I DOSSIER DI UNIMONDO
27.08.2008
"I lenti progressi nel garantire l'accesso ai servizi igienici a livello globale porteranno inevitabilmente a mancare gli Obiettivi del Millennio fissati dall'Onu, mentre le politiche, la carenza nella gestione, l'incremento degli sprechi e l'esplodere della domanda di acqua stanno spingendo il pianeta al limite di una crisi globale di acqua". E' la sintesi della dichiarazione finale della 'Settimana mondiale dell'acqua' (World Water Week) che ha riunito a Stoccolma dal 17 al 23 agosto circa 2400 esperti e rappresentanti di governi e società civile. Secondo l’Onu, un quinto della popolazione mondiale vive oggi in condizione di mancanza di acqua, due miliardi e mezzo di persone manca di servizi igienici e cinquemila bambini muoiono ogni giorno di dissenteria legata alla tale mancanza. Intanto cresce il consumo di acqua per la produzione di agro-carburanti e aumentano gli sprechi nella distribuzione di cibo.
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Foto: Siccità - da Rainews24
19.08.2008
La 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL), Human Rights Watch (HRW) e la 'Cluster Munition Coalition' (CMC) condannano decisamente "l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia che hanno causato già decine di morti e feriti tra la popolazione civile". "Con l'uso di un'arma con riconosciuti effetti indiscriminati in aree popolate, la Russia ha mostrato uno sfacciato disprezzo per la vita dei civili" - afferma l'ICBL. "Questo recente caso di uso di cluster bombs sottolinea ancora il pericolo rappresentato da queste armi e l'urgenza di proteggere i civili sottoscrivendo la Convenzione di Oslo" - dichiara la Campagna Italiana Contro le Mine.
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Foto: Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
31.07.2008
Si è concluso con un giorno di anticipo l'incontro tra i rappresentanti di Stato e di Governo riuniti a Ginevra per chiudere i negoziati aperti nella capitale del Qatar nel novembre del 2001, con l'obiettivo di trovare delle soluzioni che favorissero lo sviluppo economico dei paesi poveri liberalizzando il commercio mondiale. “In un momento in cui il problema è di sfamare la gente, inquinare meno e trovare un modo di vivere carbon free, non abbiamo bisogno di aumentare il flusso di merci che girano per il pianeta” – commenta l’osservatorio Tradewatch.”Piuttosto avremmo bisogno di farle girare (e inquinare) di meno, favorendo che ciascuno innanzitutto coltivi il necessario per i propri consumi”. E’ ormai tempo, insomma, di ripensare radicalmente il "mercato" e lo "sviluppo"(Elvira Corona)
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Foto: Donne di Kisamoro (Uganda) al mercato
18.08.2008
Il 20% della spesa statunitense destinata dal 2003 alla guerra in Iraq è finita nelle tasche dei contractors, le aziende private sotto contratto col Pentagono e sarebbe costata ai contribuenti americani quasi 85 miliardi di dollari: lo rivela il rapporto pubblicato dal 'Congressional Budget Office', l'Ufficio per il bilancio del parlamento americano. Al momento la spesa militare totale Usa in Iraq è di 446 miliardi di dollari e le previsioni per il 2008 la faranno lievitare di oltre 100 miliardi di dollari. In Iraq ci sono 190mila contractors privati ben più dei 160mila soldati americani. Intanto il Pentagono ha informato il Congresso Usa del progetto di una commessa militare di oltre 9 miliardi di dollari per fornire equipaggiamento militare all'Iraq: si tratta di blindati leggeri, missili, elicotteri, mitragliatrici ed esplosivi.
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Foto: Le commesse Usa verso contractors privati (in miliardi di dollari)
26.08.2008
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) esprime preoccupazione riguardo alle notizie di nuovi movimenti forzati di popolazione causati da milizie armate impegnate in razzie a nord della città georgiana di Gori, vicino alla linea di confine con la regione autonomista dell’Ossezia del Sud. "Dopo il cessate il fuoco firmato tra Georgia e Russia, la maggior parte degli sfollati provenienti da Gori aveva sperato in un rapido ritorno alle proprie abitazioni. Ma il lento ritiro delle truppe russe dalla cittadina sta ostacolando il processo" - riporta Maura Morandi per Osservatorio Caucaso. Intanto una delegazione di Flare, il network di organizzazioni promosso da Libera, è partita in missione umanitaria per la Georgia dove incontrerà rifugiati e la popolazione locale.
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Foto: Sfollati in Georgia - da Osservatorio Caucaso
23.07.2008
"Sì alla protezione dell'agricoltura europea, ma non a scapito dei Paesi poveri". E' la posizione della Focsiv dopo l'apertura lunedì scorso a Ginevra dei negoziati dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) che hanno l'obiettivo di portare a conclusione il Doha Development Round. "Non possiamo parlare ora di dumping dei prodotti dal Sud del mondo quando l'Europa per anni ha sovvenzionato le esportazioni nei paesi del Sud del mondo per smaltire le proprie eccedenze agricole causando la perdita di lavoro a milioni di agricoltori che hanno dovuto cessare le loro produzioni perché non riuscivano a competere con i prodotti europei venduti sottocosto nei loro paesi" - afferma la nota dell'associazione che sottolinea come la conclusione del Doha Round "rappresenta il banco di prova per la tenuta del sistema multilaterale".
