Notizie sull'America Latina
29.10.2008
"Il governo della Colombia sta disegnando un'immagine positiva della situazione dei diritti umani nel paese, nonostante l'aumento di notizie relative a sfollamenti forzati, attacchi ad attivisti sociali e per i diritti umani e uccisioni da parte delle forze di sicurezza". E' la denuncia di Amnesty International che ha presentato ieri un nuovo rapporto sulle violazioni dei diritti umani intitolato "Lasciateci in pace! Civili presi di mira nel conflitto armato interno della Colombia". Il rapporto smonta anche quanto ripetutamente affermato dal governo colombiano e cioè che i gruppi paramilitari non sarebbero più attivi, che chi viola i diritti umani sarebbe chiamato a risponderne e che il lavoro degli attivisti sociali e dei sindacalisti verrebbe rispettato in pieno.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Governo] [Attivismo] [Conflitti] [Diritti umani] Foto: Manifestazione nel 2006 per l'assassinio del sindacalista Alejandro Uribe ©Private
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21.10.2008
Numerose organizzazioni nazionali ed internazionali per i diritti umani hanno dato il proprio sostegno alla 'Mobilitazione nazionale di resistenza indigena e popolare' in atto in Colombia per denunciare "il genocidio fisico e culturale e delle diverse forme di violazioni a cui sono soggetti i popoli nativi". Nei giorni scorsi l'esercito colombiano ha represso le mobilitazioni generali mentre il Governo colombiano ha dichiarato lo 'Stato di emergenza interna' nonostante la palese insussistenza dei requisiti costituzionali previsti - riporta l'ong 'A Sud' che ha lanciato un appello online. Durante le ultime due settimane sono stati assassinati 27 indigeni. Un messaggio di solidarietà ai popoli indigeni della Colombia è stato diffuso da Roma dai missionari della Consolata.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Terra] [Esclusione sociale] [Società civile] [Democrazia] [Conservazione] [Diritti dei popoli indigeni] Foto: Colombia, una donna indigena alla manifestazione - da 'A Sud'
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30.09.2008
Con il "sì" al referendum di domenica scorsa è stata approvata in Ecuador la nuova Costituzione: si basa su un "modello di economia sociale e solidaristica" e modifica l'assetto di potere in vigore finora ritenuto ingiusto nei confronti dei nativi e della popolazione più povera. La riforma agraria prevede l'espropriazione e ridistribuzione delle terre, il controllo statale su settori strategici come il petrolio, l'estrazione mineraria e le telecomunicazioni, l'assistenza sanitaria gratuita per tutti gli anziani. Stabilisce inoltre il diritto umano all'acqua come fondamentale e irrinunciabile così come quello all'alimentazione per tutti. Prevede tra l'altro il divieto assoluto di installare basi militari straniere nel paese tra cui quella Usa a Manta. Scontate le preoccupazioni da parte delle multinazionali straniere, ma ci sono anche quelle della Chiesa cattolica sui "temi non negoziabili". (Elvira Corona)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Governo] [Democrazia] [Economia] [Diritti civili] Foto: Una manifestazione sociale in Ecuador © Oxfam International
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22.08.2008
Gli indigeni peruviani hanno deciso di sospendere le azioni di protesta dopo aver raggiunto un accordo con il Presidente del parlamento che prevede la revoca del decreto legge destinato a favorire la privatizzazione delle terre dei nativi alle multinazionali petrolifere interessate allo sfruttamento delle risorse di petrolio e gas: il decreto era stato emanato a seguito di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti. Nei giorni scorsi il governo aveva dichiarato lo stato di emergenza nelle regioni settentrionali del Paese della foresta amazzonica per impedire le proteste indigene. L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) aveva rivolto al governo peruviano un urgente appello e denunciato la violazione delle linee guida internazionali sulla tutela delle popolazioni indigene.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Governo] [Attivismo] [Conservazione] [Conflitti] [Imprese] [Diritti dei popoli indigeni] Foto: Manifestazione degli indigeni peruviani - da AIDESEP
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03.07.2008
