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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Appelli per la Pace

Manifestazione in Iraq
07.12.2007 Nei prossimi giorni gli Stati Uniti sottoporranno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, di cui l'Italia è attualmente membro, una proposta di risoluzione che prevede una ulteriore estensione del mandato della "Forza multinazionale" in Iraq. L'associazione "Un ponte per..." ha inviato una lettera aperta al Ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema e lanciato una petizione online per chiedere che l'Italia voti contro la proroga dell'occupazione in Iraq. "Una grande maggioranza di iracheni richiede il completo ritiro delle truppe al più presto. Il premier Al Maliki si prepara invece, sotto pressione statunitense, ed in spregio al parlamento, a richiedere la estensione" - scrive l'associazione. "Sarebbe grave se in presenza di questa situazione il Consiglio di Sicurezza rinnovasse il mandato alla "Forza multinazionale". Sarebbe altrettanto grave se l'Italia, che ha ritirato le proprie truppe riconoscendo la illegalità della guerra all'Iraq, approvasse una tale risoluzione".
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Foto: Manifestazione in Iraq © In These Times
Ragazzi a Saddam City (Baghdad) ©UNICEF
24.05.2007 La situazione dei bambini iracheni vittime di violenze, sfollati e profughi ha ormai raggiunto un punto critico: per fornire soccorso e aiuto tanto ai bambini che vivono in Iraq, quanto a quelli rifugiatisi con le famiglie in Siria e Giordania, l’UNICEF ha bisogno per i prossimi 6 mesi di 42 milioni di dollari. “Gli aiuti umanitari possono offrire un’ancora di salvezza ai bambini iracheni che si trovano sotto assedio, e aumentare gli aiuti ora è il modo migliore per investire nel futuro dell’Iraq”- ha dichiarato Dan Toole, vice-direttore dell’UNICEF e responsabile degli interventi di emergenza.
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Malattie/Cure] [Bambini]
Foto: Ragazzi a Saddam City (Baghdad) ©UNICEF
Disarmiamo la Repubblica - da Aon
27.05.2006 Riportiamo di seguito l' Appello per la mobilitazione "per un 2 giugno di pace" promosso dalla *fucina per la nonviolenza_firenze * L' appuntamento è alle 10.00 del 2 giugno da piazza S.M.Novella. Il 2 giugno è la festa per far memoria della nascita della nostra Repubblica, la fine di una monarchia che aveva legittimato il Fascismo, le leggi razziali, la guerra. Il 2 giugno è la data in cui è stata eletta l'Assemblea che ha elaborato la Costituzione pensata al servizio di tutti. Col tempo questa giornata si è sempre più caratterizzata nell'esaltazione delle Forze Armate, dando forza a quella retorica patriottica e militarista, che stride fortemente con lo spirito che ha animato le madri e i padri costituenti nel redigere il testo fondante del nostro convivere.
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Società civile]
Foto: Disarmiamo la Repubblica - da Aon
05.03.2006 Il Comitato Organizzatore della giornata internazionale contro la guerra e le occupazioni del 18 marzo crede che oggi mettere la pace al primo posto sia cruciale. "Nelle ultime settimane il governo, dopo aver trascinato il paese in una guerra di occupazione, ha anche gettato l’Italia da protagonista nella costruzione dello scontro di civiltà. Se c’è un compito a cui oggi il nostro paese deve assolvere, nella difficile situazione internazionale, è invece opporsi a ogni tentativo di costruire una artificiosa frontiera armata fra "mondo islamico” e “mondo occidentale". Ripudiare l’intolleranza, qualsiasi forma di razzismo, ogni tentativo di affermare la superiorità della civiltà occidentale, rimettere al centro i diritti di donne e uomini, indipendentemente da appartenenze religiose, è indispensabile per evitare ulteriori disastri. Per questo, il movimento per la pace sarà a Roma il 18 marzo, dopo una settimana di iniziative diffuse in tutta Italia, rispondendo all’appello europeo riportato nell’articolo.
