Notizie Dossier Grandi Laghi
novembre 2007
26.11.2007
"Nonostante una diminuzione generale dell’intensità e della frequenza dei conflitti nel distretto dell’Ituri nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RdC), la popolazione civile continua a subire livelli di violenza intollerabili": lo afferma Medici Senza Frontiere (MSF) in un rapporto che testimonia il perdurare delle "atroci violenze sessuali e le conseguenze umanitarie delle operazioni militari condotte nel 2007 nell’ambito del 'processo di pacificazione' nella regione". "Quasi la metà delle violenze sono causate da uomini legati alle forze armate o alle milizie”. In un altro comunicato sempre MSF segnala che nel corso degli ultimi mesi nuove ondate di combattimenti nella provincia del Nord Kivu, nella parte orientale della RdC hanno costretto alla fuga diverse centinaia di migliaia di persone.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Conflitti] [Attivismo] [Salute] [Emergenze] Foto: Rapporto su violente in Ituri - da Msf
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14.11.2007
Da giovedì scorso proseguono a Mogadiscio i combattimenti tra l’esercito etiopico del Governo Federale di Transizione e i ribelli delle Corti islamiche. L'UNHCR stima che 173mila sfollati interni siano fuggiti da Mogadiscio mentre altri 33mila sono sfollati dai dintorni della capitale. A Mogadiscio le truppe etiopi continuano a dar la caccia ai "ribelli" intrappolando i civili all’interno di alcune aree. "Il vero problema dei civili in Somalia è che fuggono da una zona di conflitto, come quella di Mogadiscio, per raggiungerne una in piena crisi umanitaria come lo Shabelle" - afferma la portavoce dell’Ufficio affari umanitari in Somalia alla Misna. Il segretario dell'Onu, Ban- Ki-Moon, afferma per ora l’impossibilità di inviare a Mogadiscio una forza di pace ma evidenzia che altre opzioni verranno presto discusse.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Conflitti] [Nazioni Unite] [Emergenze] [Rifugiati] Foto: Militari etiopi a Mogadiscio - da Rainews24
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07.11.2007
Nuovo allarme in Somalia: dopo che la settimana scorsa gli scontri nella capitale Mogadiscio hanno provocato quasi 90mila sfollati e 39 agenzie umanitarie avevano evidenziato di non poter rispondere alla "catastrofe umanitaria" per via della mancanza di sicurezza, Medici Senza Frontiere (MSF) esprime oggi "profonda preoccupazione" per la popolazione rimasta nella capitale somala dove la violenza continua ad aumentare. “A Mogadiscio in questo momento non esiste un posto sicuro dove andare” - afferma il capo missione di MSF in Somalia. “Le persone sono in trappola, non possono permettersi di fuggire o hanno troppa paura di lasciare Mogadiscio”. Dal 2004 in Somalia c'è un Governo Federale Transitorio sostenuto dall'Onu, ma le forze somale devono contrastare gli attacchi giornalieri dei ribelli delle Corti islamiche e dei "signori della guerra".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Conflitti] [Salute] [Emergenze] [Rifugiati] Foto: Sfollati a Mogadiscio - ©UNHCR
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06.11.2007
Visita domani in Trentino del presidente del Mozambico, Emilio Armando Guebuza, per rinnovare un rapporto di amicizia ormai pluridecennale con la Provincia Autonoma che ha attivato il Tavolo per la cooperazione decentrata per lo sviluppo diversi progetti nel distretto di Caia, in Mozambico, con i partner locali. Numerosa anche la presenza di missionari trentini in Mozambico - alcuni dei quali pagarono con la vita il loro impegno, negli anni della guerra civile - e di studenti mozambicani presso l’Università degli studi di Trento. Recentemente è nata una collaborazione fra la Protezione civile trentina e quella mozambicana. La visita del presidente Guebuza intende aprire la strada a partnership anche di carattere imprenditoriale.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Imprese] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] [Migrazioni] Foto: Inaugurazione di un centro della cooperazione trentina in Mozambico
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01.11.2007
Ieri, giovedì 1 novembre, durante una grande manifestazione a Makeni, nella Provincia settentrionale della Sierra Leone, centinaia di persone, tra soci di Amnesty International e attivisti locali hanno chiesto al nuovo governo di impegnarsi ad assicurare piena giustizia e riparazione alle decine di migliaia di donne vittime di violenza sessuale. “L’inimmaginabile brutalità dei crimini commessi contro un terzo della popolazione femminile della Sierra Leone, sebbene ben documentata, non è stata ancora completamente riconosciuta dal governo” - dichiara Amnesty International che ha diffuso un rapporto in cui denuncia come le donne subiscano ancora oggi gli effetti delle violenze subite nel corso del conflitto nel paese africano.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Esclusione sociale] [Società civile] Foto: Donne sierraleonesi durante le elezioni del 2002 © allAfrica.com
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