Notizie Dossier Grandi Laghi
gennaio 2008
29.01.2008
Continua la violenza in Kenya dopo le contestate elezioni presidenziali del 27 dicembre. A Nairobi i soldati hanno sparato sulla folla dei manifestanti e la tensione resta alta anche in tutte le principali città dell’ovest del Kenya interessate negli ultimi giorni da violenze. L'ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan iniziato un tentativo ufficiale di mediazione per porre fine alla crisi post-elettorale in Kenya dove l'uccisione del parlamentare dell'opposizione Mugabe Were, sposato con un cittadina italiana, ha scatenato violente proteste. Intanto è emergenza sfollati: sono diversi gli appelli delle Ong italiane presenti nella zona: MSF ha attivato diverse equipe mediche, Amref sta fronteggiando l'emergenza in diverse zone e l'associazione St. Martin si è attivata per soccorrere gli sfollati nella zona di Nyahururu.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Conflitti] [Emergenze] [Rifugiati] Foto: Ancora violenze in Kenya - foto: Vita
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26.01.2008
Continuano le violenze a Nakuru, capoluogo della Rift Valley dove le autorità keniane hanno imposto il coprifuoco notturno: l’agenzia Misna riporta che giovani armati appartenenti alla comunità kalenjin, che ha sostenuto il candidato sconfitto Odinga, verrebbero pagati 5000 scellini (circa 50 euro) per l’uccisione di un kikuyu, l’etnia di Kibaki. Proprio dalla zona di Nakuru ci giunge la drammatica testimonianza telefonica di don Gabriele Pipinato, direttore del Centro Saint Martin. “E la polizia? Cosa fa la polizia?” – “Sta aiutando i civili a lasciare le aree più calde per recarsi verso la Rift Valley per trovare rifugio. La situazione è per loro fuori controllo. Non fa che sparare in aria senza risultato. Da due giorni scontri e violenze tra gruppi armati di kalenjin e kikuyu hanno messo a ferro e fuoco villaggi interi. Le città di Rongai e il villaggio di Kiambogo sono stati attaccati con molte case date alle fiamme. Giovani disperati ed armati di machete e pistole distruggono ed uccidono”. (di Fabio Pipinato)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Kenya] [Diritti umani] [Conflitti] [Politica] [Emergenze] Foto: Una vittima delle violenze - da rainews.net
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22.01.2008
“La maggior parte dei campi profughi in Darfur è piena di armi. La situazione della sicurezza dentro e fuori dai campi continua a peggiorare, mentre le speranze di una soluzione politica al conflitto in Darfur si riducono e le ostilità tra il governo e i gruppi armati seguitano a intensificarsi”. Lo afferma Amnesty International che ha reso noto oggi il rapporto "Sfollati in Darfur: una generazione di rabbia", in cui descrive l’attuale stato di insicurezza nei campi profughi nell’area, le potenziali conseguenze e le possibili soluzioni. "I gruppi armati continuano a usare i campi per reclutare combattenti, inclusi i bambini" - denuncia Amnesty. Ieri è arrivato in visita a Khartoum Jean-Marie Guéhenno, reponsabile della Forza di peacekeeping dell'Onu per valutare le operazioni della Forza Onu in Darfur.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Conflitti] [Nazioni Unite] [Attivismo] [Rifugiati] Foto: Gruppi armati in Darfur - foto dal rapporto Amnesty
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18.01.2008
L'intervento della polizia e dei reparti speciali del ministero dell'interno hanno insanguinato con almeno dieci morti la partecipazione in varie città del Kenya alle manifestazioni di protesta proibite dal governo che l'opposizione aveva promosso per tre giorni, a partire da mercoledì scorso, contro la rielezione di Mwai Kibaki alla presidenza della repubblica. L’opposizione di Raila Odinga, capo del partito d’opposizione 'Orange democratic movement' denuncia l’uccisione di 1.000 persone dall’inizio dei disordini. L'Italia sostiene la mediazione dell'Unione africana per trovare una soluzione politica alla crisi istituzionale e ha predisposto interventi di emergenza a favore della popolazione vittima delle violenze, in particolare sfollati e rifugiati. Appello di Pax Christi international per una soluzione rapida e pacifica della crisi.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti civili] [Conflitti] [Politica] [Attivismo] [Cooperazione internazionale] Foto: Reparti militari in azione nelle baraccopoli a Nairobi - da Rainews24
