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giovedì, 21 agosto, 2008

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Notizie dalle Campagne

agosto 2006

Protesta per la riapertura delle case pubbliche - da IAI
29.08.2006 Il 29 agosto 2005 Katrina si abbatteva sulla costa del Golfo degli Stati Uniti con risultati catastrofici. Dopo l'emozione e l'iniziale fase di sbandamento, tutto pareva sotto controllo, tanto che l'amministrazione Bush dichiarava l'America capace di far fronte da sola alla catastrofe. Stanziati a tambur battente più di 110 miliardi di USD per la ricostruzione, il governo proclamava il 29 agosto Giornata Nazionale del Ricordo dell'uragano Katrina: oggi afferma che è stato utilizzato o è disponibile oltre il 70% di queste risorse. Questa non è la verità. Un anno dopo, le reti sono in azione perché niente é tornato come prima. La ricostruzione assume sempre più i connotati di una gigantesca operazione che unisce la speculazione immobiliare e finanziaria alla pulizia etnica e ai profitti delle imprese legate alla Casa Bianca. L'International Alliance of Inhabitants (IAI) esprime la completa solidarietà a queste mobilitazioni perché considera inalienabile il diritto dei residenti a decidere la ricostruzione e a ritornare al più presto nei quartieri che sono stati costretti ad abbandonare. E appoggia le iniziative in occasione delle Giornate Mondiali Sfratti Zero il prossimo ottobre, per denunciare l'amplificazione dei terribili effetti di Katrina causati principalmente dall'intervento umano.
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Temi/paesi correlati: [Esclusione sociale] [Attivismo]
Foto: Protesta per la riapertura delle case pubbliche - da IAI
stop privatizzazioni - da attac.it
17.08.2006 Con una relazione di accompa- gnamento sulle magnifiche sorti e progressive della mano invisibile del mercato, il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali, Linda Lanzillotta, ha presentato un Disegno di Legge per la riforma dei servizi pubblici locali, che verrà sottoposto all’approvazione del Parlamento a partire dal prossimo mese di settembre. La relazione di accompagnamento è un ideologico inno al mercato, alle liberalizzazioni e alle privatizzazioni, come se venti e più anni di politiche liberiste non avessero dimostrato i fallimenti del mercato, come se decine di esperienze nazionali e internazionali non avessero reso chiaro a tutti il vero volto delle liberalizzazioni dei servizi pubblici : disoccupazione e precarietà del lavoro, aumenti delle tariffe, peggioramento della qualità dei servizi, perdita di spazio pubblico, di saperi collettivi, di democrazia. Per chi intenda ricorrere all’’in house’, dovrà essere chiaro come questa debba essere una procedura eccezionale, adeguatamente motivata e corredata da un piano di superamento entro un arco temporale definito. Da Attac Italia arriva un invito a tutte le organizzazioni che hanno a cuore il destino dei 'beni comuni'. "Ora più che mai dobbiamo costruire una vertenza nazionale per il ritiro del disegno di legge Lanzillotta. E’ una battaglia di civiltà e di democrazia. Nessuno potrà chiamarsene fuori".
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [Imprese] [Società civile]
Foto: stop privatizzazioni - da attac.it
Condanna a morte in Iran - foto Amnesty Int.
07.08.2006 Delara Darabi è stata condannata a morte per la seconda volta, dopo che la Corte suprema aveva ordinato di rivedere il caso. La ragazza è a rischio di esecuzione imminente per un omicidio commesso quando aveva 17 anni. Secondo quanto riportato, Delara Darabi uccise una donna nel corso di una rapina nel suo appartamento, insieme a un suo complice, Amir Hussein. La ragazza avrebbe inizialmente ammesso la propria colpevolezza per poi ritrattarla, affermando di essersi assunta la responsabilità dell’omicidio su richiesta di Hussein, affinché questi fosse scagionato. Hussein riuscì a convincere la ragazza che non sarebbe stata messa a morte in quanto minorenne. Dopo l’arresto e la sua “confessione”, Delara Darabi fu condannata a morte da una corte della città di Rasht. In seguito alla mobilitazione di Amnesty International e di altre associazioni internazionali, la Corte suprema ha ordinato un nuovo processo per la ragazza. Processo che, purtroppo, ha avuto esito negativo. Amnesty International chiede la fine dell’applicazione della pena capitale nei confronti dei minorenni e di sottoscrivere l'appello online sul sito.
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Fonte: Amnesty International (sezione italiana)
Temi/paesi correlati: [Diritti umani] [Legislazione]
Foto: Condanna a morte in Iran - foto Amnesty Int.

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