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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Opinioni

luglio 2007

26.07.2007 Le importazioni di salsa di pomodoro e di pollo hanno già un impatto deleterio sui redditi delle famiglie contadine del Ghana. Una riduzione dei dazi applicati sull'importazione di questi prodotti, prevista dagli Accordi di partenariato economico (EPA) in corso di negoziazione con l'Unione Europea, provocherebbe un nuovo peggioramento delle loro condizioni ed una violazione del diritto ad una alimentazione adeguata. Queste sono le conclusioni preliminari di un'analisi organizzata da FIAN International e dalla Send Foundation dell'Africa Occidentale a cui si è aggiunta l'Associazione nazionale degli agricoltori rurali del Ghana. L'obiettivo di questa analisi era quello di investigare i possibili effetti che gli accordi EPA potrebbero avere sul diritto al cibo sui paesi aderenti all'ECOWAS (Economic Community of West African States). La crescente domanda di salsa di pomodoro costituisce un problema per i produttori ghanesi che potrebbe tramutarsi in una opportunità o in un fallimento a seconda delle misure che verranno prese. di Roberto Meregalli
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [Globalizzazione] [Sviluppo]
Obiettori... che diventano Generali
18.07.2007 Sarà possibile abiurare la scelta di obiezione di coscienza, magari per arruolarsi nelle forze armate e andare volontari in “missione di pace” in Afghanistan. Lo prevede un disegno di legge già approvato dalla Camera lo scorso 8 maggio (favorevole tutto il Centro-sinistra, contrari An e Udc, non hanno partecipato al voto Forza Italia e alcuni leghisti) e ora atteso in Senato per il voto finale, presumibilmente già a luglio. Decisamente contrario alla legge Mosaico di Pace – mensile promosso da Pax Christi – che sul numero di giugno critica duramente il ddl: "Si inaugura pertanto l’epoca nuova della sepoltura dell’obiezione e... della sua coscienza? Oppure è forse solo l’atto innocuo di un Parlamento che apre la stagione dei saldi per svendere anche valori e significati di cui non è mai stato nemmeno lontano parente?" - nota Mosaico di Pace. "Tutto il Parlamento italiano è mobilitato per approvare una leggina che servirà a poche decine di persone, mentre non muove un dito per lo stato disastroso in cui versa il servizio civile nazionale" - denuncia Massimo Paolicelli, presidente dell’Associazione Obiettori Nonviolenti (Aon).
di Luca Kocci
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Pace] [Attivismo]
Foto: Obiettori... che diventano Generali
Prodotti del commercio equo e solidale
12.07.2007 Ma questo prodotto è realmente equo? Il dibattito non cessa per fortuna. Le multinazionali possono fare commercio equo e solidale? "Il rischio - dice Giorgio Dal Fiume, presidente di Ctm Altromercato - è che il marchio sia strumentalizzato e che il messaggio perda chiarezza". Per ovviare a questo pericolo alcune organizzazioni italiane aderenti a IFAT (Federazione Mondiale del Commercio equo) di cui CtmAltromercato è parte, hanno siglato un documento comune, secondo cui è possibile certificare come equo-solidali i prodotti delle transnazionali “se e solo se” queste aziende modificano realmente le loro attività. Per tutelare il commercio equo e per indirizzare le imprese a non essere "equofurbe" le realtà più rappresentative del commercio equo italiano hanno presentato alla Camera e Senato la nuova proposta di legge in materia che mira a regolamentare l'intero settore. Aspettiamo che la legge venga approvata, ma nel frattempo non rinunciamo nell’aprire nuove "botteghe del mondo" come quella inaugurata ieri da CTM Altromercato e Mandacarù nella centralissima Piazza Fiera a Trento. 100% equa e solidale. di Fabio Pipinato
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [Legislazione] [Sviluppo]
Foto: Prodotti del commercio equo e solidale
Rifugiati del Darfur in Chad
02.07.2007 Il Presidente internazionale di Medici Senza Frontiere (MSF), Christophe Fournier, appena rientrato dal Darfur, parla di "insicurezza che la popolazione deve affrontare quotidianamente". "Anche se le violenze non raggiungono i livelli del 2003-4, i civili continuano a venire uccisi". Un clima di insicurezza che incide anche sulle organizzazioni umanitarie: "Nel corso dell'ultimo anno abbiamo dovuto ridurre il numero dei nostri progetti perché gli scontri ci hanno costretto ad evacuare". E circa l'intervento militare richiesto anche da alcune Ong afferma: "Siamo sempre preoccupati quando veniamo a sapere che le altre organizzazioni umanitarie richiedono un intervento militare". "Quanto invece alle altre soluzioni proposte – come ad esempio i corridoi umanitari scortati da militari – devo dire che sembrano essere il risultato di un'analisi estremamente semplicistica della situazione. Dopo la firma del trattato di pace del Darfur nel maggio 2006, abbiamo assistito a una frammentazione delle parti armate con decine di gruppi coinvolti nel conflitto. La situazione è resa ancora più grave dal diffuso fenomeno del banditismo".
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Temi/paesi correlati: [Conflitti] [Malattie/Cure] [Emergenze]
Foto: Rifugiati del Darfur in Chad

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