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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Archivio articoli

Tutti gli articoli sulla Banca Mondiale e sul Fondo Monetario Internazionale
La sede del FMI
21.11.2008 Il mondo è cambiato, l'obsoleto G7 finalmente viene archiviato, aumentano gli attori e le potenze in un mondo multipolare, ma difficilmente cambieranno le politiche economiche e finanziarie ancora di stampo liberista, sebbene siamo al cospetto di una crisi sistemica forse senza precedenti. Questo sembra emergere dal summit straordinario del G-20 sui mercati finanziari e l'economia mondiale di sabato scorso a Washington. Le aspettative erano limitate, a partire dal fatto che il vertice è stato convocato dallo screditato Presidente Bush e mancava il nuovo inquilino della Casa Bianca che si insedierà solo a gennaio. Ciononostante l'esito dell’incontro fornisce numerose indicazioni su quello che i principali paesi del pianeta cercheranno di muovere nei prossimi mesi alla ricerca di un nuovo equilibrio, prima tra loro e poi per i mercati finanziari. (Antonio Tricarico)
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Foto: La sede del FMI
I paesi del G20 - da Wikipedia
16.11.2008 Chiudere i paradisi fiscali impedendo ogni operazione da e per queste giurisdizioni; porre dei limiti tassativi all’impiego dei prodotti derivati che devono essere negoziati solo sui mercati regolamentati e - infine - dichiarare illegali tutte le operazioni fuori bilancio compiute dalla banche. Sono provvedimenti che potrebbero essere adottati subito dal G20 radunatosi a Washington. "I vertici del Fondo Monetario Internazionale vorrebbero avocare a sé il ruolo di timoniere delle riforme. Lo stesso Fmi che dovrebbe al contrario sedere sul banco degli imputati, essendo uno dei maggiori responsabili dell'attuale situazione, dopo decenni di politiche neoliberiste fondate sulla necessità di lasciare mano libera ai mercati e di abbattere qualunque controllo sui flussi di capitali. (Andrea Baranes)
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Foto: I paesi del G20 - da Wikipedia
il logo della Corte di Giustizia Europea
12.11.2008 "Una decisione di portata storica". La Campagna per la riforma della Banca mondiale (Crbm) "accoglie con estremo favore la decisione della Corte di Giustizia Europea di annullare il mandato per i prestiti fuori dall'Ue conferito periodicamente dagli stati membri alla Banca Europea per gli Investimenti" (BEI). "I prestiti di centinaia di milioni di euro che la BEI ha concesso in tutto il mondo devono essere monitorati con attenzione perché troppo spesso finanziano progetti che hanno portato solo benefici alle grandi multinazionali e serie conseguenze negative per le popolazioni e l'ambiente" - commenta la Campagna Crbm. Tra i progetti sostenuti dalla BEI vi è la miniera di cobalto e rame 'Tenke Fungurume' nella R. D. Congo, finanziamento che prosegue nonostante le gravi violazioni dei diritti umani.
