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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Notizie Dossier Grandi Laghi

febbraio 2008

 Un incontro dei volontari del St. Martin (Kenya)
29.02.2008 Dal primo dell’anno il Kenya non è più lo stesso: la discussa vittoria del presidente uscente Mwai Kibaki sul leader dell’opposizione Raila Odinga ha scatenato un’ondata di violenze che ha causato 1000 morti e oltre 300.000 profughi. La crisi politica del Kenya ed i possibili scenari futuri, il ruolo della comunità internazionale, dei media e delle azioni di risoluzione non violenta da parte della società civile sono al centro della "Giornata di incontri pubblici" in programma a Padova per giovedì 6 marzo.
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Attivismo] [Democrazia] [Società civile]
Foto: Un incontro dei volontari del St. Martin (Kenya)
Rifugiati sudanesi del Darfur in fuga dai recenti bombardamenti © H.Malonga/UNHCR
22.02.2008 Gruppi armati non identificati impediscono le operazioni Onu al confine tra Ciad e Darfur per assistere e trasferire centinaia di rifugiati traumatizzati arrivati dalla tormentata regione sudanese. L'allarme è stato lanciato dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), attualmente impegnato con le autorità ciadiane per cercare di risolvere il problema. "La situazione è gravissima e l'area non è affatto sicura a causa della presenza di gruppi armati che costituiscono un pericolo sia per i rifugiati che per gli operatori umanitari" - riporta una nota dell'Unhcr. Anche Medici senza Frontiere (Msf) torna a denunciare il peggioramento delle condizioni di sicurezza per i rifugiati del Darfur in fuga dopo i recenti bombardamenti aerei dell'aviazione sudanese.
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Geopolitica] [Emergenze] [Rifugiati]
Foto: Rifugiati sudanesi del Darfur in fuga dai recenti bombardamenti © H.Malonga/UNHCR
Kenya: messaggio di pace - foto ©Riccardo Villani - Nigrizia
11.02.2008 Dal primo dell’anno in Kenya è successo, in dimensioni minori, ciò che avevamo visto a ponente del lago Victoria, in Rwanda. Stessi metodi: prima la calunnia, poi la divisione per clan, la lunga paura ed infine la pulizia etnica. 1.000 morti. Economia a picco, sanità al collasso. Le agenzie stampa nazionali sono più propense a narrare uccisioni o fatti di sangue e meno a raccontare la resistenza civile e nonviolenta di singoli ed organizzazioni di società civile. Mi presto a farlo nei media che sono interessati ad andare oltre gli scoop. La gente del Kenya ha resistito all’avanzata di pochi facinorosi con la nonviolenza. Forse più per interesse che per credo profondo, ma sia i commercianti che gli insegnanti non hanno tempo per la guerra. Questa è stata la novità. I kikuyu della Rift Valley, e non solo, volevano riaprir bottega ed i docenti luo di Eldoret tornare all’università.
di Fabio Pipinato
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Risoluzione dei conflitti] [Attivismo] [Democrazia] [Società civile] [Emergenze]
Foto: Kenya: messaggio di pace - foto ©Riccardo Villani - Nigrizia
Rifugiati ciadiani attraversano il fiume Chari © UNHCR/D.Mbaiorem
09.02.2008 Il presidente del Ciad, Idriss Deby, ha assicurato che le forze governative hanno ripreso "il totale controllo" della capitale e del Paese e nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la missione Eufor con l'obiettivo di garantire protezione ai civili in fuga dal Darfur. Ma "la soluzione a lungo termine della crisi politica in Ciad può soltanto derivare da un processo più ampio e aperto di negoziato appoggiato dalla comunità internazionale e non da un sostegno militare incondizionato all’attuale governo" - affermano in una lettera indirizzata all’esecutivo di Parigi sei organizzazioni religiose e non governative tra cui la Caritas francese e la Rete di 50 istituti religiosi e missionari. Intanto, nei giorni scorsi il governo sudanese e l'Unione Africana (UA) hanno raggiunto un accordo per il dispiegamento della missione congiunta UA-Onu in Darfur (Unamid).
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Conflitti] [Nazioni Unite] [Governo] [Emergenze] [Rifugiati]
Foto: Rifugiati ciadiani attraversano il fiume Chari © UNHCR/D.Mbaiorem
Kenya: bambino sulla schiena della mamma - foto ©Riccardo Villani - Nigrizia
08.02.2008 "Stiamo facendo grandi progressi, anche se è ancora prematuro parlare di governo di unità nazionale". Lo ha affermato Kofi Annan, incaricato della mediazione dell’Unione africana (UA) nella crisi kenyana, al termine di un incontro a porte chiuse con il presidente Kibaki e il capo del partito d’opposizione Raila Odinga. Permane comunque l'emergenza sfollati e profughi: il Consiglio di sicurezza dell’Onu, nella sua seconda dichiarazione non vincolante dall’inizio degli scontri, ha giudicato "catastrofica la situazione umanitaria" e ha chiesto di garantire "la protezione dei rifugiati e degli sfollati interni". Nelle violenze seguite all’annuncio dei risultati elettorali sono morte circa 1000 persone e oltre 300mila sono gli sfollati in diverse zone del paese.
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Nazioni Unite] [Democrazia] [Governo] [Rifugiati]
Foto: Kenya: bambino sulla schiena della mamma - foto ©Riccardo Villani - Nigrizia
Forze ribelli a N’Djamena - da Nigrizia
05.02.2008 Sarebbero oltre 40mila i profughi in fuga dal Ciad verso il Camerun dopo gli intensi combattimenti avvenuti nel fine settimana nella capitale N’Djamena: lo riporta all'agenzia Misna il portavoce della Croce Rossa del Camerun. L'Unhcr ha inviato mezzi di soccorso nella città camerunense di Kousseri, dove continua il flusso di persone terrorizzate. Medici Senza Frontiere (MSF) sta assistendo feriti a N’Djamena dove gli ospedali riportano "centinaia di feriti". Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto "l'immediata sospensione delle violenze" e sostiene l'iniziativa dell'Unione Africana per trovare una soluzione alla crisi: i ribelli ciadiani hanno chiesto le dimissioni del presidente Deby e accusano la Francia di "aver aperto il fuoco causando vittime civili". Amnesty International chiede al governo ciadiano l'immediato rilascio di quattro leader dell’opposizione arrestati dallo scorso weekend.
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Foto: Forze ribelli a N’Djamena - da Nigrizia
La mappa del Kenya
02.02.2008 Uno spiraglio di pace si è aperto ieri in Kenya con l'accordo concordato tra i rappresentanti del presidente Kibaki e del capo dell’opposizione Odinga: lo ha annunciato Kofi Annan in qualità di mediatore dell’Unione Africana. L’accordo si fonda su tre punti a breve e lungo termine: "un'azione immediata per mettere fine alle violenze ripristinando i diritti e le libertà fondamentali", "misure per affrontare la crisi umanitaria" e il superamento dell'attuale crisi politica. Sarebbero tra gli 800 e 1000 i morti e 300mila gli sfollati a causa delle violenze. Domenica 3 febbraio verranno distribuiti 100mila volantini in tutte le Chiese di tutte le confessioni nelle regioni del Nyandarwa e Laikipia per educare alla nonviolenza e al dialogo e verrà acquistata una pagina intera del giornale più importante del Kenya “The Nation” che esorta a "Non Uccidere".
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Foto: La mappa del Kenya

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