Analisi e Opinioni
12.11.2008
"Una decisione di portata storica". La Campagna per la riforma della Banca mondiale (Crbm) "accoglie con estremo favore la decisione della Corte di Giustizia Europea di annullare il mandato per i prestiti fuori dall'Ue conferito periodicamente dagli stati membri alla Banca Europea per gli Investimenti" (BEI). "I prestiti di centinaia di milioni di euro che la BEI ha concesso in tutto il mondo devono essere monitorati con attenzione perché troppo spesso finanziano progetti che hanno portato solo benefici alle grandi multinazionali e serie conseguenze negative per le popolazioni e l'ambiente" - commenta la Campagna Crbm. Tra i progetti sostenuti dalla BEI vi è la miniera di cobalto e rame 'Tenke Fungurume' nella R. D. Congo, finanziamento che prosegue nonostante le gravi violazioni dei diritti umani.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Sviluppo] [Legislazione] [Codici di condotta] [Attivismo] [Credito e investimenti] Foto: il logo della Corte di Giustizia Europea
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27.05.2008
La LAV esprime soddisfazione per l’adozione avvenuta nei giorni scorsi da parte dell’Europarlamento di una risoluzione con la quale sollecita la Commissione UE ad adottare misure per promuovere concretamente il ricorso a metodi di prova alternativi alla sperimentazione animale, autorizzando e ammettendo l'utilizzo di test alternativi sperimentati e convalidati negli ultimi tempi, nel quadro del regolamento REACH (Regolamento di registrazione e valutazione dei prodotti chimici) la cui applicazione partirà dal 1° giugno prossimo. La LAV, insieme alle principali associazioni animaliste europee, ha partecipato attivamente alla stesura del provvedimento.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Legislazione] [Animali] [Genetica] [Imprese] Foto: Esperimenti sugli animali - foto: LAV
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09.11.2007
Nel corso dei Development Days, attualmente in corso a Lisbona, le Ong che promuovono la Campagna sulla Banca europea per gli investimenti (BEI), tra cui l'italiana CRBM, hanno chiesto all’istituzione di migliorare i suoi standard e le sue procedure inerenti ai prestiti. Il recente considerevole aumento dei fondi a disposizione fa della BEI la più grande istituzione multilaterale per lo sviluppo. "Tuttavia, se paragonata ad altri enti, la BEI ha degli standard socio-ambientali che lasciano molto a desiderare" - affermano le campagne. Intanto, nei giorni scorsi, i rappresentanti delle Ong convenute a Parigi all'incontro annuale con l’OCSE per discutere in materia di agenzie di credito all’esportazione (Ecas) hanno deciso di abbandonare le consultazioni in protesta contro l'inadeguatezza di linee guida socio-ambientali delle Ecas.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Credito e investimenti] [Attivismo ambientale] [Fiumi] [Attivismo] Foto: Logo della BEI-EIB
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22.02.2006
Il 16 febbraio 2006 il Parlamento europeo ha approvato una lunga serie di emendamenti alla proposta di direttiva relativa alla liberalizzazione dei servizi nel mercato interno alla Comunità Europea. Questo breve testo costituisce un aggiornamento di una precedente analisi della direttiva, con l’evidenza delle maggiori variazioni rispetto al testo originale. (...) Non è semplice rileggere la proposta di direttiva, vista l’elevata mole di modifiche apportate al testo. Spesso parti eliminate in alcuni articoli sono state riproposte in altre e viceversa, occorrerà attendere la riscrittura che farà la Commissione per una migliore valutazione. Si può però dire che sono due le modifiche “utili”: l’eliminazione del principio del paese d’origine e la possibilità di definire i servizi di interesse economico generale da parte dei singoli paesi membri che, se ben utilizzata, permetterà di proteggere quelli pubblici. Ora il testo passa nelle mani della Commissione dopodichè saranno i paesi membri a dire la loro; il secondo passaggio nel Parlamento Europeo è previsto in autunno. - di Roberto Meregalli, Tradewatch
ContinuaFonte: Rete Lilliput Temi/paesi correlati: [Commercio] [Attivismo] [Società civile] Foto: europarlamento - da Café babel
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10.02.2006