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Foto: il logo della Corte di Giustizia Europea
Dollari
30.09.2008 Una richiesta di aiuto al G7, ovvero alle economie più forti del mondo occidentale, per dei contributi che salvino l'economia dal disastro. Di solito siamo abituati a sentire tali appelli partire da Paesi dell'Africa sub-sahariana sconvolti da guerre o carestie, ma oggi il mittente è la più grande economia del pianeta. L'amministrazione Bush ha proposto un piano straordinario di aiuti che sfonderebbe i mille miliardi di dollari per cercare di salvare il sistema finanziario dal tracollo e chiesto alle altre grandi economie occidentali di dare il loro apporto. Resta da vedere se i Paesi occidentali, già impelagati in una fase recessiva, potranno fare molto. In alternativa a distanza di un ventennio da "Usa for Africa" di Michael Jackson e Bono Vox, aspettiamo di vedere i cantanti asiatici e africani riuniti in un "Third World for Wall Street" in uscita il prossimo Natale. (Andrea Baranes)
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Temi/paesi correlati: [Sviluppo] [Globalizzazione] [Finanza] [Credito e investimenti] [Economia]
Foto: Dollari
Oleodotto Ciad-Camerun - da peacereporter
13.09.2008 La Banca mondiale ha deciso a sorpresa di terminare il finanziamento per l’oleodotto Ciad-Camerun, causa prolungati ed evidentemente non risolti dissidi con il governo di N’Djamena, pretendendo da questo il ripagamento anticipato di tutto il prestito di 140 milioni. L’esecutivo ciadiano, infatti, continua a non rispettare l’accordo preso tempo fa con i banchieri di Washington di destinare una parte dei proventi derivanti dallo sfruttamento petrolifero a un fondo per combattere la povertà che da anni attanaglia il Paese. Con gli stessi proventi del petrolio – ben 1,4 miliardi di dollari solo nel 2008 – N'Djamena ha facilmente saldato i banchieri di Washington. Ma è vergognoso che la Banca pensi solo alla sua reputazione e si tiri fuori così da una storia che lascia sul campo distruzione sociale e ambientale e maggior povertà. (Luca Manes)
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Foto: Oleodotto Ciad-Camerun - da peacereporter
Copertina del 'Rapporto sulla Bei' di Counter Balance
05.06.2008 Ricorre in questi giorni il cinquantenario della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Con oltre 53 miliardi di euro di finanziamenti approvati nel 2006, la BEI è una delle principali istituzioni finanziarie pubbliche al mondo. Ma diversi finanziamenti sono considerati molti discutibili e per questo Counter Balance - una coalizione di associazioni ambientaliste e Ong di sviluppo - ha pubblicato nei giorni scorsi una 'Guida critica del cittadino alla Banca Europea per gli Investimenti' che mette in discussione proprio il modo di operare dell'Istituto e la sua trasparenza. Secondo gli attivisti la banca “è quasi sconosciuta” ma sosterrebbe enormi società private occidentali, un “atteggiamento che ricorda gli aspetti peggiori della Banca Mondiale di trent’anni fa”.
di Elvira Corona
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Foto: Copertina del 'Rapporto sulla Bei' di Counter Balance
Logo dei 'Spring meetings 2008' di WB-FMI
12.04.2008 In occasione degli incontri di primavera della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, diverse Ong internazionali fra cui anche l'italiana CRBM, hanno chiesto alla Banca mondiale di ritirare la sua proposta di creare dei fondi di investimento sull’ambiente. Ai primi di aprile la Banca mondiale ha reso noto il suo piano per la formazione di almeno due fondi il cui valore oscillerebbe tra i 7 e i 12 miliardi di dollari che "rischiano di creare una struttura parallela a quella dell'Onu" - affermano le associazioni. Nel meeting di Bangkok di pochi giorni fa, i Paesi in via di sviluppo (G77 e Cina) hanno già contestato questo approccio, che definiscono deleterio.
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Foto: Logo dei 'Spring meetings 2008' di WB-FMI
Campagna di Jubilee 2000 contro i 'vulture funds'
11.04.2008 "Ci sono dei fondi speculativi specializzati nel trarre vantaggi dalle miserie: hanno messo sotto tiro numerosi stati africani comprando i loro debiti da creditori pubblici e privati. Chi non paga finisce in tribunale e le sentenze danno ragione ai 'fondi avvoltoi'. Lo denuncia un editoriale di Nigrizia che cita i recenti casi accaduti al Congo-Brazzaville, allo Zambia e alla Repubblica democratica del Congo che è debitrice di 452,5 milioni di dollari a dei “fondi avvoltoi” tra cui uno, l’Elliott Associates L.P., del miliardario americano Paul Singer vicino a George Bush e finanziatore dell’ultima campagna presidenziale. Un rapporto della Banca mondiale segnala che sono in corso 46 contenziosi contro 11 paesi indebitati, di cui otto dell'Africa sub-sahariana, per un totale di più di 2 miliardi di dollari.
