rigorosa nonviolenza, l’impatto di queste azioni sull’opinione pubblica, sui mezzi di informazione e sui governi sarà fortissimo" scrivono i promotori dell'appello che è diffuso in tutto il mondo.
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Attivismo] [Società civile]

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