Con una conferenza stampa, la eurodeputata del PSE Ghebardt ha ieri annunciato l’avvenuto accordo fra i due grandi gruppi –popolari e socialisti- europei sulla direttiva Bolkestein. Ed ecco annunci di vittoria, profluvi sulla sparizione dal testo finale del famigerato “principio del paese d’origine”, e via cantando. Dobbiamo dunque deporre bandiere, striscioni, volantini e salutare l’avvio dell’Europa sociale? Niente di tutto questo, ovviamente. Anche perché il nuovo testo del cosiddetto “compromesso”, non sposta la sostanza del problema. E’ vero, non c’è più il “principio del paese d’origine”, ma è stato sostituito dal “principio della libera prestazione dei servizi”, direttamente mutuato dall’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (Gats) del WTO. In pratica, si afferma che la libertà di ciascun prestatore di servizi non può essere inficiata da normative di alcun tipo, a meno che non sia dimostrato che queste normative siano “necessarie, proporzionate, e non discriminatorie”. E chi decide rispetto a questo? La Corte di Giustizia Europea, naturalmente. Ovvero, rimane immutata l’espropriazione dei poteri delle assemblee elettive, dai municipi fino ai governi. - di Marco Bersani, Attac Italia
ContinuaTemi/paesi correlati: [Europa] [Commercio] [Imprese] [Lavoro] Foto: da stopbolkestein.org
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07.02.2006
Inizia martedì 14 febbraio, per concludersi con il voto giovedì 16, la discussione in prima lettura della direttiva Bolkestein al Parlamento Europeo. Quelle giornate saranno un’ulteriore cartina di tornasole della distanza tra “paese reale” e “paese legale”: se infatti dentro il Parlamento Europeo esiste una larga maggioranza di forze politiche favorevoli al disegno di un’ Europa come unico mercato dei servizi –e divise solo sul come farlo passare-, il continente europeo è da più di un anno attraversato da mobilitazioni dei movimenti sociali e sindacali che si oppongono alla direttiva Bolkestein e che ne chiedono il ritiro. I movimenti saranno in campo anche nei prossimi giorni: l’11 febbraio a Strasburgo e in centinaia di città europee, il 14 davanti al Parlamento Europeo, insieme alla Confederazione Europea dei Sindacati, pur su piattaforme differenti. 'Chi, ancora dopo un decennio di prove contrarie, continua a credere nella possibilità di governance del modello neoliberista, si prepari ad esserne ancora una volta travolto. Forse allora si accorgerà che l’ossessione competitiva non è l’unico modo di definire una società e le relazioni fra le persone che la
Continuaabitano' conclude Marco Bersani di Attac Italia Temi/paesi correlati: [Europa] [Imprese] [Etica e sistemi di valori] [Società civile] [Lavoro] Foto: da stopbolkestein.org
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20.10.2005
A distanza di venti mesi dall’approvazione della direttiva Bolkestein, accordata in quanto allora Presidente della Commissione Europea, e del silenzio assordante in cui si è successivamente trincerato, Romano Prodi ha finalmente ripreso parola sulla direttiva. Certo lo scontro in Commissione Mercato Interno è forte, ma attualmente si confrontano un’ipotesi iperliberista di approvazione della direttiva tout court, e un’altra – il cosiddetto compromesso Ghebardt- che propone alcune modifiche, senza tuttavia riuscire ad eliminare neppure il famigerato principio del paese d’origine. Quindi, su quali basi i cittadini, i lavoratori e gli Enti Locali dovrebbero sospendere le mobilitazioni? di Marco Bersani, Attac
ContinuaFonte: ATTAC - Association pour la taxation des transactions financières pour l'aide aux citoyens Temi/paesi correlati: [Europa] [Commercio] [Imprese] [Globalizzazione] Foto: da stopbolkestein.org
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13.10.2005
Sta per approdare al voto a Strasburgo fra pochi giorni la proposta di direttiva Bolkenstain (che prende il nome dal commissario europeo per la concorrenza ed il mercato interno) forse il più fulgido esempio della direzione nella quale l'Unione Europea intende muoversi nel prossimo futuro, attraverso una strada lastricata dalla sistematica soppressione dello stato sociale, dei diritti dei lavoratori e della libertà individuale. Contrariamente al nobile proposito di ridurre gli intralci burocratici che soffocano la competitività europea, di creare crescita e nuovi posti di lavoro, la direttiva in oggetto si manifesta fin da subito come un flagello in grado di smantellare definitivamente lo stato sociale, i diritti dei lavoratori e gli equilibri salariali". di Marco Cedolin
ContinuaTemi/paesi correlati: [Europa] [Commercio] [Legislazione] |
04.06.2005
Lo straordinario uno-due offerto dalle vittorie in Francia e in Olanda del NO al referendum sul Trattato Costituzionale europeo rappresenta un punto di svolta fondamentale e imprescindibile. Lo stesso affanno con cui la Commissione Europea, i Governi e i leader politici delle grandi famiglie politiche continentali -liberale e socialista- dichiarano che tutto procederà come prima, dimostra quanto il terremoto democratico della mobilitazione dal basso abbia minato alle fondamenta l’ideologia del pensiero unico del mercato.
