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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Opinioni

ottobre 2007

Manifestazione di immigrati in Italia - da Meltingpot
31.10.2007 Quasi quattro milioni. Per la precisione sono 3.690.000 gli immigrati residenti in Italia. In un anno un aumento del 21,6% pari a 500 mila nel corso del 2006, con un aumento mai raggiunto neppure con le regolarizzazioni degli anni passati. Siamo al 6,2% della popolazione complessiva rispetto una media dei paesi dell’Unione Europea del 5,6%. Il nostro Paese ha superato l’Inghilterra e balzerebbe al terzo posto in Europa sia per tasso di crescita che per presenze in assoluto. Ci troviamo alle spalle di Germania e Spagna, che ospitano rispettivamente 7.287.900 e 4.002.500 immigrati. E in Europa? Raggiungiamo tutti assieme la cifra tonda di 50 milioni, un terzo di quelli presenti nel resto del mondo. In Italia parlano 150 lingue diverse, 1 su 2 sogna la cittadinanza italiana. "Senza gli immigrati il sistema Italia si bloccherebbe" - afferma il Presidente Napolitano in un messaggio inviato alla Caritas Migrantes che ha curato il rapporto. Sottoscriviamo. Purché si rivedano le politiche europee molto propense all’infrastruttura e meno a favorire un nuovo ed urgente dialogo tra popoli diversi. di Fabio Pipinato
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Esclusione sociale] [Economia] [Società civile] [Migrazioni]
Foto: Manifestazione di immigrati in Italia - da Meltingpot
Centro di Permanenza Temporanea - da Meltingpot
30.10.2007 Lo scorso 16 ottobre è avvenuto il secondo suicidio in sole 48 ore nel Centro di Permanenza Temporanea di Modena, gestito dalla locale sezione delle Misericordie. Monam Ajouli aveva 23 anni ed era tunisino, Mohammed Turi aveva 25 anni ed era giunto nel Cpt solo una settimana prima. In un comunicato l’ARCI sottolinea come “nel rapporto della Commissione De Mistura, di cui l'Arci ha fatto parte, il Cpt di Modena è stato segnalato tra i peggiori, per le condizioni logistiche, la mancanza di relazioni umane, le condizioni alienanti a cui sono costretti i detenuti”. Una situazione disumana che “spiega i ripetuti tentativi di fuga, l'esasperazione che porta ad atti violenti contro altri e contro se stessi. Ci si ribella ad una ingiustificata condizione di costrizione, alla perdita di dignità, alla fine coatta di ogni speranza”. Anche l'ASGI, riprendendo le conclusioni della commissione De Mistura sui Cpt invita il governo a “ridurre drasticamente i casi di invio degli stranieri ai Cpt e dall'altro a strutturare i servizi di tutela legale e psicosociale nei centri in maniera completamente rinnovata nelle logiche e nelle forme”. di Alessio Di Florio
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Attivismo] [Migrazioni]
Foto: Centro di Permanenza Temporanea - da Meltingpot
Un gruppo di ragazzi dei NAT's - da Selvas.org
26.10.2007 Il movimento di adolescenti lavoratori Nats nei giorni scorsi è stato ricevuto dal parlamento nazionale e dal governo Chavez. “Un passo decisivo per il riconoscimento dei diritti del minore lavoratore” – commenta Cristiano Morsolin che accompagna dal 2001 i movimenti NATs in America Latina e per Selvas.org ha redatto la cronaca dell’incontro. I Movimenti di bambini e adolescenti lavoratori, che hanno già compiuto 30 anni di storia in America Latina, hanno fatto sentire la loro voce per appoggiare la riforma costituzionale del Presidente Chavez e per rendere visibile una realtà che coinvolge ben 1.400.000 bambini e adolescenti in Venezuela. Anche al Parlamento Europeo di Bruxelles lo scorso 11 ottobre si è tenuto un incontro promosso per appoggiare la riforma costituzionale in Venezuela. di Cristiano Morsolin
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Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Economia] [Attivismo] [Legislazione] [Giovani] [Lavoro]
Foto: Un gruppo di ragazzi dei NAT's - da Selvas.org
La sede della Banca Mondiale
16.10.2007 Il Tribunale Permanente dei Popoli ha giudicato l'operato della Banca mondiale degli ultimi anni puntando il dito contro i progetti estrattivi, che hanno danneggiato pesantemente l'ambiente, e le condizioni imposte dalla Banca ai governi per ottenere prestiti, che penalizzano le economie di molti Pvs, invece di sostenerle. Esponenti delle comunità locali della Nigeria, del Perù, del Malawi, del Nicaragua e del Kazakistan hanno messo sotto accusa i progetti estrattivi sostenuti dalla Banca e le condizionalità economiche imposte ai governi del Sud del mondo, cioè gli obblighi che l’istituzione esige siano rispettati per concedere i suoi prestiti. Ma non sono meno devastanti gli impatti dei progetti estrattivi, come il West African Gas Pipeline, che partendo dalla Nigeria attraversa Benin e Togo per arrivare in Ghana. di Luca Manes
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Fonte: Nigrizia
Temi/paesi correlati: [Credito e investimenti] [Attivismo] [Governo] [Sviluppo]
Foto: La sede della Banca Mondiale

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