News dalle campagne
Aggiornamenti dalle campagne
18.06.2008
La Campagna di pressione alle 'banche armate' segnala che dalla Relazione governativa 2008 sull'export di armi italiane è scomparso "l’elenco con il valore monetario e la controparte estera delle singole operazioni autorizzate alle banche": un elenco fondamentale per la campagna. "Vogliamo credere che non si tratti di una voluta e cosciente modifica - seppur grave e ingiustificata - ma solo della mancata trasmissione di una componente fondamentale della relazione" - affermano in una lettera inviata ieri alla Presidenza del Consiglio i direttori delle tre riviste promotrici della Campagna che chiedono che "venga subito pubblicato e consegnato al Parlamento l'allegato in questione". Emerge intanto qualche particolare "non chiaro" nella fase di passaggio tra i due governi.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Governo] [Attivismo] [Armi] [Finanza] Foto: Palazzo Chigi
|
07.04.2008
L'Assemblea degli obiettori alle spese militari per la Difesa popolare nonviolenta (OSM/DPN) che si è tenuta nei giorni scorsi a Cattolica ha visto l'approvazione all'unanimità di due mozioni, una politica ed una organizzativa. La mozione politica "valuta con favore l'iniziativa di una modalità di obiezione di coscienza al riarmo e alla guerra, esercitabile anche attraverso la destinazione del 5 per mille a progetti di interposizione nonviolenta all'estero" e ribadisce, nell'attuale momento storico, "l'importanza di sostenere campagne di sensibilizzazione disarmiste di massa, come le leggi di iniziativa popolare per un futuro senza atomiche e senza basi militari e di promuovere nuove forme e linguaggi di comunicazione".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Pace] [Diritti civili] Foto: Campagna OSM-DPN
|
29.02.2008
"Il Trattato per la messa al bando delle mine antipersona continua a rappresentare un solido esempio di come diversi governi possano cooperare con successo per un obiettivo di indiscutibile valenza umanitaria": lo afferma la 'Campagna internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL). A nove anni dall'entrata in vigore del Trattato di Ottawa (1 marzo 1999) l'ottanta percento degli stati del mondo (156) ha vi ha aderito - ma mancano all'appello Cina, Russia , Usa, India, Iran, Israele e Pakistan - e ad oggi, solo due governi, Birmania e Russia insieme ad alcuni gruppi armati stanno continuando ad impiegare queste armi. Le migliaia di associazioni che condussero quella campagna chiedono oggi ai governi "lo stesso coraggio e la stessa accortezza" per raggiungere un forte ed esaustivo Trattato per la messa al bando delle 'bombe cluster' la cui stesura finale avrà luogo in maggio a Dublino.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Mine] [Armi] [Attivismo] [Legislazione] |
14.01.2008
Tra i conti correnti aperti in 33 istituti di credito dall’Istituto per il sostentamento del clero della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) si trovano ben 13 banche che – in base ai dati dell'ultima Relazione ufficiale del governo – collaborano attivamente al commercio di armi italiane. Lo rivela un'inchiesta di Adista chiedendosi come mai i procacciatori di fondi della CEI "ignorano" la campagna di pressione e di boicottaggio contro le "banche armate" promossa ormai da otto anni da alcune riviste cattoliche. Alle domande di Adista nessuno della Cei – né dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica né dall’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali – ha voluto dare spiegazioni. Ha risposto invece don Corazzina, coordinatore nazionale di Pax Christi che denuncia: "Si proclama in tutti i modi la necessità del disarmo nei documenti e interventi ufficiali e poi si finge il nulla e ci si appoggia alle maggiori banche armate italiane ed estere".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Religione] [Finanza] [Armi] [Attivismo] Foto: Dal sito dell’Istituto per il sostentamento del clero della CEI
|
12.10.2007
UBI Banca ha approvato le nuove linee guida di gruppo per l’operatività nel settore degli armamenti. Il documento, elaborato anche col confronto con organizzazioni della Rete Disarmo, stabilisce criteri più restrittivi di quelli previsti dalla legge 185/1990. "Un ulteriore e significativo passo in risposta alle domande di trasparenza e di responsabilità etica messe in campo, fin dal 2000, dalla Campagna di pressione alle 'banche armate'" - commenta Giorgio Beretta - coordinatore della Campagna. "Seppur non si tratti di una totale cessazione delle operazioni è certamente positivo che siano stati introdotti criteri oggettivi, trasparenti e soprattutto più stringenti per la fornitura di servizi in appoggio al commercio di armi". Il gruppo, nato dall'integrazione tra Banche Popolari Unite (BPU, Banca Popolare di Bergamo, Banca Popolare Commercio e Industria) e il gruppo Banca Lombarda, annovera banche da tempo attive nei servizi al commercio di armi come il Banco di Brescia e il Banco di San Giorgio.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Finanza] [Armi] [Attivismo] |
