for spiders only Homepage > Dossier > Dossier commercio d'armi e disarmo > Notizie sul commercio di armi e disarmo skip to main content
Unimondo homepage
Cerca
ATTUALITA' APPROFONDIMENTI PARTNER ATTIVARSI EDIZIONI
venerdì, 22 agosto, 2008
Dona a Unimondo


RSS Feed

Notizie sul commercio di armi e disarmo

Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
19.08.2008 La 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL), Human Rights Watch (HRW) e la 'Cluster Munition Coalition' (CMC) condannano decisamente "l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia che hanno causato già decine di morti e feriti tra la popolazione civile". "Con l'uso di un'arma con riconosciuti effetti indiscriminati in aree popolate, la Russia ha mostrato uno sfacciato disprezzo per la vita dei civili" - afferma l'ICBL. "Questo recente caso di uso di cluster bombs sottolinea ancora il pericolo rappresentato da queste armi e l'urgenza di proteggere i civili sottoscrivendo la Convenzione di Oslo" - dichiara la Campagna Italiana Contro le Mine.
Continua
Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Mine] [Conflitti]
Foto: Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
Una foto di Hiroshima dopo il bombardamento atomico
06.08.2008 L'associazione 'Beati i costruttori di pace' commemora oggi a Ghedi e a Vicenza le vittime del primo olocausto nucleare a Hiroshima e rinnova l'impegno per mettere al bando le armi nucleari e per il disarmo. Per l'occasione il coordinatore della Tavola della Pace, Flavio Lotti, in un editoriale evidenzia la necessità di "rimettere il disarmo tra le massime priorità della politica". "Per riuscire in questa impresa è necessario creare una sempre più vasta consapevolezza, mobilitare i gruppi, le associazioni, gli enti locali, le nostre città". E in una vibrante testimonianza Seiko Ikeda, sopravvissuta alla bomba di Hiroshima, sottolinea che "anche oggi, dopo 63 anni, le persone continuano a morire per le conseguenze del bombardamento atomico". "Se l’umanità non eliminerà le armi nucleari, le armi nucleari elimineranno l’umanità".
Continua
Temi/paesi correlati: [Attivismo] [Politica] [Pace] [Armi Nucleari]
Foto: Una foto di Hiroshima dopo il bombardamento atomico
La bandiera della pace sul muro della base Usaf di Aviano
02.08.2008 Inizia domani a Vicenza la settimana di iniziative promossa anche quest'anno dall'associazione 'Beati i costruttori di pace' per fare memoria delle vittime delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki e per rinnovare l'impegno a mettere al bando le armi nucleari. "Faremo memoria degli avvenimenti del 6 e 9 agosto 1945 come monito a che simili tragedie non abbiano più a ripetersi e come impegno perché il mondo intero intraprenda con decisione la strada del disarmo nucleare" - afferma don Bizzotto. Le iniziative a Vicenza godono quest'anno del Patrocinio e della collaborazione del Comune e sono copromosse da numerose realtà. E il sindaco di Aviano ha invitato tutti gli Enti Locali che hanno aderito alla campagna 'Un futuro senza atomiche' ad essere presenti alle celebrazioni di Aviano con il proprio gonfalone.
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Attivismo] [Pace] [Armi Nucleari]
Foto: La bandiera della pace sul muro della base Usaf di Aviano
Logo del "No dal Molin"
30.07.2008 "Da oggi a Vicenza riparte la mobilitazione": è l'annuncio dei portavoce del movimento 'No dal Molin' dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Difesa - contro l'ordinanza del Tar del Veneto -, riapre la possibilità della realizzazione del progetto costruzione della Base militare Usa di Vicenza al 'Dal Molin'. Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha ribadito che sul progetto i cittadini si esprimeranno attraverso un referendum consultivo la seconda domenica di ottobre. "Se i lavori partiranno prima della data della consultazione e non verrà rispettato il volere della cittadinanza noi bloccheremo tutto" - afferma Cinzia Bottene del movimento 'No dal Molin'.