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Temi/paesi correlati: [Iraq] [Risoluzione dei conflitti] [Globalizzazione] [Società civile]
dialogo cristiano islamico
28.02.2006 'C’è bisogno perciò di una mobilitazione straordinaria di tutti per impedire questa nuova avventura militare. E le religioni possono dare il loro contributo determinante proprio a partire dal momento drammatico che stiamo vivendo, mobilitandosi per sviluppare il dialogo invece che la violenza e la contrapposizione'. Questa parole caratterizzano l'appello lanciato dal Comitato Organizzatore della Giornata del dialogo cristianoislamico in concerto con la Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto. Una prima giornata di digiuno e di preghiera è stata promossa lo scorso 24 febbraio dalla Comunità dell’Arca. "Per noi cristiani sta per aprirsi un tempo di riflessione, quello che le varie confessioni cristiane chiamano di quaresima o tempo di passione, che ci porterà poi alla celebrazione della pasqua. Senza una nostra mobilitazione straordinaria rischiamo di non riuscire a celebrare questa pasqua a causa dei venti di guerra che si fanno sempre più impetuosi e minacciosi". Per questo viene chiesto di dare vita, in tutti i venerdì di questo tempo di quaresima/passione a giornate di digiuno, di dialogo e di preghiera con i musulmani.
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Società civile] [Esclusione sociale]
Foto: dialogo cristiano islamico
02.02.2006 Lo scorso 17 dicembre tre Premi Nobel, esponenti di diverse religioni, obiettori di coscienza, rappresentanti di associazioni e movimenti nonviolenti e pacifisti di 16 nazioni hanno lanciato un Appello per promuovere a livello globale azioni di resistenza civile nonviolenta per “porre fine all’occupazione militare dell’Iraq da parte della Coalizione guidata dagli Stati Uniti”. Tra i primi firmatari anche Cindy Sheehan, madre del soldato ucciso in Iraq che nell’agosto 2005 si è accampata davanti al ranch di Bush per chiedere invano di parlargli. Nell’appello si propone come prima data quella del 19/20 marzo 2006, terzo anniversario dell’invasione statunitense dell’Iraq. L’Appello propone pure alcuni esempi di azioni nella tradizione dei movimenti pacifisti nonviolenti degli Stati Uniti, da coordinarsi a livello mondiale. "Se coordineremo insieme numerose azioni, con un grande numero di partecipanti, in diverse aree geografiche, tutte nella stessa giornata, con il messaggio chiaro e condiviso, scegliendo tutti una tattica di rigorosa nonviolenza, l’impatto di queste azioni sull’opinione pubblica, sui mezzi di informazione e sui governi sarà fortissimo" scrivono i promotori dell'appello che è diffuso in tutto il mondo.
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Temi/paesi correlati: [Iraq] [Conflitti] [Attivismo] [Società civile]
17.01.2006 Ora sembra che anche gli Stati Uniti stiano scoprendo che in Iraq c’è la resistenza. Infatti il "New York Times" del 7 gennaio 2006 informa che esponenti politico-militari USA hanno iniziato delle trattative con alcuni leaders della resistenza irachena (sia locali che all’estero). Secondo il giornale gli USA cercherebbero di ottenere dalla parte più moderata dei sunniti una sorta di "via libera" per una divisione dell’Iraq su basi etnico-confessionali. In tal modo la resistenza irachena diventerebbe solo una resistenza sunnita che chiederebbe il ritiro solamente dai propri territori e non più da tutto l’Iraq. L’ultimo documento del Consiglio per la sicurezza nazionale "Vittoria in Iraq" ha per la prima volta introdotto la differenza tra "terroristi" e "resistenti".
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Marcia della pace - da paxchristi.it
16.12.2005 Salutando i partecipanti alla marcia per la pace di Molfetta nel 1992 don Tonino Bello diceva: "La speranza è a caro prezzo. Qui non la si enuncia: la si vive e la si testimonia pagando". Oggi noi diciamo "la pace è a caro prezzo. I questo mondo e questa chiesa non la si enuncia: la si vive e la si paga". Una pace che coniuga in sé Verità e Amore, componenti vitali della nonviolenza (...) E' con questo spirito che Pax Christi invita gli aderenti, i Punti Pace, gli uomini e le donne di ogni appartenenza alla Marcia per la Pace di Trento il 31 dicembre 2005, e al Convegno che la precede nei giorni 29-31 dicembre dal Titolo "Infaticabili provocatori di nonviolenza: il nesso tra le "piccole" e le "grandi" scelte".
