Notizie dalle Campagne
febbraio 2008
29.02.2008
"Il Trattato per la messa al bando delle mine antipersona continua a rappresentare un solido esempio di come diversi governi possano cooperare con successo per un obiettivo di indiscutibile valenza umanitaria": lo afferma la 'Campagna internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL). A nove anni dall'entrata in vigore del Trattato di Ottawa (1 marzo 1999) l'ottanta percento degli stati del mondo (156) ha vi ha aderito - ma mancano all'appello Cina, Russia , Usa, India, Iran, Israele e Pakistan - e ad oggi, solo due governi, Birmania e Russia insieme ad alcuni gruppi armati stanno continuando ad impiegare queste armi. Le migliaia di associazioni che condussero quella campagna chiedono oggi ai governi "lo stesso coraggio e la stessa accortezza" per raggiungere un forte ed esaustivo Trattato per la messa al bando delle 'bombe cluster' la cui stesura finale avrà luogo in maggio a Dublino.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Mine] [Armi] [Attivismo] [Legislazione] |
27.02.2008
Con una lettera aperta inviata al Congresso nazionale cinese la 'Coalizione mondiale contro la pena di morte' (Wcadp) chiede ai legislatori cinesi di adottare misure concrete verso l’abolizione della pena capitale. "Ogni anno, migliaia di persone vengono messe a morte ma le cifre rimangono un segreto di Stato. Due elementi che destano particolare preoccupazione a causa del continuo afflusso di denunce su processi irregolari e sul massiccio uso della tortura per estorcere confessioni" - riporta la lettera. Sebbene le autorità cinesi abbiano recentemente ripristinato il potere della Corte Suprema di riesaminare tutte le condanne a morte, le associazioni sottolineano che per valutarne l'effettiva applicazione occorre che il Congresso nazionale abolisca il segreto di Stato sulla pena di morte.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Attivismo] [Democrazia] [Giustizia e criminalità] [Società civile] Foto: Cina: campagna della Wcadp contro la pena di morte
|
26.02.2008
"Un flagello globale che affligge un terzo della popolazione femminile nel mondo": così l'Onu ha definito la violenza verso donne e bambine lanciando la campagna "Say No to Violence against Women". "Si tratta di una campagna per le donne e le ragazze che hanno il diritto di vivere libere dalla violenza, oggi e in futuro" - ha detto il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon. "Almeno una donna su tre rischia di essere picchiata, costretta al sesso o abusata in vario modo nella sua vita. Attraverso la pratica della selezione prenatale del sesso, a moltissime altre è persino negato il diritto di esistere" - ha aggiunto Ban Ki-moon. La violenza contro le donne ostacola la crescita economica e sociale e la nuova campagna si svolgerà fino al 2015.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Nazioni Unite] [Esclusione sociale] [MDGs] Foto: Il sito della campagna
|
22.02.2008
La 'Dichiarazione di Wellington' sottoscritta oggi da 81 Paesi tra cui l’Italia, "costituisce una bozza soddisfacente del testo del Trattato che dovrà essere negoziato e concordato a Dublino nel maggio 2008 per la messa al bando delle munizioni cluster" - riporta la Cluster Munition Coalition. Ma "la rappresentanza italiana a Wellington, purtroppo, ha mantenuto un profilo non soddisfacente rispetto alla mobilitazione e all’interesse che questo tema suscita nella società civile" - afferma la 'Campagna italiana contro le mine'. "L'intervento della delegazione italiana a Wellington riflette infatti un’interpretazione ingannevole dell’intesa sottoscritta dal nostro Governo all’atto di aderire al Processo di Oslo per la messa al bando delle munizioni cluster".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Mine] [Armi] [Attivismo] [Legislazione] Foto: Munizioni cluster inesplose in Afghanistan
|
20.02.2008
"Una posizione poco cristallina" - cosi la Campagna italiana a contro le Mine definisce la posizione dei rappresentanti del Governo italiano alla Conferenza di Wellington in corso in questi giorni. "Partecipare ad un processo per la messa al bando di armi inumane e indiscriminate come le bombe cluster e al contempo aprirsi a posizioni tese ad indebolire il testo del futuro Trattato mette a nudo la debolezza del dichiarato impegno del nostro Paese sul piano umanitario di fronte a logiche di schieramento politico" - afferma la Campagna. Tra i maggiori temi di confronto vi è la proposta di inserire un periodo di transizione per l'entrata in vigore dei divieti del Trattato e, soprattutto, la “preoccupazione” espressa da alcuni Paesi, tra cui l'Italia, sui possibili effetti di tali divieti sulle operazioni militari congiunte con Paesi che non vi aderiranno.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Armi] [Attivismo] [Geopolitica] [Legislazione] Foto: Bombe cluster israeliane in Libano © Hugh Macleod / United Nations' Integrated Regional Information Network