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Governo] [Democrazia] [Sicurezza] [Diritti civili]
Foto: Logo del "No dal Molin"
Test nucleare - da digilander.libero.it
25.07.2008 "Non possiamo che concordare con la lettera dei quattro ex-ministri italiani (D'Alema, Fini, La Malfa e Parisi) pubblicata ieri sul 'Corriere della Sera' in merito alla necessità che anche dall’Italia venga un’indicazione sulla completa eliminazione delle armi nucleari. Intanto, però, ci sono già delle vere e proprie emergenze nel campo della non-proliferazione e del disarmo nucleare che l’Italia potrebbe affrontare senza ulteriori indugi" - affermano in una lettera inviata ieri al Corriere, ma che il quotidiano non ha pubblicato, le principali reti e associazioni del disarmo italiane tra cui la Tavola della Pace, il Coordinamento Enti Locali per la Pace, Un futuro senza atomiche e Rete Disarmo nel ricordare che il disegno di legge popolare per dichiarare l'Italia territorio libero dalle armi nucleari giace "non calendarizzato e forse dimenticato" in Commissione Esteri della Camera.
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Attivismo] [Sicurezza] [Armi Nucleari]
Foto: Test nucleare - da digilander.libero.it
08.07.2008 "Rinvio per motivi procedurali": lo ha deciso oggi la Corte di Cassazione. Ma le maggiori agenzie di stampa italiane diffondono solo la tesi, facendola quasi passare per "sentenza", del Procuratore generale della Cassazione secondo cui il Tribunale di Pordenone non avrebbe competenza a deliberare sulla causa intentata da cinque attivisti del comitato 'Via le bombe', contro il Governo degli Stati Uniti che chiedono la rimozione dal territorio italiano delle 50 atomiche Usa presenti ad Aviano. "Un tipico caso in cui la stampa italiana si affretta a dare le notizie che vuole - o che qualche potere forte vorrebbe - far passare senza premurarsi di riportare correttamente tutti i fatti" - commenta Lisa Clark, presidente del Comitato 'Via le bombe'.
Continua
Temi/paesi correlati: [Attivismo] [Sicurezza] [Pace] [Armi Nucleari]
04.07.2008 Martedi 8 luglio la sezione civile della Corte di Cassazione deciderà sulla competenza del giudice italiano del Tribunale civile di Pordenone in merito alla causa, presentata da cinque attivisti del comitato 'Via le bombe', contro il Governo degli Stati Uniti che chiedono la rimozione dal territorio italiano delle 50 atomiche Usa presenti ad Aviano. Il 2 aprile 2007, il Giudice Alberto Rossi ha decretato la sospensione della causa in attesa che la Corte di Cassazione decida se la materia è di competenza del giudice ordinario. Oggi, 4 luglio, a Roma presso l’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo si terrà una conferenza stampa indetta dai promotori dell’azione legale che è sostenuta anche dall'Associazione internazionale di avvocati contro le armi nucleari (Ialana).
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Sicurezza] [Pace] [Armi Nucleari] [Diritti civili]
Vicenza: manifestazione contro la base Usa 'Dal Molin'
01.07.2008 Mentre si preparavano al corteo per difendere la sentenza con la quale il Tar del Veneto ha sospeso ogni attività per la realizzazione della nuova base Usa a Vicenza, i comitati del 'No dal Molin' sono stati raggiunti dalla buona notizia che il Consiglio di Stato ha rinviato la discussione sulla vicenda al 29 luglio. Aveva suscitato più di un interrogativo la "rapidità sospetta" della convocazione per l’udienza al Consiglio di Stato sul caso Dal Molin fissata inizialmente per oggi 1 luglio giorno nel quale il terreno dell'attuale aeroporto è passato dal demanio militare a quello civile e che avrebbe potuto segnare il passaggio ufficiale della concessione all’amministrazione statunitense. Intanto dai documenti depositati oggi al Consiglio di Stato emergono "fatti gravi" denuncia il Codacons.
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Democrazia] [Attivismo] [Pace] [Diritti civili]
Foto: Vicenza: manifestazione contro la base Usa 'Dal Molin'
Sessione di formazione su una bomba nucleare B-61 a Ghedi Torre (BS) - foto: USAF-Fas
25.06.2008 "La maggior parte delle basi militari europee in cui vengono custodite le armi nucleari statunitensi sul continente - fra cui i siti italiani di Aviano e Ghedi Torre - non rispettano i necessari standard di sicurezza". Lo afferma un rapporto dell'USAF (Aeronautica militare statunitense) sotto la cui responsabilità si trovano gli ordigni. "Il rapporto - reso pubblico nei giorni dalla Federazione degli Scienziati Atomici (FAS) degli Stati Uniti - smaschera ancora una volta il 'segreto di Pulcinella' della presenza delle bombe nucleari Usa sul territorio di Stati europei non-nucleari" - afferma Lisa Clark di 'Beati i costruttori di pace'. Sarebbero infatti tra 200 e 350 gli ordigni nucleari Usa in Europa. Intanto alla Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati giace non calendarizzata la proposta di legge d'iniziativa popolare per far dichiarare l'Italia "paese libero da armi nucleari".
