Analisi e opinioni su coop. int e Mdg
Analisi e opinioni
10.07.2008
"Dal Paese del Sol Levante non si è alzata nessuna nuova alba per il mondo". Il chiaro commento della Caritas al G8 appena conclusosi a Toyako riassume appieno le reazioni della società civile che ha bocciato il Vertice degli otto grandi con una sfilza di motivazioni. Solo tante belle parole: rinnovate le promesse non mantenute per gli aiuti ai paesi poveri, nessun piano concreto per gas serra ed energie alternative, nessuna vera discussione sulla crisi alimentare. Appuntamento al 2009, nell'isola della Maddalena in Sardegna, forse. Intanto ecco un’analisi dettagliata dei temi affrontati dai G8 con i commenti delle principali Ong e associazioni internazionali e italiane e le proposte del "Forum dei Popoli" dal Mali. (di Elvira Corona)
ContinuaTemi/paesi correlati: [MDGs] [Aiuti] [Cooperazione internazionale] [Alimentazione] [Globalizzazione] [Attivismo] [Cambiamento climatico] [Sicurezza] [Debito] [Commercio] [Economia] Foto: da: http://activism.ca/files
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07.06.2008
E' finalmente possibile leggere la tanto attesa dichiarazione finale adottata dal Vertice della Fao al termine dei lavori svolti dai rappresentati di 181 paesi, riunitisi per tre giorni nella sede Fao a Roma. L'intento: trovare una soluzione agli 862 milioni di persone sotto-nutrite nel mondo. A giudicare da come sono andati i negoziati, trovare dei punti comuni tra tutti i partecipanti non deve essere stata cosa semplice; a dimostrarlo oltre alle differenti posizioni manifestate da alcuni leader mondiali durante il summit, anche il ritardo di quasi tre ore con il quale è stato annunciato ufficialmente il raggiungimento dell'accordo. Un documento approvato per acclamazione e non per chiamata nominale. Sarebbe stato forse troppo rischioso in un clima già molto teso, incassare qualche dissenso.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Alimentazione] [Globalizzazione] [Attivismo] [Cambiamento climatico] [Sicurezza] [Finanza] [Commercio] Foto: Un'immagine del Vertice Fao - foto: ©FAO
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08.04.2008
I fondi destinati alla cooperazione internazionale ammontano a circa 106 miliardi di dollari l’anno (pari allo 0,33 per cento del Prodotto interno lordo dei Paesi donatori), risorse disseminate in un ampio spettro di Paesi beneficiari, distribuite tra una miriade di agenzie di cooperazione e un’infinità di progetti. Una cifra insufficiente per combattere la povertà, affermano gli esperti. A ripeterlo sono le organizzazioni non governative che promuovono progetti di sviluppo nel Sud del mondo, i cui comunicati invitano spesso i Paesi donatori a rispettare l’impegno preso di destinare lo 0,7 per cento del loro Prodotto interno lordo all’aiuto allo sviluppo. Ma per far funzionare la cooperazione internazionale è sufficiente aumentare aiuti e risorse economiche? La buona cooperazione è (solo) una questione di soldi?
Continuadi Emanuela Citterio Temi/paesi correlati: [Cooperazione internazionale] [Alimentazione] [Globalizzazione] [Attivismo] [Sicurezza] [Debito] [Diritti civili] Foto: Logo di una delle Giornate per la cooperazione italiana
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17.03.2008
Un preoccupante calo delle notizie delle principali edizioni dei telegiornali RAI e Mediaset sulle crisi umanitarie che passano dal 10% del totale delle notizie del 2006 all’8% del 2007 e nessuna traccia della Repubblica Centrafricana dove la popolazione è intrappolata nella morsa degli scontri tra gruppi armati. E' quanto segnala il recente rapporto di Medici Senza Frontiere sulle "Crisi umanitarie dimenticate dai media", un'analisi elaborata con l'Osservatorio di Pavia. Alla malnutrizione che ogni anno uccide 5 milioni di bambini sono state dedicate dai TG solo 18 notizie, in buona parte per appelli del Papa, mentre la crisi del Darfur ha avuto una maggiore copertura mediatica soprattutto per la visita nella regione dell'attore George Clooney e di altri divi di Hollywood.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Emergenze] [Bambini] [Nutrizione/Malnutrizione] [Malattie/Cure] [Informazione & Media] [Conflitti] Foto: Il rapporto di MSF sulle 'crisi dimenticate' dai media
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11.03.2008
