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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Archivio articoli

Tutte le notizie sui Diritti delle donne
Il manifesto della Giornata - da Unesco
09.09.2008 Con lo slogan "Literacy is the best remedy" - L'alfabetizzazione è la miglior cura - si è celebrata ieri 8 settembre la 'Giornata mondiale per l’alfabetizzazione' promossa dall'Unesco. L'attenzione quest'anno si è concentrata sul rapporto tra alfabetizzazione e salute: ben 774 milioni di adulti sul pianeta non hanno infatti gli strumenti conoscitivi basilari necessari in materia di salute. "Oggi non si può trovare una risposta alle principali preoccupazioni in campo sanitario se non si trova nelle politiche sulla salute un ruolo anche per l’alfabetizzazione" - ha affermato il direttore generale dell’Unesco Kochiro Matsuura. Le persone analfabete sono in maggioranza le donne dell'Africa Subsahariana, America latina e Asia. Ma ben 95 milioni di persone nei paesi arabi sono analfabete, cioè un cittadino su tre: si i tratta del doppio della media mondiale.
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Temi/paesi correlati: [Educazione] [Sviluppo] [Salute] [Nazioni Unite] [Esclusione sociale]
Foto: Il manifesto della Giornata - da Unesco
Obiettivo salute materna - Foto: Campagna 'No Excuse'
16.07.2008 Un milione di donne, una ogni 30 secondi, perde la vita per cause legate alla gravidanza o al parto. Circa 14 milioni di adolescenti diventano madri tra i 15 e i 19 anni, mentre 340 milioni di persone contraggono infezioni a trasmissione sessuale, compreso l’Hiv. Sono alcuni dei dati del Rapporto 2008 sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi per promuovere lo sviluppo curato da ActionAid, Aidos e Cestas presentato ieri a Roma. Nella conferenza stampa è stata posta l'attenzione sulla distanza tra gli impegni assunti dall'Onu con gli Obiettivi del Millennio e le politiche e i finanziamenti messi in atto dagli stati per realizzarli. In particolare in Italia che oltre ad essere agli ultimi posti nell'Ue sta programmando di ridurre ulteriormente gli aiuti allo sviluppo oltre a mancare una di una legge organica sulla cooperazione.
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Temi/paesi correlati: [MDGs] [Aiuti] [Cooperazione internazionale] [Sviluppo] [Salute]
Foto: Obiettivo salute materna - Foto: Campagna 'No Excuse'
UNFPA
11.07.2008 "Family Planning: It’s a Right; Let’s Make it Real" è il tema della 'Giornata mondiale della popolazione' che si celebra oggi, 11 luglio. "Il tasso di mortalità delle donne durante il parto rimane l’indicatore più chiaro della disparità tra ricchi e poveri. Assistenza adeguata al momento del parto, strutture in grado di fornire cure ostetriche di emergenza e pianificazione familiare sono tre forme di interventi specifici necessari per migliorare la salute materna" - sottolinea il Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki-moon. "Nel mondo ogni minuto una donna perde la vita durante la gravidanza o il parto. Morti che non si verificherebbero se le donne potessero contare sull'assistenza di personale specializzato o se potessero meglio programmare la propria maternità" - evidenzia Save the Children che chiede adeguate cure e sostegno sanitario soprattutto prima, durante e dopo il parto e di promuovere l’accesso all'istruzione alle bambine.
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Temi/paesi correlati: [Povertà] [MDGs] [Educazione] [Sviluppo] [Mortalità infantile] [Salute] [Nazioni Unite] [Sessualità] [Genere]
Foto: UNFPA
Sessione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu
21.06.2008 Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha votato all'unanimità la risoluzione 1820 che definisce lo stupro "un'arma di guerra". Il documento descrive il deliberato uso della violenza sessuale come una tattica di guerra e una minaccia alla sicurezza internazionale. Per il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, la violenza contro le donne ha raggiunto "proporzioni indescrivibili". Il 'Gruppo di lavoro delle Organizzazioni non governative su donne, pace e conflitti', di cui fa parte anche Amnesty International, ha espresso soddisfazione "per il fatto che il più influente organo dell'Onu abbia riconosciuto ciò che molte donne affermano da tempo: fermare la violenza sessuale nelle zone di conflitto è un mezzo importante per mantenere la pace e la sicurezza a livello internazionale".