Unimondo e la rete Oneworld si uniscono alla gioia della società civile internazionale per la liberazione di Ingrid Betancourt, sequestrata dalle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) il 23 febbraio 2002, e di altre 14 persone - 11 colombiani e tre statunitensi - che erano stati catturati nel 2003. Rilanciando gli appelli di Amnesty International e di Human Rights Watch, Unimondo e Oneworld chiedono l'immediato rilascio senza condizioni di tutte le altre persone tenute in ostaggio.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Colombia] [Società civile] [Attivismo] [Conflitti] [Diritti umani] Foto: Ingrid Betancourt abbraccia la madre - Foto © Radio Netherlands Wereldomroep
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20.05.2008
Molte grandi banche d’affari europee stanno finanziando la rapida espansione del mercato degli 'agro-carburanti' in America Latina: così facendo contribuiscono alla deforestazione, alla violazione dei diritti umani e alla messa in pericolo della sovranità alimentare. Lo denuncia un dettagliato rapporto reso pubblico oggi da 'Friends of the Earth Europe' (Foee) nel quale l'associazione chiede che gli istituti di credito cessino di sovvenzionare la produzione degli 'agrofuels'. Tra le banche coinvolte figurano Barclays, Deutsche Bank, Axa, HSBC, UBS, Credit Suisse e BNP Paribas attiva in Italia dopo l'acquisizione della BNL la quale afferma dal 2005 di perseguire "iniziative finalizzate al miglioramento degli impatti ambientali, sia diretti che indiretti, derivati dalle attività svolte dalla Banca".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Agricoltura] [Inquinamento] [Contaminazioni] [Attivismo ambientale] [Finanza] [Economia] Foto: Campo di canna da zucchero in fiamme - Foto: J.M.Lopes dreamstime.com
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23.04.2008
Libera si unisce alla Commissione Etica Internazionale in Colombia per denunciare la persecuzione delle vittime del paramilitarismo e dei Crimini di Stato. In occasione dell’uscita del nuovo rapporto della Commissione Etica Internazionale (di cui Libera fa parte dal marzo 2007) si sottolinea l’omissione del Governo Colombiano nell'offrire le garanzie per il riconoscimento in favore delle vittime. E' allarmante che durante il mese di gennaio del 2008 i paramilitari si siano resi responsabili di due massacri, nove sparizioni forzate, otto omicidi mentre l'Esercito ha commesso sedici esecuzioni extra-giudiziali. Molti gruppi paramilitari non si sono sciolti e adesso lavorano in una formazione chiamata Aquile Nere (Águilas Negras)
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21.04.2008
"Un piano nazionale per il rispetto dei diritti umani che ponga fine alle violenze e agli abusi che hanno caratterizzato l'ultimo mezzo secolo di governo del Paraguay". Lo chiede Amnesty International al neo-presidente del Paese sudamericano, Fernando Lugo. L'associaizone sottolinea "l'opportunità storica" per il combattivo ex vescovo di San Pedro "di creare una nuova cultura di rispetto e promozione dei diritti umani". A marzo, l'organizzazione aveva chiesto a tutti i candidati un programma d'azione contro la tortura, l'impunità dei crimini commessi durante la dittatura militare, l'accesso limitato alla giustizia, le discriminazioni contro categorie vulnerabili come donne e bambini. La candidatura dell'ex vescovo è stato sostenuta da larghi strati della popolazione, dai contadini agli indigeni, dai senza terra agli studenti universitari, sottolinea Selvas.org.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Democrazia] [Attivismo] [Religione] [Diritti civili] Foto: Il neo-presidente Ferdinando Lugo - foto: Selvas.org
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17.04.2008
Via Campesina internazionale ha convocato per oggi, 17 aprile la giornata di di lotta contadina con lo slogan "L'agrobusiness delle transnazionali causa la crisi alimentare globale: i contadini rivendicano i loro diritti". In questi giorni almeno 13 stati brasiliani sono stati paralizzati da proteste a favore della riforma agraria organizzate dal Movimento dei lavoratori ‘Senza Terra’ (Mst) in corso dall’inizio del mese nell’ambito del cosiddetto ‘aprile rosso’ che culmineranno oggi in occasione delle commemorazioni del 12° anniversario del massacro di 19 contadini ‘sem terra’ compiuto dalla polizia militare nel 1996 a Eldorado dos Carajás (Pará). Nei giorni scorsi nello stato brasiliano del Paranà è stato barbaramente ucciso Eli Dallemole, un dirigente del Movimento Sem Terra. Intanto in Guatemala i campesinos indigeni sono in marcia per chiedere una “riforma agraria integrale”.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Terra] [Agricoltura] [Globalizzazione] [Attivismo] [Economia] [Diritti dei popoli indigeni] Foto: Manifestazione del Movimento dei Sem Terra