Con la fine della XV legislatura l'ennesimo tentativo di riforma della legge sulla cooperazione internazionale è naufragato. L'effetto è quello di ritrovarci con una legge ben più vecchia dei suoi vent'anni, incapace di leggere e di dare risposte alle profonde trasformazioni che hanno disegnato questo passaggio di tempo. Provo allora a porre qualche domanda, solo in apparenza provocatoria: a che cosa servono gli 'aiuti allo sviluppo'? Qual'è la cooperazione che investe nella conoscenza prima che nei progetti? Perché raramente ci si interroga sull'impatto e sull'autosostenibilità della cooperazione? Perché non si antepone il pensare all'agire, la parola al fare? Di tutto questo e di altro ancora parleremo in un seminario a Trento il prossimo 14 marzo. Con un piccolo ma ambizioso obiettivo: l'elaborazione e la presentazione di una 'carta' che aiuti la cooperazione a ragionare senza reticenze su se stessa. di Michele Nardelli
ContinuaTemi/paesi correlati: [Commercio] [Legislazione] [Società civile] [Cooperazione internazionale] Foto: Foto dal sito della Cooperazione Italiana
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04.03.2008
La Commissione Esteri del Senato ha approvato un documento conclusivo di indagine conoscitiva. E' stato raggiunto un compromesso: sì al viceministro, al fondo unico e a una politica unitaria, mentre è bocciata l’Agenzia e dimenticate le Ong che non sono entusiaste del documento approvato a Palazzo Madama e, a questo punto, attendono il nuovo parlamento per dire la loro sul progetto. Nel frattempo gli 'Stati generali della solidarietà e cooperazione internazionale' hanno invitato tutti i candidati premier a discutere di questi temi in un incontro pubblico, il prossimo 10 marzo a Roma, nel corso del quale sarà presentato il decalogo della solidarietà internazionale. Intanto prosegue il lavoro per mettere a punto la “Carta di Trento per una migliore cooperazione” che promuove per il 14 marzo a Trento un seminario sulla "Nuova cooperazione"
ContinuaTemi/paesi correlati: [Debito] [Legislazione] [Società civile] [Cooperazione internazionale] Foto: Foto dal sito della cooperazione italiana
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19.02.2008
È la terza legislazione che fallisce il tentativo di riformare la legge 49 sulla “cooperazione allo sviluppo”. Ogni volta che un nuovo governo ci prova, cade. Casualità e coincidenza, certo. Siamo consci che la cooperazione non sia mai stata così prioritaria; né ieri e né oggi. Forse domani, quando si capirà che per abitare l’interdipendenza bisognerà fare i conti con la cooperazione con coloro che stanno oltre mare. Ma sulla 49 non è mai stato facile fare fronte comune. Ha più di 20 anni ed avvalla una concezione di cooperazione non al pari con i tempi. Molto centrale (l’aiuto pensato qui), dipendente dalla politica estera, legata alle imprese italiane che beneficiano degli stessi aiuti, con una concezione di “sviluppo” slegata dai saperi dei territori. Urge, quindi, una riforma. A tal fine vorremmo provocare proprio il pensiero di ciascuno con questa prima ipotesi di “Carta di Trento per una migliore cooperazione”. I lettori possono da subito intervenire per dare il proprio contributo. di Fabio Pipinato
ContinuaTemi/paesi correlati: [Commercio] [Microcredito] [Legislazione] [Società civile] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] [Volontariato] Foto: Ospedale di Chiulo da Trentinocooperazione.it
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16.02.2008
Il Cipsi ha inviato ai responsabili dei programmi elettorali una lettera in cui si chiede attenzione per la cooperazione internazionale. "Un programma non può trascurare la dimensione internazionale del nostro Paese, con una precisa garanzia di coerenza nelle politiche e nelle relazioni internazionali che trovi nella cooperazione lo strumento fondamentale di tutela della dignità umana, dei diritti fondamentali di ogni cittadino e dei beni comuni dell'intera umanità" - afferma la lettera. ""La cooperazione e la solidarietà internazionali devono essere considerate oggi come cartina di tornasole di quella che potremmo definire una rinnovata giustizia internazionale. Non devono condizionare solo la politica estera, ma anche la politica interna e la politica commerciale. Un asse trasversale di coerenza politica".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Commercio] [Pace] [Attivismo] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] Foto: Logo del Cipsi
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10.01.2008
L'aumento del prezzo del greggio sta vanificando i benefici portati negli ultimi tre anni a molti paesi africani dagli aiuti internazionali e dalla cancellazione del debito tanto da far temere il ripetersi della crisi del debito degli anni Ottanta. Sono le conclusioni di una ricerca condotta dall'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) e rilanciata da 'Il Sole 24 ore'. La ricerca svolta in 13 paesi africani privi di risorse petrolifere evidenzia come il rincaro del greggio acquistato da questi stati a partire dal 2004 sia stato equivalente a 3 punti percentuali del Pil: cifra superiore agli aiuti ricevuti nello stesso lasso di tempo dai paesi donatori e alla somma di debito cancellato. "Il vero rischio, di cui poco si parla, è che si va verso una nuova crisi del debito" - commenta a Unimondo, Antonio Tricarico della CRBM.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Africa] [Economia] [Debito] [Geopolitica] [Globalizzazione] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] [MDGs] Foto: Nigeria: pozzo di petrolio in fiamme - da Peacelink
