Analisi e opinioni sul FMS
gennaio 2007
30.01.2007
L’Africa c’è e il Forum Sociale Mondiale (WSF) di Nairobi, appena concluso, lo ha dimostrato. Il continente considerato solo come terra di predazione e di spoliazione dalle grandi multinazionali del pianeta fa sentire la sua voce e da oggi il movimento altermondialista è ancor più globale. Non era facile né scontato. Perché l’Africa non è l’America Latina, né l’India, con i loro movimenti popolari di massa e una storia di resistenza radicata nei territori e nelle popolazioni. E perché le premesse di questo settimo FSM apparivano dense di contraddizioni e di ambiguità : la stessa scelta di Nairobi rischiava di far divenire il Forum un incontro limitato alle grandi ONG del nord del mondo e alle elites politiche di movimento. Ma poi, quando uno spazio si apre... E allora ecco le centinaia di bambini delle baraccopoli di Korogocho e di Kibera che, dapprima timidamente, poi in forma organizzata e determinata, irrompono nel Forum reclamando ed ottenendo ingresso libero, acqua e cibo gratuito per chi non può pagare. (di Marco Bersani)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Commercio] [Società civile] [Sviluppo] Foto: WSF: un momento della maratona finale - Foto di R. Brancolini
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20.01.2007
L’idea del World Social Forum (WSF), che raccoglie non solo idealmente circa 100mila sognatori è nata in contrapposizione all’idea del World Economic Forum (WEF) che raccoglie, concretamente, circa 2.000 potenti della terra ogni anno a Davos – Svizzera. I due eventi avvengono contemporaneamente con caratteristiche diverse; talvolta opposte. Ho la fortuna di collaborare per un piccolo network – OneWorld – che oltre ad aver dato il nome al WSF da sempre cerca di abitare e raccontare entrambi gli eventi. A nostro avviso, ambivalenti. Non solo. In passato ha tentato il dialogo tra i due mondi con una videoconferenza tra Porto Alegre e Davos ma ha fallito. Non tanto per assenza di linea telefonica, banda larga o altra diavoleria ma per mancanza di volontà. Il Sud o, meglio, coloro che pretendevano di rappresentare i Sud si rifiutarono di parlare con il Nord. Non c’è stata quindi l’occasione per le leader dei movimenti come Vandana Shiva o Susan Gorge d’ incontrarsi on line con i guru dell’economia come Gorge Soros o Bill Gates.
Continuadi Fabio Pipinato Fonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Economia] [Società civile] [Sviluppo] Foto: Donne di un sobborgo di Nairobi © Peter Armstrong
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17.01.2007
C’è ragione di essere preoccupati perché mentre alcuni politici e commentatori discutono di anacronistici ideologismi e di alleanze pericolose ben pochi si preoccupano di affrontare seriamente i grandi problemi internazionali che ormai ci minacciano sempre più da vicino. Miseria, ingiustizie, disuguaglianze, emergenze climatiche, degrado ambientale, guerre, terrorismo, migrazioni, disordine internazionale, violazioni dei diritti umani: dove sono nel dibattito italiano di questi giorni? Inutile cercarli. Non ci sono oggi come non ci sono quasi tutti gli altri giorni dell’anno. A qualcuno fa certamente comodo che si parli solo di filoamericani e di antiamericani. E che magari su questo si dividano gli italiani. Un’occasione immediata per cambiare e riflettere seriamente sulla nostra politica estera ce la sta regalando l’Africa che dal 20 al 25 gennaio ospiterà per la prima volta il Forum Sociale Mondiale.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Guerra e Pace] [Media] [Attivismo] Foto: Forum Sociale Mondiale di Nairobi 2007
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05.01.2007
Mi è capitato recentemente tra le mani l’articolo di Binyavanga Wainana (Granta 92, 2005) in cui, con grande satira, il giornalista keniota, dà consigli a giornalisti e scrittori non africani che vogliono scrivere sull’Africa. Scrive: “Non mettere mai una foto di un africano per bene sulla copertina del tuo libro, a meno che non sia un africano che abbia vinto il Premio Nobel. Metti invece un Ak-47, o costole prominenti o seni nudi. Nel tuo testo tratta dell’Africa come se fosse un solo Paese dove fa tanto caldo ed è sempre polveroso, con vastissimi paesaggi erbosi e tanti animali, con gente alta e magra che muore di fame. Oppure fa caldo, caldissimo con gente cortissima che mangia scimmie. Non preoccuparti di dare molti dettagli. L’Africa è grande: 54 paesi, con 900 milioni di abitanti che sono occupati a morire di fame e a far guerra e certamente non leggeranno il tuo libro. Il continente è pieno di deserti, foreste, altopiani, savana e altre cose, ma al tuo lettore non gliene importa nulla. Allora nelle tue descrizioni sii romantico, evocativo e molto generale”. p. Nicola Colasuonno
ContinuaTemi/paesi correlati: [Africa] [Informazione & Media] [Società civile] Foto: Cartolina digitale di Nairobi © Centre for Development and Population Activities
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