Analisi sviluppo e decrescita
14.10.2008
Cento proposte alternative fondate su un modello di sviluppo diverso che privilegia giustizia sociale, sostenibilità ambientale, pace, solidarietà internazionale, diritti sociali. E' la "Controfinanziaria 2009", presentata oggi a Roma dalla campagna Sbilanciamoci! che raduna una cinquantina di organizzazioni della società civile. "Alla Finanziaria del Governo delle tre i - insostenibilità ambientale, ingiustizia sociale, inefficacia nello sviluppo economico - contrapponiamo la nostra manovra delle tre s: sostenibile, solidale, sociale" - ha spiegato il portavoce Giulio Marcon. Tra le cento proposte alternative vi sono 3000 asili nido pubblici, 50 mila borse di studio per studenti universitari, l'installazione di 20mila pannelli solari, 300 nuovi treni locali per i pendolari, 100 nuovi centri antiviolenza sulle donne, riconversione dell’industria militare, sostegno sociale all'affitto e per l'edilizia residenziale pubblica.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Migrazioni] [Lavoro] [Esclusione sociale] [Sviluppo] [Società civile] [Legislazione] [Globalizzazione] [Democrazia] [Sicurezza] [Pace] [Finanza] [Economia] Foto: Controfinanziaria 2009 - da Sbilanciamoci!
|
10.09.2008
Cento proposte per una finanziaria del bene comune e una giornata di mobilitazione popolare - il 'Tax Justice Day' - in tutta Italia per la giustizia e la legalità fiscale. Sono questi i punti chiave avanzati dalla campagna 'Sbilanciamoci!' alla sesta edizione del Forum "L'impresa di un'economia diversa" che si è tenuta lo scorso fine settimana a Mirafiori (Torino). "Con il governo Berlusconi si afferma l'anacronistica politica economica che colpisce la sanità, l'istruzione, le politiche sociali, l'ambiente e i servizi offerti dagli enti locali; il tutto condito con la motivazione demagogica dei tagli alla spesa pubblica – dichiara Giulio Marcon, portavoce della campagna. Con le nostre cento proposte rilanciamo un modello di sviluppo fondato sull'equità sociale, sulla sostenibilità ambientale, la pace e la solidarietà internazionale". Inoltre, la fiscalità generale deve tornare ad essere uno strumento di redistribuzione, equità e giustizia: per questo lanciamo da Torino la proposta di organizzare nel prossimo autunno un 'Tax Justice Day'.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Lavoro] [Sviluppo] [Democrazia] [Attivismo] [Economia] |
03.03.2008
I missionari dell'Aefjn (Africa Europe faith and justice network), una rete di 43 congregazioni religiose maschili e femminili presenti in Europa e in Africa hanno chiesto all'Unione Europea e agli Stati membri una moratoria di 5 anni sull'importazione di agrocarburanti da monocolture su larga scala e da qualunque forma di sostegno a tali colture in Africa. I missionari propongono di distinguere tra "agrocarburanti" e "biocarburanti", i due nomi dati ai carburanti prodotti dalla trasformazione di materiale vegetale vivente. Aefjn è a favore e mantiene il nome "biocarburanti" solo per i prodotti veramente sostenibili dalla produzione al consumo senza generare effetti negativi sull'ambiente e sulla società. Nel numero di marzo il mensile Missione Oggi dedica all'argomento diversi articoli.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Economia] [Attivismo ambientale] [Conservazione] [Società civile] [Energia] Foto: Missione Oggi marzo 2008
|
16.02.2006
Lo studio sull'emissioni di diossine in Europa stima che, in Europa nel 2005, l'uso di legna in per il funzionamento di stufe e caminetti ha prodotto 969 grammi di diossine ( dall'incenerimento rifiuti: 438 grammi). La quantità di diossine emesse dalla combustione della legna nel 2005 è sostanzialmente simile al valore stimato nel 1985 (989 grammi). Il commento che ci sentiamo di fare è che l'uso di legna per il riscaldamento domestico in Italia è marginale, anche se in crescita, e che tale uso avviene, nella maggior parte dei casi, in impianti termici poco efficienti dal punto di vista termico e quindi potenzialmente inquinanti. Il crescente interesse sull'uso delle biomasse a scopo energetico ha già da oggi messo sul mercato impianti a legna per il riscaldamento domestico molto più efficienti e meno inquinanti delle stufe di ghisa usate dai nostri nonni. di Federico Valerio - Italia Nostra
ContinuaTemi/paesi correlati: [Inquinamento] [Società civile] [Emergenze] |
15.11.2005
Rifiuti Zero, non è un'utopia ambientalista, è parte integrante della nuova rivoluzione industriale avviata dai paesi più avanzati, in particolare Giappone e Stati Uniti, negli anni '80. La parola d'ordine di questa rivoluzione è "Qualità Totale", in una visione "olistica" del sistema produttivo e "Rifiuti Zero" è parte di questo progetto. In base a questi nuovi valori guida, ogni tonnellata di rifiuti messi in discarica o inceneriti è la misura del fallimento e della inefficienza del sistema produttivo, equiparabile alla presenza di un difetto in un prodotto immesso nel mercato. E che "Rifiuti Zero" sia la nuova frontiera dei paesi industrializzati sta nei fatti. E' comunque opportuno ricordare che questa scelta è anche il risultato di decenni di battaglie legali e culturali condotte, anche negli Stati Uniti, da comitati di cittadini, associazioni ambientaliste, associazioni a difesa dei consumatori, ricercatori indipendenti. - di Federico Valerio
ContinuaTemi/paesi correlati: [Ambiente] [Inquinamento] [Etica e sistemi di valori] [Legislazione] Foto: inceneritori zero - da greenpeace.it
|
12.11.2005
Un visione in decrescita dello sviluppo è quella presentata dal professore emerito di economia all'Università Parigi Sud, Serge Latouche che in un incontro pubblico a Trento ha illustrato i contenuti del suo ultimo libro intitolato "Come sopravvivere allo sviluppo". Questa lettura data da Latouche è il risultato di un lungo percorso che parte dal fallimento del modello sviluppato nei paesi del Sud per poi arrivare alla nuova fase di sviluppo sfrenato che si vive anche nel Nord. Serge Latouche è uno studioso che si interroga sul tipo di società imposto dai processi di globalizzazione.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Ambiente] [Sviluppo] [Povertà] Foto: prof. Serge Lotouche
|