03.10.2007
"La Finanziaria del 2008 fa registrare alcune novità importanti e nello stesso tempo evidenzia tutti i limiti di una politica economica incapace di investire nel futuro e in un diverso modello di sviluppo". Così la campagna Sbilanciamoci! commenta la manovra del 2008 (finanziaria e decreto legge fiscale) presentata oggi al Senato dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. "Pur introducendo qualche limitata misura di redistribuzione lascia infatti immutati i meccanismi che sono alla base delle difficoltà del paese e le situazioni di privilegio che restano senza controlli e correttivi". Critiche soprattutto sugli stanziamenti alla cooperazione, mentre continuano a crescere le spese per le armi, grazie agli impegni presi nella finanziaria del 2007. Sbilanciamoci! ha lanciato una petizione online per una finanziaria diversa che metta al centro i diritti, l'ambiente e la pace.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Economia] [Armi] [Attivismo] [Governo] [Cooperazione internazionale] |
15.09.2007
Parte il 30 settembre prossimo, a Ghedi (Brescia), la raccolta delle firme per la proposta di legge d'iniziativa popolare perché l'Italia si dichiari "zona libera da armi nucleari". La campagna è promossa da 54 associazioni pacifiste che il 25 luglio hanno depositato la proposta di legge in Cassazione. Il primo appuntamento vede il Sindaco di Aviano, Stefano Del Cont, e la Sindaca di Ghedi, Anna Giulia Guarneri, firmare la petizione: sono proprio i due sindaci nei cui territori si trovano armi nucleari. L'iniziativa prosegue il 3 ottobre con il lancio della campagna nella Provincia di Monza-Brianza e il 4 in quella di Trento e quindi durante tutta la "Settimana della pace" (1-7 ottobre). Le adesioni sono aperte e l'invito è ora quello di creare comitati locali in più città possibili d'Italia. Tutte le indicazioni sono disponibili sul sito internet di "Un futuro senza atomiche".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Armi Nucleari] [Pace] [Attivismo] |
12.06.2007
Ancora una volta i dati del SIPRI, l'autorevole Istituto di ricerca della pace di Stoccolma, confermano le preoccupazioni già espresse da Rete Italiana Disarmo sull'allargamento delle maglie a favore dell'esportazione di armi italiane. Infatti, con 860 milioni di dollari, l'export militare italiano segna nel 2006 un record ventennale: era dal 1985 che l'Italia non superava gli 800 milioni di dollari di esportazioni di armamenti. "La decisa ripresa dell'esportazione militare italiana preoccupa ancor più Rete Disarmo per due motivi: negli ultimi anni la metà delle esportazioni militari italiane è diretta a nazioni fuori dall'area Nato-Ue, a paesi altamente indebitati che spendono ampie risorse negli apparati militari e dove spesso si verificano gravi violazioni dei diritti umani; la forte impennata dell'export armato italiano è parte dell'incremento costante delle esportazioni militari dei Paesi dell'Unione europea che ormai si apprestano ad essere i primi protagonisti mondiali in questo particolare mercato" - afferma Rete Disarmo.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Guerra e Pace] [Armi] [Attivismo] Foto: L'elicottero A129 Combat Agusta in esercitazione
|
21.05.2007
Il Governo italiano ha inoltrato nei giorni scorsi alle Nazioni Unite i propri commenti sul "Trattato internazionale sul commercio di armi" (Arms Trade Treaty - ATT). Lo segnala la Campagna italiana "Control Arms" sottolineando che, grazie alla pressione della Campagna, il governo italiano ha manifestato il suo impegno e il suo interesse riguardo lo sviluppo del Trattato anche attraverso la sua candidatura a far parte del Gruppo di Esperti che sarà chiamato a porre le basi del futuro Trattato e a riferirne nel corso della sessione del 2008 dell’Assemblea Generale. "Lungo tutto il periodo che ci separa dalla prossima sessione dell’Assemblea Generale è importante far sentire al governo italiano la voce della campagna Control Arms, perché questo orientamento positivo si concretizzi in altri atti concreti che siano in linea con le nostre raccomandazioni volte ad ottenere un Trattato realmente efficace" - riporta Control Arms che invita a partecipate alle "Giornate dell’Attivismo" di Amnesty del 26 e 27 maggio prossimi
ContinuaTemi/paesi correlati: [Armi] [Attivismo] |
28.04.2007
Riparte con una consultazione popolare la Campagna ControlArms per un Trattato internazionale sul commercio di armi. Dopo la risoluzione adottata dal Primo Comitato dell’Assemblea generale dell’Onu e poi confermata da uno schiacciante voto favorevole in Assemblea a lo scorso dicembre, nel corso del 2007 il Segretario generale delle Nazioni Unite dovrà verificare il parere dei governi su “fattibilità, ambito di competenze e parametri” del futuro Trattato sul commercio di armi. Nel 2008 verrà inoltre formato un gruppo di esperti governativi (GGE) che sarà chiamato a porre le basi del futuro trattato e a riferirne nel corso dell’Assemblea generale dello stesso anno. Per mantenere viva l’attenzione e la pressione sui governi, la campagna Control Arms ha deciso di attivare una nuova fase di mobilitazione: la People’s Consultation sul Trattato, una consultazione popolare per fare pressione sui governi affinché rispondano in linea con le richieste della campagna.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Nazioni Unite] [Armi] [Attivismo] Foto: ControlArms: cartolina della petizione popolare
|
05.04.2007
E' la cifra record dell'ultimo ventennio: una manna per l'industria armiera nazionale e non pochi grattacapi per il Governo Prodi che nel suo programma si era impegnato ad un controllo più stringente sull'esportazione di armi. Superano infatti i 2,1 miliardi di euro le autorizzazioni all'esportazioni di armamenti nel 2006 con un'impennata del 61% rispetto al 2005. E sfiorano il miliardo di euro anche le consegne (970,4 milioni) effettuate sempre nel 2006. Ma brindano anche le banche che si sono viste autorizzate operazioni di incassi relativi al solo export di armi per quasi 1,5 miliardi di euro - altra cifra record dell'ultimo ventennio - con relativi "compensi di intermediazione" per oltre 32,6 milioni di euro. E il gruppo San Paolo IMI per il secondo anno consecutivo si attesta a “reginetta” delle “banche armate”.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Armi] [Attivismo] [Governo] Foto: Export italiano di armi dal 1988 al 2006 in valori correnti (Elaborazione: Unimondo)
|
02.04.2007
La raccolta delle firme avviata a gennaio dalla Campagna Italiana contro le Mine per chiedere al Parlamento di estendere gli effetti della vigente legge sulle mine antipersona (374/97), anche alle cluster bombs (bombe a grappolo) ha raggiunto nei giorni scorsi quota 30mila firme, ma il progetto di legge per la messa al bando definitiva di questi ordigni è ormai da tre mesi in attesa della calendarizzazione in Parlamento. Intanto un rapporto della Ong belga Netwerk Vlaanderen svela gli stretti legami tra ben 68 istituti di credito e una mezza dozzina di compagnie che producono le "cluster bombs": tra queste anche le italiane HVB-Unicredit e Mediobanca. Recentemente a Oslo 46 paesi partecipanti alla Conferenza Internazionale sulle "cluster bombs" hanno concordato una dichiarazione d'intenti che li impegna entro il 2008 a concludere un Trattato che proibisca "l'uso, la produzione, la vendita e le scorte di cluster bombs".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Finanza] [Armi] [Attivismo] Foto: Campagna per la messa al bando delle cluster bombs
|
19.03.2007
I primi a riceverla sono stati i Cardinali, i Vescovi e i Superiori delle congregazioni religiose, che così potranno pagare di meno le bollette della luce, del gas e del riscaldamento, avere sconti sull'acquisto di generi alimentari e di biglietti aerei, fare benzina alla Api-Ip con numerose agevolazioni e vedere aumentati gli interessi e diminuite le spese sui loro conti in banca. Sono alcuni dei vantaggi garantiti dalla Re-card, una particolare "carta servizi riservata esclusivamente – spiega l'opuscolo informativo che promuove l'iniziativa – al mondo religioso ed ecclesiastico per dare una risposta concreta alle specifiche esigenze del mondo della Chiesa, assicurando notevoli risparmi nell'acquisto di beni e servizi, appositamente selezionati, grazie a vantaggiose convenzioni stipulate con primarie aziende". L'iniziativa è del Gruppo Re, una Società per azioni fondata nel 1984 da Vincenzo Pugliesi e Francesco Alemani Molteni che offre consulenza e servizi immobiliari, finanziari e gestionali soprattutto agli organismi della Chiesa italiana.
