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DOSSIER GRANDI LAGHI
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07.08.2008
In un rapporto diffuso nei giorni scorsi Greenpeace denuncia che il Ghana sta diventando la discarica per i prodotti hi-tech dei paesi industrializzati e in particolare dell'Europa. I prodotti vi arrivano dopo aver passato le dogane occidentali come "beni di seconda mano" e nelle discariche è stata trovata un'altissima concentrazione di sostanze tossiche e cancerogene, pericolose per l’ambiente e soprattutto per i bambini che lavorano allo smaltimento. Si tratta di "container pieni di vecchi computer spesso rotti, monitor e prodotti di varie marche: arrivano in Ghana da Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia". Nella stessa Unione Europea, dove vigono regolamenti alquanto restrittivi in materia, si perdono le tracce del 75% dei rifiuti tecnologici prodotti - riporta Greenpeace.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Bambini] [Legislazione] [Inquinamento] [Contaminazioni] [Attivismo ambientale] [Imprese] [Commercio] Foto: La copertina del rapporto di Greenpeace
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31.07.2008
Amnesty International ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di respingere le iniziative volte a differire di 12 mesi le indagini e i procedimenti giudiziari della Corte penale internazionale (Cpi) sui crimini commessi in Darfur. Anche l'associazione 'Italians for Darfur' definisce "grave" il tentativo all'interno del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di sospendere l'azione della Corte penale internazionale contro il Presidente sudanese Omar al Bashir per il quale il Procuratore della Cpi ha chiesto l'arresto "per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità". Intanto Medici senza Frontiere specifica che dalla creazione della Cpi "tutte le sezioni hanno adottato una politica interna vincolante che prevede l’astensione da qualsiasi cooperazione con la Cpi basata sul principio che l’attività umanitaria deve rimanere indipendente dal rischio di pressioni politiche e giudiziarie al fine di poter essere in grado di permettere l’assistenza alle popolazioni".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Attivismo] [Nazioni Unite] [Conflitti] [Diritti umani] Foto: Il Sudan e il Darfur ©Irin
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09.07.2008
"Quando al mondo ci sono 840 milioni di persone denutrite e ogni cinque secondi un bambino muore di fame, oltre al cibo, evidentemente, manca anche altro: la democrazia". Si è aperto con questa cruda osservazione il dibattito organizzato da dall’ong 'Time for Africa' venerdì scorso nella sala conferenze del Sunsplash, Festival internazionale di musica reggae che si tiene a Osoppo (Udine). Le concause dell'attuale emergenza alimentare sono molteplici: politiche agrarie attuate da governi spesso corrotti e poco propensi a distribuire equamente le risorse, dettami economici imposti dagli organismi sovranazionali ai paesi in via di sviluppo, il rincaro del petrolio, la speculazione finanziaria sul mercato alimentare e degli agrocarburanti, i cambiamenti climatici sono quelle emerse dagli interventi dei relatori. Ma c’è anche altro. ( Daniela Bandelli)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Africa] [Agricoltura] [Alimentazione] [Sviluppo] [Nutrizione/Malnutrizione] [Globalizzazione] [Democrazia] [Cambiamento climatico] [Pace] [Finanza] [Economia] Foto: Siccità nel Corno d'Africa
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06.03.2008
La Crbm con le altre Ong della coalizione 'Counter Balance' ha chiesto alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) di non fornire prestiti per la costruzione della diga di Gilgel Gibe III in Etiopia. "Nonostante la Banca Mondiale e l’Agenzia italiana di credito all’export (SACE) abbiano deciso di non sostenere né Gibe II né Gibe III, la BEI nel 2004 ha garantito un prestito di 50 milioni per la realizzazione della diga di Gibe II e al momento sta valutando se entrare nel progetto di Gibe III i cui impatti socio-ambientali sono devastanti" - afferma la Crbm che ha redatto un rapporto presentato venerdì scorso a Bruxelles. Nel 2004 il Ministero degli Esteri italiano ha elargito ben 220 milioni di euro per Gibe II - la più alta somma della storia del fondo rotativo per la cooperazione - mentre l’impresa Salini si è aggiudicata l’appalto senza gara internazionale.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti civili] [Debito] [Imprese] [Ambiente] [Attivismo] [Cooperazione internazionale] Foto: Rapporto della Crbm sulla diga Gibe in Etiopia
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10.06.2008
"Considerando che in Nigeria la pratica di gas flaring è illegale da quasi 25 anni, quali garanzie e quali passi concreti ENI ha adottato per garantire la fine di ogni operazione di questo tipo?". Lo ha chiesto oggi la Fondazione Culturale Responsabilità Etica partecipando all’assemblea annuale dei soci dell’Eni. Acquistando azioni della compagnia petrolifera italiana, la Fondazione Culturale di Banca Etica ha inteso avviare una campagna di azionariato critico per portare le campagne di denuncia delle ong all’attenzione di azionisti e vertici dei grandi gruppi industriali. L’intervento della Fondazione oggi si è concentrato sugli investimenti dell’Eni in Nigeria e Kazakistan perché lasciano ancora aperta la possibilità di un intervento del CdA entrante per un cambiamento di rotta.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Globalizzazione] [Etica e sistemi di valori] [Attivismo] [Inquinamento] [Pace] [Imprese] [Finanza] Foto: Gas flaring in Nigeria - Foto: A. Scaringella-FoE
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