Analisi e opinioni
30.09.2008
Con il "sì" al referendum di domenica scorsa è stata approvata in Ecuador la nuova Costituzione: si basa su un "modello di economia sociale e solidaristica" e modifica l'assetto di potere in vigore finora ritenuto ingiusto nei confronti dei nativi e della popolazione più povera. La riforma agraria prevede l'espropriazione e ridistribuzione delle terre, il controllo statale su settori strategici come il petrolio, l'estrazione mineraria e le telecomunicazioni, l'assistenza sanitaria gratuita per tutti gli anziani. Stabilisce inoltre il diritto umano all'acqua come fondamentale e irrinunciabile così come quello all'alimentazione per tutti. Prevede tra l'altro il divieto assoluto di installare basi militari straniere nel paese tra cui quella Usa a Manta. Scontate le preoccupazioni da parte delle multinazionali straniere, ma ci sono anche quelle della Chiesa cattolica sui "temi non negoziabili". (Elvira Corona)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Governo] [Democrazia] [Economia] [Diritti civili] Foto: Una manifestazione sociale in Ecuador © Oxfam International
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04.07.2008
La liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri 14 ostaggi segna un trionfo per il governo Uribe che riesce anche a mettere in ombra le vicende poco limpide nelle quali è coinvolto. Il rischio però ora è che la difficile situazione della Colombia passi in secondo piano agli occhi della comunità internazionale. Proprio ieri a Bogotá è stato presentato il nuovo rapporto della 'Coalición Colombiana contra la Tortura' di cui Terre des Hommes (TdH) Italia fa parte. “Il rapporto – afferma TdH - evidenzia come la tortura, fisica e psicologica, sia una pratica sistematica e generalizzata e che lo stato colombiano, nonostante i tanti appelli delle istituzioni internazionali non sia ancora riuscito ad arrestare un fenomeno così esecrabile soprattutto per quel che riguarda gli atti di tortura perpetrati da suoi esponenti”. Insomma tanta soddisfazione e gioia per le liberazioni, ma c'è ancora tanto da fare. Elvira Corona
ContinuaTemi/paesi correlati: [Colombia] [Società civile] [Geopolitica] [Democrazia] [Conflitti] [Diritti umani] Foto: Ingrid Betancourt abbraccia la madre - Foto © Radio Netherlands Wereldomroep
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25.05.2008
“La cooperazione e l’integrazione dei nostri popoli passa in primo luogo per la costruzione di un sistema in cui i diritti economici, politici, sociali, culturali e ambientali delle maggioranze siano la priorità e la ragion d’essere delle politiche governative. Per questo respingiamo i progetti di ‘Accordi di Associazione (Ada) proposti dall’Unione Europea e avallati da alcuni governi latinoamericani e caraibici che intendono solo approfondire e perpetuare l’attuale sistema di dominazione che tanto danno ha fatto ai nostri popoli”: lo si legge nella dichiarazione conclusiva del III ‘Vertice dei Popoli’ promosso dalla rete dei movimenti sociali bi regionali ‘Enlazando Alternativas’, che si e ‘ chiuso sabato scorso 17 maggio a Lima in concomitanza con il V Vertice tra America Latina e Caraibi e Unione Europea (Alc-Ue).