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07.10.2007
Oltre 200mila partecipanti alla 17ma edizione della marcia della pace Perugia-Assisi che si è aperta con uno striscione con lo slogan "Tutti i diritti umani per tutti" e che ha concluso la Settimana della Pace e l'Onu dei Popoli promosse dalla Tavola della Pace. Magliette e nastrini rossi per manifestare solidarietà alle lotte nonviolente del popolo birmano presente con una delegazione di monaci e sindacalisti. Moltissimi rappresentanti degli Enti locali, di associazioni, Ong e gruppi del volontariato. "Noi siamo contro la malapolitica, ma siamo anche contro l'antipolitica. Perchè noi abbiamo bisogno di una politica attenta e disposta ad ascoltare. Di una buona politica" - ha detto Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace. "Stand Up" contro la povertà e per gli Obiettivi del Millennio e raccolta di firme della campagna 'Un futuro senza atomiche' per il disarmo nucleare in Italia.
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24.01.2008
Milioni di donne e uomini, organizzazioni, reti, movimenti, sindacati di tanti Paesi del mondo si mobiliteranno il 26 gennaio, per la Giornata d’azione del World Social Forum 2008, negli stessi giorni in cui a Davos si riuniscono i “pochi eletti” del World Economic Forum. L'appello è promosso da tutte le organizzazioni e i movimenti a livello mondiale, nazionale e locale che fanno riferimento alla Carta dei Principi del Forum sociale mondiale. In Italia sono previste numerose iniziative contro la guerra, per il disarmo, contro il razzismo e la xenofobia, sui temi del lavoro, dei diritti, dell’ambiente e dell’altra economia. Rete di Lilliput partecipa rilanciando la proposta di iniziativa popolare "Per un’Italia libera da armi nucleari" e conferma il sostegno alla richiesta di moratoria sulla nuova base ‘Dal Molin’ a Vicenza. E Terra Futura promuove una tavola rotonda virtuale di alcuni membri del comitato consultivo del WSF.
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Foto: World Social Forum 2008
28.08.2008
Sono diversi i Italia i progetti di eco-abitazioni. Inizia oggi fino al 31 agosto sul Monte Amiata (SI) la mostra, promossa da Banca Etica e da PAEA, della 'Casa EcoLogica', la più grande mostra itinerante a livello europeo su energie rinnovabili, risparmio energetico e idrico, bioedilizia, consumi domestici consapevoli e ambiente. L'intera struttura della mostra, che ricrea una abitazione, è dotata di sistemi energetici e idrici funzionanti, alimentati da energie rinnovabili. Va ricordata inoltre la 'Leaf House' presentata a fine giugno nelle Marche e la 'Smarthouse Mabo' battezzata a Poppi (Arezzo) lo scorso maggio. Intanto è in arrivo la 'casa intelligente' del progetto Neftih2 (New energy for tomorrow intelligent house), che annovera tra i propri partner anche l'Istituto di tecnologie avanzate per l'energia (Itae) del Cnr di Messina.
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Foto: Il progetto 'casa ecologica' - da www.e-u-z.de
12.11.2007
In occasione del Forum sulla governance di Internet (Igf), che prende il via oggi a Rio de Janeiro, Amnesty International denuncia l’aumento su scala mondiale delle restrizioni alla libertà di espressione on line. A due anni dal Summit di Tunisi, "sempre più paesi filtrano i contenuti delle pagine web, intimidiscono e arrestano i cyberdissidenti" - sottolinea Amnesty - che chiede ai governi "di porre fine alla repressione on line, abrogare le legislazioni restrittive, di rilasciare tutti i prigionieri condannati per l’espressione delle proprie opinioni tramite internet e di impegnarsi a varare una serie di standard comuni per prevenire le violazioni dei diritti umani on line".
ContinuaFoto: Restrizioni a internet nel mondo - da OpenNet
07.08.2008
In un rapporto diffuso nei giorni scorsi Greenpeace denuncia che il Ghana sta diventando la discarica per i prodotti hi-tech dei paesi industrializzati e in particolare dell'Europa. I prodotti vi arrivano dopo aver passato le dogane occidentali come "beni di seconda mano" e nelle discariche è stata trovata un'altissima concentrazione di sostanze tossiche e cancerogene, pericolose per l’ambiente e soprattutto per i bambini che lavorano allo smaltimento. Si tratta di "container pieni di vecchi computer spesso rotti, monitor e prodotti di varie marche: arrivano in Ghana da Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia". Nella stessa Unione Europea, dove vigono regolamenti alquanto restrittivi in materia, si perdono le tracce del 75% dei rifiuti tecnologici prodotti - riporta Greenpeace.
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Foto: La copertina del rapporto di Greenpeace
19.08.2008
La 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL), Human Rights Watch (HRW) e la 'Cluster Munition Coalition' (CMC) condannano decisamente "l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia che hanno causato già decine di morti e feriti tra la popolazione civile". "Con l'uso di un'arma con riconosciuti effetti indiscriminati in aree popolate, la Russia ha mostrato uno sfacciato disprezzo per la vita dei civili" - afferma l'ICBL. "Questo recente caso di uso di cluster bombs sottolinea ancora il pericolo rappresentato da queste armi e l'urgenza di proteggere i civili sottoscrivendo la Convenzione di Oslo" - dichiara la Campagna Italiana Contro le Mine.
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Foto: Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC