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Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Attivismo] [Conflitti] [Genere] [Diritti umani]
Foto: Sessione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu
International Women's Day 2008 - da UN news
08.03.2008 In occasione della "Giornata internazionale della donna" numerose associazioni chiedono di non dimenticare le violenze e discriminazioni che tutt'oggi nel mondo colpiscono le donne. ActionAid ricorda che sono le donne a subire le conseguenze più severe di povertà, analfabetismo, guerre e ad essere le vittime dei più odiosi abusi dei diritti umani. Le donne costituiscono, infatti, il 70% della popolazione mondiale che vive nella povertà estrema e l'80% delle vittime di tratta: per questo - afferma ActionAid - i diritti delle donne devono essere riconosciuti dalle istituzioni come centrali per il perseguimento di programmi di sviluppo sostenibili ed efficaci. L'Unicef richiama l'attenzione sulla necessità di interventi per migliorare la salute materna e aumentare la scolarizzazione delle bambine e Amnesty International con la campagna 'AmnestyKids' chiede di agire per porre fine alla violenza contro le bambine a scuola.
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Genere] [Sessualità] [Società civile] [Sviluppo] [Povertà]
Foto: International Women's Day 2008 - da UN news
Il sito della campagna
26.02.2008 "Un flagello globale che affligge un terzo della popolazione femminile nel mondo": così l'Onu ha definito la violenza verso donne e bambine lanciando la campagna "Say No to Violence against Women". "Si tratta di una campagna per le donne e le ragazze che hanno il diritto di vivere libere dalla violenza, oggi e in futuro" - ha detto il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon. "Almeno una donna su tre rischia di essere picchiata, costretta al sesso o abusata in vario modo nella sua vita. Attraverso la pratica della selezione prenatale del sesso, a moltissime altre è persino negato il diritto di esistere" - ha aggiunto Ban Ki-moon. La violenza contro le donne ostacola la crescita economica e sociale e la nuova campagna si svolgerà fino al 2015.
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Nazioni Unite] [Esclusione sociale] [MDGs]
Foto: Il sito della campagna
Delegate al Congresso di Amnesty International - foto ©AI
21.08.2007 "La posizione di Amnesty non è per l’aborto come diritto, ma per i diritti umani delle donne che devono vivere libere dalla paura, dalla violenza e dalle coercizioni quando affrontano le conseguenze dello stupro e di altre violazioni dei diritti umani". Lo afferma una nota diffusa da Amnesty International a conclusione del Congresso internazionale che si è tenuto nei giorni scorsi in Messico. L'associazione continuerà ad occuparsi di questioni specifiche riguardanti l’aborto "nella misura in cui queste sono direttamente legate alle attività di Amnesty International sul diritto alla salute e sulla violenza contro le donne" - afferma la nota che risponde così anche alle accuse per quella che il Vaticano ha definito come “svolta abortista” dell'associazione umanitaria. Amnesty ribadisce che "non svolgerà campagne in favore dell’aborto", ma chiederà agli stati di "modificare o abrogare le leggi per effetto delle quali le donne possono essere sottoposte a imprigionamento o ad altre sanzioni penali per aver abortito o cercato di abortire".
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Foto: Delegate al Congresso di Amnesty International - foto ©AI
Manifestazione contro la violenza sulle donne
08.03.2007 "La violenza contro donne e bambine è una delle forme di disuguaglianza più estreme" - ha ricordato il Direttore esecutivo dell'UNICEF Ann Veneman in occasione della 51ª Sessione della Commissione ONU sulla condizione delle donne che si conclude oggi 8 marzo, Giornata internazionale delle donne. Per la giornata il Cipsi e Chiama l'Africa ricordano che "sono le donne soprattutto nei paesi più impoveriti a reggere l'economia familiare, a gestire e proteggere la vita dei propri figli, donando, quindi speranza e futuro all'umanità". Amnesty International ricorda che "ancora oggi sono milioni le adulte e bambine costrette quotidianamente al silenzio da violenze, dal terrore, da abusi fisici e psicologici. Violate in tempo di pace, sono due volte vittime in tempo di guerra".
