Notizie Dossier Grandi Laghi
giugno 2008
29.06.2008
Spesso ci chiediamo se non sia il caso di cambiare rotta, nei progetti di cooperazione internazionale, così come a casa nostra, dando un’aggiustatina a stili di vita diventati ormai insostenibili. La Onlus friulana 'Time for Africa', assieme ai suoi partner africani e con il sostegno di Etica ed Economia e del 'Centro Ricerca Tecnologie Appropriate di Cesena' sta applicando in Mozambico nel distretto di Maututine quelle che vengono definite 'tecnologie appropriate'. Insieme vogliono, cioè, fornire alla popolazione gli strumenti e le conoscenze necessari a valorizzare la cultura e le tecniche di lavorazione tradizionali, per poi creare economie di villaggio sostenibili. Il tutto, attraverso l’impiego delle sole tecnologie che si possono dire "appropriate". Daniela Bandelli
ContinuaTemi/paesi correlati: [Cooperazione internazionale] [Sviluppo] [Globalizzazione] [Imprese] [Economia] Foto: Africa, un pozzo comunitario - Foto: Time for Africa
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10.06.2008
Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato nei giorni scorsi l’allarme sul processo di trasferimento imposto alle persone sfollate in seguito alle recenti violenze a Johannesburg in Sudafrica. Dopo avere vissuto in condizioni inaccettabili per le ultime tre settimane queste persone stanno adesso venendo trasferite dal governo del Sudafrica verso siti che sono inadeguati e insicuri. “I nostri pazienti sono già stati traumatizzati dalla violenze che hanno subito e dalle orribili condizioni dello sfollamento” - afferma MSF. Non vi sarebbe alcuna vera libertà di movimento per le persone sfollate che sono costrette a scegliere tra il trasferimento verso siti inadeguati e il ritorno nei loro paesi di origine compresi quelli colpiti da instabilità politica.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Popolazione] Foto: Sudafrica: un campo sfollati - da Rainews24
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03.06.2008
"L'Europa dev'essere per l'Africa quel che l'America è stata per l'Europa sessant'anni fa quando ha fatto l'ultima cosa seria a livello internazionale: il piano Marshall". Lo ha affermato il professor Paul Collier, docente alla Oxford University ed ex-direttore del Centro studi della Banca mondiale al Festival dell'Economia che si è concluso ieri a Trento. "Il ruolo che è stato degli Usa deve essere assunto in primo luogo dall’Europa, per due ragioni: perché l’Europa a suo tempo ha beneficiato della politica americana, quindi sa che cosa bisogna fare; perché l’Europa confina con l’Africa, e quindi è nel suo interesse stabilizzare quel Continente e farlo crescere" - ha affermato Collier. Un impegno che il professore elenca in quattro punti: gli aiuti; la liberalizzazione del commercio; la sicurezza; la buona governance.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Aiuti] [Cooperazione internazionale] [Sviluppo] [Globalizzazione] [Commercio] [Economia] Foto: Mappa dell'Africa © Africa Action
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