ContinuaL’arroganza con cui i medesimi soggetti cercano di accreditare a sentimenti corporativi, xenofobi e legati alla paura la doppia vittoria del NO rivela il sacro terrore di dover ammettere l’indicibile: i popoli europei resistono alla distruzione del welfare, i cittadini europei non vogliono vivere nell’orizzonte della solitudine competitiva offerto dal libero mercato autoregolantesi. Continuano a pensarsi come comunità, ritengono beni comuni e servizi pubblici la vera sostanza del contratto per vivere assieme. E li difendono. di Marco Bersani (Attac Italia) Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Attivismo] [Democrazia] [Legislazione] Foto: Il "No" in Olanda
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02.06.2005
Sconcerto, indifferenza, ipocrisia, autolesionante ottimismo. Se pensiamo alle reazioni che si sono susseguite in queste ore da parte della classe politica europea favorevole, per convenienza o per convinzione, al trattato costituzionale, la valanga di no francesi forse non è stata sufficiente. Quella del no in Francia è stata una campagna certamente contraddittoria in cui si sono mischiate le più diverse e, a volte, le più demagogiche parole
Continuad'ordine. Ma se ci facciamo caso non c'è stata alcuna parola d'ordine del sì. E' mancata e manca la progettualità politica, il disegno europeo nel complesso quadro globale. Fonte: Europa Plurale - per un federalismo globale Temi/paesi correlati: [Europa] [Democrazia] [Società civile] |
24.08.2004
Il governo italiano sembra determinato a battersi per difendere gli interessi italiani in occasione della ventilata riforma del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Esiste la seria possibilità che la Germania entri nel Consiglio di sicurezza e l'Italia ne resti esclusa. Dobbiamo dunque aspettarci che due paesi dell'Unione europea, che in linea di principio hanno accettato di "far parlare l'Europa con una sola voce" si azzuffino per entrare tra i Grandi? Qual è veramente l'interesse nazionale dell'Italia?
Continuadi Guido Montani da Europa Temi/paesi correlati: [Pace] [Geopolitica] [Governo] Foto: Consiglio di sicurezza dell'Onu
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14.07.2004
In occasione del Convegno del 14 e 15 giugno scorsi, la Rivista "Medeura" ha proposto uno speciale sui "Diritti dei Rifugiati in Europa". Il "Primo Piano" approfondisce con dati e analisi il tema dei "Rifugiati e richiedenti asilo in Europa e in Italia". Tra gli "Approfondimenti", uno è dedicato alle due enclaves spagnole in territorio marocchino "Ceuta e Melilla" e un altro al Caucaso, mentre "Rom: né cittadini né rifugiati" presenta la condizione dei Rom nell'Europa dell’allargamento e "Iraq: diritti rifugiati ed emergenza umanitaria" descrive la diaspora irachena di circa 5 milioni di persone, tra cui 1 milione di rifugiati.
ContinuaFonte: Medeura Temi/paesi correlati: [Europa] [Diritti umani] [Legislazione] [Rifugiati] Foto: Rifugiati - da Oneworld
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13.07.2004
Un villaggio rom della campagna slovacca, o polacca, o ceca. Un giornalista che si aggira tra le case malandate e a tutti pone la stessa domanda: "Ma voi cosa farete quando il vostro paese entrerà nell'UE?". E la risposta è sempre: "Stiamo già preparando le valigie!". Sono ormai settimane che servizi del genere vengono diffusi sui media europei. Si tratta di una campagna di stampa in grande stile. Nell'Europa dell'allargamento il diritto alla libera circolazione e, ancor più, il diritto di asilo sembrano infatti non valere per i Rom.
Continuadi Nando Sigona Fonte: Notizie Est Temi/paesi correlati: [Europa] [Diritti umani] [Legislazione] [Migrazioni] Foto: Una famiglia Rom
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25.06.2004
I dirigenti di 28 Stati (i 25 più la Bulgaria, la Romania e la Turchia) sono riusciti in due giorni ad adottare un nuovo sistema per regolare il funzionamento delle istituzioni europee. Eccone i principali punti: 1. La costituzione di cooperazioni privilegiate tra i Paesi che vogliano creare dei progetti pilota. 2. nomina per un mandato di sostanza di un presidente della Comunità Europea e di un ministro degli Esteri. 3. la determinazione della doppia maggioranza (Stati e popolazione). 4. la creazione di un "Governo" (la commissione) più compatto, con una riduzione dei numeri dei commissari.