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Foto: Campagna di Jubilee 2000 contro i 'vulture funds'
Rapporto della Crbm sulla diga Gibe in Etiopia
06.03.2008 La Crbm con le altre Ong della coalizione 'Counter Balance' ha chiesto alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) di non fornire prestiti per la costruzione della diga di Gilgel Gibe III in Etiopia. "Nonostante la Banca Mondiale e l’Agenzia italiana di credito all’export (SACE) abbiano deciso di non sostenere né Gibe II né Gibe III, la BEI nel 2004 ha garantito un prestito di 50 milioni per la realizzazione della diga di Gibe II e al momento sta valutando se entrare nel progetto di Gibe III i cui impatti socio-ambientali sono devastanti" - afferma la Crbm che ha redatto un rapporto presentato venerdì scorso a Bruxelles. Nel 2004 il Ministero degli Esteri italiano ha elargito ben 220 milioni di euro per Gibe II - la più alta somma della storia del fondo rotativo per la cooperazione - mentre l’impresa Salini si è aggiudicata l’appalto senza gara internazionale.
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Foto: Rapporto della Crbm sulla diga Gibe in Etiopia
Logo della BEI-EIB
09.11.2007 Nel corso dei Development Days, attualmente in corso a Lisbona, le Ong che promuovono la Campagna sulla Banca europea per gli investimenti (BEI), tra cui l'italiana CRBM, hanno chiesto all’istituzione di migliorare i suoi standard e le sue procedure inerenti ai prestiti. Il recente considerevole aumento dei fondi a disposizione fa della BEI la più grande istituzione multilaterale per lo sviluppo. "Tuttavia, se paragonata ad altri enti, la BEI ha degli standard socio-ambientali che lasciano molto a desiderare" - affermano le campagne. Intanto, nei giorni scorsi, i rappresentanti delle Ong convenute a Parigi all'incontro annuale con l’OCSE per discutere in materia di agenzie di credito all’esportazione (Ecas) hanno deciso di abbandonare le consultazioni in protesta contro l'inadeguatezza di linee guida socio-ambientali delle Ecas.
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Foto: Logo della BEI-EIB
La sede della Banca Mondiale
16.10.2007 Il Tribunale Permanente dei Popoli ha giudicato l'operato della Banca mondiale degli ultimi anni puntando il dito contro i progetti estrattivi, che hanno danneggiato pesantemente l'ambiente, e le condizioni imposte dalla Banca ai governi per ottenere prestiti, che penalizzano le economie di molti Pvs, invece di sostenerle. Esponenti delle comunità locali della Nigeria, del Perù, del Malawi, del Nicaragua e del Kazakistan hanno messo sotto accusa i progetti estrattivi sostenuti dalla Banca e le condizionalità economiche imposte ai governi del Sud del mondo, cioè gli obblighi che l’istituzione esige siano rispettati per concedere i suoi prestiti. Ma non sono meno devastanti gli impatti dei progetti estrattivi, come il West African Gas Pipeline, che partendo dalla Nigeria attraversa Benin e Togo per arrivare in Ghana. di Luca Manes
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Fonte: Nigrizia
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Foto: La sede della Banca Mondiale
A Sud: campagna per l'abolizione del Ciadi/Icsid
24.09.2007 "Chiediamo l'abolizione del Ciadi/Icsid: un tribunale illegittimo, non rappresentativo e senza nessuna democraticità" - così A Sud e decine di organizzazioni, reti di attivisti, sindacati e istituzioni sociali latinoamericane lanciano la campagna mondiale per l'abolizione del 'Centro Internazionale di Risoluzione delle Controversie relative agli Investimenti' (Ciadi/Icsid), un organismo della Banca Mondiale. La campagna nasce a seguito del recente episodio in cui il Ciadi ha condannato l'Argentina a "risarcire" con 105 milioni di dollari la multinazionale francese Vivendì. "La Vivendì aveva raddoppiato le tariffe e non aveva investito in nessun miglioramento della rete idrica. Per questo pessimo servizio la provincia di Tucuman ha rescisso il contratto, nel tentativo di garantire un diritto umano fondamentale come l'acqua" - scrivono le organizzazioni in una lettera indirizzata alla Segretaria generale del Ciadi/Icsid, Anna Palacio.