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28.02.2008
Terre des hommes Italia ha lanciato un appello all'on. Massimo D'Alema, Ministro degli Esteri, e a tutti gli esponenti politici italiani ed europei perchè facciano tutto quanto è in loro potere per promuovere e favorire la liberazione di Ingrid Betancourt, nel più breve tempo possibile. Sequestrata a febbraio del 2002 dalle FARC, la Betancourt sembra versi in cattive condizioni di salute, forse in pericolo di vita, a quanto riferito da alcuni degli ostaggi rilasciati ieri grazie all'opera di mediazione di Hugo Chavez. Allo stesso tempo TDH Italia auspica che vengano al più presto liberati anche tutti gli altri prigionieri in mano alle Farc e alle altre fazioni in lotta in Colombia.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Conflitti] [Società civile] Foto: Ingrid Betancourt -da Rainews24
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20.01.2008
Si è concluso ieri a La Paz l’incontro internazionale organizzato dal Caoi (Coordinamento andino di organizzazioni indigene) che ha visto la partecipazione delle organizzazioni indigene proveniente da tutti i paesi latinoamericani, per discutere di costituzioni e stato plurinazionali. L'associazione 'A Sud' ha assistito alle giornate di lavoro assieme ad altre organizzazioni sociali internazionali. L’incontro si è concluso con la formulazione della “Dichiarazione di La Paz” e segnalando tra l’altro l’importanza del "Vertice dei Popoli" che si terrà a Lima nel maggio prossimo, durante il quale i capi di stato europei incontreranno quelli latinoamericani per discutere dei trattati commerciali che l’Europa vuole imporre all’America Latina e che vengono contestati da tutti i movimenti sociali del continente.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti dei popoli indigeni] [Economia] [Attivismo] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] Foto: Popoli indigeni boliviani - da 'A Sud'
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18.01.2008
"La morte di un giovane, le azioni violente contro persone innocenti e le misure di forza adottate, costituiscono un sintomo allarmante di un conflitto che non abbiamo affrontato fino in fondo mirando alle sue cause principali". Lo afferma il Presidente della Conferenza Episcopale Cilena, Mons. Alejnadro Goic Karmelic, manifestando l’invito della Chiesa cattolica a cercare una soluzione nel "conflitto Mapuche". L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) esprime tutta la sua solidarietà e appoggio alle rivendicazioni del popolo Mapuche: dopo la morte del 22enne Mapuche Matías Valentín Catrileo Quezada, ucciso dalla polizia durante una manifestazione di Mapuche, si aggrava ulteriormente la situazione di Patricia Troncoso Robles, prigioniera politica Mapuche in sciopero della fame da ormai 100 giorni. Insieme a Patricia Troncoso sono ormai circa 40 i prigionieri politici Mapuche in carcere.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Cile] [Diritti dei popoli indigeni] [Attivismo] [Democrazia] Foto: Manifestazione a Santiago per i prigionieri Mapuche - da APM
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08.01.2008
E' partita ieri la Carovana internazionale che l'associazione 'A Sud' ha organizzato in Bolivia assieme ai movimenti sociali boliviani. Al viaggio, oltre agli attivisti dell'associazione e diversi giornalisti, parteciperanno amministratori di vari territori italiani che in questi anni hanno appoggiato le attività di A Sud attraverso la cooperazione decentrata ed il sostegno ad una serie di campagne basate su un’idea altra della politica estera. "La Bolivia è diventata nel corso di questi ultimi sette anni un laboratorio di esperienze molto importanti non solo per quanto attiene l’America Latina, ma anche per tutti i movimenti e quelle soggettività che intendono dare valore al concetto di democrazia" - afferma l'associazione.
