Notizie dalle Campagne
marzo 2006
30.03.2006
Una tappa significativa del procedere insieme è per noi la "Via Crucis Pordenone-Base Usaf di Aviano", quest’anno alla 10ª edizione (domenica 2 aprile). Il prendere a cuore la condizione degli impoveriti e degli uccisi dalla fame ci porta a guardare alla Base Usaf di Aviano come un’assurdità umana proprio per la concentrazione di armi che uccidono le persone e la vita. La memoria dei sopravvissuti ai bombardamenti, con particolare riferimento a Hiroshima e Nagasaki, diventa giudizio inappellabile di una base che custodisce con tragica sicurezza 50 bombe atomiche di cui si conosce il terrificante potere distruttivo. Eppure in Friuli-Venezia Giulia, nelle nostre diocesi e comunità parrocchiali si vive come se la Base Usaf di Aviano con le sue stesse testate atomiche non ci fosse. Camminiamo da Pordenone alla Base Usaf di Aviano per essere coinvolti dalla luce e dalla forza del Vangelo a vivere la giustizia, la legalità, la cooperazione, la sobrietà della vita e dei consumi come segni alternativi al neoliberismo, alla massimizzazione dei profitti, al consumismo, che riducono tutto e tutti a merce, a numeri e a cose.
ContinuaFonte: Beati i Costruttori di Pace Temi/paesi correlati: [Armi Nucleari] [Pace] Foto: Caccia in decollo ad Aviano
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27.03.2006
Oltre 1000 persone, tra cui 120 Europarlamentari dei quali 30 italiani, hanno messo la faccia contro le armi, a sostegno della Campagna "Control arms", durante la due giorni di mobilitazione al Parlamento europeo a Bruxelles. "Siamo molto soddisfatti - hanno dichiarato Massimo Paolicelli e Riccardo Troisi della Rete Italiana per il Disarmo - del lavoro svolto a Bruxelles dalla Rete Italiana per il Disarmo che ha contribuito al successo dell'azione europea promossa da Control arms anche raccogliendo l'adesione di una trentina di membri italiani al Parlamento Europeo di quasi tutti gli schieramenti". Queste 1000 foto, vanno ad aggiungersi ai 900.000 volti raccolti a livello internazionale, dei quali 30.000 solo in Italia. E' intanto partito il conto alla rovescia degli “ultimi 100 giorni” in vista della Conferenza dell’ONU sulle Armi leggere che si terrà a New York dal 26 Giugno al 7 Luglio 2006. Soprattuto la Settimana Mondiale d’Azione contro le Armi leggere (22-29 Maggio 2006) rappresenta l’opportunità ideale per consegnare tutte le fotografie raccolte ai rappresentanti di governo nazionali.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Nazioni Unite] [Armi] [Attivismo] |
21.03.2006
Prende il via domani a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, una due giorni di iniziative a sostegno della Campagna “Control arms”. L’iniziativa è stata voluta dal Parlamentare europeo Raul Romeva, relatore sul controllo delle esportazioni di armi e dall’eurodeputata Luisa Morgantini, Presidente della Commissione sviluppo, ambedue facenti parte dell’intergruppo di iniziative per la pace. L’evento ha l’obiettivo di rafforzare il sostegno, espresso dal Parlamento Europeo con la risoluzione del 17 novembre 2005, al Trattato internazionale sul commercio delle armi, che si discuterà a New York alla Conferenza delle Nazioni Unite dal 26 giugno al 7 luglio. Inoltre per chiedere agli Stati membri che ancora non lo hanno fatto di aggiungersi ai 45 paesi che hanno espresso il loro sostegno al Trattato che chiede regole comuni per il commercio delle armi. La delegazione italiana sarà composta da Massimo Paolicelli e Riccardo Troisi, in rappresentanza della Rete Italiana per il Disarmo.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Europa] [Nazioni Unite] [Armi] [Attivismo] |
17.03.2006
Il Comitato Organizzatore della giornata nazionale contro la guerra a Roma del 18 marzo invita alle iniziative organizzate che chiedono impegni chiari e netti: per il ritiro immediato dall’Iraq, per una pace giusta in Israele e Palestina, contro ogni guerra, contro l’imbarbarimento dei conflitti e delle relazioni internazionali, contro le stragi di civili, contro la costruzione dello scontro di civiltà, per una nuova politica estera di pace, di giustizia sociale, di dialogo, di disarmo. Per tutta la giornata di sabato saranno presenti esponenti dei movimenti statunitensi, britannici, russi, palestinesi e israeliani, kurdi –che ogni giorno in situazioni difficili fanno la loro parte per la pace e la giustizia, i diritti. "Contestiamo con forza la tentata messa fuori legge morale del movimento no-global e del movimento contro la guerra – confusi con azioni e prese di posizione di gruppi estranei alle dinamiche unitarie che in questi anni hanno organizzato la partecipazione responsabile di milioni di persone, contribuendo a diffondere una nuova coscienza civile nella maggioranza del popolo italiano.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Iraq] [Conflitti] [Attivismo] [Società civile] Foto: © CCOO de Catalunya
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14.03.2006