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14.01.2008
Mentre in Kenya si susseguono gli appelli a trovare una soluzione pacifica alla crisi politica e alle violenze seguite alle contestate elezioni di fine dicembre, riceviamo da don Gabriele Pipinato, responsabile della comunità di St. Martin, una "lettera di pace". "Scrivo dopo qualche giorno, quando l’interesse dei media italiani si è spento, perché non vorrei raccontare gli orrori di cui siamo testimoni, né fare una analisi dei fatti, ma solo dire qualche parola su quello che vive la mia comunità" - scrive don Gabriele. "Durante la preghiera all’inizio del nuovo anno, John ha raccontato di come avevano ucciso suo fratello e Monica ha narrato la violenza subita dalle sue sorelle. Altri hanno condiviso storie di dolore, di paura, di preoccupazione per familiari e amici chiusi in campi profughi o dei quali non si hanno notizie da giorni. Ne è seguito un lungo silenzio. Njoroge ha rotto quel silenzio per raccontare di sé: "Sono Kikuyu, e dalla nascita mi è stato detto che la mia tribù è migliore delle altre"...
ContinuaTemi/paesi correlati: [Esclusione sociale] [Religione] [Pace] [Democrazia] [Società civile] [Cooperazione internazionale] Foto: Comunità di "street children" al Saint Martin
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07.01.2008
"Spiragli di dialogo in Kenya nella crisi apertasi dopo la contestata rielezione del presidente Mwai Kibaki: il leader dell'opposizione, Raila Odinga, ha cancellato la grande mobilitazione prevista per domani avendo ricevuto assicurazioni che sta per iniziare 'il processo di mediazione' internazionale - riporta l'agenzia Agi. Preoccupante invece la situazione umanitaria sia per le migliaia di persone che abitano negli slums, sia per gli sfollati: l'UNHCR ha annunciato che è pronto a fornire aiuti d’emergenza a circa 100mila keniani sfollati che si sommano ai 270mila rifugiati provenienti da altri paesi africani. E p. Kizito Sesana si dice "perplesso" dall’azione dei due più grandi alleati del Kenya, Usa e Gran Bretagna: "l’azione diplomatica c’è ma sembra dettata più che altro da interessi particolari".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Esclusione sociale] [Conflitti] [Società civile] [Emergenze] [Rifugiati] Foto: Lo slum di Kibera - da kizito.blogsite.org
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02.01.2008
C'è ancora forte tensione e paura in Kenya dopo gli scontri dei giorni scorsi a seguito dell'annuncio della vittoria elettorale del presidente uscente Mwai Kibaki: secondo fonti locali sarebbero 300 i morti e oltre 70mila gli sfollati. "La base degli scontri è soprattutto di carattere economico" - sottolinea p. Alex Zanotelli preoccupato però che "questo contesto non sfoci in un clima da guerra civile". Intanto è atteso oggi a Nairobi il presidente dell’Unione Africana (Ua) che dovrà incontrare i principali protagonisti delle elezioni presidenziali del 27 dicembre scorso, il cui esito contestato ha dato il via alle violenze. Un forte appello ai politici affinché trovino un’intesa arriva dai mezzi di informazione keniani che evidenziano le responsabilità dei due principali candidati alle presidenziali, Kibaki e Odinga, nell’aver “attizzato” il fuoco e gli scontri etnici. E p. Kizito sottolinea che "il dialogo fre le due parti deve cominciare al più presto e che bisogna evitare la manifestazione di piazza di domani".
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