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20.11.2007
Amnesty International ha avviato un’azione per sollecitare il governo del Guatemala a consegnare una serie di dossier che conterrebbero importanti informazioni sui crimini di guerra, sul genocidio e sui crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto armato interno (1960-1996). Questi documenti sono stati richiesti dalla pubblica accusa nel contesto dei procedimenti giudiziari contro l’ex presidente e generale José Efraín Ríos Montt (1982-1983) e altri alti ufficiali dell’esercito. Due di questi dossier, chiamati Plan Victoria 82 e Plan Operativo Sofía, contengono dettagli su operazioni militari culminate in massacri, molti dei quali sono riportati nel rapporto della Commissione per il chiarimento storico del 1997. Il ministero della Difesa si è opposto alla diffusione dei dossier e alla loro trasmissione ai tribunali.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Attivismo] [Giustizia e criminalità] Foto: Ricercato in Guatemala: l'ex presidente Ríos Montt
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26.10.2007
Il movimento di adolescenti lavoratori Nats nei giorni scorsi è stato ricevuto dal parlamento nazionale e dal governo Chavez. “Un passo decisivo per il riconoscimento dei diritti del minore lavoratore” – commenta Cristiano Morsolin che accompagna dal 2001 i movimenti NATs in America Latina e per Selvas.org ha redatto la cronaca dell’incontro. I Movimenti di bambini e adolescenti lavoratori, che hanno già compiuto 30 anni di storia in America Latina, hanno fatto sentire la loro voce per appoggiare la riforma costituzionale del Presidente Chavez e per rendere visibile una realtà che coinvolge ben 1.400.000 bambini e adolescenti in Venezuela. Anche al Parlamento Europeo di Bruxelles lo scorso 11 ottobre si è tenuto un incontro promosso per appoggiare la riforma costituzionale in Venezuela. di Cristiano Morsolin
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti civili] [Economia] [Attivismo] [Legislazione] [Giovani] [Lavoro] Foto: Un gruppo di ragazzi dei NAT's - da Selvas.org
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21.09.2007
La Corte suprema del Cile ha accolto in via definitiva la richiesta di estradizione dell'ex presidente peruviano Alberto Fujimori avanzata dalle autorità di Lima con l'accusa di "corruzione e atrocità". La Corte Suprema ha ribaltato una prima sentenza favorevole all'ex capo di Stato ed ha concesso l'estradizione per cinque casi di corruzione e due di violazione dei diritti umani. La decisione della Corte suprema cilena rappresenta per Amnesty International "un passo avanti fondamentale perché vi sia giustizia per le migliaia di vittime di tortura, uccisioni, sparizioni forzate e altre violazioni dei diritti umani commesse sotto il suo governo". Fujimori è in Cile dal novembre 2005 e nel giugno scorso era stato posto agli arresti domiciliari in seguito alla richiesta di estradizione da parte delle autorità peruviane.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Cile] [Perù] [Diritti umani] [Giustizia e criminalità] [Società civile] Foto: Manifesto della campagna per l'estradizione di Fujimori
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20.04.2007
