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martedì, 07 ottobre, 2008

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Notizie dalle Campagne

gennaio 2008

Don Sandro De Pretis - da Vita Trentina
16.01.2008 Dal 28 ottobre scorso don Sandro De Pretis, sacerdote trentino incardinato nella diocesi di Gibuti, nel Corno d'Africa, è in carcere con accuse che variano dalla pedofilia alla corruzione di minori. Accuse ritenute palesemente infondate e pretestuose, che nascono da una campagna diffamatoria che ha radici altrove e e affonda in vicende che risalgono agli anni Novanta e che toccano gli interessi francesi nel Paese. Dopo 80 giorni di detenzione, Vita Trentina, il settimanale di informazione della Diocesi di Trento che per primo ha dato notizia della vicenda, lancia un appello alla mobilitazione per la liberazione di don Sandro De Pretis, chiedendo, insieme alla comunità di Trento e di Gibuti, il sostegno anche dei lettori di Unimondo.
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Religione] [Sicurezza] [Attivismo] [Cooperazione internazionale]
Foto: Don Sandro De Pretis - da Vita Trentina
Dal sito dell’Istituto per il sostentamento del clero della CEI
14.01.2008 Tra i conti correnti aperti in 33 istituti di credito dall’Istituto per il sostentamento del clero della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) si trovano ben 13 banche che – in base ai dati dell'ultima Relazione ufficiale del governo – collaborano attivamente al commercio di armi italiane. Lo rivela un'inchiesta di Adista chiedendosi come mai i procacciatori di fondi della CEI "ignorano" la campagna di pressione e di boicottaggio contro le "banche armate" promossa ormai da otto anni da alcune riviste cattoliche. Alle domande di Adista nessuno della Cei – né dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica né dall’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali – ha voluto dare spiegazioni. Ha risposto invece don Corazzina, coordinatore nazionale di Pax Christi che denuncia: "Si proclama in tutti i modi la necessità del disarmo nei documenti e interventi ufficiali e poi si finge il nulla e ci si appoggia alle maggiori banche armate italiane ed estere".
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Temi/paesi correlati: [Religione] [Finanza] [Armi] [Attivismo]
Foto: Dal sito dell’Istituto per il sostentamento del clero della CEI
Manifestanti a Singur bruciano una sagoma della Nano - foto 'La Repubblica'
12.01.2008 Il lancio internazionale della 'Nano', l'automobile più economica al mondo, prodotta dalla ditta indiana Tata Motor non ha mancato di vedere le proteste di piazza dei lavoratori indiani e degli abitanti di Singur che sono stati espropriati dalla Tata di 400 ettari di terra fertile che costituivano l'unica fonte di sussistenza di oltre 20.000 contadini per la costruzione della fabbrica della Nano. "La produzione della Nano è una joint-venture con Fiat ed è perciò che l'evento sta ricevendo in Italia un'attenzione stampa persino maggiore che in India" - denuncia ad 'A Sud' l'attivista Medha Patkar sottolineando che Ratan Tata è da quasi due anni membro del Consiglio d'Amministrazione Fiat. A Sud riporta l'appello dell'attivista indiana e chiede di inviare messaggi di protesta alla Tata Motors e alla Fiat International.
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Temi/paesi correlati: [India] [Diritti civili] [Imprese] [Globalizzazione] [Società civile] [Lavoro]
Foto: Manifestanti a Singur bruciano una sagoma della Nano - foto 'La Repubblica'
Nigeria: pozzo di petrolio in fiamme - da Peacelink
10.01.2008 L'aumento del prezzo del greggio sta vanificando i benefici portati negli ultimi tre anni a molti paesi africani dagli aiuti internazionali e dalla cancellazione del debito tanto da far temere il ripetersi della crisi del debito degli anni Ottanta. Sono le conclusioni di una ricerca condotta dall'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) e rilanciata da 'Il Sole 24 ore'. La ricerca svolta in 13 paesi africani privi di risorse petrolifere evidenzia come il rincaro del greggio acquistato da questi stati a partire dal 2004 sia stato equivalente a 3 punti percentuali del Pil: cifra superiore agli aiuti ricevuti nello stesso lasso di tempo dai paesi donatori e alla somma di debito cancellato. "Il vero rischio, di cui poco si parla, è che si va verso una nuova crisi del debito" - commenta a Unimondo, Antonio Tricarico della CRBM.
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Temi/paesi correlati: [Africa] [Economia] [Debito] [Geopolitica] [Globalizzazione] [Sviluppo] [Cooperazione internazionale] [MDGs]
Foto: Nigeria: pozzo di petrolio in fiamme - da Peacelink
Campagna di Amnesty: "Chiudere Guantanamo ora!"
08.01.2008 Venerdì 11 gennaio ricorrerà il sesto anniversario dell’apertura di uno dei centri di detenzione diventato il simbolo delle violazioni dei diritti umani nel contesto della “guerra al terrore”: Guantánamo Bay. L’impegno di Amnesty International, negli ultimi cinque anni, ha ottenuto risultati importanti dal rilascio di centinaia di prigionieri alle prese di posizione dei principali organismi internazionali per la chiusura del centro di detenzione. Amnesty rilancia la sua campagna “Chiudere Guántanamo, ora!” con una manifestazione di fronte all’Ambasciata Usa di Roma, iniziative in diverse città e una petizione online per chiedere che il centro di detenzione venga chiuso e i prigionieri siano sottoposti a un processo regolare oppure rilasciati. Al dicembre 2007, a fronte di circa 500 rilasci, 277 detenuti di 30 diverse nazionalità si trovavano ancora a Guantánamo senza accusa né processo.
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Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Conflitti] [Terrorismo] [Attivismo] [Democrazia]
Foto: Campagna di Amnesty: "Chiudere Guantanamo ora!"

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