Notizie Dossier Grandi Laghi
agosto 2006
29.08.2006
Amnesty International ha chiesto ieri al Consiglio di sicurezza dell’Onu di agire immediatamente per proteggere la popolazione del Darfur: secondo l’associazione la decisione del governo del Sudan di ammassare truppe nella regione rischia di provocare in breve tempo una catastrofe dei diritti umani. Anche il sottosegretario generale per gli affari umanitari dell'ONU Jan Egeland ha lanciato ieri l'allarme per il Darfur su quella che ha definito "una catastrofe umanitaria provocata dall'uomo di dimensioni senza precedenti". Ma il governo di Khartoum continua a opporsi all'invio di caschi blu Onu nel Darfur: ieri i 15 membri del Consiglio di sicurezza si sono riuniti ma il governo sudanese ha boicottato la riunione respingendo le pressioni americane a favore di un progetto britannico di risoluzione che invita all'invio di una importante forza dell'Onu in Darfur.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Conflitti] [Nazioni Unite] [Emergenze] Foto: Rifugiati del Darfur © United Nations
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28.08.2006
Dopo quasi 20 anni dall'inizio del terribile conflitto in Nord Uganda - con oltre 100mila vittime quasi tutte civili che ha costretto oltre 1,5 milioni di persone nei campi profughi - sabato scorso è stato firmato a Juba, capitale del Sud Sudan, un accordo per la cessazione delle ostilità tra il Governo Ugandese e la Lord Resistance Army. "Si tratta di un passo in avanti significativo verso un accordo di pace finale, ottenuto grazie al lavoro che da oltre due mesi vede impegnata nei Juba Talk Peace, la Comunità di Sant’Egidio e il GoSS (governo del Sud Sudan)" - annuncia la Comunità di Sant’Egidio. L'accordo prevede tra l'altro il raggruppamento in due aree delle forze delle LRA/M, il monitoraggio del raggruppamento da parte dell'esercito Sud Sudanese ed una commissione mista di verifica della cessazione delle ostilità che riferirà alla Mediazione aiuti umanitari per la popolazione civile coinvolta.
ContinuaFonte: Comunità di Sant'Egidio Temi/paesi correlati: [Risoluzione dei conflitti] [Attivismo] [Società civile] Foto: Soldati del Lord Resistance Army - da Warnews
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07.08.2006
Medici Senza Frontiere (Msf) chiede che in Darfur venga garantito e rispettato l'accesso alle cure per la popolazione. Molte attività di Msf sono attualmente sospese, lasciando ogni giorno migliaia di pazienti senza cure: nelle ultime settimane Msf è stata attaccata in diverse località in tutte le regioni del Darfur. Anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur/Unhcr) aveva sospeso tutte le attività umanitarie delle agenzie della Nazioni Unite nella zona a ridosso del confine con il Ciad. Intanto continuano gli scontri tra la fazione principale del Movimento di liberazione del Sudan (Slm) guidata da Minni Arcua Minnawi – l’unico ad aver siglato insieme al governo centrale la proposta di pace dell’Unione africana (Ua) sul Darfur – e i ribelli del ‘Fronte di salvezza nazionale’ (Nrf), l’alleanza antigovernativa costituita lo scorso 30 giugno ad Asmara da tre gruppi ribelli contrari all’accordo. A causa degli scontri nelle ultime tre settimane di luglio sono oltre 25.000 gli sfollati nel Darfur settentrionale.
ContinuaFonte: MISNA , Médecins sans frontières Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Cooperazione internazionale] Foto: Sfollati in Darfur - da Msf
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04.08.2006
Giornata conclusiva ieri, per la missione di osservazione elettorale della società civile italiana in Congo, organizzata da Beati i costruttori di pace e Chiama l'Africa. I 21 volontari che erano dislocati nel Nord Kivu e che nei giorni scorsi erano confluiti a Goma arriveranno a Ciampino stasera verso le 23. L'abbé Justin Nkunzi, responsabile degli osservatori elettorali nazionali del Sud Kivu, che in queste settimane ha fattivamente collaborato con il coordinamento della missione, ha ringraziato gli osservatori della società civile italiana per il lavoro svolto: «È la prima volta che si organizza un viaggio in Africa con questo scopo. Sappiamo che siete venuti come volontari, pagandovi le spese, perché credete nel valore della pace e della democrazia. E domenica il popolo sofferente si è espresso: sappiamo che il voto non è la soluzione a tutti i problemi, ma dà legittimità e speranza. Diciamo grazie al vostro Governo, alle vostre famiglie e a tutti coloro che si battono perché pace e democrazia regnino nel mondo intero».
ContinuaTemi/paesi correlati: [Attivismo] [Democrazia] [Società civile] Foto: Cartello esplicativo delle operazioni di voto - da Misna
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03.08.2006
Grande festa, lunedì sera, per le strade buie di Bukavu. Una folla immensa, formata soprattutto da bambini, ragazzi, giovani e donne, cantando e ballando si è riversata per le strade della città del Sud Kivu, inneggiando a quello che qui viene già definito “il nostro presidente”. Alle finestre dei 429 bureaux de vote (sezioni elettorali) sono stati appesi i risultati dello scrutinio delle votazioni di domenica scorsa: e per Joseph Kabila, in questa regione del Congo, è stato un plebiscito. La notizia della vittoria locale di Kabila si è diffusa per tutto il territorio urbano e spontaneamente la gente, dalle 20 a mezzanotte, incurante dell’assenza di luce e delle strade sterrate e pericolose per le buche, ha festeggiato la vittoria del presidente uscente. “Avete lavorato benissimo – dicevano i giovani fermando per strada gli osservatori elettorali italiani – Grazie per esserci stati vicini in questi anni e in questo momento importante”. di Cinzia Agostini da Bukavu
ContinuaFonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Repubblica Democratica del Congo] [Democrazia] [Società civile] Foto: Manifesto del presidente in carica Joseph Kabila - da L'Unità
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