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Foto: A Sud: campagna per l'abolizione del Ciadi/Icsid
Dollari e euro in soccorso degli speculatori Usa - da Selvas.org
07.09.2007 Il mercato immobiliare continua a rappresentare un rischio per l’economia degli Stati Uniti dove c'è stata una forte impennata nell'esecuzione dei pignoramenti ed espropriazioni di appartamenti ed edifici: 179.600 nel solo mese di luglio. Il senatore C. Dodd retiene che “da uno a tre milioni di persone potrebbero perdere la loro casa”. "Queste poche cifre indicano con chiarezza la gravità della crisi del settore inmobiliario degli Stati Uniti che veniva sistematicamente ignorata o minimizzata. Ora che l'esplosione è avvenuta, emergono le caratteristiche distruttrici di un collasso che sta facendo tremare il cosiddetto sistema finanziario internazionale" - afferma l'analista geopolitico Tito Pulsinelli in un articolo per Selvas.org. La Banca Centrale Europea (BCE) finora ha emesso 120 miliardi di dollari per soccorrere i truffatori d'oltreoceano e i loro compari speculatori delle banche europee. "Si premiano gli infami, li si incoraggia a perseverare. E' una autentica istigazione a delinquere" - commenta Pulsinelli.
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Foto: Dollari e euro in soccorso degli speculatori Usa - da Selvas.org
Le attività del PPIAF nel mondo - da PPIAF
28.05.2007 La Campagna per la Riforma della Banca Mondiale valuta positivamente la decisione del Governo italiano di ritirarsi dal Public-Private Infrastructure Advisory Facility (PPIAF), il fondo gestito dalla Banca Mondiale che ha come fine ultimo la privatizzazione delle risorse idriche. L’annuncio è stato dato in maniera ufficiale dalla viceministra alla Cooperazione allo sviluppo, Patrizia Sentinelli, in occasione dell’incontro annuale dei membri donatori del PPIAF. Nel suo messaggio la Sentinelli ha sottolineato che ritiene “necessario sostenere una riflessione internazionale sulle conseguenze negative dei processi spinti di privatizzazione in settori così delicati e che riguardano beni comuni”. Intanto, un gruppo di Ong internazionali chiedono al Financial Times di ritirare la nomination della ABN Amro per il premio di 'Banca Sostenibile' dell'anno.
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Foto: Le attività del PPIAF nel mondo - da PPIAF
Logo della Sace
30.04.2007 Garantisce le imprese italiane all’estero. L’unico azionista è il ministero del Tesoro che incassa ricchi dividendi. Ma, nel tempo, è stata una macchina terribile nel produrre l’indebitamento dei paesi in via di sviluppo. Le sue operazioni sono avvolte nel silenzio. Soprattutto quelle legate al commercio delle armi. È uno dei salotti bene dell’economia italiana. Conosciuto da pochi. Dove si elogia il silenzio. E si coccola la riservatezza. Ambito dalla grande imprenditoria e dalle banche, perché in un angolo della sua sala è custodito un forziere, ricco di “dobloni”. Ma anche l’affamata politica, che nel tempo si è pure abbuffata al suo tavolo, ignora spesso che cosa si muova, carsicamente, nelle stanze di comando di quel fortino. Di ufficiale si sa che è (stato), insieme ai suoi simili occidentali, uno dei più potenti strumenti di indebitamento dei paesi poveri. Da sotto il velo del mistero, sbuca la Sace, la “società per azioni a capitale interamente pubblico, nata per le attività di sostegno delle operazioni di export delle imprese italiane in ambito internazionale”. di Gianni Ballarini
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Fonte: Nigrizia
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Foto: Logo della Sace
Un pozzo in una zona rurale del Kenya
23.01.2007 Oggi 23 gennaio a Nairobi la viceministra per gli esteri Patrizia Sentinelli approverà il regolamento di attuazione dell’accordo per la cancellazione del debito del Kenya da parte dell’Italia. L’incontro con i rappresentanti del governo keniota avviene in occasione del Forum sociale mondiale (WSF) in corso a Nairobi. «Il nostro governo ha deciso di cancellare i 44 milioni di euro di debito del Kenya, anche su pressione della società civile di entrambi i Paesi» - afferma la Sentinelli. Secondo la Banca Mondiale gli interventi di cancellazione del debito attuati finora dall’iniziativa lanciata dai Paesi del G8 (iniziativa Hipc) ammontano a 64 miliardi di dollari, mentre il totale del debito estero dell’Africa è ancora di 200 miliardi di dollari, e quello dei Paesi in via di sviluppo supera i 2700 miliardi di dollari.
