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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Opinioni

novembre 2006

Un'immagine del video - da Rainews
27.11.2006 Un ragazzo autistico di Torino viene maltrattato e il suo video va su Internet. Il Ministro dice: "Non possono esserci due pesi e due misure, uno per carta stampata e tv e uno per la rete Internet. Il rispetto della dignità umana è uno solo". "Ma è così che si sradicherà il bullismo e la violenza?" - chiede Alessandro Marescotti in un editoriale di Paecelink. "Quindici anni fa, con alcune persone che amano la libertà e credono nel valore della nonviolenza, ho fondato PeaceLink, una rete telematica per la pace. Chi le scrive pertanto è strutturalmente contrario ad ogni tipo violenza, tanto alla guerra di invasione quanto al bullismo nella vita quotidiana. Ripudio ogni sofferenza inflitta a un'altra persona. Mi sono quindi naturalmente indignato di fronte ai video diffusi su Internet che riprendono un ragazzo autistico subire ripugnanti soprusi in un istituto tecnico superiore di Torino. Tuttavia la terapia che è stata scelta - ossia inquisire i rappresentanti di Google Italia - mi sembra peggiore del male che si vuole curare.
Alessandro Marescotti
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Fonte: Peacelink
Temi/paesi correlati: [Diritti civili] [Internet] [Libertà di espressione]
Foto: Un'immagine del video - da Rainews
La bandiera della Pace
20.11.2006 "Ci dispiace constatare con amarezza il modo con cui troppi mezzi di comunicazione hanno presentato i fatti di ieri" - scrivono i portavoce della Tavola della Pace all'indomani della Manifestazione Nazionale a Milano per la Pace in Medio Oriente. "I fatti erano due: uno imprevedibile, l'altro atteso. Il fatto imprevedibile era la manifestazione di Milano: ampia per partecipanti e promotori, bella e sofferta, costruttiva e propositiva, fortemente politica. Il fatto atteso dalle telecamere e dai fotografi era quello provocato a Roma (alla manifestazione promossa dal Forum Palestina -ndr) da un piccolo gruppo deciso a rubare a tutti i costi la scena alla manifestazione di Milano con sceneggiate e slogan disgustosi". "Si potevano trattare questi due fatti per quello che sono: una grande manifestazione popolare democratica e propositiva e la vergognosa provocazione di alcuni fanatici. E invece molte televisioni e quotidiani hanno deciso di sovrapporre i due eventi: le belle immagini di Milano sul commento della manifestazione di Roma, i fuochi del corteo di Roma affiancati ai colori arcobaleno di Milano".
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Temi/paesi correlati: [Pace] [Media] [Attivismo]
Foto: La bandiera della Pace
Vertice sui cambiamenti climatici a Nairobi
14.11.2006 È un’Unione europea timida, quella fino ad ora vista al Vertice sui cambiamenti climatici in corso ai Nairobi, e poco convinta del ruolo di leader dei negoziati sul clima di cui pure ama fregiarsi. Uno scarso impulso verso impegni futuri più ambiziosi nella lotta ai cambiamenti climatici, un apporto come mediatore al di sotto delle aspettative. «L’atteggiamento degli europei – si legge in un comunicato stampa diffuso dal Can, la rete delle organizzazioni non governative qui presenti – crea confusione e semina dubbi. I 25 devono chiarire con urgenza la loro posizione rendendo noto l’obiettivo che intendono raggiungere con questi negoziati». Sotto accusa in particolare Francia, Germania e Gran Bretagna che vengono esortate a mantenere le promesse fatte alla vigilia del vertice.
di D. Calza Bini e A. Cocco

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Temi/paesi correlati: [Attivismo ambientale] [Cambiamento climatico] [Inquinamento]
Foto: Vertice sui cambiamenti climatici a Nairobi
Vertice sui cambiamenti climatici a Nairobi
10.11.2006 Al grido "il tempo è oro" popoli indigeni e società civile irrompono al Vertice sui cambiamenti climatici in corso a Nairobi. L’occasione è stata la riunione sugli impegni dei Paesi industrializzati nel periodo successivo al 2012. L’argomento in discussione: la quantità di emissioni di gas serra che le economie avanzate sono disposte a tagliare entro il 2020 e nei decenni successivi. «Il tempo è oro - ha detto il rappresentante delle ong ambientaliste di tutto il mondo, riunite sotto l’ombrello del Climate Action Network (Can) - e noi non possiamo permetterci ulteriori ritardi perchè se non agiamo ora il cambiamento climatico molto probabilmente si tradurrà in una catastrofe». Un punto di vista molto critico quello offerto dalle organizzazioni ambientaliste del Can, che ha spezzato la monotonia dei discorsi misurati e spesso nebbiosi fatti dalle delegazioni governative. Il dito è puntato soprattutto contro quei governi che stanno tentando di far slittare a tempo indeterminato le trattative.
di D. Calza Bini e A. Cocco
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Temi/paesi correlati: [Cambiamento climatico] [Attivismo ambientale]
Foto: Vertice sui cambiamenti climatici a Nairobi
06.11.2006 Si è chiusa la due giorni organizzata dal Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare dopo aver partecipato alla discussione interna alla FAO durante lo Special Forum insieme ai rappresentanti di oltre 350 organizzazioni di piccoli produttori del sud del mondo. La straordinaria mobilitazione che abbiamo compiuto in questo mese non si ferma alla consultazione della FAO: il nostro lavoro continua con l'obiettivo generale di affermare la Sovranità Alimentare come diritto che deve essere recepito dagli ordinamenti giuridici internazionali. Ripartiamo proprio sui temi che sono stati sollevati durante il Seminario internazionale come la discussione in seno alla Commissione Europea sulla soglia di tolleranza nei cibi e prodotti biologici di transgenico: l'Europa dopo aver chiesto un'improbabile "coesistenza" tra biologico e ogm nelle nostre agricolture, ora cerca di far passare ed accettare l'inevitabile contaminazione delle sementi e delle coltivazioni biologiche introducendo la percentuale dello 0,9 tollerata di ogm nei prodotti bio.
di Sergio Marelli
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [Nutrizione/Malnutrizione] [Sviluppo]
Parata militare
03.11.2006 Il 4 novembre ricorre l'88° anniversario della fine della prima guerra mondiale. A quasi un secolo di distanza, esso viene ancora celebrato come giornata della Vittoria e delle Forze Armate. Se c'è una cosa da festeggiare in quella data è solo la fine di quella che fu una immane carneficina. Chiamarla "Vittoria" è un insulto alla memoria dei 16 milioni di persone che in quegli anni vennero massacrate sui fronti di tutta Europa (i morti italiani furono oltre due milioni). Inoltre, quella "Vittoria" lasciò il nostro paese in condizioni così drammatiche che pochi anni dopo si aprirono le porte al fascismo. Riteniamo sia una presa in giro anche dedicare questo giorno alle Forze Armate, senza nel contempo quantomeno ricordare come i principali responsabili della morte di tanti giovani soldati italiani furono proprio i loro ufficiali, che li mandavano all'attacco per conquistare pochi metri di terreno, o ordinavano decimazioni ad ogni atto di insubordinazione. Ci aspetta invece una nuova ondata di retorica patriottarda e militarista, condita di omaggi ai "Caduti" e ai "Combattenti per la Libertà".
di Tiziano Tissino
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Temi/paesi correlati: [Guerra e Pace] [Attivismo] [Società civile]
Foto: Parata militare

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