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Fonte: CIPSI, UNICEF Italia, Chiama l'Africa, Amnesty International (sezione italiana)
Temi/paesi correlati: [Esclusione sociale] [Società civile]
Foto: Manifestazione contro la violenza sulle donne © Amnesty International USA
Donne africane al lavoro
28.02.2007 La Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano lancia un “Piano d'Azione per l'empowerment delle donne in Africa Occidentale”, nel corso della conferenza “Le donne protagoniste: dialogo tra i Paesi dell'Africa Occidentale e la Cooperazione Italiana” che si terrà il 2 e 3 marzo a Bamako (Mali). Il Convegno vuole essere un primo importante passo per un “dialogo di cooperazione” aperto e continuo con le differenti realtà regionali africane" si legge in una nota del ministero degli Esteri. La due giorni si articola in quattro seminari su "Lotta alla povertà e empowerment economico", "Salute, diritti riproduttivi e lotta alla violenza contro le donne", "Presenza delle donne nella governance e nelle situazioni di conflitto e post conflitto" e "Migrazioni".
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Temi/paesi correlati: [Genere] [Politica] [Cooperazione internazionale]
Foto: Donne africane al lavoro
Rapporto Unicef 2007
11.12.2006 "Milioni di donne in tutto il mondo sono soggette a violenze fisiche e sessuali, con limitata possibilità di ricorso alla giustizia. A causa della discriminazione di genere, le bambine hanno minori probabilità di andare a scuola: nei Paesi in via di sviluppo, quasi una bambina su 5 iscritta alla scuola primaria non completa gli studi". Ma non solo: anche per quanto riguarda il lavoro "le donne spesso lavorano di più ma guadagnano meno degli uomini", mentre tuttora "restano ampiamente escluse dalla vita politica". E' una denuncia a tutto tondo quella che emerge dal Rapporto annuale dell'Unicef "La condizione dell'infanzia nel mondo 2007", presentato oggi nella sede italiana a Roma in occasione del 60° anniversario dalla fondazione dell'organizzazione. "L'eliminazione della discriminazione di genere e il potenziamento del ruolo delle donne avrà un profondo e positivo impatto per la sopravvivenza e il benessere dei bambini" - ha dichiarato il Presidente dell'Unicef Italia Antonio Sclavi.
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Temi/paesi correlati: [Genere] [Bambini] [MDGs]
Foto: Rapporto Unicef 2007
Giornata mondiale per l’alfabetizzazione - da Unesco
08.09.2006 Saper leggere e scrivere è un abilità ancora negata a 781 milioni adulti di cui i tre quarti sono donne. Oltre 103 milioni di bambini, inoltre, non va a scuola, ed anche in questo caso la maggioranza sono femmine. Sono i dati diffusi dall’Unesco in occasione della Giornata mondiale per l’alfabetizzazione. Non mancano i segnali positivi: negli ultimi anni le scuole elementari dell’Africa Subsahariana e dell’Asia Meridionale e Occidentale hanno visto oltre 20 milioni di scolari in più in ciascuna di queste regioni. E 20 nuove nazioni sono sulla buona strada per rispettare entro il 2015 l’obiettivo di fornire l’istruzione primaria all’interna popolazione infantile. Intanto Save the Children lancia la campagna per garantire entro il 2010 educazione di qualità a 8 milioni di bambini in paesi in guerra.
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Fonte: MISNA , Save the children - Italia
Temi/paesi correlati: [Genere] [Bambini] [Educazione]
Foto: Giornata mondiale per l’alfabetizzazione - da Unesco
Locandina del convegno 2006 di Chiama l'Africa
24.04.2006 Una rete permanente di collegamento delle relazioni tra donne africane ed europee, di interscambio e promozione, con reciprocità e pari dignità. E' questa la proposta emergente dal convegno internazionale “L’Africa in piedi con volto di donna”, organizzato da Chiama l’Africa e Cipsi dal 23 al 25 aprile ad Ancona. Le numerose donne africane intervenute auspicano infatti che questa esperienza continui tra donne africane e anche con le donne europee. Guido Barbera, presidente del CIPSI, ha affrontato il tema della Cooperazione internazionale italiana protestando perché i fondi istituzionali del Ministero degli Esteri sono azzerati: "ma la questione è qualitativa" - ha sottolineato - avanzando la proposta di "smettere come Ong di fare progetti per l’Africa" e di "mettere a disposizione le risorse che saranno gestite dalla società civile africana, in dialogo e confronto". E ha lanciato la pratica di partenariato paritario con la società civile africana per progetti culturali e politici e per affrontare le ingiustizie.