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Globalizzazione] [Attivismo] [Economia] [Diritti dei popoli indigeni] [Diritti civili] Foto: Manifesto del III Vertice dei Popoli - da Enlazando Alternativas
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14.04.2008
I movimenti sociali per la difesa dei diritti dell’infanzia e adolescenza si stanno mobilitando contro la repressione dei ragazzi di strada in America Latina. Durante il “VII Incontro Latinoamericano Molacnats” che ha chiuso i battenti sabato 22 marzo a Bogotà, sono state decise delle iniziative comuni in particolare in Perù, Colombia e Paraguay. Lunedì 31 marzo nel centro di Lima centinaia di bambini e adolescenti lavoratori hanno manifestato fino alla sede del Ministero del MIMDES. Vari rappresentanti del Movimento MNNATSOP che rappresenta ben 14.000 NATs (Bambini e Adolescenti lavoratori) del Peru hanno manifestato il loro rifiuto nei confronti della decisione della Ministra della donna e dello sviluppo sociale Susana Pinilla che nel febbraio scorso ha iniziato vari operativi con l’appoggio della polizia nazionale per sradicare la mendicità e il lavoro minorile per le strade della capitale. di Cristiano Morsolin
ContinuaTemi/paesi correlati: [America Latina e Caraibi] [Lavoro] [Bambini] [Attivismo] [Economia] [Diritti dei popoli indigeni] [Diritti civili] Foto: Bambini di strada in America Latina - foto: proNats
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26.11.2007
Il movimento 'Via Campesina' accusa la multinazionale svizzera Syngenta di aver assoldato i pistoleiros della milizia privata NF responsabili dell'uccisione, il 21 ottobre scorso, di un attivista del Movimento dei Sem Terra e membro di Via Campesina, Valmir Mota de Oliveira, a Santa Tereza do Oeste nello stato brasiliano del Paranà. L'intervento delle milizia armata della NF è avvenuto poche ore dopo la rioccupazione da parte dei Sem Terra del terreno di sperimentazione di transgenici dalla multinazionale svizzera Syngenta oggetto dallo scorso anno di un contenzioso in quanto situato in un'area ai confini del Parco Nazionale di Iguaçu dichiarato dall'Unesco "Patrimonio dell'Umanità".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti civili] [Imprese] [Biodiversità] [Genetica] [Attivismo] [Agricoltura] Foto: Protesta dei Sem Terra verso la Syngenta - da Cmi-Brazil
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09.06.2007
Il giudice della Corte Suprema di Santiago del Cile, Urbano Marín, ha ordinato venerdi scorso gli arresti domiciliari di Alberto Fujimori per impedire all'ex Presidente del Perù di rifugiarsi nell'ambasciata nipponica a Santiago. Il governo di Lima ha chiesto l’estradizione di Fujimori per 10 capi d'imputazione, tra cui la corruzione e la violazione dei diritti umani. Fujimori, dopo essere fuggito nel 2000 in Giappone per sottrarsi alla giustizia peruviana, si è recato in Cile nel 2005 nella speranza di poter manipolare le ultime elezioni in Perù. L'ex presidente peruviano, al potere dal 1990 al 2000, è stato posto agli arresti e liberato successivamente su cauzione dalla magistratura cilena in attesa dell’estradizione in Perù. Un segnale importante per far avanzare la giustizia transnazionale e la lotta contro l’impunità non solo rispetto alla violazione dei diritti umani, ma anche contro un sistema di neoliberalismo selvaggio che nel decennio 1990-2000 la dittatura di Fujimori ha trasformato il Perù. di Cristiano Morsolin
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Attivismo] [Governo] Foto: Manifestazione a Lima per l'estradizione dell'ex presidente Fujimori - da Selvas.org
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03.04.2007
Al contrario di quello che comunemente si pensa, la rielezione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva non è stata frutto di una fase di ascensione dei movimenti sociali e neanche avrà un ruolo fondamentale per destarli dall’apatia. E’ la radiografia del momento politico brasiliano fatta da João Pedro Stédile, leader del Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra (MST), considerato il più articolato ed organizzato movimento sociale del Brasile. Secondo Stédile neppure il MST sfugge alla perdita di credibilità popolare e, nella sua visione, se ha ancora una superiorità sugli altri movimenti lo deve al fatto di aver rifiutato il vincolo con un partito. Il MST è stato generato in un processo di critica alla sinistra tradizionale che strumentalizzava i movimenti sociali e anteponeva loro le sue divisioni di idee.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Brasile] [Attivismo] [Democrazia] [Terra] Foto: Marcia dei Sem Terra - da comitatomst.it
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19.03.2007
L'associazione "Libera" appoggia la nascita della Commissione Etica Internazionale in Colombia, promossa dal Movimento di vittime di crimini di Stato. Il Movimento è impegnato nella costruzione di una Colombia libera dal conflitto armato che insanguina da decenni il paese andino nella convinzione che l'unica soluzione possibile al conflitto sia quella politica e negoziata, basata sui principi della giustizia e sulla costituzione di una Commissione della Verità Indipendente per indagare le rispettive responsabilità. Per queste ragioni, 25 personalità a livello mondiale, riconosciute per la loro autorità morale hanno presentato la Commissione Etica Internazionale in Colombia con l’obiettivo di “salvaguardare il diritto alla memoria storica, per difendere la verità storica delle vittime dei crimini di stato, di fronte all’assenza di un sistema istituzionale di giustizia che affronti seriamente il genocidio e i crimini contro l’umanità, di fronte al mancato riconoscimento dei diritti delle vittime”. Libera
