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mercoledì, 03 dicembre, 2008

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Notizie dalle Campagne

dicembre 2005

Africa
26.12.2005 Questo è un invito a vedere l’Africa dalla parte giusta. Dalla parte degli africani e delle africane che difendono la vita, i diritti, la dignità del loro continente. Dalla parte di coloro che resistono allo sfruttamento, alla rapina delle risorse naturali e umane, alle guerre e alle dittature, alle forme vecchie e nuove di colonialismo. Saranno loro a dare vita al Forum Sociale Mondiale policentrico che si terrà a Bamako, in Mali, dal 19 al 24 gennaio prossimi. Nello stesso periodo, altri due Forum si terranno a Caracas in Venezuela e a Karachi in Pakistan. Nel gennaio del 2007, poi, i movimenti sociali di tutto il mondo si ritroveranno in Kenia. Il percorso iniziato a Porto Alegre nel 2001 continua a mettere radici in tutti i continenti. L’alleanza globale per un mondo diverso diventa più grande. Diffonde speranza concreta di cambiamento.
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Fonte: Terre des Hommes Italia
Temi/paesi correlati: [Africa] [Diritti umani] [Società civile]
Foto: Africa
21.12.2005 Ancora nella Export Processing Zone di Dhaka, in Bangladesh, dove sono insediate molte aziende tessili che riforniscono molte imprese multinazionali europee e italiane, esplode un caso di violazione dei diritti e di intimidazione dei lavoratori che stanno cercando di farli rispettare. La campagna italiana "Abiti Puliti" ha incontrato i lavoratori licenziati della A-One, una delle numerose aziende tessili che produce abbigliamento per molte imprese estere e impiega oggi circa 2.200 lavoratori; tra le imprese committenti vi sono i gruppi Inditex (Spagna), C&A (Olanda), Tchibo (Germania) e i gruppi italiani Coin, con il marchio Oviesse e Tessival. Dopo aver segnalato le difficili condizioni di lavoro e i punti di miglioramento, la Direzione Aziendale, nonostante una prima apertura al confronto, ha cambiato radicalmente atteggiamento con la conseguente scelta di drastiche e durissime misure repressive e intimidatorie e ha poi cominciato illegalmente a licenziare i lavoratori e ha usato minacce di morte per forzare alle dimissioni l’intero Consiglio di Fabbrica. La Campagna Abiti Puliti, coordinandosi con la Clean Clothes Campaign europea, ha contattato le imprese italiane coinvolte inviando una lettera informativa sullo stato delle violazioni in corso che includeva richieste specifiche per sostenere la lotta dei lavoratori della A-One.
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Temi/paesi correlati: [Bangladesh] [Imprese] [Società civile] [Lavoro]
boicotta la fiaccola - da nococacola.info
19.12.2005 La Rete boicottaggio Coca-Cola (Reboc) ha indetto dall’8 Dicembre al 10 febbraio una mobilitazione nazionale contro Coca-Cola, sponsor della fiaccola olimpica e accusata allo stesso tempo di gravi violazioni dei diritti umani e sindacali in Colombia.Dopo lo sgombero da parte della Polizia del presidio di protesta avvenuto il giorno della partenza della fiaccola a Roma, la Reboc si è riorganizzata con forme sempre pacifiche ma meno convenzionali di manifestazione, riuscendo a portare il boicottaggio in tutta Italia e unendo spesso le forze con le mobilitazioni contro la TAV in Val di Susa. Dopo la contestazione massiccia in Toscana che ha coinvolto ben 7 tappe del viaggio della fiaccola, la protesta è approdata a Genova. “Nonostante le proteste siano una costante in questi giorni esse continuano ad essere quasi ignorate dai media ufficiali, che, nei rari casi in cui ne parlano, tendono a ridimensionare la contestazione – come a Genova dove i 150 manifestanti sono diventati 10 secondo La Repubblica - o a travisare il messaggio – come a Firenze dove lo striscione “Boicotta Coca-Cola” è diventato “Boicotta i Giochi” grazie all’agenzia stampa Ansa.
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Temi/paesi correlati: [Imprese] [Attivismo] [Corruzione e denuncia] [Società civile] [Lavoro]
Foto: boicotta la fiaccola - da nococacola.info
rapporto Monsanto su ogm - da Greenpeace