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Attivismo] [Sicurezza] [Armi Nucleari]
Foto: Sessione di formazione su una bomba nucleare B-61 a Ghedi Torre (BS) - foto: USAF-Fas
Rapporto Sipri 2008
11.06.2008 Nel 2007, l’Italia con 33,1 miliardi di dollari mantiene l'ottavo posto nel mondo per spese militari, ma con una spesa pro-capite di 568 dollari supera per il quarto anno consecutivo la Germania (447 dollari pro-capite) e mantiene in questa graduatoria il settimo posto. Lo rivela una dettagliata ed esclusiva analisi di Unimondo del Rapporto Sipri 2008. Anche per quando riguarda l'esportazione di armamenti convenzionali, nel 2007 l'Italia mantiene il settimo posto e nel 2006 Finmeccanica con vendite di armamenti per quasi 9 miliardi di dollari si conferma una delle dieci principali aziende mondiali di armi, la prima in Europa per profitti nel settore militare (1,3 miliardi di dollari). Un commercio favorito dal fatto che l’azienda italiana riceve commesse, come quella recente dal Pakistan per missili di contraerea di oltre 470 milioni di euro, grazie al sostegno del Governo italiano che ne è il principale azionista.
Continua
Temi/paesi correlati: [Geopolitica] [Attivismo] [Armi] [Sicurezza]
Foto: Rapporto Sipri 2008
Copertina del Rapporto
07.06.2008 Domenica 8 giugno il “Codice di Condotta dell’Unione Europea sull’esportazione di armi” compirà dieci anni di vita, e già mostra pienamente i segni dell’età. Se al momento della sua nascita questo strumento, che è stato in assoluto il primo accordo regionale sull’export militare, costituì una forte innovazione, oggi il Codice di Condotta fatica a rapportarsi alla natura globalizzata del commercio di armi del 21° secolo. Ne danno dimostrazione le analisi raccolte in un documento elaborato da 8 organismi della società civile di 7 paesi europei, tra i quali trova posto per l’Italia la Rete Italiana per il Disarmo. Il report ha come titolo “Good conduct? Ten years of the EU Code of Conduct on Arms Exports”.
Continua
Temi/paesi correlati: [Codici di condotta] [Attivismo] [Armi] [Sicurezza] [Pace] [Diritti umani]
Foto: Copertina del Rapporto
Manifesto della 'Global week of action against gun violence'
03.06.2008 Dal 2 all'8 giugno centinaia di appuntamenti in 70 paesi del mondo e anche in Italia per la "Settimana globale di azione contro la violenza delle armi" promossa da Iansa e dalle associazioni della campagna 'Control arms'. "La violenza delle armi leggere uccide ogni anno 350mila persone, mentre sono più di un milione quelle seriamente ferite. Nonostante ciò il commercio globale che alimenta la violenza armata non è ancora soggetto ad alcuna regolamentazione internazionale" - affermano i promotori. La Rete Italiana per il Disarmo si unirà alla società civile di tutto il mondo per invitare i leader politici italiani a lavorare in sede Onu per giungere ad un forte ed efficace 'Trattato internazionale sui trasferimenti di armi' (ATT). E per chiedere al nuovo Governo di continuare il percorso di confronto su questi temi costruito negli ultimi anni Rete Disarmo invierà nei prossimi giorni una lettera ufficiale al Presidente del Consiglio.
Continua
Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Diritti umani]
Foto: Manifesto della 'Global week of action against gun violence'
Manifestazione contro le cluster bombs - Foto ©Handicap International
29.05.2008 I delegati di 109 paesi riuniti a Dublino hanno raggiunto un accordo sul testo del Trattato per la messa al bando delle bombe a grappolo ("cluster bomb"). Secondo le prime anticipazioni, il Trattato prevede che ogni stato firmatario si impegni a non usare cluster bombs “in alcuna circostanza”, né a produrre, acquistare, conservare o trasferirle a chiunque, e impegna i firmatari anche a provvedere all'assistenza delle vittime e alla bonifica delle aree interessate. Il trattato lascerebbe però la possibilità di impiego di bombe a grappolo più piccole di nuova generazione. L’intesa è stata raggiunta con due giorni di anticipo rispetto al programma dopo l’annuncio del governo britannico che si è detto pronto a bandire le bombe a grappolo in possesso delle sue forze armate. In Italia, il Senato ha approvato all'unanimità un ordine del giorno bipartisan, per la messa al bando.