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Fonte: CIPSI, Chiama l'Africa
Temi/paesi correlati: [Africa] [Diritti dei popoli indigeni] [Genere] [Società civile] [Cooperazione internazionale]
Foto: Locandina del convegno 2006 di Chiama l'Africa
Donna ugandese - da Coopi
06.04.2006 L'Uganda è un paese martoriato da quasi vent'anni di guerra civile. Migliaia di persone nel nord del paese sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni e a trovare rifugio in campi per sfollati dove le condizioni di vita sono estremamente critiche e frequenti sono gli episodi di violenza e abusi. In questo contesto COOPI ha avviato un progetto in favore delle donne vittime di violenza per garantire loro assistenza medica e psicologica, tutelare i loro diritti e sensibilizzare la comunità al fine di ridurre l'incidenza di tali episodi.
Beneficeranno dell'intervento gli oltre 100.000 abitanti di quattro campi per sfollati del distretto di Pader tra i quali si stima che le donne sopravvissute a violenze siano tra 7 e 12 mila .
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Fonte: COOPI - Cooperazione Internazionale
Temi/paesi correlati: [Uganda] [Diritti umani] [Genere] [Cooperazione internazionale]
Foto: Donna ugandese - da Coopi
2006: Anno internazionale su deserto e desertificazione
12.03.2006 Marzo 2006, Pechino. La superpotente Cina sfida il deserto. Per riconquistare un quinto della sua superficie ricostruisce una muraglia verde. Servirà a fermare l’avanzata dei deserti e ristabilire agricoltura e verdi pascoli. Secondo il governo cinese 500 mila chilometri quadrati possono tornare all’uomo entro il 2020. Sarà l’azione di riforestazione più grande della storia sostenuta con un finanziamento alla ricerca per diffondere fonti alternative d’energia. Il tutto basato su esperimenti scientifici decennali che rendono possibile la “nuova creazione”. Un’azione imperiale che però non convince né gli ambientalisti né le Nazioni Unite. Dopo mezzo secolo di megaprogetti e microrisultati, il Palazzo di Vetro è ormai consapevole della necessità di percorsi che passino dalla condivisione dei processi con le popolazioni locali all’assunzione di responsabilità comuni e soprattutto dalla formazione di base. In una parola da una nuova “alfabetizzazione ambientale”, soprattutto delle ragazze.
di Fabio Pipinato
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Fonte: Unimondo
Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Attivismo ambientale] [Foreste] [Acqua]
Foto: 2006: Anno internazionale su deserto e desertificazione
La Marcia in Korea del Sud
17.10.2005 Scenderanno nelle strade, oggi, a mezzogiorno e si metteranno in cammino seguendo il tragitto del sole. Cominceranno le donne dell'Asia, poi quelle mediorientali, europee, africane ed insieme - creando un ponte immaginario sugli oceani - si congiungeranno alle loro compagne provenienti dalle Americhe. Sono le attiviste della "Marcia mondiale delle donne" che, partita l'8 marzo di quest'anno dal Brasile, arriverà oggi in Burkina Faso. Hanno attraversato 60 stati per ricordare al mondo l'"altra faccia della luna": quella fatta di discriminazione e sopruso che la terra non vorrebbe mai vedere. Ma che c'è. Il 70% di loro e dei loro bambini vive in povertà assoluta ed anche se forniscono i due terzi del lavoro mondiale ricevono solo un decimo dei redditi. Alimentano il mondo intero, ma solo il 2% delle terre fertili appartiene a loro. Alla disuguaglianza vedono sommarsi la violenza: una su tre ne è vittima e "all'inizio del XXI secolo, tra la popolazione femminile di età compresa fra i 15 e 44 anni, la violenza miete lo stesso numero di morti del cancro" - dice il rapporto pubblicato nei giorni scorsi dall'Unfpa, l'agenzia dell'Onu che fornisce dati sulla popolazione mondiale. Fra l'altro, una donna su quattro subisce abusi durante la gravidanza, una su tre è picchiata, costretta a rapporti sessuali, abusata.
di Roberta Bertoldi
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Fonte: Unimondo
Temi/paesi correlati: [Esclusione sociale] [Società civile] [Sviluppo] [Povertà]
Foto: La Marcia in Korea del Sud
Clementina Cantoni - da Care
20.05.2005 Le organizzazioni che da anni lavorano a fianco di alcune associazioni di donne afghane democratiche e laiche (RAWA, HAWCA, OPAWC) si appellano per la liberazione di Clementina Cantoni la cooperante italiana che collabora con Care International che è stata rapita la sera del 16 maggio nel centro di Kabul. "Il rapimento di Clementina dimostra che l’Afghanistan non è pacificato e che non ci sono i presupposti perché alcun processo di democratizzazione si realizzi" precisa l'appello. "In vista delle prossime elezioni le donne delle ONG afghane hanno firmato e sottoposto a Karzai un appello affinché mantenga le promesse fatte riguardo alle garanzie minime di sicurezza per le donne afghane; le donne vedono nel burqa ancora una protezione, le bambine hanno paura ad andare a scuola, soprattutto fuori Kabul la situazione è enormemente instabile, nell’ultimo anno centinaia di donne, in particolare nelle province di Herat e di Farah si sono suicidate autoimmolandosi per disperazione".
