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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Opinioni

agosto 2006

Lagunari in Libano
29.08.2006 Il gran giorno della manifestazione è arrivato. Pur con tutti i se e i ma possibili e (forse) auspicabili la convocazione di Assisi si è svolta. A poche ore dalla conclusione un dato appare chiaro, netto e condivisibile: la pomposa e roboante comunità internazionale(l'ONU, l'Unione Europea e quant'altro li segue) non può ancora una volta rimanere inerte, deve muoversi. Mai nei suoi decenni di storia l'Europa ha realizzato una grande iniziativa di vera politica estera. Nel 1995 il mai troppo compianto Alexander Langer espressamente scrisse "L'Europa muore o nasce a Sarajevo". Il convitato rimase di pietra. Sabra e Chatila, Rwanda, Sarajevo, Tuzla, Sebrenica, tanti i momenti in cui l'ONU è rimasta spettatrice passiva, salvo poi intervenire male e tardi. Sarebbe finalmente auspicabile che si inauguri una storia diversa, che il passato non si ripeta e possa affermarsi una iniziativa seria, reale, forte, decisiva della comunità internazionale, roboante anche nei fatti e non solo nelle foreste di carta accumulata seduti nelle comode e soffici poltrone del Palazzo di Vetro. - di Alessio Di Florio
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Fonte: Peacelink
Temi/paesi correlati: [Libano] [Europa] [Risoluzione dei conflitti] [Governo] [Società civile]
Foto: Lagunari in Libano
Adelaide Bi Feza
20.08.2006 Attesa fra la popolazione congolese per i risultati delle votazioni presidenziali, che dovrebbero essere annunciati in questi giorni. Se da una parte si temono disordini, dall’altra si levano alte le speranze della società civile organizzata che, dopo troppi anni di guerra, aspira alla pace e al nuovo presidente chiede miglioramenti nella scuola, nella sanità, nelle infrastrutture. E lavoro per tutti, possibilmente retribuito. Ne parliamo con Adelaide Bi Feza, vicepresidente della Commissione Giustizia e Pace in un quartiere di Bukavu, nel Sud Kivu.
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Fonte: Unimondo
Temi/paesi correlati: [Repubblica Democratica del Congo] [Società civile]
Foto: Adelaide Bi Feza
Uno dei quartieri di Beirut bersaglio dei raid israeliani - da Rainews24
14.08.2006 L’indicibile tragedia che si sta svolgendo in questa sesta guerra tra Israele e il mondo arabo dovrebbe obbligarci a focalizzare la nostra attenzione su come potrebbe essere realizzata la pace in quest’area. I punti principali sono chiari, ma sono minacciati in particolare da coloro che smettono di pensare proprio quando ve ne sarebbe più bisogno. Questi punti sono: 1) Le risoluzioni 194 e 242 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che chiedono il ritorno dei palestinesi e il ritiro di Israele ai confini del 1967 (prima della guerra del giugno di quell’anno).
2) La risoluzione del Consiglio Nazionale della Palestina del 15 novembre 1988, che accetta la soluzione dei due stati. 3) La proposta avanzata dall’Arabia Saudita nel 2002 che Israele si ritiri entro i confini del 1967 in cambio del riconoscimento di tutti gli stati arabi. Applicando questi punti si otterrebbero due stati tra loro confinanti, con Gerusalemme Est e la Cisgiordania (West Bank) che ritornano alla Palestina (Israele si è già ritirata da Gaza), le alture del Golan restituite alla Siria, e qualche problema minore di confine da risolvere, talvolta attraverso aggiustamenti creativi. Nessuna grande rivoluzione, solo buon senso.
di Johan Galtung
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Temi/paesi correlati: [Guerra e Pace] [Risoluzione dei conflitti] [Politica]
Foto: Uno dei quartieri di Beirut bersaglio dei raid israeliani - da Rainews24

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