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Fonte: Pax Christi
Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Risoluzione dei conflitti] [Società civile]
Foto: Marcia della pace - da paxchristi.it
08.12.2005 "Sono la figlia di Tom Fox. Mio padre ha scelto di andare in Iraq e ascoltare chi non ha voce. Incontra famiglie che soffrono per la mancanza di persone care. Per gran parte del tempo passato in Iraq, ha cercato di far liberare dei detenuti. Non volevo che mio padre andasse in un Paese dove la sua cittadinanza statunitense potesse far passare in secondo piano le sue ragioni pacifiche. Ma mio padre è fatto così, si dedica con tutto l'impegno alla risoluzione pacifica dei problemi. È lì perché gli iracheni non vengono ascoltati e troppo spesso nemmeno aiutati. Deve essere stato rapito per sbaglio. Si trova lì solo per portare alla luce, o sotto i riflettori le esperienze di ogni iracheno che incontra. È lì per aiutare la gente. In pace, rispettosamente e pienamente". Questa lettera è scritta dalla figlia di Tom Fox, uno dei quattro operatori rapiti in Iraq del Christian Peacemaker Teams (CPT).
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Temi/paesi correlati: [Iraq] [Diritti civili] [Conflitti] [Società civile]
operatori del Cpt rapiti in Iraq - da cpt.org
06.12.2005 Dal sito 'Petition Spot' viene rilanciato l'appello per la liberazione dei quattro operatori di "Cristian Peacemakers Team" che dal 26 novembre sono in mano a un gruppo che dichiara di chiamarsi "Spada della verità" e di far parte della resistenza irachena. In Iraq i CPT sono entrati alla fine del 2002, prima della guerra, come scudi umani, sono rimasti durante i bombardamenti ed hanno ripreso la attività subito dopo la fine del conflitto. La lora attività in Iraq si è concentrata soprattuto sulla assistenza ai carcerati. "Convinti che non sia sufficiente opporsi alla guerra dalla sicurezza di casa propria, hanno preso la difficile decisione di andare in Iraq, sapendo che il clima di diffidenza creato dall'occupazione straniera comportava il rischio di venire erroneamente scambiati per spie o missionari. Non hanno cercato la protezione di armi o guardie armate, confidando nella bontà d'animo del popolo iracheno. I gesti di ospitalità e cordialità degli iracheni sono stati innumerevoli ed hanno sempre assicurato loro sicurezza e accoglienza. Vogliamo credere che questo stesso spirito prevarrà anche in questa situazione. Rivolgiamo un appello a coloro che detengono questi attivisti affinché li rilascino senza far loro del male così che possano continuare il loro vitale lavoro di testimoni e costruttori di pace."
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Foto: operatori del Cpt rapiti in Iraq - da cpt.org
07.10.2005
"Siamo tutti parte lesa!". Con queste parole molte persone hanno voluto richiamare le istituzioni a dare memoria a Nicola Calipari. "Sappiamo bene, e la storia ce lo insegna, che la memoria individuale entra spesso in conflitto con la gestione pubblica della memoria collettiva. La memoria, infatti, può risultare talvolta un ingombro perché non adeguata ai
propri fini e spesso si tenta di annullarla o di renderla inesatta e selettiva,
nell'illusione di rimuoverla in quanto si temono i suoi contenuti sovversivi. (..)Il ricordo del sacrificio di Nicola Calipari pone questioni di responsabilità e insinua il dubbio che ciò che è avvenuto avrebbe potuto anche svolgersi diversamente. Non dimenticare è l'imperativo etico che ci si pone, perché, quali
cittadini italiani, siamo tutti parte lesa e abbiamo, quindi, il diritto di pretendere verità e giustizia per quella morte assurda. Chiediamo al Presidente della Repubblica, nella cui persona riponiamo la nostra fiducia, di rendersi interprete di questa istanza e garante, come dell'unità, anche della dignità della Nazione". Per aderire giustizia@riferimenti.org
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31.08.2005 A sostegno delle richieste dei visti dei relatori della conferenza di Chianciano promossa dai Comitati “Iraq Libero” arriva l’appello di vari esponenti del movimento contro la guerra che comprende da Albino Bizzotto dei Beati i costruttori di Pace a Piero Bernocchi dei Cobas, da Lisa Clark dei Beati i costruttori di Pace a Piero Maestri di Guerre&Pace. "In democrazia il ruolo dell'opposizione è altrettanto rilevante che quello del governo. Impedire la espressione delle opinioni equivale quindi a negare la stessa democrazia. Gli esponenti politici invitati in Italia per partecipare ad una conferenza pubblica sono parte, in alcuni casi significativa, della opposizione politica irachena. In Iraq la politica di divisione ha portato prima a elezioni e poi a una costituzione non riconosciute da tutto il popolo, e criticata per questo in ogni parte del mondo. Il risultato è oggi una grave spaccatura del Paese che potrebbe degenerare in guerra civile che aggraverebbe la guerra attualmente in atto".