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Temi/paesi correlati: [Afghanistan] [Genere] [Risoluzione dei conflitti] [Democrazia] [Società civile]
Foto: Clementina Cantoni - da Care © CARE International
Murales a Varsavia
08.03.2005 A Sarajevo, accanto alle organizzazioni storiche di donne, nate dalle leghe socialiste e dallo sfacelo della guerra come risposta umanitaria alle questioni della sopravvivenza e della violenza, cresce oggi una realtà che unisce arte e politica e decide di uscire allo scoperto. Per questo la rete funziona benissimo. Le donne dell'Est stanno costruendo siti multilingua, aprono gruppi di discussioni per connettere, rafforzare, comunicare. Ne sono un esempio il Network est-west (che dalla Polonia diffonde informazione dai Balcani all'ex-Unione sovietica) il WiTT (Women Information Technology Transfer) e South East Europe, il portale della società civile presente nelle quattro lingue locali (albanese, macedone e serbo-croato-bosniaco) ed in inglese.
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Temi/paesi correlati: [Europa Sud Orientale] [Europa Orientale] [Internet] [Attivismo] [Società civile]
Foto: Murales a Varsavia
Mai più violenza sulle donne - da AI
07.03.2005 Le donne e le bambine pagano il prezzo più alto nei conflitti, tanto come bersagli diretti quanto come "danni collaterali". In occasione della "Giornata internazionale delle donne", Amnesty International – nell’ambito della sua campagna mondiale "Mai più violenza sulle donne" - lancia un nuovo appello all’opinione pubblica e alle istituzioni italiane perché favoriscano un’azione globale per porre fine alla violenza e denunciare il fallimento dei governi nel contrastarla.
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Fonte: Amnesty International - International Secretariat, Amnesty International (sezione italiana)
Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Guerra e Pace] [Attivismo]
Foto: Mai più violenza sulle donne - da AI
Il manifesto della Campagna di Amnesty
10.01.2005 In un documento inviato oggi alle Nazioni Unite, Amnesty International accusa il governo algerino di non aver saputo proteggere le donne dallo stupro, dai pestaggi e dalla diffusa discriminazione legale ed economica. Il rapporto denuncia le disposizioni discriminatorie del Codice di famiglia che facilitano la violenza contro le donne, la mancanza di indagini esaurienti sulle denunce di stupro e di altre forme di violenza sessuale e l'inadeguatezza delle forze di polizia e dei pubblici ufficiali che si occupano di casi di violenza sessuale. Il "Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne" domani prenderà in esame il modo in cui l'Algeria ha applicato la "Convenzione delle Nazioni Unite per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne" (Cedaw).
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Fonte: Amnesty International - International Secretariat, Amnesty International (sezione italiana)
Temi/paesi correlati: [Algeria] [Diritti umani] [Genere] [Società civile]
Foto: Il manifesto della Campagna di Amnesty © Amnesty International UK
Rurìta Pacifica Mujeres in Colombia
25.11.2004 Il 25 novembre e' la giornata internazionale del no alla violenza contro le donne. In Colombia le donne della Rurìta Pacifica hanno organizzato una grande mobilitazione in solidarieta' con le donne e le comunita' di profughi interni. La violenza sulle donne è diffusa anche nelle isole Salomone nel Pacifico meridionale, come viene riportato nel rapporto diffuso da Amnesty International. Tra i paesi da non dimenticare c’è l’Afghanistan, dove dopo il regime dei Talebani le donne nella periferia del paese sono ancora oppresse e vengono ancora picchiate in pubblico se non indossano il burqa. E dalle donne del Mozambico arriva una voglia di cambiamento a pochi giorni dalle elezioni in Mozambico.
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Fonte: Il Paese delle Donne, Femmis, AIDOS - Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo
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Foto: Rurìta Pacifica Mujeres in Colombia
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