Alla vigilia del Vertice dei popoli indigeni del Abya Yala (continente americano), che ha esaminato la situazione dei diritti dei popoli indigeni, il Rapporto annuale del Relatore Onu sui Diritti dei popoli indigeni, denuncia "il genocidio su piccola scala" in atto contro i popoli indigeni. "Esecuzioni extragiudiziali, scomparse violente, torture, detenzioni arbitrarie, minacce, molte delle quali avvengono nel quadro della difesa che le comunità e le organizzazioni indigene fanno dei propri territori, delle risorse naturali e dei territori ancestrali", indicando proprio il Guatemala come il paese con il più alto indice di uccisioni e la rincorsa alle risorse naturali da parte delle multinazionali del petrolio, dei minerali, del legname e delle risorse idriche come la causa prima - segnala l'Associazione per i popoli minacciati.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti dei popoli indigeni] [Nazioni Unite] [Attivismo] Foto: Vertice dei popoli indigeni dell'America Latina
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15.03.2007
La Corte d'Assise di Roma ha condannato all'ergastolo cinque ex ufficiali della Marina argentina accusati di omicidio volontario plurimo premeditato in relazione alla morte di tre cittadini di origine italiana nel periodo della dittatura militare. Si tratta di Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz, Jorge Raul Vildoza, Hector Antonio Febres e Antonio Vanek. L'accusa è quella di avere sequestrato, torturato e poi ucciso Angela Maria Aieta e Giovanni e Susanna Pegoraro nell'ambito del "processo di riorganizzazione nazionale" seguito al golpe del marzo 1976 in cui ebbero un ruolo diversi ufficiali della Marina argentina riuniti presso la Escuela Superior de Mecanica de la Armada (Esma). Ma la sentenza per essere eseguita necessita di diventare definitiva e soprattutto che gli imputati siano estradati in Italia.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Giustizia e criminalità] [Diritti umani] Foto: Manifestazione per i desaparecidos
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14.03.2007
Il 5 marzo la pubblica accusa, davanti la Corte d'Assise di Roma, ha chiesto quattro ergastoli nel processo contro gli ufficiali della Marina argentina accusati dell'omicidio premeditato di tre "desaparecidos" di origine italiana, scomparsi durante la dittatura militare che governò a Buenos Aires tra il 1976 e il 1983. Oggi 14 marzo avranno diritto di replica i legali degli imputati e poi toccherà alla corte emettere il verdetto. Un ampio dossier di Selvas.org ricostruisce l'evoluzione del processo. Gli omicidi avvennero in Argentina nell'ambito del "processo di riorganizzazione nazionale" seguito al golpe del 24 marzo 1976, in cui ebbero un ruolo diversi ufficiali della Marina argentina riuniti presso la Escuela Superior de Mecanica de la Armada (Esma).
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti civili] [Attivismo] [Giustizia e criminalità] Foto: Desaparecidos argentini - da Selvas.org
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22.02.2007
La pace tra i popoli abitanti del Parco Indigena del Xingu (PIX), nello stato del Mato Grosso, in Brasile è minacciata dalle compagnie di estrazione illegale del legno, dette madereiras. La denuncia presentata al governo brasiliano all’inizio di quest’anno dai capi della etnia Ikipeng avverte della possibilità di conflitti violenti tra i villaggi indigeni del parco, fatto finora inedito dalla creazione della riserva nel 1960 ed oggi abitato da più di 5 mila persone di 14 diverse etnie. È il mancato controllo degli organi governativi come la Funai a permettere l’attività illegale nel parco - denunciano i rappresentanti indigeni. Tra l’altro il contatto con i ‘bianchi’ dipendenti delle compagnie del legno sta aumentando il rischio di trasmissione di malattie sessuale tra le donne indigene.
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