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democracy in Iraq
19.08.2005 La lettera, senza precedenti, con la quale 44 membri del Congresso degli Stati Uniti hanno in pratica chiesto al governo italiano di illegalizzare tutte le attività a sostegno della legittima Resistenza del popolo iracheno, a partire dalla Conferenza Internazionale prevista per ottobre a Chianciano, rappresenta secondo l’assemblea nazionale dei Comitati Iraq Libero rappresenta un evidente salto di qualità nelle pretese imperiali americane. Tra i sottoscrittori dell'appello ci sono il giornalista Giorgio Bocca, il filosofo Gianni Vattimo, Samir Amin e il teologo della liberazione Giulio Girardi che con una lettera aperta al ministro Fini, denunciano il tentativo americano di chiudere la bocca alla resistenza irachena e chiede al governo italiano la concessione dei visti che sono stati negati ad alti rappresentanti della società civile irachena, tutti con regolare passaporto, senza che sia stata fornita alcuna motivazione.
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Temi/paesi correlati: [Iraq] [Diritti civili] [Democrazia] [Società civile]
Foto: democracy in Iraq
in movimento - da carta.org
15.07.2005 Dopo gli attentati di Londra le reti del movimento contro la guerra promuovono una campagna di attivazione sul territorio nazionale. Il testo verrà usato in occasione delle iniziative di martedì 19 alle ore 11.00 alla stazione Termini e alle ore 12.30 di fronte a Palazzo di Montecitorio per continuare la pressione nella giornata in cui in Parlamento si discute il rifinanziamento alla missione militare in Iraq. Per sostenere la campagna verranno allestite entro fine mese manifesti e adesivi che possano essere utilizzati nelle feste estive. "Quattro anni di guerra condotta in nome della lotta al terrorismo, oltre a seminare distruzione, hanno aumentato in modo gigantesco l'insicurezza, la destabilizzazione, i pericoli in tutto il pianeta. Lungi dall'averli diminuiti, la guerra ha alimentato gli attacchi terroristici. Bisogna cambiare radicalmente strada, prima che sia troppo tardi.Sottrarsi al circolo vizioso nel quale guerra genera guerra e terrore è l'unica possibilità per garantire sicurezza a tutte e a tutti".
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Fonte: ARCI - Associazione Ricreativa e Culturale Italiana
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Foto: in movimento - da carta.org
comunità islamiche
14.07.2005 Una lettera di solidarietà indirizzata "ai musulmani e alle musulmane in Italia" è stata inviata da oggi da esponenti delle associazioni che componevano il comitato "Fermiamo la Guerra", promotore delle manifestazioni "milionarie" contro la guerra all'Iraq del 15 febbraio 2003 e del 20 marzo 2004. "Pensiamo che le bombe di Londra colpiscano anche voi" - dicono i firmatari, che si dichiarano "scandalizzati che alcuni giornali definiscano 'islamico' il terrorismo" e propongono una collaborazione con il popolo della pace per evitare lo "scontro di civiltà".La lettera è stata inviata al Centro Cultrale Islamico della Moschea di Roma, all'Unione delle Comunità Islamiche in Italia (UCOII), al Centro islamico Culturale d'Italia, al COREIS e nei prossimI giorni verrà inviata ad altri organismi e a tutte le moschee italiane. Ulteriori adesioni alla "lettera di solidarietà ai musulmani e alle musulmane che vivono in Italia" si raccolgono su www.unponteper.it/lettera
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Fonte: Un ponte per...