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30.10.2007
In vista della discussione sulla proposta di legge di riforma della cooperazione, l'Associazione Ong italiane presenta una nota che segnala "alcuni elementi fondamentali che devono caratterizzare le attività di cooperazione allo sviluppo". "Lo sviluppo è una questione di donne e di uomini, essi devono essere il fine di ogni iniziativa e diventare protagonista dello sviluppo proprio e della propria nazione. E’ fondamentale affermare e concretamente riconoscere la centralità delle risorse umane, in ogni ambito operativo" - afferma la nota dell'Associazione che raggruppa 163 organizzazioni non governative italiane.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Debito] [Attivismo] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] [Aiuti] |
30.05.2007
E' iniziata in Commissione affari esteri del Senato la discussione sulla riforma della cooperazione allo sviluppo, attesa da oltre un decennio e più volte arenatasi nelle scorse legislature. E’ un impegno assunto dall’attuale maggioranza in campagna elettorale e dunque c’è attesa e fiducia di raggiungere finalmente un risultato concreto. La stessa scelta del Governo di proporre una legge delega – per cui il Parlamento approva un testo breve con i soli principi essenziali della riforma, mentre la sua definizione completa è lasciata all’esecutivo tramite successivi decreti attuativi – è un segnale forte di assunzione di responsabilità, oltre che un tentativo di accorciare i tempi. Alcuni lamentano il rischio che ciò impoverisca il dibattito in sede parlamentare. Ma la paralisi attuale della cooperazione allo sviluppo necessita di un intervento rapido che superi l’attuale legislazione del 1987, ferma ad un’epoca storica ormai tramontata. di Mauro Cereghini
ContinuaFonte: Osservatorio sui Balcani Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Società civile] [Cooperazione internazionale] Foto: Aiuti in situazione di emergenza
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30.04.2007
Garantisce le imprese italiane all’estero. L’unico azionista è il ministero del Tesoro che incassa ricchi dividendi. Ma, nel tempo, è stata una macchina terribile nel produrre l’indebitamento dei paesi in via di sviluppo. Le sue operazioni sono avvolte nel silenzio. Soprattutto quelle legate al commercio delle armi. È uno dei salotti bene dell’economia italiana. Conosciuto da pochi. Dove si elogia il silenzio. E si coccola la riservatezza. Ambito dalla grande imprenditoria e dalle banche, perché in un angolo della sua sala è custodito un forziere, ricco di “dobloni”. Ma anche l’affamata politica, che nel tempo si è pure abbuffata al suo tavolo, ignora spesso che cosa si muova, carsicamente, nelle stanze di comando di quel fortino. Di ufficiale si sa che è (stato), insieme ai suoi simili occidentali, uno dei più potenti strumenti di indebitamento dei paesi poveri. Da sotto il velo del mistero, sbuca la Sace, la “società per azioni a capitale interamente pubblico, nata per le attività di sostegno delle operazioni di export delle imprese italiane in ambito internazionale”. di Gianni Ballarini
ContinuaFonte: Nigrizia Temi/paesi correlati: [Commercio] [Debito] [Armi] [Governo] Foto: Logo della Sace
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10.04.2007
Il disegno di legge delega sulla cooperazione allo sviluppo approvata il 5 aprile in occasione del Consiglio dei ministri è sicuramente un fatto positivo. E' la testimonianza della volontà politica (del governo) a procedere finalmente ad una cambiamento della vecchia legge 49 risalente al 1987. Una legge, quest'ultima, che ormai non funziona più e che da oltre 15 anni è oggetto di critiche e di tentativi, finora falliti, di superamento. Adesso la parola spetta al Parlamento che ha 24 mesi di tempo per varare la delega e poi spetterà al Governo emanare i decreti delegati. Se tutto va bene, ci vorranno tre anni prima che la nuova norma entri in vigore. Sempre che si riesca ad approvarla. Le resistenze del corpo diplomatico infatti sono fortissime ed è ipotizzabile che diversi senatori ad esso vicini facciano il possibile o per rallentare l'iter della legge o per farla decadere. E' un sospetto che speriamo venga smentito.