16.12.2005 Ernesto Fajardo, direttore generale della Monsanto per l'area settentrionale dell'America latina, in una recente intervista rilasciata a Poder - rivista di economia dello Zoom Media Group con sede a Miami e succursali in Messico, Colombia e Venezuela - ha dichiarato che se il Messico andrà avanti con l'intento di proibire la semina sperimentale di mais geneticamente modificato sul suo territorio, la multinazionale lascerà il paese. Greenpeace Messico la considera una conquista che deve far riflettere sull'importanza di agire tempestivamente e unitariamente nella lotta per la protezione delle tante varietà di mais autoctone. Ma ha anche allertato tutte le realtà protagoniste di questa battaglia ad aspettarsi il contrattacco delle multinazionali che, a livello globale, controllano il 90% della produzione e distribuzione di sementi ogm: Monsanto, Dow, Dupont, Sygenta, Bayer e Basf. Le conseguenti proteste avevano obbligato il governo a maggiori controlli anche sulle importazioni.
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Temi/paesi correlati: [Ambiente] [Contaminazioni] [Società civile]
Foto: rapporto Monsanto su ogm - da Greenpeace
da gwa2005.org
16.12.2005 Dopo il Kick off del 13 dicembre, la Conferenza di Hong Kong si sta avviando verso le sue giornate più "calde". Nella mattinata del secondo giorno ci sono stati i discorsi ufficiali dei membri più autorevoli del WTO e dalle loro parole non è emersa alcuna novità. Il nostro commissario Mandelson ha ribadito che il round non vive di sola agricoltura, "l'Europa è qui a Hong Kong per fare business con tutti gli altri [paesi], se sono pronti a farlo con noi", minacciando che "non ci sarà alcun successo, né ad Hong Kong né altrove, se continueremo a focalizzarci solo su una parte del round". La retorica degli aiuti continua a imperversare ma appare sempre più evidente la sua natura. Gli USA hanno chiarito che se si concederà accesso duty free ai prodotti dei paesi meno sviluppati, sarà fatto solo a partire dalla fase di applicazione dei risultati dell'intero round, dunque nessuno si illuda che si inizi prima del 2008 e soprattutto che si tratti di "doni", si tratta di merce di scambio negoziale. Idem per le cifre di aiuto che tutti promettono in questi giorni. Attenti dunque alle illusioni pre natalizie. Se proprio dobbiamo paragonare Mandelson, Portman e soci a babbo natale, allora possiamo dire che assomigliano a quei fantocci, che in questi giorni spuntano come funghi, arrampicati sulle case degli italiani: sono brutti e più che a babbo natale assomigliano a un ladro.- di Roberto Meregalli
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [Politica] [Società civile]
Foto: da gwa2005.org
Logo della Giornata del 10 dicembre
09.12.2005 Con un un documento comune un ampio cartello di sindacati e Ong italiane parteciperanno all'assemblea ministeriale della Wto che si terrà a Hong Kong dal 13 al 18 dicembre. Il "Manifesto per un commercio più equo, giusto e sostenibile" punta il dito verso le grandi aspettative di sviluppo e occupazione create dalla Wto alla sua creazione, e la "corsa verso il basso" del tempo presente. "Se le conseguenze più pesanti delle attuali politiche commerciali sono pagate da anni dai Paesi e dalle popolazioni più povere e vulnerabili del pianeta - si afferma nel testo - l’attuale regime commerciale, orientato esclusivamente a perseguire una sempre maggiore liberalizzazione del commercio, sembra portare molti più problemi che benefici anche per i Paesi sviluppati compreso il nostro. Il recente esempio della crisi del settore tessile è il più eclatante e l’ultimo in ordine di tempo". Anche in Italia il 10 dicembre la "Giornata internazionale dei diritti umani" quest'anno dedicata a un commercio più giusto - per iniziativa di Tradewatch.
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Temi/paesi correlati: [Commercio] [Attivismo] [Globalizzazione]
Foto: Logo della Giornata del 10 dicembre
 Coca-Cola Protesters
09.12.2005 Il presidio indetto a Piazza Venezia dalla REBOC, in solidarietà con i Comitati NO TAV e contro la Coca-Cola sponsor delle Olimpiadi e del massacro del sindacato colombiano, era stato autorizzato dal Comune di Roma e vietato dalla Questura. Non appena i manifestanti hanno montato il gazebo ed esposto gli striscioni, le forze dell’ordine sono intervenute in massa, su ordine di un nervosissimo responsabile di piazza, intimando di sciogliere il presidio e creando un clima esageratamente teso. Nonostante una trattativa durata più di un’ora, condotta da esponenti degli enti locali e deputati direttamente con la Questura, il presidio è stato sgomberato da Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri, che hanno identificato i presenti e vietato anche qualsiasi volantinaggio nelle aree adiacenti al percorso della fiaccola, con un atteggiamento in perfetta linea con quanto avvenuto negli ultimi giorni in Val di Susa.
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Foto: Coca-Cola Protesters © Amit Srivastava / India Resource Center

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