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martedì, 07 ottobre, 2008

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Notizie dalle Campagne

aprile 2007

ControlArms: cartolina della petizione popolare
28.04.2007 Riparte con una consultazione popolare la Campagna ControlArms per un Trattato internazionale sul commercio di armi. Dopo la risoluzione adottata dal Primo Comitato dell’Assemblea generale dell’Onu e poi confermata da uno schiacciante voto favorevole in Assemblea a lo scorso dicembre, nel corso del 2007 il Segretario generale delle Nazioni Unite dovrà verificare il parere dei governi su “fattibilità, ambito di competenze e parametri” del futuro Trattato sul commercio di armi. Nel 2008 verrà inoltre formato un gruppo di esperti governativi (GGE) che sarà chiamato a porre le basi del futuro trattato e a riferirne nel corso dell’Assemblea generale dello stesso anno. Per mantenere viva l’attenzione e la pressione sui governi, la campagna Control Arms ha deciso di attivare una nuova fase di mobilitazione: la People’s Consultation sul Trattato, una consultazione popolare per fare pressione sui governi affinché rispondano in linea con le richieste della campagna.
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Temi/paesi correlati: [Nazioni Unite] [Armi] [Attivismo]
Foto: ControlArms: cartolina della petizione popolare
19.04.2007 Per dire no agli Accordi di Partenariato Economico (APE o EPA) oggi in Italia la Campagna "L'Africa non è in vendita!"* ha tenuto tre azioni parallele di fronte all'ambasciata tedesca a Roma ed ai consolati di Napoli e Milano. Sullo sfondo del rumore comune alle altre piazze, è stata inscenata una vendita di pezzi di Africa tramite la firma di un "Contratto di svendita" tra i singoli cittadini acquirenti e il rappresentante della Ue, il commissario al commercio Peter Mandelson. L'Europa, infatti, sta negoziando con molta discrezione con 77 sue ex colonie di Africa, Caraibi e Pacifico degli accordi commerciali che vogliono aprire ai nostri prodotti la maggior parte dei mercati di questi Paesi, in particolare agricoli e industriali, senza tener conto delle conseguenze per lo più negative di tali provvedimenti. Gli APE erano nati come accordi di cooperazione, ma i Paesi ricchi, primi fra tutti quelli dell'Unione europea, si ostinano a pensare che la priorità dell'Africa stia nell'integrazione nei mercati globali, nonostante gli evidenti fallimenti delle politiche di libero commercio nel portare un accresciuto benessere in ogni contesto e per tutte le fasce della popolazione.
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Temi/paesi correlati: [Africa] [Commercio] [Attivismo] [Sviluppo]
EuropAfrica/Terre contadine
17.04.2007 Il Comitato tecnico della FAO sulle questioni del commercio e dei prodotti (Committee on Commodity Problems - CCP) si riunirà a Roma dal 23 al 25 Aprile. All'ordine del giorno questioni molto importanti, come lo stato dei negoziati commerciali internazionali sull'agricoltura, il ruolo di alcuni prodotti agricoli determinanti per la sopravvivenza e il benessere delle comunità contadine, o "prodotti speciali", la gestione dell'offerta dei prodotti a livello globale. Il CCP sarà immediatamentre seguito dal Comitato FAO sull'Agricoltura (COAG) che discuterà, tra le altre cose, il seguito da dare alla Conferenza Internazionale sulla Riforma Agraria e lo Sviluppo Rurale che si è tenuta in Brasile nel marzo 2006. La società civile europea ha programmato per il 19 aprile una giornata di mobilitazione sugli Accordi di Partenariato Economico (EPA/APE), cioè la creazione di aree di libero scambio che l'Europa sta negoziando con 77 sue ex colonie di Africa, Caraibi e Pacifico.
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [Attivismo] [Agricoltura]
Foto: EuropAfrica/Terre contadine
Export italiano di armi dal 1988 al 2006 in valori correnti (Elaborazione: Unimondo)
05.04.2007 E' la cifra record dell'ultimo ventennio: una manna per l'industria armiera nazionale e non pochi grattacapi per il Governo Prodi che nel suo programma si era impegnato ad un controllo più stringente sull'esportazione di armi. Superano infatti i 2,1 miliardi di euro le autorizzazioni all'esportazioni di armamenti nel 2006 con un'impennata del 61% rispetto al 2005. E sfiorano il miliardo di euro anche le consegne (970,4 milioni) effettuate sempre nel 2006. Ma brindano anche le banche che si sono viste autorizzate operazioni di incassi relativi al solo export di armi per quasi 1,5 miliardi di euro - altra cifra record dell'ultimo ventennio - con relativi "compensi di intermediazione" per oltre 32,6 milioni di euro. E il gruppo San Paolo IMI per il secondo anno consecutivo si attesta a “reginetta” delle “banche armate”.
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Temi/paesi correlati: [Armi] [Attivismo] [Governo]
Foto: Export italiano di armi dal 1988 al 2006 in valori correnti (Elaborazione: Unimondo)
Eurofighter in azione
05.04.2007 Forte impennata delle autorizzazioni all'esportazione di armi italiane nel 2006 che superano i 2.192 milioni di euro crescendo di oltre il 61% rispetto al 2005. E se a guidare la classifica ci sono gli Stati Uniti per l'ordinativo della flotta di elicotteri presidenziali dell'Agusta e altre commesse per 349,6 milioni di euro, al secondo posto spiccano gli Emirati Arabi Uniti ai quali il Governo ha autorizzato la vendita di "bombe, siluri, razzi, missili ed accessori" oltre che di "navi da guerra", "apparecchiature per la direzione del tiro", "armi e sistemi d'arma e munizioni" e "aeromobili" per 338,2 milioni di euro: sistemi d'arma non identificabili né per tipologia specifica né per quantità poiché il Governo Prodi ha reso finora pubblico solo un riassuntivo "Rapporto della Presidenza del Consiglio" e non l'intera "Relazione sull'esportazione di armi" richiesta dalla Legge 185/90. Ma per il Sole 24 Ore "ora l'informazione è più trasparente".
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Temi/paesi correlati: [Armi] [Governo] [Società civile]
Foto: Eurofighter in azione
Campagna per la messa al bando delle cluster bombs
02.04.2007 La raccolta delle firme avviata a gennaio dalla Campagna Italiana contro le Mine per chiedere al Parlamento di estendere gli effetti della vigente legge sulle mine antipersona (374/97), anche alle cluster bombs (bombe a grappolo) ha raggiunto nei giorni scorsi quota 30mila firme, ma il progetto di legge per la messa al bando definitiva di questi ordigni è ormai da tre mesi in attesa della calendarizzazione in Parlamento. Intanto un rapporto della Ong belga Netwerk Vlaanderen svela gli stretti legami tra ben 68 istituti di credito e una mezza dozzina di compagnie che producono le "cluster bombs": tra queste anche le italiane HVB-Unicredit e Mediobanca. Recentemente a Oslo 46 paesi partecipanti alla Conferenza Internazionale sulle "cluster bombs" hanno concordato una dichiarazione d'intenti che li impegna entro il 2008 a concludere un Trattato che proibisca "l'uso, la produzione, la vendita e le scorte di cluster bombs".
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Temi/paesi correlati: [Finanza] [Armi] [Attivismo]
Foto: Campagna per la messa al bando delle cluster bombs

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