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Mine]
Foto: Manifestazione contro le cluster bombs - Foto ©Handicap International
Manifestazione degli attivisti della CMC a Dublino - foto CMC
23.05.2008 Gli Stati Uniti stanno diffondendo "interventi fuorvianti nell’ovvio tentativo di intimidire i partecipanti ed indebolire il Trattato per mettere al bando le cluster bombs" in discussione in questi giorni alla Conferenza di Dublino. E' la denuncia della 'Stop Cluster Munition Coalition' (CMC) che ha protestato oggi davanti all’Ambasciata Americana insieme con le vittime delle cluster e attivisti da tutto il mondo capeggiati dal Premio Nobel per la Pace Jody Williams. Pur non partecipando come altri paesi produttori di ‘bombe a grappolo’ alla Conferenza gli Stati Uniti stanno facendo intendere che la proibizione all’impiego di cluster bombs possa comportare l’impossibilità di partecipare anche a missioni umanitarie congiunte. “E' un cinico tentativo per cercare di intimidire i Paesi che in questi giorni stanno negoziando un Trattato per mettere al bando queste armi" - ha commentato Simon Conway di CMC.
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Mine]
Foto: Manifestazione degli attivisti della CMC a Dublino - foto CMC
Rapporto 2008 sui bambini soldato
21.05.2008 Sono almeno 250mila i minori impiegati negli eserciti, governativi e irregolari di 24 stati, e il 40% è costituito da bambine. La Birmania è il paese che da più tempo e che maggiormente li impiega seguita dalle forze governative in Ciad, R.D. Congo, Somalia, Sudan, Uganda e Yemen. In Palestina i "minorenni sono stati utilizzati per attacchi suicidi" al pari di Afghanistan, Iraq e Pakistan, mentre fino a metà 2005 soldati britannici di meno di 18 anni combattevano sul fronte iracheno. Lo rivela il Rapporto 2008 della Coalizione 'Stop all'uso dei bambini-soldato' che raggruppa dieci organizzazioni umanitarie italiane. Non mancano i progressi: negli ultimi 4 anni decine di migliaia di bambini sono stati rilasciati e circa 50mila ragazzi ex-combattenti hanno preso parte a 'programmi di riabilitazione' tornando poi nelle comunità d'origine.
Continua
Temi/paesi correlati: [Bambini] [Legislazione] [Attivismo] [Conflitti] [Diritti civili]
Foto: Rapporto 2008 sui bambini soldato
Cluster bombs (Bombe a grappolo)
19.05.2008 Inizia oggi a Dublino la 'Conferenza internazionale sulle Cluster Munitions' per raggiungere un accordo sulla messa al bando delle bombe a grappolo. La Conferenza dovrebbe rappresentare l'ultima e cruciale tappa del "processo di Oslo" iniziato nel 2007 che nel febbraio 2008 ha portato 81 Paesi tra cui l’Italia alla "Dichiarazione di Wellington", una bozza soddisfacente per un Trattato vincolante che dovrà essere negoziato e concordato a Dublino. La campagna 'Stop Cluster Munitions' chiede che il Trattato preveda il divieto dell'uso, produzione, trasferimento e stoccaggio delle munizioni a grappolo. Alla conferenza non parteciperanno alcuni tra i maggiori produttori come Stati Uniti, Russia, Israele, Cina e Pakistan. La posizione della rappresentanza governativa italiana non è sempre stata soddisfacente rispetto alla mobilitazione nella società civile.
Continua
Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Mine]
Foto: Cluster bombs (Bombe a grappolo)
General Conference of Mayors for Peace
28.04.2008 La rete dei Sindaci contro le armi nucleari "Mayors for Peace" guidata dal sindaco di Hiroshima è riunita da oggi al 30 aprile a Ginevra per la 'Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione'. "Allarmati dal fallimento della Conferenza di Riesame del 2005 che non è riuscita a raggiungere un accordo su nessuna decisione importante e dal perdurare negli anni seguenti di questa incapacità di concludere negoziati che facciano progredire l’obiettivo del disarmo nucleare", la rete dei Sindaci si appella agli Stati Parte del TNP affinché garantiscano che l’attuale processo di Riesame del TNP ponga le basi per un reale ed effettivo disarmo nucleare nel corso del Decennio per il Disarmo promosso dalle Nazioni Unite dal 2010 al 2020.