Continuadi Giulio Marcon Temi/paesi correlati: [Attivismo] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] Foto: Foto dal sito della cooperazione italiana
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10.01.2007
"Mai più". La Società delle Nazioni, prima, e le Nazioni Unite, poi, sono state fondate su questo imperativo. Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità. L’Onu, quindi, come strumento sovranazionale che i popoli si sono dati per prevenire la guerra come summa dell’antipolitica, dell’afonia del dialogo che incombe costantemente sulle relazioni internazionali. Non solo guerra ed i suoi secolari strascichi di bombe e mine esplose, rifugiati ed economie azzerate. Altri conflitti violenti affliggono l’umanità come la fame, le calamità naturali, l’assenza d’acqua, la miseria che consegue l’ipernatalità o la corruzione, il “mercato iniquo”, la deregolazione dei territori, l’analfabetismo e conseguente violenza sulle donne. Tutto ciò ha provocato la Comunità Internazionale ad istituire molte agenzie specializzate, dipartimenti ed uffici in grado di rispondere sia ad emergenze che a problemi complessi e talvolta strutturali.
Continuadi Fabio Pipinato Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Nazioni Unite] [Politica] Foto: L'Assemblea Generale dell'Onu
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08.07.2006
In un momento in cui le ong italiane manifestano il bisogno di chiarezza tra aiuti umanitari, cooperazione allo sviluppo e altri tipi di intervento internazionale e aumentano gli interrogativi sullo spartiacque dell'agire cooperativo, ci confrontiamo con una cooperazione (nel senso letterale dell'operare insieme per il bene comune) senz'altro atipica, che segue quello che, per facilità di comunicazione, viene chiamato "approccio comunitario". La comunità in questione è il Saint Martin, nella città di Nyahururu, poco distante dal monte Kenya dell'omonimo stato africano, un modello unico al mondo che vive seguendo la regola "Only through community" (Solo attraverso la comunità). Il Saint Martin lavora con la convinzione che tutte le comunità abbiano delle risorse interne e suo compito sia quello di mobilitare le persone, con le loro capacità di solidarietà e condivisione. Lavora quindi sulle persone "abili", e non su quelle in stato di bisogno, affinché ci sia una presa in carico personale e comunitaria dei più vulnerabili.
Continuadi Cinzia Agostini Fonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Religione] [Bambini] [Cooperazione internazionale] Foto: Comunità di "street children" al Saint Martin
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28.06.2006
Fabio Pipinato della Fondazione Fontana interviene in merito al recente pronunciamento della Corte Costituzionale che contesta alcuni articoli della legge della Provincia Autonoma di Trento 15 marzo 2004 in materia di “Azioni ed interventi della solidarietà internazionale” e specificamente sulla possibilità della Provincia Autonoma di attuare alcune modalità di “cooperazione decentrata”. La delibera contesta la scelta dei Paesi e ribadisce che la cooperazione decentrata attiene alla cooperazione allo sviluppo che, a sua volta, attiene alla cooperazione internazionale e che, a sua volta ancora, attiene alla politica estera e che, dunque, è di competenza dello Stato. “La verità è che la Corte costituzionale non s’è sbagliata” - scrive Pipinato. “Ha applicato fedelmente la legge 49 che appartiene, in termini di relazioni internazionali, allo scorso Millennio quand’eravamo reduci dalla “Sacra missione civilizzatrice dei popoli”. Lo Stato burocrate, armato, confinario, sovrano, accentratore, retorico e solidale non può riconoscere altri tipi di “relazioni internazionali” se non le proprie”.
ContinuaFonte: Fondazione Fontana Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Cooperazione internazionale] [MDGs] Foto: Ospedale di Chiulo da Trentinocooperazione.it
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20.06.2006
Sono 854 i milioni di persone che nel mondo soffrono la fame. Di queste, 820 milioni vivono nei Paesi poveri, 25 milioni nei Paesi definiti "in transizione" e ben 9 milioni in quelli opulenti e industrializzati. Se nella prima metà degli anni '90 le persone malnutrite erano diminuite di 26 milioni, nella seconda metà dello stesso decennio sono risalite di 23 milioni di unità, di fatto annullando i risultati ottenuti. Siamo, quindi, molto distanti dal primo degli "Obiettivi del Millennio", il dimezzamento della povertà entro il 2015. Sono le impressionanti cifre riportate da Jacques Diouf, direttore generale della Fao, nel suo intervento di apertura della 25° Conferenza Regionale della Fao per l'Europa svoltasi a Riga, in Lettonia, gli scorsi 8 e 9 giugno. Ciò che è in gioco è la "sovranità alimentare": il diritto, cioè, di ogni popolo a definire le proprie politiche agrarie in riferimento all'alimentazione, a proteggere e regolare la produzione agricola e il mercato locale ai fini della propria autosufficienza.