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Foto: comunità islamiche © Shirin Sadeghi
capi di stato G8 - da nog8.org
03.06.2005 Tra poco più di un mese, dal 6 all’8 di luglio, si riunirà in Scozia il G8, la riunione dei capi dei paesi più ricchi del mondo (USA, Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Giappone, Canada e Russia). Dal 2 al 6 luglio si terranno intorno a Edimburgo azioni, cortei e un controvertice con decine di dibattiti. Per quanto è importante che il movimento italiano ci parteciparci. Oltre al programma, anche informazioni su alloggio, cibo e trasporti. In particolare per l’azione nonviolenta del 4 luglio alla base dei sottomarini della Royal Navy si possono trovare informazioni dettagliate sul sito dell’azione: cartine dei luoghi, informazioni sui trasporti e sulle strade, descrizione delle tattiche che verranno seguite, il regolamento dell’azione diretta nonviolenta, indicazioni sui training nonviolenti nei giorni precedenti (obbligatori per costruire il gruppo di affinità), ospitalità, assistenza legale in caso di arresto, ecc.
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Foto: capi di stato G8 - da nog8.org
digiuno
24.03.2005 Dopo gli ultimi eventi: la liberazione di Giuliana e il suo drammatico epilogo con la morte di Nicola Calipari che mettono ancora più in evidenza l'assurdità della guerra e dopo un periodo di riflessione, il gruppo interreligioso che ha promosso il digiuno a staffetta "Quanti giorni all'alba?" rilancia l'astensione dal cibo invitando a portare una fascia bianca al braccio, inviare messaggi alla presidenza del consiglio, indire nel giorno del digiuno un momento pubblico nella propria città, inviare la propria adesione al sito.
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Foto: digiuno
07.03.2005 Alla felicità per la notizia della liberazione di Giuliana Sgrena si somma lo sconcerto per l’uccisione di Nicola Calipari. In questo momento misto tra gioia e dolore è giusto e necessario rilanciare la pressione sui deputati affinché si fermi il processo di revisione parlamentare dei codici militari penali, una campagna che ha visto e vede Giuliana Sgrena in prima linea per la difesa dei diritti civili nel nostro paese. La discussione approda alla Camera dopodomani, lunedì 7 marzo. Se la riforma passasse non sarebbe più permesso alla libera stampa di esercitare il diritto/dovere di informazione in "tempo di guerra", come garantito dall’art.21 della Costituzione repubblicana.
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Fonte: Rete Lilliput
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digiuno per Giuliana
01.03.2005 Con questo appello lanciamo l'iniziativa "Quanti giorni all'alba?", un digiuno pubblico e comunitario che rappresenta un grido sofferto, pagato sulla nostra pelle, per chiedere al governo italiano il ritiro delle truppe del nostro paese dall'Iraq; per chiedere la liberazione di Giuliana Sgrena, Florence Aubenas, Hussein Hanoun, delle altre persone sequestrate; per chiedere la fine dei bombardamenti su Ramadi e l'apertura di un corridoio umanitario; per chiedere la fine dell'utilizzo delle bombe a grappolo o cluster bombs e la liberazione e di tutto il popolo iracheno. Ma soprattutto con questo digiuno intendiamo chiedere con estrema decisione la fine di una guerra spaventosa, essa stessa generatrice di terrorismo.
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Foto: digiuno per Giuliana
20.01.2005 Il Gruppo Nonviolenza di Rete di Lilliput e Articolo11 (Presidio permanente davanti a Palazzo Chigi per il ritiro delle truppe dall'Iraq) segnala la necessità di aderire all'appello e ad attivarsi per fermare l'approvazione alla Camera della delega per la revisione delle leggi penali militari (di pace e di guerra), recentemente approvata al Senato. L'approvazione della delega comporterebbe, fra l'altro, che in paesi dove i militari italiani sono presenti, ad esempio in Iraq, il Codice Penale Militare di Guerra verrebbe applicato anche per i civili (ad esempio volontari di ONG in missione umanitaria e giornalisti), con grosse ricadute in tema di libertà di informazione.
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Fonte: Rete Lilliput
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