Continuadi Tito Gandin da Reporter Associati Temi/paesi correlati: [Europa] [Diritti civili] [Guerra e Pace] [Legislazione] Foto: Progetto Costituzione - da Reporter Associati
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10.06.2004
Si vota per il "parlamento europeo". Ma in quale quadro istituzionale esso si colloca? Nelle democrazie il Parlamento è sovrano. Nel "Progetto di Trattato" pomposamente detto "costituzione europea", il "Parlamento" (art.19) ha invece una natura cadetta. Un Parlamento europeo subalterno alla "cupola" di esecutivi del "Trattato" detto "costituzione europea". Un sistema di potere "a castello" dominato da poteri monocratici a sua volta dominato dalla "costituzione economica" culminante nei poteri monocratici della BCE". - di Angelo Ruggeri del Movimento per la Difesa e il Rilancio della Costituzione
ContinuaTemi/paesi correlati: [Europa] [Legislazione] |
21.05.2004
Contributo all'assemblea del forum sociale europeo sul processo costituente che si terrà il 22 e 23 maggio a Roma promossa dal Gruppo di lavoro "Democrazia europea". Un documento che vuole approfondire il tema democrazia e federalismo e sviluppare a tal proposito il primo punto dei Movimenti costituenti: una Carta per l'Europa pacifista, sociale, democratica e federalista al fine di avviare una Campagna permanente per l’altra Europa democratica e federalista. "L’Europa che noi vogliamo riconosce la pace come valore fondamentale della cittadinanza europea" (...) L'Europa può essere un'alternativa nella proposizione di un mondo diverso a partire da una gestione democratica delle risorse comuni a tutti i cittadini del mondo"
ContinuaTemi/paesi correlati: [Europa] [Governo] [Società civile] Foto: Europa e pace
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10.05.2004
Nei giorni scorsi il primo ministro cinese Wen Jiabao ha rinnovato la richiesta al presidente della Commissione europea Romano Prodi affinché l'UE ponga fine all'embargo di armi alla Cina. Una richiesta bocciata lo scorso dicembre dal Parlamento Europeo che ha richiamando le continue violazioni dei diritti umani in Cina. Ma la posta in gioco è alta e concerne anche il rilancio dell'economia nell'UE. Intanto l'Italia ha deciso di rompere gli indugi: nonostante l'embargo, nel 2003 il governo Berlusconi ha autorizzato 127 milioni di euro di vendite di armi alla Cina che diventa così il terzo Paese destinatario dei nostri sistemi bellici.
Continuadi Giorgio Beretta Fonte: Unimondo Temi/paesi correlati: [Europa] [Cina] [Italia] [Diritti umani] [Commercio] [Armi] Foto: Carroarmato cinese
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03.05.2004
Il 1° maggio 2004 sarà ricordato come una data storica per il ricongiungimento dei paesi dell'Europa centro orientale nell'Unione europea (...) L'Europa politica, quando nascerà, dovrà mettere al primo punto della sua costituzione, il diritto alla pace e il ripudio della guerra. Solo così potremo contribuire alla formazione di un'alternativa per un mondo di pace e la costruzione di un governo mondiale democratico per la gestione delle politiche comuni al popolo mondo e per il superamento dell'anarchia in cui ci troviamo. - di Nicola Vallinoto del MFE
ContinuaTemi/paesi correlati: [Europa] |
02.05.2004
Il 1° maggio del 2004 si chiude – dopo quasi 60 anni – la seconda guerra mondiale: 15 anni dopo la caduta del muro di Berlino finisce per sempre la spartizione di Yalta. L'allargamento dell'Unione confermerà il declino verso un'ordinata area di libero scambio, autarchica e perdente nelle logiche della mondializzazione? Oppure l'innesto vitale di popoli e territori in cerca di libertà e benessere, ci farà riscoprire le ragioni antiche di un futuro di presenza attiva, solidale e di pace nel mondo intero? E quale sarà il ruolo dell'Europa nella politica mondiale?
Continuadi Luca Jahier - da Acli Temi/paesi correlati: [Europa] [Diritti civili] [Politica] [Società civile] Foto: La bandiera dell'UE
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30.01.2004
La Commissione Europea ha detto sì alla commercializzazione del mais Bt-11 della Syngenta. Si tratta di una decisione estremamente importante perché potrebbe rappresentare la fine della moratoria che dal 1998 blocca la commercializzazione di nuovi prodotti OGM nei 15 paesi dell'Unione.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Europa] [Consumo] [Contaminazioni] [Legislazione] Foto: da greenpeace.it
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