Continuadi Cinzia Agostini Fonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Economia] [Attivismo] [Nutrizione/Malnutrizione] [MDGs] Foto: Lavoro nei campi in Honduras © Food First / Institute for Food and Development Policy
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31.03.2006
Numerose le domande e le proposte della società civile ai due schieramenti in vista delle prossime elezioni politiche (9-10 aprile). Oltre alle "Dieci idee per un Paese diverso" avanzate da "Cambiare si può", vanno segnalate alcune iniziative più specifiche nei diversi settori. La campagna 'Addio alle armi!' propone ai candidati il pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione e non solo l’impegno per il ritiro immediato dall’Iraq, ma la promozione di una vera cultura della pace che passi attraverso la riduzione delle spese militari, il monitoraggio dell’esportazione di armi italiane, l’appoggio ai corpi civili di pace. Il Cipsi – Coordinamento che raggruppa 35 associazioni impegnate da oltre 30 anni nella cooperazione e nella solidarietà - si rivolge a tutti i candidati con una lettera aperta con la quale chiede loro di impegnarsi in un nuovo approccio alla cooperazione "per sostenere la difesa dei diritti fondamentali e dei beni comuni ripartendo da principi di ri-distribuzione del potere individuale e collettivo. Greenpeace affronta il dibattito sul nucleare che considera "risposta sbagliata alla domanda di energia". E La Lav ha passato al setaccio i programmi dei partiti e delle Coalizioni sulla questione dei diritti degli animali.
ContinuaFonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Guerra e Pace] [Nucleare] [Attivismo] [Cooperazione internazionale] Foto: da cambiaresipuo.it
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20.03.2006
Un gruppetto multietnico di bambini nudi e paffutelli, bianchi, neri, gialli, con gli occhi a mandorla o spalancati e in mezzo lei, l'inossidabile Raffaella Carrà in veste di neomadrina e promotrice della nuova solidarietà televisiva marketing oriented. Dietro la telecamera invece Oliviero Toscani, regista, creativo e fotografo, da sempre molto discusso sino dalle famose campagne pubblicitarie realizzate per Benetton. Così si presenta oggi la Rai con lo spot pubblicitario del programma "Amore" che sarà trasmesso a partire dal 25 marzo. Lo show va in onda dall'Auditorium Rai di Roma (quello di Carramba), in studio una specie di grande centralino, "durante la settimana ci si potrà proporre come padrini, e le Onlus gestiranno le richieste". Ora non ci resta che aspettare il fatidico giorno di inizio della nuova trasmissione dal nostro comodo divano...
Continuadi P. Rizzini da Greenplanet Temi/paesi correlati: [Cooperazione internazionale] Foto: Raffaella Carrà - da Rai
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12.03.2006
Marzo 2006, Pechino. La superpotente Cina sfida il deserto. Per riconquistare un quinto della sua superficie ricostruisce una muraglia verde. Servirà a fermare l’avanzata dei deserti e ristabilire agricoltura e verdi pascoli. Secondo il governo cinese 500 mila chilometri quadrati possono tornare all’uomo entro il 2020. Sarà l’azione di riforestazione più grande della storia sostenuta con un finanziamento alla ricerca per diffondere fonti alternative d’energia. Il tutto basato su esperimenti scientifici decennali che rendono possibile la “nuova creazione”. Un’azione imperiale che però non convince né gli ambientalisti né le Nazioni Unite. Dopo mezzo secolo di megaprogetti e microrisultati, il Palazzo di Vetro è ormai consapevole della necessità di percorsi che passino dalla condivisione dei processi con le popolazioni locali all’assunzione di responsabilità comuni e soprattutto dalla formazione di base. In una parola da una nuova “alfabetizzazione ambientale”, soprattutto delle ragazze.
Continuadi Fabio Pipinato Fonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Attivismo ambientale] [Foreste] [Acqua] Foto: 2006: Anno internazionale su deserto e desertificazione
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