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Attivismo] [Giustizia e criminalità] Foto: Paramilitari delle AUC - da Warnews
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17.01.2007
"Non ci illudiamo sul prossimo governo Lula. Crediamo che il paese andrà avanti partendo delle azioni della società e del popolo brasiliano" - afferma Marina dos Santos, membro del Coordinamento Nazionale del MST in questa recente intervista a Fazendomedia.com. "Il MST continuerà con l’occupazione delle terre e con le denunce contro la distruzione della natura promossa dall’agribusiness e dalle transnazionali della agricoltura". "Il principale nemico del MST è infatti l’avanzamento dell’alleanza tra latifondo, agribusiness e aziende transnazionali dell’agricoltura. Attualmente questo è il grande ostacolo per un processo massiccio di Riforma Agraria. L’agribusiness sta subordinando l’uso delle terre e le risorse naturale brasiliane alle necessità delle transnazionali come la Bunge, Cargill, Monsanto, Stora Enzo, Syngenta e ADM e alla speculazione del mercato finanziario internazionale".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Brasile] Foto: Manifestazione dei Sem Terra © Radio Netherlands / Radio Netherlands
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27.09.2006
"Dopo il colpo di stato del febbraio 2004 che rovesciò l’allora presidente eletto, Jean-Bertrand Aristide, adesso c'è il rischio che si voglia fare di Haiti un “protettorato” ad uso e consumo di poche multinazionali, quasi tutte nordamericane, che utilizzano mano d'opera a 30 centesimi di dollaro al giorno". Lo afferma un dossier di da Alma Giraudo per Selvas.org che dimostra la responsabilità degli Stati Uniti e dell’Unione Europea nella destabilizzazione di Haiti nei mesi e nei giorni che hanno preceduto il colpo di stato. Il golpe ha visto "migliaia di persone massacrate o scomparse" - nella sola area della capitale sarebbero 8000 persone - decine di migliaia di stupri e almeno 3.500 prigionieri politici. L'inchiesta mette sotto accusa anche la stampa nazionale e internazionale che "ha avuto una notevole importanza nella destabilizzazione del Paese" e l’organizzazione “Réporters sans Frontières” (RSF) che avrebbe avuto "un ruolo non secondario nel diffondere informazioni quantomeno tendenziose, se non false".
ContinuaFonte: Selvas.org Temi/paesi correlati: [Haiti] [Diritti civili] [Società civile] Foto: Obitorio di Port-au-Prince - dal rapporto dell'IJDH
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13.04.2006
L'arcivescovo ci aveva tenuto sempre: “Il Giovedì Santo, fino alle quattro del pomeriggio è di noi preti. Non prendetevi altri impegni. Vi voglio tutti alla Santa Messa Crismale e poi staremo un po' insieme in fraterno convivio”. Il “fraterno convivio” consisteva in un pranzo alla buona che i preti consumavano in fretta per correre poi nelle loro parrocchie dove li aspettavano gli ultimi preparativi della Messa della “Cena del Signore” che la gente preferiva chiamare “Messa del lava-piedi”. All'ora prevista la processione si avviò verso l'altare, accompagnata dal canto di migliaia di voci. Lo spazioso presbiterio si popolò di sacerdoti, diaconi e seminaristi. Il cardinale dovette prestare attenzione al cerimoniere che gli sussurrava qualcosa all'orecchio. Don Arlindo stava dicendo, con la voce più neutrale del mondo: "Quest'anno il signor cardinale, accompagnato dal suo amato clero e da tutti quelli che vorranno partecipare, anticiperà il rito del lava-piedi invitando alla sua mensa i poveri della città, gli accattoni, gli invalidi, coloro che, non avendo casa, abitano sul marciapiede. Sarà un modo più evangelico di celebrare la Santa Cena in quest'anno dedicato all'eucaristia".
Continuadi Savio Corinaldesi da Missione Oggi Temi/paesi correlati: [Brasile] [Religione] [Povertà] Foto: Comunitò Sam Josè
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28.03.2006
Dopo due settimane in cui l’Ecuador è stato teatro di imponenti proteste indigene che hanno paralizzato il Paese, la Conaie (Confederación de Nacionalidades Indígenas del Ecuador), principale confederazione di organizzazioni indigene ecuadoriane, ha chiesto alle migliaia di indios mobilitati di rientrare ai propri villaggi. “Abbiamo raggiunto un importante risultato, quello di aver presentato a livello internazionale la condizione critica in cui versa il nostro Ecuador” - recita un comunicato stampa degli indigeni. Dal 13 marzo intere comunità di popoli indios, provenienti da tutte le province del piccolo Paese andino, hanno raggiunto la capitale Quito per opporsi alla imminente firma del Trattato di libero commercio andino (TLC) con gli Stati Uniti. Un accordo già firmato da Colombia e Perù che, attraverso la liberalizzazione degli scambi di beni e servizi, “intende sottoporre al controllo di altri le nostre risorse naturali e la nostra stessa sovranità territoriale e politica” - afferma Luis Macas, leader della Conaie.