Martin Barrios, presidente della Commissione per i diritti umani e del lavoro della regione di Tehuacan, in Messico, coautore del dossier “Tehuacan, blue jeans, blue waters and worker rights” e difensore dei diritti di 163 lavoratori ingiustamente licenziati dalla fabbrica di un noto produttore di jeans della zona, che l’ha fatto arrestare alla fine di dicembre 2005 con un’accusa pretestuosa, è in libertà dal 12 gennaio in seguito a una intensa campagna di pressione internazionale, ma la sua vita, quella della sua famiglia e dei suoi collaboratori è in pericolo. La Commissione interamericana per i diritti umani, ente dell’Organizzazione degli stati americani (OSA), ha rivolto una richiesta formale al governo del Messico affinché garantisca protezione a Martin Barrios. Amnesty international ha inviato un appello al governatore dello Stato del Puebla.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Diritti dei popoli indigeni] [Attivismo] [Democrazia] [Lavoro] |
09.03.2006
Per voce del suo Direttore Generale in Italia Nicola Raffa, la The Coca-Cola Company profila l’integrale violazione dell’accordo firmato in Campidoglio il 7 novembre 2005 con il Sindaco Veltroni. Coca-Cola afferma infatti che non ci sarà nessuna commissione d’inchiesta in Colombia, ma solo una visita delle istituzioni, che tra l’altro non avverrà a Marzo, ma nelle modalità da concordare nelle prossime settimane con il Sindaco di Roma Veltroni, escludendo di fatto gli altri firmatari dell’accordo. Rispetto a tali affermazioni, la REBOC ritiene che esse costituiscano una gravis! sima presa in giro dei 20.000 cittadini italiani che hanno aderito attivamente alla campagna di boicottaggio, delle centinaia tra associazioni, sindacati e partiti che appoggiano la campagna e soprattutto di tutti i firmatari del suddetto accordo, cioè il Sindaco di Roma, l’Assessore alla Regione Lazio Luigi Nieri e i presidenti di Municipio Massimiliano Smeriglio e Sandro Medici.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Consumo] [Imprese] [Società civile] Foto: © India Resource Center
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06.03.2006
Da due anni la Campagna WNairobiW! opera per la difesa del diritto alla terra e alla casa dei baraccati degli slums di Nairobi. La campagna è un coordinamento di missionari, associazioni italiane e internazionali, network di comunità cristiane in Kenya, affiancato da AfrikaSì, associazione che opera in vari slums della capitale keniana. Una prima vittoria della Campagna WNairobiW! è stata, fin dal marzo 2004, la sospensione dello sfratto forzato di più di 300.000 persone a Nairobi. Ora la sfida continua sul tema della conversione del debito esterno del Kenya con l’Italia, per promuovere percorsi di sviluppo e migliorare le condizioni abitative dei cittadini più vulnerabili della capitale del Kenya. Ma la campagna ha intenzione di raggiungere il consenso su due principi chiave: che la proprietà della terra negli slum da riurbanizzare deve essere riconosciuta alle comunità che li abitano e che deve essere garantito il coinvolgimento della società civile keniana attraverso un chiaro, formale ed efficace meccanismo di partecipazione all’intero processo.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Kenya] [Italia] [Debito] [Società civile] Foto: slums a Nariobi
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02.03.2006
Il 7 febbraio 2006 è stato diffuso l'Interm Report scritto dalla corte arbitrale (panel) istituita ad hoc per gestire la disputa intentata da Stati Uniti, Canada ed Argentina contro la Comunità Europea, relativamente al suo sistema di approvazione di Ogm. L'Interim Report è in sostanza una pre-sentenza comunicata solo alle parti contraenti, che anticipa solitamente di un mese la pubblicazione della sentenza ufficiale. Il panel Wto ha astutamente evitato di giudicare salubrità ed eventuale equivalenza degli Ogm, limitandosi a valutare la normativa europea in rapporto all'accordo sanitario e fitosanitario. Questo accordo ignora il principio di precauzione, a cui si è ispirata sinora la comunità europea nel redigere i propri regolamenti sugli Ogm. Il panel ha semplicemente applicato le regole che tutti i paesi membri hanno a suo tempo sottoscritto e che tutti i ministri competenti dovrebbero conoscere. Per questo da anni, ripetiamo ostinatamente che "gli accordi scaturiti dall'Uruguay Round devono essere valutati per comprenderne gli effetti sulla vita quotidiana della gente, sulla salute e sull'ambiente". Questo dovrebbe essere l'obiettivo dell'attuale ciclo di negoziati, non un ulteriore rafforzamento dei vincoli. C'è qualcuno nei due schieramenti che si stanno attualmente confrontando sulla scena politica italiana che ne è consapevole?
Continuadi Roberto Meregalli Temi/paesi correlati: [Commercio] [Biodiversità] [Genetica] Foto: Ogm, sani? © Servicio de Información Mesoamericano sobre Agricultura Sostenible (SIMAS)
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