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mercoledì, 03 dicembre, 2008

DOSSIER GUERRA IN IRAQ
Le commesse Usa verso contractors privati (in miliardi di dollari)
18.08.2008 Il 20% della spesa statunitense destinata dal 2003 alla guerra in Iraq è finita nelle tasche dei contractors, le aziende private sotto contratto col Pentagono e sarebbe costata ai contribuenti americani quasi 85 miliardi di dollari: lo rivela il rapporto pubblicato dal 'Congressional Budget Office', l'Ufficio per il bilancio del parlamento americano. Al momento la spesa militare totale Usa in Iraq è di 446 miliardi di dollari e le previsioni per il 2008 la faranno lievitare di oltre 100 miliardi di dollari. In Iraq ci sono 190mila contractors privati ben più dei 160mila soldati americani. Intanto il Pentagono ha informato il Congresso Usa del progetto di una commessa militare di oltre 9 miliardi di dollari per fornire equipaggiamento militare all'Iraq: si tratta di blindati leggeri, missili, elicotteri, mitragliatrici ed esplosivi.
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Temi/paesi correlati: [Governo] [Geopolitica] [Armi] [Conflitti] [Imprese]
Foto: Le commesse Usa verso contractors privati (in miliardi di dollari)
Manifestazione in Iraq
07.12.2007 Nei prossimi giorni gli Stati Uniti sottoporranno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, di cui l'Italia è attualmente membro, una proposta di risoluzione che prevede una ulteriore estensione del mandato della "Forza multinazionale" in Iraq. L'associazione "Un ponte per..." ha inviato una lettera aperta al Ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema e lanciato una petizione online per chiedere che l'Italia voti contro la proroga dell'occupazione in Iraq. "Una grande maggioranza di iracheni richiede il completo ritiro delle truppe al più presto. Il premier Al Maliki si prepara invece, sotto pressione statunitense, ed in spregio al parlamento, a richiedere la estensione" - scrive l'associazione. "Sarebbe grave se in presenza di questa situazione il Consiglio di Sicurezza rinnovasse il mandato alla "Forza multinazionale". Sarebbe altrettanto grave se l'Italia, che ha ritirato le proprie truppe riconoscendo la illegalità della guerra all'Iraq, approvasse una tale risoluzione".
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Nazioni Unite] [Attivismo] [Democrazia]
Foto: Manifestazione in Iraq © In These Times
Campagna di Amnesty: "Chiudere Guantanamo ora!"
08.01.2008 Venerdì 11 gennaio ricorrerà il sesto anniversario dell’apertura di uno dei centri di detenzione diventato il simbolo delle violazioni dei diritti umani nel contesto della “guerra al terrore”: Guantánamo Bay. L’impegno di Amnesty International, negli ultimi cinque anni, ha ottenuto risultati importanti dal rilascio di centinaia di prigionieri alle prese di posizione dei principali organismi internazionali per la chiusura del centro di detenzione. Amnesty rilancia la sua campagna “Chiudere Guántanamo, ora!” con una manifestazione di fronte all’Ambasciata Usa di Roma, iniziative in diverse città e una petizione online per chiedere che il centro di detenzione venga chiuso e i prigionieri siano sottoposti a un processo regolare oppure rilasciati. Al dicembre 2007, a fronte di circa 500 rilasci, 277 detenuti di 30 diverse nazionalità si trovavano ancora a Guantánamo senza accusa né processo.
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Conflitti] [Terrorismo] [Attivismo] [Democrazia]
Foto: Campagna di Amnesty: "Chiudere Guantanamo ora!"
04.02.2006 E' in arrivo la quarta delegazione di rappresentanti della società civile irachena. Continua, infatti, il cammino intrapreso con 'Costruire Ponti di Pace', progetto nato nel 2004 su iniziativa di Un Ponte per… e di una serie di sigle dell'associazionismo pacifista italiano che ritengono fondamentale l'ascolto e il confronto con le centinaia di associazioni, organizzazioni non governative, gruppi e leghe che stanno cercando di costruire un nuovo Iraq. Obiettivo di 'costruire Ponti di Pace' è quello di favorire e realizzare un incontro concreto tra la società civile irachena e quella italiana ed internazionale, per capire l'Iraq e gli iracheni, per trovare insieme le risposte alle domande di giustizia e democrazia.
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Fonte: Un ponte per...
Temi/paesi correlati: [Iraq] [Etica e sistemi di valori] [Società civile] [Energia]
Manifestazione in Iraq
07.12.2007 Nei prossimi giorni gli Stati Uniti sottoporranno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, di cui l'Italia è attualmente membro, una proposta di risoluzione che prevede una ulteriore estensione del mandato della "Forza multinazionale" in Iraq. L'associazione "Un ponte per..." ha inviato una lettera aperta al Ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema e lanciato una petizione online per chiedere che l'Italia voti contro la proroga dell'occupazione in Iraq. "Una grande maggioranza di iracheni richiede il completo ritiro delle truppe al più presto. Il premier Al Maliki si prepara invece, sotto pressione statunitense, ed in spregio al parlamento, a richiedere la estensione" - scrive l'associazione. "Sarebbe grave se in presenza di questa situazione il Consiglio di Sicurezza rinnovasse il mandato alla "Forza multinazionale". Sarebbe altrettanto grave se l'Italia, che ha ritirato le proprie truppe riconoscendo la illegalità della guerra all'Iraq, approvasse una tale risoluzione".
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Foto: Manifestazione in Iraq © In These Times
da peaceandjustice.it
22.03.2006 Nei giorni scorsi, in tutto il mondo, il movimento per la pace è sceso in piazza per ricordare il terzo anniversario della guerra in Iraq. E proprio il 19 marzo di un anno fa nasceva a Roma l'associazione Statunitensi per la pace e la giustizia. Ripercorriamo insieme le tappe. "La prima iniziativa a cui abbiamo partecipato è stata la manifestazione contro la guerra di un anno fa. Eravamo in 50 e sfilavamo insieme allo storico gruppo degli Statunitensi contro la guerra di Firenze. Da allora siamo cresciuti. Oggi abbiamo una mailing list di più di 270 persone, il 70% cittadini degli Stati Uniti, gli altri di altri paesi del mondo, tutti residenti a Roma. Il nostro obiettivo è quello di lavorare insieme al movimento italiano e di dar voce all’”Altra America”, quella che è contraria alla guerra e alla politica di aggressione del governo statunitense. Per questo abbiamo partecipato a numerosi sit-in e manifestazioni, dalla protesta davanti all'ambasciata USA per l'uso di fosforo bianco a Fallujah, alla protesta per il rinnovo del finanziamento della missione italiana in Iraq, alla giornata internazionale delle donne contro la guerra".(...) "Un anno fa ci siamo incontrati per la prima volta per partecipare a una grande manifestazione contro la guerra. Quest'anno abbiamo fatto lo stesso, per portare, con altrettanta determinazione e un gruppo ancora più solido, il nostro contributo alla grande manifestazione del 18 marzo a Roma".
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Attivismo] [Società civile]
Foto: da peaceandjustice.it