Continuadi Tancredi Tarantino Fonte: Unimondo, Selvas.org Temi/paesi correlati: [Ecuador] [Diritti civili] [Imprese] [Attivismo] Foto: Manifestazioni indigene a Quito - da CONAIE
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30.01.2006
Tra le centinaia di seminari del V Forum Sociale policentrico che si è tenuto a fine gennaio a Caracas, la società civile latinoamericana ha affrontato anche il dibattito “dalla civilizzazione petrolifera alle civilizzazioni post-petrolifere sostenibili e le loro implicazioni con il debito ecologico”. Il Venezuela ispirato dal petropulismo può permettersi di lanciare anatemi contro il capitalismo e di fare la voce grossa con gli Stati Uniti, il paese che compra il 70 % del suo greggio. Ma nonostante l’irritazione della Casa Bianca, il Venezuela dei petrodollari continua ad attrarre i capitali americani. In base alla legge sugli idrocarburi, le multinazionali del petrolio potranno continuare a operare nel paese, quinto produttore mondiale, a patto che sottoscrivano accordi di “associazioni mista” con la holding energetica statale. Chavez ha fatto della questione energetica uno degli assi fondamentali del suo progetto politico per il continente e ha trovato un importante alleato nel neo presidente boliviano Evo Morales, che dovrà operare verso una nazionalizzazione dei giacimenti di gas impostagli dai movimenti indigeni, anche se trova una certa contrarietà da parte brasiliana. di Cristiano Morsolin
ContinuaFonte: Selvas.org Temi/paesi correlati: [Venezuela] [Esclusione sociale] [Geopolitica] [Energia] [Povertà] Foto: Venezuela e petrolio
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17.01.2006
Per l’America Latina il 2006 si sta aprendo con speranze che possono favorire il cambiamento, a partire dal protagonismo dei movimenti sociali e popolari, in primis l’elezione del nuovo Presidente della Bolivia Evo Morales. Giungono speranze sulla lotta contro l’impunità dei crimini della dittatura militare anche sull’Argentina: l’11 gennaio il pubblico ministero ha chiesto una condanna fino a 17.010 anni di carcere per l’ex-capitano di corvetta della Marina argentina Ricardo Miguel Cavallo accusato di genocidio durante l’ultima dittatura militare (1976-’83). Invece dalla Colombia giungono notizie di continue e sistematiche violazioni dei diritti umani, di massacri che colpiscono leader indigeni, sindacalisti, di religiosi, difensori dei diritti umani. Preoccupazioni giungono anche dal Perù dove si sta concludendo disastrosamente il mandato del presidente Toledo consegnando il paese andino nelle mani di una corruzione dilagante. Soffiano venti di speranza anche in Cile, con l’elezione della prima donna presidente, la socialista Michelle Bachelet. In questo contesto si colloca il secondo forum Sociale delle Americhe che si apre a Caracas.
ContinuaFonte: Selvas.org Temi/paesi correlati: [America Latina e Caraibi] [Diritti dei popoli indigeni] [Giustizia e criminalità] [Società civile] [Popolazione] Foto: comunità San Josè
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21.12.2005
Tutte le 45 organizzazioni che compongono il 'Forum nazionale per la Riforma agraria e la giustizia nelle campagne', hanno sottofirmato il seguente bilancio sul governo Lula. "Il Brasile vive una grave crisi in questo momento della sua storia. Una crisi di carattere economico, poichè la politica economica continua a porre come priorità la remunerazione del capitale finanziario a danno della soluzione dei problemi del popolo. Una crisi sociale, perchè i problemi del popolo crescono, con la mancanza di lavoro, di reddito, di scuola e di terra. Una crisi politica, perchè il popolo non crede nei parlamentari e esige una riforma politica profonda, che garantisca una maggiore partecipazione e democrazia diretta. Stiamo, in una parola, vivendo una crisi di progetto per il nostro paese".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Brasile] [Diritti dei popoli indigeni] [Società civile] Foto: Marcia dei Sem Terra - da comitatomst.it
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09.11.2005
Va fatta subito chiarezza su di un punto: tra i 33 convitati dall’anfitrione argentino Nestor Kirchner, il meno liberale di tutti era proprio lo statunitense George W. Bush. Questi ha provato per l’ennesima volta ad imporre un trattato di libero commercio, l’ALCA, che liberale lo è solo a senso unico. (...)
