Notizie Dossier Grandi Laghi
gennaio 2007
25.01.2007
Il tema dell’informazione sull’Africa e dall’Africa ha attraversato tutte le giornate del Forum sociale mondiale (WSF), iniziato il 20 gennaio e che oggi è alla sua giornata conclusiva con la maratona dalla baraccopoli di Korogocho fino a Hururu Park, nel centro della capitale. Nei giorni scorsi si sono svolti seminari su "media ed etica dell’informazione" organizzati da due network africani, Panos e Inter Press Service Africa. Diana Senghor, direttrice di Panos Senegal ha ricordato che “una delle risorse del nostro continente sono i media comunitari, le radio in particolare, che sono di gran lunga le più diffuse e fruite dalla popolazione". Tra le iniziative italiane c’è stato il confronto tra giornalisti europei e africani al Centro culturale italiano il 23 gennaio, a cui hanno partecipato fra gli altri il direttore della nuova sede Rai a Nairobi Enzo Nucci e l’inviato del Corriere della Sera, Massimo Alberizzi.
ContinuaFonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Africa] [Guerra e Pace] [Media] [Società civile] Foto: Partecipanti al WSF 2007 - da worldsocialforum.tv
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23.01.2007
"La cooperazione internazionale deve cambiare: le decisioni devono essere prese dai governi, ma insieme ai movimenti sociali e alla società civile" – ha detto la viceministro agli Esteri Patrizia Sentinelli, intervenendo ieri ai lavori del Forum sociale mondiale (WSF) in corso a Nairobi. Un esempio viene dal Saint Martin a Nyahururu che non è un’organizzazione non governativa (Ong) ma un’organizzazione basata sulla comunità (Cbo, Community based organisation), un nuovo modello di sviluppo locale che si avvale anche di risorse economiche provenienti dall’estero, ma che punta innanzitutto a mobilitare le risorse locali. Il lavoro sociale del Saint Martin si basa infatti sull’attività gratuita di 1152 volontari, oltre che sul lavoro continuativo di quasi cento persone. L'esempio di "inserimento famigliare" dei bambini orfani di strada: niente “casa di accoglienza”, ma più di mille volontari che vanno a bussare alle porte dei villaggi.
ContinuaFonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Società civile] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] Foto: Un incontro dei volontari del St. Martin
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23.01.2007
Oggi 23 gennaio a Nairobi la viceministra per gli esteri Patrizia Sentinelli approverà il regolamento di attuazione dell’accordo per la cancellazione del debito del Kenya da parte dell’Italia. L’incontro con i rappresentanti del governo keniota avviene in occasione del Forum sociale mondiale (WSF) in corso a Nairobi. «Il nostro governo ha deciso di cancellare i 44 milioni di euro di debito del Kenya, anche su pressione della società civile di entrambi i Paesi» - afferma la Sentinelli. Secondo la Banca Mondiale gli interventi di cancellazione del debito attuati finora dall’iniziativa lanciata dai Paesi del G8 (iniziativa Hipc) ammontano a 64 miliardi di dollari, mentre il totale del debito estero dell’Africa è ancora di 200 miliardi di dollari, e quello dei Paesi in via di sviluppo supera i 2700 miliardi di dollari.
ContinuaFonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Debito] [Società civile] [Cooperazione internazionale] Foto: Un pozzo in una zona rurale del Kenya © Pact, Inc
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21.01.2007
Il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione Africana (Ua) ha approvato ieri i piani per il dispiegamento di una forza di pace in Somalia (Amisom, African Mission to Somalia). Lo annuncia l'agenzia Misna citando fonti della stessa Ua: già nei prossimi giorni circa 2500 soldati arriveranno nel paese come avanguardia di un contingente che a dispiegamento completato conterà 7600 uomini. Il mandato dell’Amisom sarà di soli sei mesi al termine dei quali la missione “si trasformerà in un’operazione dell’Onu”. La controversa presenza etiope in Somalia dovrebbe perciò chiudersi con l'arrivo nel Paese della missione dell'UA. Ma l'insicurezza è ancora alta a Mogadiscio.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Somalia] [Conflitti] [Attivismo] Foto: Militari etiopi a Mogadiscio - da Rainews24
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19.01.2007
Il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione Africana (Ua) riunito oggi ad Addis Abeba sta valutando l’invio di una missione di pace in Somalia dopo che ieri l'inviato speciale dell’Onu per la Somalia ha incontrato a Mogadiscio il presidente ad interim Abdullahi Yusuf. Ma secondo il Presidente eritreo, Isaias Afewerki "le Corti Islamiche non sono state sconfitte". E mercoledì scorso il presidente del parlamento somalo, Sharif Hassan Sheikh Aden, è stato destituito dalla sua carica mentre si trovava a Roma. L'Associazione delle Ong italiane ha intanto inviato una lettera al Presidente del Consiglio in previsione dell'annunciata visita ufficiale di Prodi ad Addis Abeba il prossimo 28 gennaio.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Somalia] [Conflitti] [Risoluzione dei conflitti] [Attivismo] Foto: Gruppi armati a Mogadiscio
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12.01.2007
I signori della guerra somali hanno accettato di disarmare le loro milizie e di aderire al nuovo esercito nazionale. L'accordo è stato raggiunto oggi al termine di un vertice con il presidente del governo di transizione somalo, Abdullahi Yusuf, nel palazzo presidenziale a Mogadiscio. Mentre era in corso il vertice, scontri a fuoco tra le milizie del presidente e quelle di un clan rivale hanno causato sei morti e 10 feriti. Unicef e Save the Children chiedono che tutti i bambini arruolati con gli eserciti o i gruppi armati vengano immediatamente rilasciati. I raid aerei Usa sugli islamici in fuga nella Somalia meridionale dei giorni scorsi hanno ucciso 70 pastori nomadi denuncia Oxfam. Intanto l'Unhcr ha inviato due squadre d'emergenza in Somalia e Etiopia.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Conflitti] [Emergenze] [Rifugiati] Foto: Miliziani somali armati - da Rainews24
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10.01.2007
Dopo le 30 vittime del raid aereo statunitense nel sud della Somalia di domenica, elicotteri Usa hanno lanciato ieri nuovi raid nei pressi di Afmadow a 350 chilometri dalla capitale somala. L'iniziativa degli Stati Uniti nei confronti di presunti terroristi di al Qaeda in due diverse località nel sud della Somalia è stata criticata dall'Ue che ha ammonito come le azioni militari "non migliorano a lungo termine la situazione". Proteste anche da parte della società civile somala: "L'attacco costituisce una chiara violazione del diritto internazionale: è un'offensiva non giustificata dai fatti perché gli estremisti di cui parlano gli americani sono pochi mentre si stanno massacrando indiscriminatamente decine di civili" - ha detto all'agenzia Misna Sharif Salah Mohamed Ali, ex-rettore dell’Università di Mogadiscio e deputato del parlamento di transizione somalo.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Somalia] [Conflitti] [Società civile] Foto: L'AC-130 è stato impiegato dagli Usa nei bombardamenti
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05.01.2007
"Le truppe etiopiche devono lasciare al più presto la Somalia e dare spazio a una forza riconosciuta dalla comunità internazionale". Richiamandosi alla risoluzione 1725, votata all'unanimità dal Consiglio delle Nazioni Unite il 6 dicembre scorso, in cui si chiede "l'invio di una forza internazionale africana per mantenere la sicurezza in Somalia e proteggere le istituzioni federali", l'Associazione delle Ong italiane ritiene che lo sgombero dei militari stranieri è una condizione necessaria per il raggiungimento di una pace duratura. E durante l’incontro del ‘Gruppo di contatto internazionale’ sulla Somalia riunito stamani a Nairobi (Kenya), il presidente ad interim della Somalia Abdullahi Yusuf ha chiesto l’avvio “immediato” delle procedure per il dispiegamento rapido di una forza di pace africana.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Conflitti] [Attivismo] [Cooperazione internazionale] Foto: Milizie armate a Mogadiscio - foto Getty images
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