Notizie Dossier Grandi Laghi
marzo 2008
27.03.2008
La compagnia Anglo Platinum, che controlla il 40% della produzione mondiale di platino, apre nuove miniere sudafricane nella regione di Limpopo facendo perdere la terra e i principali mezzi di sostentamento a migliaia di persone denuncia un rapporto di ActionAid. "I dislocati in nuovi insediamenti preparati dall’azienda ricevono soltanto minime compensazioni con poche possibilità di ricominciare a condurre la propria vita". Ieri, alla presentazione del rapporto di ActionAid erano presenti anche i rappresentanti della Anglo Platinum che hanno dichiarato che i risarcimenti sarebbero adeguati, mentre non hanno risposto alle accuse di contaminazione e di aver pagato le forze dell’ordine affinché agissero a loro favore e a quelle di aver effettuato un trasferimento forzato delle popolazioni tagliando acqua e elettricità nei villaggi.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Sviluppo] [Salute] [Etica e sistemi di valori] [Contaminazioni] [Imprese] [Diritti civili] Foto: Miniere di platino in Sudafrica - foto ©ActionAid
|
12.03.2008
Il governo congolese ha chiesto alla Comunità di Sant’Egidio di organizzare un incontro a Roma con i leader hutu delle Forze democratiche di liberazione del Rwanda (Fdlr) per convincere i ribelli ad aderire al processo di disarmo e a un progressivo rimpatrio in Rwanda. La notizia della lettera è confermata da don Matteo Zuppi, assistente ecclesiastico di San’Egidio impegnato per conto della Comunità nei processi di pace africani. La richiesta formulata del governo congolese a Sant’Egidio ha lo scopo di riprendere quel filo interrotto tre anni fa, quando proprio grazie alla mediazione della realtà trasteverina i leader delle Fdlr firmarono a Roma, il 31 marzo 2005, una dichiarazione con cui il gruppo si impegnava a "trasformare la lotta armata in una lotta politica". (Gianni Ballarini)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Conflitti] [Pace] [Società civile] Foto: Una marcia della pace della Comunità Sant'Egidio
|
11.03.2008
La campagna internazionale 'Control arms' esprime soddisfazione per l'arresto, avvenuto nei giorni scorsi in Thailandia, di Viktor Bout uno dei maggiori trafficanti mondiali di armi ricercato dall’Interpol per aver violato ripetuti embarghi dell'Onu. Ma sottolinea che "altri trafficanti potranno presto prenderne il posto ed operare spesso nell'impunità a causa della carenza di un'efficace regolamentazione internazionale del commercio di armamenti". I traffici di Bout sono stati possibili grazie alla complicità di numerosi governi, non ultimi di alcuni degli stessi stati membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. La trasmissione di Rainews24 "Matatu: l'Africa in marcia" dedica uno speciale alla figura di Viktor Bout, ai traffici e ai commerci di armi, anche italiane, verso i paesi africani.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Africa] [Diritti umani] [Affari] [Conflitti] [Armi] [Giustizia e criminalità] Foto: Una rara immagine di Viktor Bout (a sinistra) nella Repubblica democratica del Congo
|
Browse the archives by month:
| … |
2006
|
2007
|
2008
|



