Testimonianze
22.03.2006
Nei giorni scorsi, in tutto il mondo, il movimento per la pace è sceso in piazza per ricordare il terzo anniversario della guerra in Iraq. E proprio il 19 marzo di un anno fa nasceva a Roma l'associazione Statunitensi per la pace e la giustizia. Ripercorriamo insieme le tappe. "La prima iniziativa a cui abbiamo partecipato è stata la manifestazione contro la guerra di un anno fa. Eravamo in 50 e sfilavamo insieme allo storico gruppo degli Statunitensi contro la guerra di Firenze. Da allora siamo cresciuti. Oggi abbiamo una mailing list di più di 270 persone, il 70% cittadini degli Stati Uniti, gli altri di altri paesi del mondo, tutti residenti a Roma. Il nostro obiettivo è quello di lavorare insieme al movimento italiano e di dar voce all’”Altra America”, quella che è contraria alla guerra e alla politica di aggressione del governo statunitense. Per questo abbiamo partecipato a numerosi sit-in e manifestazioni, dalla protesta davanti all'ambasciata USA per l'uso di fosforo bianco a Fallujah, alla protesta per il rinnovo del finanziamento della missione italiana in Iraq, alla giornata internazionale delle donne contro la guerra".(...) "Un anno fa ci siamo incontrati per la prima volta per partecipare a una grande manifestazione contro la guerra. Quest'anno abbiamo fatto lo stesso, per portare, con altrettanta determinazione e un gruppo ancora più solido, il nostro contributo alla grande manifestazione del 18 marzo a Roma".
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24.02.2005
La notizia del tentativo, da parte delle autorità militari statunitensi, di utilizzare l'aeroporto "Federico Fellini" di Rimini per far transitare le truppe destinate all'occupazione dell'Iraq, la dice lunga sulla escalation militarista di Washington. Gli USA negli ultimi mesi stanno aumentando la propria presenza militare nel nostro paese, spostando sulla sponda sud del Mediterraneo uomini e mezzi finora stanziati nell'Europa del Nord. Nuove basi militari vengono costruite nel nostro paese ed altre vengono allargate e addirittura raddoppiate, trasformando ancora di più la penisola in una enorme portaerei statunitense schierata contro i popoli del Medio Oriente. La aumentata presenza militare statunitense in Italia è il segnale più visibile di una strategia guerrafondaia che già minaccia di aggredire i popoli della Siria, del Libano e dell'Iran.
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08.11.2004
"Dopo la, pacifica, manifestazione per la pace attuata in via Sonnino al Parco Delle Rimembranze a Cagliari alle ore 9,30 ci siamo recati, io e Sandro Martis del movimento "MANI TESI", al Campo Rossi, dove si trova un presidio dell’esercito e dove si festeggiava, anche lì, il 4 novembre festa delle forze armate. "NON UCCIDERE, SOLDATO AGLI ORDINI RISPONDI: SIGNORNO". Un carabiniere in borghese (o militare?), nel marciapiede confinante con la caserma, e quindi in suolo pubblico, mi ha letteralmente strappato il cartello di dosso mettendoselo sotto i piedi e ci ha intimato di andarcene". di Antonello Repetto (Pax Christi)
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08.11.2004
Lillian Willoughby, una quacchera di Deptford che compirà 90 anni il prossimo gennaio, è andata in prigione mercoledì per aver protestato contro la guerra in Iraq. Poco prima di mezzogiorno, Willoughby si alzata dalla sua sedia a rotelle, ha dato al marito George, 64enne, un bacio e un abbraccio, ed è scomparsa all'interno del centro di detenzione federale. Con lei c'erano cinque altri pacifisti, inclusa una giovane coppia di Camden, Cassie Haw, 22 anni, e suo marito Chris, di 23. Tutti sono stati condannati per aver ostruito l'ingresso del palazzo federale a Philadelphia il 20 marzo 2003, il giorno in cui gli USA hanno invaso l'Iraq. - di Richard Pearsall
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11.10.2004
In questi giorni gli operatori iracheni di ICS stanno portando aiuti umanitari agli sfollati di Falluja e Ramadi, duramente colpite dalle operazioni militari. Per questo è stata avviata una campagna di sostegno per comperare cibo, acqua, materassi, coperte e altri generi di prima necessità. ICS non accetta fondi da governi che hanno direttamente o indirettamente partecipato alla guerra. Non li ha mai accettati. ICS è in Iraq grazie al contributo di quanti credono che le guerre siano un orrore “senza se e senza ma”; che le popolazioni civili siano sempre e comunque le vittime innocenti dei conflitti; che l'indipendenza, la trasparenza e la partecipazione dal basso della società civile siano un valore. Ed è in Iraq grazie a quanti pensano che ICS rappresenti un modo diverso di fare cooperazione: un modo partecipato e neutrale, aperto e condiviso.
ContinuaFonte: ICS - Consorzio Italiano Solidarietà Temi/paesi correlati: [Iraq] [Conflitti] [Emergenze] |
14.09.2004
Testimonianza diretta degli operatori di ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà) che raccontano l'Iraq e Baghdad con gli occhi di chi ci lavora e di chi trova che quattro mura sappiano rappresentare un'alternativa possibile all'orrore. "Sono arrivato a Baghdad alla fine di Aprile del 2003, una delle prime persone che ho conosciuto, dopo Simona Torretta, è stato Raad, l’Ingegnere del Ponte Per… a Baghdad. Grazie a lui ho goduto del primo attimo di respiro dopo una decina di giorni concitatissimi nei quali ICS, Un Ponte Per... e Terre des Hommes Italia hanno definito e presentato il progetto di emergenza per la fornitura di ossigeno negli ospedali".
ContinuaFonte: ICS - Consorzio Italiano Solidarietà Temi/paesi correlati: [Iraq] [Cooperazione internazionale] [Emergenze] |