Attivi per l'Iraq
 Osservatorio Iraq

Un ponte per..., promuove insieme a movimenti pacifisti internazionali, la formazione di un "Osservatorio sulla Occupazione", come forma di informazione e denuncia dell'operato delle truppe straniere in Iraq e di sostegno alla lotta della popolazione irachena per riprendere in mano il proprio futuro.
Campagne-Appelli
 I giorni delle margherite
Pagina realizzata dal Forum del Teatro che ha raccolto molte notizie e commenti nelle settimana del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta. Un luogo online dove attingere spunti e riferimenti dai comunicati, informazioni e notizie, dagli articoli e le analisi raccolte in quel periodo.

 Banche e tesorerie armate
In molte città continua la pressione sugli istituti di credito coinvolti nel commercio delle armi. Tra gli strumenti già disponibili ci sono le delibere e i bandi di gara d'appalto per le banche.

 ControllArmi
disarmo.org
disarmo.org
Nasce ControllArmi - la Rete Italiana per il Disarmo, luogo di elaborazione e mobilitazione sul tema del disarmo, tema centrale per la pace
Comunicazione in rete
 Quanto Male Fa
Sito-notiziario realizzato in seguito ad una iniziativa dei gruppi di Ferrara di Amnesty International, Emergency, Rete Lilliput e Movimento Nonviolento.
Quantofamale
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