|
18.02.2008
Per il terzo anniversario del Protocollo di Kyoto, Legambiente si è data appuntamento sabato scorso a Saline Joniche (Reggio Calabria) per la 'Giornata annuale di mobilitazione nazionale contro l’uso del carbone nelle centrali termoelettriche'. E nel suo dossier "No al carbone" riporta come le centrali a carbone italiane nel 2006 hanno emesso 42,2 milioni di tonnellate di CO2, il 30% delle emissioni del settore termoelettrico, per produrre solo il 14% dell'elettricità' nazionale. Da sabato scorso gli "elettricisti verdi" di Greenpeace stanno sostituendo lampadine incandescenti con lampadine a risparmio energetico: l'attività fa parte della campagna "Bando alle Incandescenti", lanciata lo scorso ottobre da Greenpeace per chiedere alle maggiori catene della grande distribuzione di rimuovere dai propri scaffali le lampade nemiche del clima. Il governo italiano ha già messo al bando le incandescenti a partire dal 2011.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Imprese] [Attivismo ambientale] [Cambiamento climatico] [Energia rinnovabile] [Inquinamento] Foto: Per un'energia pulita - da La nuova ecologia
|
12.02.2008
Cavalli trasportati dalla Spagna e dall’Est Europa su camion per 36-46 ore spesso senza riposo, senza cibo e acqua ed esposti a temperature che d’estate superano i 40° per essere poi destinati alla macellazione in Italia: è la denuncia della LAV che con un nuovo dossier e un video documenta il trattamento impietoso e il trasporto in condizioni spesso illegali, di circa 80mila cavalli vivi nel 2006 per la macellazione in Italia. "L’Italia importa l’84% dei cavalli vivi movimentati nell’UE" - afferma la LAV che segnala come "i consumatori italiani non sono correttamente informati circa l’esatta provenienza di questa carne e sono invece spesso convinti di comprare carne di cavalli locali".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Commercio] [Consumo] [Animali] [Legislazione] [Salute] [Alimentazione] [Trasporti] Foto: Il dossier della LAV sul trasporto di animali
|
06.02.2008
Mentre il Parlamento si appresta a votare il rifinanziamento delle missioni militari italiane, scoppia il caso dell'attacco condotto anche da militari italiani contro una presunta base di talebani nel distretto di Bakwa che ha provocato la morte di una decina di persone tra cui alcuni civili. La notizia, rilanciata in Italia dal sito Peacereporter, ha suscitato la secca smentita del sottosegretario Forcieri che ha accusato il sito di volere "condizionare la discussione sul decreto di rifinanziamento delle missioni militari". Intanto gli Stati Uniti si apprestano a inviare nel sud dell’Afghanistan un ulteriore contingente di dodicimila soldati e chiedono ai paesi Nato di "moltiplicare i loro impegni in Afghanistan". L'Afghanistan rimane il primo produttore di oppio al mondo con introiti per i Talebani stimati attorno ai 100 milioni di dollari, segnala oggi un rapporto dell'Unodc.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Economia] [Conflitti] [Attivismo] [Narcotici] [Povertà] Foto: Militari italiani in Afghanistan - da Peacereporter
|
01.02.2008
Il settimanale diocesano "Vita Trentina" rinnova l'appello per la scarcerazione di don Sandro De Pretis, il missionario trentino incardinato nella diocesi di Gibuti incarcerato da ormai quasi 100 giorni con accuse che variano dalla pedofilia alla corruzione di minori. Accuse ritenute palesemente infondate che nascono da una campagna diffamatoria con radici in vicende che risalgono agli anni Novanta che coinvolgono gli interessi francesi nel paese del Corno d'Africa. In un' intervista il direttore del settimanale trentino, don Ivan Maffeis, che nei primi giorni di gennaio ha incontrato De Pretis nel carcere di Gadobe, ricostruisce l'intera vicenda e i colloqui con l'avvocato di don Sandro e sottolinea come, sebbene la Segreteria di Stato Vaticana segua e da ottobre l’evoluzione del caso e il ministero degli Esteri italiano abbia bloccato un ingente finanziamento tutto questo finora non abbia dato risultati.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti umani] [Sicurezza] [Società civile] [Cooperazione internazionale] Foto: Don Sandro De Pretis - da Vita Trentina
|
Browse the archives by month:
| … |
2006
|
2007
|
2008
|