Continuadi Luca Kocci Fonte: Adista Temi/paesi correlati: [Religione] [Finanza] [Armi] Foto: Carta-Re
|
14.02.2007
"Dalle 'banche armate' alle tesorerie etiche", è stato il titolo del convegno organizzato a Roma lo scorso 3 febbraio dalla Campagna di pressione alle 'banche armate', dalla Rete italiana per il disarmo e dalla Provincia di Roma. "Il senso delle nostre campagne – ha spiegato Giorgio Beretta, coordinatore della Campagna – è la richiesta di coerenza che facciamo a tutti: dalle banche, ai cittadini, alle associazioni, al Governo. "Oggi, in particolare – aggiunge Beretta – chiediamo coerenza agli enti locali, perché affidino il loro servizio di tesoreria ad istituti di credito non coinvolti nel sostegno al commercio di armi". Il convegno è stato il primo appuntamento di "Territori disarmanti", una nuova iniziativa che punta a stimolare il governo nazionale e gli enti locali a promuovere "vere politiche di disarmo" sui territori e ad informare i cittadini sui temi degli armamenti.
ContinuaFonte: Adista Temi/paesi correlati: [Finanza] [Armi] [Società civile] Foto: Campagna Tesorerie Disarmate
|
01.02.2007
“Dalle "banche armate" alle tesorerie etiche”: è questo il titolo del Convegno che si terrà a Roma sabato 3 Febbraio. In continuazione col primo Convegno della Campagna di pressione alle “banche armate”, il convegno segna l'inizio del percorso "Territori Disarmanti" che la Rete Italiana Disarmo propone a tutte le associazioni e agli Enti Locali. Tre momenti salienti: un confronto tra esponenti delle campagne, rappresentanti del Governo, istituzioni di categoria (ABI) ed enti locali sull’esportazione di armi italiana; un approfondimento del lavoro delle campagne italiane ed europee ed una Tavola Rotonda presenti anche rappresentanti del Governo, dei produttori di armi e analisti di area differente da quella del disarmo. Secondo il Sipri l'Italia nel 2005 è stata il sesto esportatore mondiale di sistemi militari, mentre negli ultimi 5 anni più del 40% delle armi italiane sono state dirette a Paesi del Sud del mondo.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Finanza] [Armi] [Attivismo] Foto: Il logo del Convegno
|
07.12.2006
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato ieri con 153 voti a favore, quello contrario degli Usa e 24 astensioni, l’avvio della stesura di un Trattato internazionale sul commercio delle armi destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani. Il voto dell’Assemblea generale è giunto, dopo quello favorevole della Commissione Disarmo e Sicurezza dell’Onu, a tre anni dal lancio della campagna “Control Arms” promossa per sollecitare l’adozione del Trattato. Alla campagna, promossa in Italia da Amnesty Internatonal e Rete Disarmo, hanno aderito oltre un milione di persone di 170 paesi. Gli Usa sono rimasti l’unico paese a votare contro la proposta del Trattato, nonostante il recente appello di 14 senatori alla segretaria di Stato Condoleezza Rice, affinché l’amministrazione di Washington riconsiderasse la propria posizione.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Nazioni Unite] [Armi] [Attivismo] Foto: La scultura all'esterno del Palazzo Onu di New York - foto Iansa
|
13.11.2006
In una sola settimana è salito a 24 il gruppo di stati che durante la Conferenza sulle armi convenzionali in corso a Ginevra chiede un nuovo negoziato per un Trattato internazionale sulle munizioni cluster. Tutti concordano, infatti, che il nuovo accordo che entrerà in vigore sugli ordigni inesplosi (Esplosive remnants of war - ERW) non risolve sufficientemente il problema delle munizioni cluster. La Campagna Italiana contro le Mine e la Rete per il Disarmo esprimono la loro soddisfazione per l’entrata in vigore del V Protocollo che obbliga gli Stati a dare informazioni sugli ordigni inesplosi e a bonificare le aree colpite. "Protocollo che l’Italia non ha ancora ratificato- ricorda Giuseppe Schiavello - direttore della Campagna Italiana. Nonostante le dichiarazioni, l’Italia ha perso l’opportunità di ratificare protocollo prima della sua entrata in vigore e di dare un segnale deciso rispetto alle politiche del disarmo". Questo strumento, comunque, non è sufficiente in quanto non contiene specifici obblighi sulle munizioni cluster, per questo occorre un Trattato che le includa.
