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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Notizie Dossier Grandi Laghi

ottobre 2006

I due contendenti: Joseph Kabila (destra) e Jean-Pierre Bemba (sinistra)
31.10.2006 Mentre sono iniziate oggi le operazioni di conteggio dei voti delle elezioni presidenziali di domenica scorsa nella Repubblica democratica del Congo, la Commissione elettorale indipendente (Cei) ha denunciato oggi la diffusione di risultati “falsi e prematuri”. Esprimendo preoccupazione, il presidente della Cei, il sacerdote Apollinaire Malu Malu, ha tra l’altro biasimato la diffusione di un documento su internet che annuncerebbe alcuni risultati che anche la Misna già alla vigilia del voto aveva ricevuto scegliendo però di non darne notizia. Il documento conteneva un dettagliato conteggio diviso per province dei voti raccolti dai due candidati, il presidente uscente Joseph Kabila e uno dei suoi vice, Jean-Pierre Bemba. Già pochi giorni dopo il primo turno del 30 luglio, nella capitale Kinshasa e in altre zone del paese erano stati diffusi risultati falsi e parziali.
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Fonte: MISNA
Temi/paesi correlati: [Democrazia] [Società civile]
Foto: I due contendenti: Joseph Kabila (destra) e Jean-Pierre Bemba (sinistra) © Myriam Asmani / UN Mission in DRC
Il voto nella prima tornata lo scorso luglio
28.10.2006 Tra gli osservatori che monitoreranno il secondo turno elettorale nella Repubblica democratica del Congo, l'unico gruppo di volontari è formato da 35 italiani che ha risposto all'appello dell'associazione "Beati i costruttori di pace". "Si tratta dell'unico gruppo di osservatori internazionali partito dall'Italia, e l'unico formato da volontari che hanno autofinanziato il loro viaggio" - sottolinea l'associazione. Dopo il primo turno dello scorso 30 luglio, che ha visto un'affluenza elevatissima, il 29 ottobre si decide il nome del prossimo presidente della Repubblica Democratica del Congo: il ballottaggio è tra il presidente uscente Joseph Kabila figlio e Jean Pierre Bemba, già vice presidente. Nella stessa tornata si eleggono i membri delle assemblee provinciali.
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Fonte: Beati i Costruttori di Pace
Temi/paesi correlati: [Repubblica Democratica del Congo] [Democrazia] [Società civile]
Foto: Il voto nella prima tornata lo scorso luglio
Il dott. Gianfranco Morino in un momento di pausa
21.10.2006 Il Premio "Cuore amico" 2006 viene assegnato oggi a Brescia a p. Giovanni Querzani, missionario saveriano che opera nella Repubblica Democratica del Congo, a suor Domitilla Mosella attiva in Costa D’Avorio e al dott. Gianfranco Morino, un medico che presta la sua opera in Kenya. E proprio il dott. Morino denuncia che l’Africa si sta disintegrando sotto i nostri occhi, depredata del sottosuolo e delle foreste, distrutta dall’Aids, strangolata dal debito e dai banditi ai governi, ulteriormente impoverita dalla fuga dei suoi cervelli migliori". E pone una domanda: "Noi piccoli e grandi lavoratori della cooperazione dovremmo farci onestamente una domanda: siamo parte del problema o parte della soluzione?". L’obiettivo del Premio Cuore Amico, "Nobel missionario", è segnalare l'opera promossa dalla Chiesa attraverso l'evangelizzazione e a favore dei poveri del Sud del mondo.
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Fonte: Cuore Amico Fraternità
Temi/paesi correlati: [Religione] [Salute] [Cooperazione internazionale]
Foto: Il dott. Gianfranco Morino in un momento di pausa
Profughi dal Darfur - da Rainews24
20.10.2006 Dopo il massacro di 41 civili in Sud Sudan ad opera di un gruppo di ugandesi armati, l'Associazione per i popoli minacciati (APM) ha messo in guardia contro un fallimento dei colloqui di pace per l'Uganda del nord. L'APM si è nuovamente appellata con forza all'Unione Europea, perché si impegni più attivamente per una pace duratura per il Nord Uganda. Dopo i massacri è in pericolo la prevista partecipazione del Presidente ugandese Yoweri Museveni ai colloqui di pace previsti per questo fine settimana. Museveni voleva sottolineare con la sua presenza ai colloqui la volontà del suo governo di raggiungere un accordo di pace. Intanto l'esercito sudanese ha dichiarato l'emissario speciale dell'ONU Jan Pronk "persona non grata" in Sudan, accusandolo di "fare guerra alle forze armate" sudanesi. Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno confermano le sanzioni economiche al Sudan per il genocidio in Darfur e hanno introdotto un nuovo embargo su tutte le transazioni nel settore petrolifero e petrolchimico.
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Temi/paesi correlati: [Sudan] [Uganda] [Risoluzione dei conflitti] [Attivismo]
Foto: Profughi dal Darfur - da Rainews24
Ex bambini soldato della RdC bruciano le loro uniformi - foto ©AI
11.10.2006 Non si ha più notizia di 11mila bambine e bambini nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) e molti sarebbero ancora attivi nei gruppi armati. Lo denuncia un rapporto di Amnesty International che fa il punto della situazione a due anni dall’avvio del programma governativo nazionale di smobilitazione e reintegrazione nella vita civile. L’organizzazione per i diritti umani denuncia che il cosiddetto “programma Ddr” (disarmo, smobilitazione e reintegrazione) "non sta dando una risposta soddisfacente alle necessità di protezione e sostegno dei minori". E molti bambini incontrati dai ricercatori di Amnesty hanno ammesso, rassegnati, che nonostante gli orrori della vita militare, potrebbero essere costretti a rientrare nei gruppi armati perché è l’unico modo per sopravvivere. Dopo le presidenziali di luglio adesso tutti gli occhi sono puntati sul secondo turno elettorare che vedrà contrapposti al ballottaggio del 29 ottobre il presidente uscente, Joseph Kabila e il principale sfidante, Jean-Pierre Bemba.
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Fonte: Amnesty International (sezione italiana)
Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Bambini]
Foto: Ex bambini soldato della RdC bruciano le loro uniformi - foto ©AI
Milizie nel Darfur - da HRW
05.10.2006 "Il governo del Sudan ha recentemente lanciato la più imponente offensiva militare da oltre un anno nel Darfur settentrionale: nella regione stanno avendo luogo bombardamenti su vasta scala": lo denuncia un nuovo rapporto di Amnesty International. Nonostante la firma, cinque mesi fa, dell’Accordo di pace per il Darfur (Dpa), finora la Missione dell’Unione africana in Sudan (Amis) non è stata in grado di proteggere la popolazione civile: per questo Amnesty sollecita ancora una volta il governo sudanese a consentire la presenza, senza ulteriore ritardo, di una forza di pace dell’Onu col mandato di tutelare i civili del Darfur. Anche l'Alto Rappresentante per la Politica Estera dell'Ue, Javier Solana, ha chiesto al Sudan di accettare la missione Onu in Darfur se non vuole incorrere in una ''catastrofe umanitaria di proporzioni immense''. Il presidente sudanese Omar el-Béchir ha accettato oggi solo un sostegno logistico dell'Onu alla missione dell'Unione africana nel Darfur (Amis), ma ha mantenuto la sua opposizione all'invio di Caschi blu nella regione in preda alla guerra.
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Temi/paesi correlati: [Sudan] [Conflitti] [Nazioni Unite]
Foto: Milizie nel Darfur - da HRW

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