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Attivismo] [Nazioni Unite] [Armi Nucleari] [Diritti umani]
Foto: General Conference of Mayors for Peace
Esercitazione del 4° Reg. Alpini Paracadutisti - Foto: difesa.it
23.04.2008 Un totale di 75 velivoli e 1900 militari coinvolti. Italia padrone di casa, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Spagna, Turchia e Stati Uniti tutti firmatari del Patto Atlantico, mentre Algeria, Brasile, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Giordania, India, Kuwait, Romania ospiti d'onore per le prove di guerra che hanno avuto come teatro i cieli della Sardegna. Si è svolta dal 1 al 17 aprile la Spring Flag 2008, definita dai vertici militari come “la più importante esercitazione aerea che l’Aeronautica Militare organizza annualmente sul territorio nazionale”. Definita anche come “un’occasione di interscambio di esperienze con le Forze Armate straniere in particolare con le Aeronautiche militari della Nato”, una sorta di “best practices” di guerra, ma attenzione: da usare solo ed esclusivamente nelle missioni di pace. di Elvira Corona
Continua
Temi/paesi correlati: [Attivismo] [Contaminazioni] [Media] [Armi] [Guerra e Pace] [Imprese]
Foto: Esercitazione del 4° Reg. Alpini Paracadutisti - Foto: difesa.it
Statua della Giustizia
14.04.2008 Importante vittoria legale delle campagne britanniche per il controllo del commercio di armi. L'Alta Corte di Londra ha infatti accolto l'istanza promossa dalla "Campaign Against Arms Trade' (Caat) e dall'associazione 'Corner House' che hanno chiesto la riapertura dell'inchiesta avviata nel 2006 dall'Ufficio anti-frode sul caso di presunta corruzione attuata dal colosso militare britannico Bae Systems a favore della famiglia reale dell'Arabia Saudita per aggiudicarsi, ai tempi del governo Thatcher, il più grande contratto mai siglato dal Regno Unito con Riad per forniture militari. Un'inchiesta bloccata dal governo Blair per ragioni di "sicurezza nazionale" ma che, secondo le indagini del quotidiano 'The Guardian', sarebbe stata messa a tacere per le forti pressioni dell'Arabia Saudita sul governo britannico come contropartita per siglare un nuovo accordo militare per la fornitura di 72 Eurofighter Typhoon del valore 6 miliardi di sterline. Il governo britannico ha ora due settimane per ricorrere in appello ma in molti in Parlamento chiedono la riapertura dell'indagine.
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Corruzione e denuncia] [Attivismo] [Armi] [Imprese]
Foto: Statua della Giustizia
Afghanistan: soldato bacia la propria arma
03.04.2008 Più di tre milioni di euro di armi italiane esportate non si sa a chi in Afghanistan. Lo denuncia una nota congiunta della sezione italiana di Amnesty International e di Rete Disarmo inviata al presidente del Consiglio, Romano Prodi. Le due organizzazioni si dichiarano "allarmate" per il dato riguardante le esportazioni italiane di "armi, munizioni e loro parti ed accessori" all'Afghanistan che ammonterebbero a 3.189.346 euro per il quinquennio 2003/2007 e chiedono "maggiori dettagli sulla tipologia e sulla destinazione". "Due cose sono certe" - commenta Giorgio Beretta di Rete Disarmo. "Sono state tutte esportate da ditte della provincia di Roma e non si tratta di armi ad 'uso militare' in quanto l'Istat non riporta le esportazioni di questo tipo: ma non per questo sono meno letali". Amnesty e Rete Disarmo chiedono "se il governo italiano abbia valutato l’impatto di tali esportazioni sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan".
Continua
Temi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Armi] [Conflitti] [Commercio] [Diritti umani]
Foto: Afghanistan: soldato bacia la propria arma © United Nations' Integrated Regional Information Network
< 1 >  |  2  |  3  |  4  |  5  |  6  |  7  |  8  |  9  | Next >>

 
Visita gli altri siti OneWorld
AIDS channel digital opportunity channel open knowledge network support centre tiki the Penguin, Kids Channel