Opinioni
giugno 2007
28.06.2007
Un presidio organizzato dal 'Comitato verità e giustizia per Genova' si è tenuto ieri davanti al tribunale di Genova. Nell’occasione il Comitato ha diffuso una nota, nella quale fa il punto sulle dichiarazioni, sulle "dimenticanze" e sui silenzi di diversi funzionari delle forze dell'ordine coinvolte nei fatti della scuola Diaz. Nel frattempo gli altri imputati hanno rinunciato a testimoniare al processo in corso, per evitare, come dichiarato dai loro difensori, le "torture" inflitte a Canterini e Fournier. "Per anni abbiamo denunciato gli abusi compiuti a Genova e le coperture garantite a chi le ha commesse, chiedendo a più riprese una tempestiva sospensione dei dirigenti imputati e la rimozione del capo della polizia. Non siamo stati ascoltati" - nota il Comitato. Nei giorni scorsi il Comitato aveva commentato la nomina di Antonio Manganelli al vertice della Polizia di stato affermando che "non cambia nulla. Il potere politico ha scelto la strada della continuità, senza affrontare il caso G8 nella sua gravità".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti civili] [Sicurezza] [Società civile] Foto: veritagiustizia.it
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25.06.2007
La Tavola della Pace ha deciso di togliere il termine “pace” dalla sigla della prossima edizione della marcia Perugia-Assisi. La spiegazione, riportata anche in una lettera di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, al Corriere della sera consisterebbe nel "far riflettere sui significati concreti di quel termine". Si è aperto un dibattito: secondo Lisa Clark di Beati i costruttori di pace "Per pace intendiamo la costruzione di un sistema di giustizia internazionale, vogliamo porre l’accento sul cosa permette di costruire la pace". Per Enrico Euli, docente di peacekeeping e gestione dei conflitti a Cagliari, si tratterebbe di "una svolta sinistra, coerente con il percorso che la Tavola sta portando avanti da anni: una degradazione che è in corso da più di un decennio". "Un modo per togliere dall’imbarazzo tanti politici" - commenta p. Alex Zanotelli: "Il valore della pace è sempre stato molto a cuore a tanti, togliere il nome pace dalla marcia vuol dire toglierle il cuore. Proprio quest’anno, per la prima volta noi ci presentiamo con un 'governo amico' che ha una pagella sulla pace estremamente pesante". Il dibattito continua su Nigrizia.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Pace] [Attivismo] [Società civile] Foto: La bandiera della pace in un'edizione della Perugia-Assisi
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21.06.2007
Vicenza è oggi il crocevia delle contraddizioni che scuotono il nostro tempo. In tre modi la decisione di costruire la nuova base militare americana, nonché il modo in cui questa decisione è stata presa e resa nota, rompono la convivenza. Prima di tutto rompono la convivenza interna della comunità cittadina. In secondo luogo si rompe la convivenza internazionale per la sostituzione della guerra alla politica come modalità di rapporto tra i popoli. La terza rottura che in tal modo si è prodotta è quella tra la comunità e il governo. La domanda è perché il governo non ne ha voluto neanche parlare. Come se si trattasse di materia non disponibile, di “affari riservati” secondo una nomenclatura in uso in altri ordinamenti. Perché si tratta di una base per azioni di deterrenza e ritorsione nucleare previste nel quadro di una pianificazione militare chiamata “Punta di diamante”. di Raniero La Valle
ContinuaTemi/paesi correlati: [Guerra e Pace] [Attivismo] [Società civile] Foto: Vicenza: lo striscione alla testa della marcia - foto A. Mastrotto
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13.06.2007
Dure accuse del Card. Martino e pronta replica di Amnesty International. Il presidente del Pontificio consiglio 'Giustizia e pace' ha manifestato la sua "ferma riprovazione” per quella che ha definito la “svolta abortista” compiuta da Amnesty ed ha annunciato la "sospensione di ogni finanziamento a Amnesty da parte delle organizzazioni cattoliche". Pronta replica di Amnesty che, dopo aver precisato "di non aver mai ricevuto finanziamenti dal Vaticano o da organizzazioni della Chiesa Cattolica" informa il porporato che la recente policy adottata nel contesto della campagna “Mai più violenza sulle donne” intende "garantire l’accesso a servizi legali e sicuri di aborto a ogni donna la cui gravidanza sia dovuta a una violenza sessuale o a incesto o la cui gravidanza presenti un rischio per la sua vita o la sua salute". Su questa base, Amnesty "non svolgerà campagne generali in favore dell’aborto o di una sua generale legalizzazione".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Sessualità] [Legislazione] Foto: Logo della campagna di Amnesty
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09.06.2007
Il giudice della Corte Suprema di Santiago del Cile, Urbano Marín, ha ordinato venerdi scorso gli arresti domiciliari di Alberto Fujimori per impedire all'ex Presidente del Perù di rifugiarsi nell'ambasciata nipponica a Santiago. Il governo di Lima ha chiesto l’estradizione di Fujimori per 10 capi d'imputazione, tra cui la corruzione e la violazione dei diritti umani. Fujimori, dopo essere fuggito nel 2000 in Giappone per sottrarsi alla giustizia peruviana, si è recato in Cile nel 2005 nella speranza di poter manipolare le ultime elezioni in Perù. L'ex presidente peruviano, al potere dal 1990 al 2000, è stato posto agli arresti e liberato successivamente su cauzione dalla magistratura cilena in attesa dell’estradizione in Perù. Un segnale importante per far avanzare la giustizia transnazionale e la lotta contro l’impunità non solo rispetto alla violazione dei diritti umani, ma anche contro un sistema di neoliberalismo selvaggio che nel decennio 1990-2000 la dittatura di Fujimori ha trasformato il Perù. di Cristiano Morsolin
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Attivismo] [Governo] Foto: Manifestazione a Lima per l'estradizione dell'ex presidente Fujimori - da Selvas.org
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