ContinuaFonte: Campagna Italiana Contro le Mine - ONLUS Temi/paesi correlati: [Nazioni Unite] [Armi] [Attivismo] Foto: Cluster bombs (Bombe a grappolo)
|
27.10.2006
Con 139 voti favorevoli, uno contrario (quello degli Usa) e 26 astenuti (tra cui Cina e Russia) la Commissione Disarmo e Sicurezza dell’Onu si è espressa ieri a favore dell'avvio dei lavori per un Trattato sul commercio internazionale di armi che, stabilendo standard globali omogenei, impedisca i trasferimenti di armi a Paesi che alimentano conflitti e gravi violazioni dei diritti umani e renda più rigidi gli embarghi. “Questo voto così netto per sviluppare il Trattato rappresenta per i governi un’opportunità storica per affrontare gli effetti devastanti di trasferimenti di armi immorali e irresponsabili” – commentano i portavoce della Campagna Control Arms che da tre anni ha sensibilizzato l’opinione pubblica mondiale sullo “scandalo costituito da un commercio di armi privo di regole”. Amnesty Italia e Rete italiana disarmo hanno accolto con soddisfazione il voto favorevole espresso dall’Italia: “Un importante risultato conseguito anche grazie alla grande mobilitazione della società civile italiana”. Ma – fanno notare – il nostro Paese è il quarto produttore e secondo esportatore mondiale di armi leggere e non esercita alcun controllo sulle intermediazioni nei trasferimenti illegali di armi.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Nazioni Unite] [Armi] [Attivismo] Foto: La scultura all'esterno del Palazzo Onu di New York - foto Iansa
|
10.10.2006
La Rete Italiana per il Disarmo (RID) condanna con fermezza il test nucleare sotterraneo avvenuto ieri, lunedì 9 ottobre, in Corea del Nord. "La notizia di questa sperimentazione conferma che la strategia di tensione permanente non può che portare a un mondo sempre meno sicuro" - riporta il comunicato. La Rete Disarmo sottolinea che la causa scatenante della proliferazione nucleare è il mancato rispetto degli impegni assunti dalle Potenze Nucleari firmatarie del Trattato di Non Proliferazione nucleare. "La proliferazione globale di armi atomiche è aumentata drammaticamente proprio perché le cinque Potenze nucleari non hanno ottemperato ai loro obblighi di disarmo. Anzi hanno varato programmi per lo sviluppo di nuove armi nucleari" - denuncia Rete Disarmo che chiede al Governo italiano di accogliere la proposta di Hans Blix affinché si organizzi al più presto un Vertice Mondiale sul Disarmo Nucleare. Sabato 14 ottobre diverse associazioni promuovono a Bologna una giornata di studio e confronto sull'appello di Alex Zanotelli "No alla guerra nucleare: insieme per il disarmo atomico".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Armi Nucleari] [Attivismo] Foto: Il presidente nord-coreano Kim Jong Il
|
10.07.2006
La forte opposizione dell'amministrazione Bush sostenuta dalla lobby armiera degli Stati Uniti - il maggior produttore ed esporatore mondiale di "small arms" - ha portato al fallimento la Conferenza mondiale dell'Onu sulle armi leggere. Sebbene la maggior parte dei governi - compresa l’UE e molti paesi africani e latinoamericani - avessero sostenuto la necessità controlli di più rigidi sul commercio internazionale di queste armi, la Conferenza si è conclusa il 7 luglio senza un accordo sul documento finale. “Il mondo è stato tenuto in ostaggio da una piccola minoranza di Paesi" - dichiarano i portavoce della campagna Control Arms facendo riferimento alla forte opposizione Usa ma anche di altri Paesi. Nonostante gli Stati Uniti abbiano anche bloccato la possibilità di tenere in futuro altre conferenze mondiali sul traffico delle armi, la campagna Control Arms porterà ora la propria richiesta di controlli più rigorosi all’Assemblea Generale dell’Onu di ottobre. In quell’assise, le decisioni sono spesso sottoposte a votazione a maggioranza e ciò significa che una piccola minoranza di paesi non può bloccarle. Alcuni governi hanno già dichiarato che intendono presentare una risoluzione al primo Comitato dell’Assemblea generale, in cui si chiede l’apertura di negoziati su un Trattato sul commercio di armi, legalmente vincolante.
ContinuaFonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Nazioni Unite] [Armi] [Attivismo] Foto: Nonostante il simbolo il commercio di armi leggere continua indisturbato - foto Iansa
|