ContinuaÈ George Bush a far saltare quel tavolo marcando il proprio stesso fallimento, nella convinzione imperiale che tutto gli sia dovuto e nulla debba concedere in cambio. È George Bush l’estremista. Sono gli altri a dovere eliminare completamente le barriere doganali, ma gli Stati Uniti non sono disposti in cambio a ridurre i loro dazi. Sono gli altri a dovere distruggere e privatizzare, ma gli Stati Uniti in cambio non sono disposti a diminuire neanche di un centesimo lo spropositato assistenzialismo con il quale drogano il mercato in settori come l’agricoltura e l’industria. Contadini boliviani che guadagnano 30 dollari al mese producono un grano o un riso o un mais più caro e fuori mercato rispetto agli ultrassistiti omologhi statunitensi che ne guadagnano 3.000. È qui che salta il tavolo. Gli Stati Uniti continuano a pretendere di imporre leggi a paesi stranieri, ma non sono disposti a nulla concedere. Ne ha pagato le spese perfino il Canada, stritolato dall’accordo di libero scambio non meno del Messico. L'ALCA quindi è saltato per l'incapacità culturale degli Stati Uniti di raggiungere un accordo che fosse conveniente per entrambi i contraenti. di Gennaro Carotenuto Fonte: Latinoamerica Temi/paesi correlati: [America Latina e Caraibi] [Commercio] [Informazione & Media] [Società civile] |
30.08.2005
Il Partito Trabaquadores ha sbagliato e chiede scusa alla nazione. Resta da sapere chi sono i colpevoli. Due hanno confessato: Silvio Pereira ex segretario generale del partito e Delubio Soares, ex tesoriere che ha ammesso davanti alla Commissione di Inchiesta di aver inventato il sistema della "cassa 2 ", usata da Marcos Valerio. Il primo si è tolto dal PT, i secondo rimane iscritto, grazie a manovre interne che rinviano la verifica della Commissione Etica. Forse la sua resistenza a vestire i panni di capro espiatorio rappresenta una minaccia ad altri coinvolti nel balletto. - di Frei Betto
ContinuaTemi/paesi correlati: [Brasile] [Diritti civili] [Politica] [Codici di condotta] Foto: Frei Betto
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23.06.2005
In Bolivia il 39% della popolazione ha meno di 15 anni ed un impressionanente numero di persone inizia a lavorare in giovane età. Cosa riserva il futuro ad un paese con una grande quantità di giovani lavoratori? Non é necessario fermarsi molto in Bolivia per rendersi conto che la popolazione giovanile porta il suo contributo in ogni settore della vita economica. Nella città di Sucre, la capitale giuridica della Bolivia abitata da circa 200.000 persone, la presenza di bambini lavoratori è molto elevata: le urla di ragazzini in età preadolescenziale negli autobus, l’offerta dei lucida-scarpe e le attività dei giovanissimi, che vendono giornali per la strada.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Bolivia] [Bambini] [Lavoro] [Povertà] |
15.06.2005
In Italia i nostri mass-media (e anche quelli europei) hanno enfatizzato a caratteri cubitali che i ministri delle finanze dei paesi dei G8 hanno cancellato i debiti di 18 paesi poveri, durante la riunione dello scorso weekend a Londra. La realtà che non esce dalle pagine patinate è ben diversa, stridente e contraddittoria: si tratta di 50 mila milioni di dollari sono stati effettivamente cancellati, rispetto ai 2,4 bilioni di dollari reclamati dall’insieme dei paesi del Sud del Mondo; una infima parte del debito totale solo dei paesi africani, giunto oggi a ben 300 mila milioni di dollari. La rete internazionale GIUBILEO SUD, capitolo latinoamericano, e altre organizzazioni espressione della società civile internazionale impegnata per la cancellazione del debito, sia del Sud che del Nord, hanno denunciato questa ennesima ipocrisia.
ContinuaFonte: Selvas.org Temi/paesi correlati: [Debito] [Società civile] [Cooperazione internazionale] |
27.05.2005
Otto donne. Voci femminili a raccontarci della fertilità dei loro moti interiori. Come la Luna, che getta ombre nella notte che a loro volta sanno evidenziare zone altrimenti ignorate di giorno, così si susseguono sorprendenti i punti di vista di queste calde espressioni sentite, il lato femminile del cuore di Dio. Moderatrice della serata dell’Altro G8 è la nota giornalista Isabella Bossi Fedrigotti, attenta a cogliere i punti focali d’ogni intervento.
ContinuaFonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Sud America] [America del Nord] [Democrazia] [Società civile] Foto: Agenda L'Altro G8
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