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Fonte: Unimondo
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Foto: Un pozzo in una zona rurale del Kenya © Pact, Inc
15.11.2006 Oggi una delegazione della CIDSE, l'alleanza degli organismi cristiani di Cooperazione allo sviluppo di Europa e Nord America, di cui Volontari nel Mondo - Focsiv rappresenta il membro italiano, incontrerà a Bruxelles il presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz e gli consegnerà una lettera di critica sul modo in cui la Banca Mondiale sta trattando il tema relativo alle negoziazioni nel settore dell'agricoltura presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio. La Banca Mondiale ha infatti pubblicato e poi ritirato un documento sulla richiesta da parte dei Paesi in via di sviluppo di designare una lista di prodotti fondamentali per la loro autosufficienza alimentare da tutelare. “Il riconoscimento di questi prodotti speciali - sostiene Sergio Marelli, direttore generale Focsiv - aiuterebbe i Paesi più poveri a difendersi dal dumping che danneggia le già fragili economie locali".
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Paul Wolfowitz, presidente della Banca Mondiale
31.10.2006 Il presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz fa marcia indietro e dopo aver denunciato il fenomeno dell’espansione politica ed economica della Repubblica Popolare Cinese in Africa afferma che "non intendeva attaccare la Cina per la sua politica verso i Paesi africani". In un'intervista rilasciata al quotidiano francese Les Echos - ripresa dal Financial Times e da diversi quotidiani italiani - Wolfowitz avrebbe accusato la Cina di ignorare sistematicamente gli “Equador Principles”, le linee di condotta a cui dovrebbero attenersi gli istituti che operano nel campo dei finanziamenti di progetti internazionali, pur di vincere gli appalti, assicurarsi l’accesso alle materie prime e l’esportazione della propria merce. Sono intanto in arrivo a Pechino i leader degli stati africani che parteciperanno al terzo forum per la cooperazione Cina - Africa, previsto per il 4 ed il 5 novembre prossimo.
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Foto: Paul Wolfowitz, presidente della Banca Mondiale
Greenpeace davanti alle filiali Unicredit di Milano - ©Greenpeace
20.10.2006 Il gruppo Unicredit e Deutsche Bank hanno informato la coalizione internazionale di organizzazioni non governative – in Italia Greenpeace e la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM) – di aver ritirato la partecipazione alla gara per finanziare due reattori nucleari nei pressi di Belene in Bulgaria. Si tratta di reattori di tipo sovietico VVER 1000/320 come quello che recentemente ha avuto un incidente a Temelin nella Repubblica Ceca. Nei giorni scorsi numerose azioni dimostrative erano state attuate in 23 Paesi dell'Europa e negli Stati Uniti per convincere il gruppo Unicredit a non erogare fondi per la realizzazione del rischiosissimo progetto di centrale nucleare di Belene, nel nord della Bulgaria: il sito individuato per la realizzazione del progetto si trova ai margini del Parco Naturale di Persina, in una zona rurale a forte sismicità.
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Fonte: CRBM - Campagna per la riforma della Banca Mondiale, Greenpeace Italia
Temi/paesi correlati: [Bulgaria] [Finanza] [Attivismo ambientale] [Nucleare]
Foto: Greenpeace davanti alle filiali Unicredit di Milano - ©Greenpeace
Singapore 2006: Annual meeting BM-FMI
14.09.2006 La maggioranza delle Ong internazionali presenti a Singapore sta procedendo alla cancellazione dei meeting e dei seminari programmati con Banca mondiale (BM) e Fondo monetario internazionale (FMI) durante gli incontri annuali delle due istituzioni, che si svolgeranno a Singapore dal 14 al 20 settembre. Tra gli attivisti a cui è stato negato il permesso figurano anche Antonio Tricarico ed Elena Gerebizza di CRBM/Mani Tese e altri esponenti storici della società civile globale come Walden Bello, membro di Focus on the Global South. Nelle ultime ore si stanno registrando casi di attivisti respinti alla frontiera di Singapore nonostante non fossero presenti nella “lista nera” degli indesiderati, salita da venti a trenta unità nell’arco di una sola giornata.
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Fonte: CRBM - Campagna per la riforma della Banca Mondiale
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Foto: Singapore 2006: Annual meeting BM-FMI
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