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giovedì, 28 agosto, 2008

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Tutti i temi: Sicurezza

giugno 2008

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La porta in costruzione
28.06.2008 Verrà inaugurata oggi "Porta di Lampedusa - Porta d'Europa", un monumento dedicato ai migranti che, affrontando interminabili avversità, giungono nell’isola siciliana alla ricerca di una nuova e più dignitosa esistenza. L'opera, promossa da diverse Ong e realizzata da Mimmo Paladino, intende anche "fare memoria di quest'ultimo ventennio in cui abbiamo visto migliaia di migranti morire in mare in modo disumano nel tentativo di raggiungere l'Europa". "Il fenomeno dell'immigrazione va al di là dell'allarmismo dei media: il Mediterraneo è la nostra nuova frontiera umanitaria" - ha detto Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati. "Chi rischia la vita attraversando il Canale di Sicilia su imbarcazioni precarie non ha altra scelta: si tratta di persone che fuggono da guerre e persecuzioni e che spesso trovano la morte".
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Temi/paesi correlati: [Migrazioni] [Società civile] [Diritti umani]
Foto: La porta in costruzione
Sessione di formazione su una bomba nucleare B-61 a Ghedi Torre (BS) - foto: USAF-Fas
25.06.2008 "La maggior parte delle basi militari europee in cui vengono custodite le armi nucleari statunitensi sul continente - fra cui i siti italiani di Aviano e Ghedi Torre - non rispettano i necessari standard di sicurezza". Lo afferma un rapporto dell'USAF (Aeronautica militare statunitense) sotto la cui responsabilità si trovano gli ordigni. "Il rapporto - reso pubblico nei giorni dalla Federazione degli Scienziati Atomici (FAS) degli Stati Uniti - smaschera ancora una volta il 'segreto di Pulcinella' della presenza delle bombe nucleari Usa sul territorio di Stati europei non-nucleari" - afferma Lisa Clark di 'Beati i costruttori di pace'. Sarebbero infatti tra 200 e 350 gli ordigni nucleari Usa in Europa. Intanto alla Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati giace non calendarizzata la proposta di legge d'iniziativa popolare per far dichiarare l'Italia "paese libero da armi nucleari".
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Temi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Attivismo] [Armi Nucleari]
Foto: Sessione di formazione su una bomba nucleare B-61 a Ghedi Torre (BS) - foto: USAF-Fas
Amnesty: manifestazione contro le rendition
25.06.2008 Amnesty International ha denunciato ieri che "non una singola misura è stata adottata dai governi europei per scongiurare un ulteriore coinvolgimento nelle rendition e nelle detenzioni segrete". L'organizzazione ha chiesto che siano avviate inchieste indipendenti per accertare la dimensione del ruolo avuto dai paesi europei nei programmi statunitensi di rendition e detenzioni segrete alla luce del continuo rifiuto da parte dei governi di riconoscere e indagare le violazioni dei diritti umani commesse da propri cittadini o sul proprio territorio. Amnesty descrive sei casi riguardanti 13 persone relativi a Federazione di Bosnia e Erzegovina, Germania, Macedonia, Regno Unito, Svezia e Italia per la sparizione forzata di Abu Omar nel febbraio 2003 e ha predisposto un appello da inviare alle autorità italiane.
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Temi/paesi correlati: [Governo] [Democrazia] [Attivismo] [Diritti umani]
Foto: Amnesty: manifestazione contro le rendition
Foto: AI
23.06.2008 In un rapporto diffuso oggi, Amnesty International accusa il governo tunisino di trarre in inganno il mondo presentando un'immagine positiva della situazione dei diritti umani nel paese, mentre le sue forze di sicurezza continuano a commettere violazioni con regolarità e impunità nell'ambito delle politiche di sicurezza e antiterrorismo. "Nel tentativo di prevenire la formazione di quelle che chiamano 'cellule terroriste' all'interno del paese, le autorità si rendono responsabili di arresti e detenzioni di natura arbitraria, in violazione della stessa legge tunisina, di sparizioni forzate di detenuti, torture e altri maltrattamenti e, infine, di condanne emesse al termine di procedimenti iniqui, in cui imputati civili vengono processati da corti marziali che utilizzano elementi di prova scarsamente circostanziati" - afferma il rapporto.
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Temi/paesi correlati: [Governo] [Attivismo] [Diritti umani]
Foto: Foto: AI
Migranti senza documenti - foto: OW
19.06.2008 "Profonda amarezza", preoccupazione e critiche per l’approvazione ieri al Parlamento Europeo della "direttiva sui rimpatri". La esprimono numerose organizzazioni internazionali, associazioni e ong. L'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Louise Arbour, ha chiesto ai paesi europei di non applicare le nuove norme, mentre Amnesty afferma che il testo approvato rischia di abbassare gli standard dei diritti negli Stati membri e Save the Children contesta la possibilità di detenzione anche per i minorenni. La direttiva, approvata con 369 voti, contrari 197 e 106 astensioni, anche se priva di un immediato effetto vincolante, "costutuisce uno stimolo per molti paesi, come l’Italia, per l'ulteriore inasprimento delle normative e delle prassi in materia di respingimento, espulsione e detenzione amministrativa" - commenta MeltingPot.
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Temi/paesi correlati: [Migrazioni] [Legislazione] [Attivismo] [Diritti umani]
Foto: Migranti senza documenti - foto: OW
da Legambiente
17.06.2008 Legambiente ha presentato nell'ambito di 'No Ecomafia Tour', il rapporto 'Ecomafia 2008' sull'illegalità ambientale in Italia. "Nel 2007 tutti i numeri dell'illegalità ambientale in Italia sono cresciuti in maniera preoccupante" - afferma il Rapporto. Crescono in particolare gli illeciti accertati nei cicli dei rifiuti, del cemento e gli incendi boschivi dolosi: "Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta quasi 2000 metri, mentre 'Cosa nostra' entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti". Il giro d'affari dell'ecomafia stimato per il 2007 si attesta sui 18,4 miliardi di euro e rappresenta quasi un quinto del business totale annuo delle mafie. E oggi l'ecomafia ha assunto una dimensione mondiale: dall'Italia escono rifiuti verso Hong Kong, Tunisia, Pakistan, Senegal, Cina mentre entrano rifiuti da Croazia, Serbia e Albania.
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Temi/paesi correlati: [Giustizia e criminalità] [Inquinamento] [Attivismo ambientale] [Affari]
Foto: da Legambiente
Sgombero di un gruppo Rom - da spazioindifeso.it
16.06.2008 "Ci preoccupa il 'virus' che gradualmente sta infettando non solo parte della nostra società, ma, purtroppo, anche porzioni delle nostre stesse comunità missionarie! Un 'virus' che spinge a considerare immigrati, Rom, i 'senza documenti', come gente che ruba, violenta, diventa 'il nemico' che minaccia la nostra sicurezza". Lo afferma la 'Commissione Giustizia e Pace' della Conferenza Istituti Missionari (CIMI) in una lettera "sul corrente clima sociale, politico e culturale in relazione ai migranti" inviata alle "comunità missionarie in Italia". I missionari si dicono "sconcertati" nel constatare come "episodi di intolleranza, giustizia sommaria, discriminazione ed esclusione abbiano potuto trovare terreno fertile anche in varie comunità cristiane".
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Temi/paesi correlati: [Migrazioni] [Società civile] [Religione] [Diritti umani]
Foto: Sgombero di un gruppo Rom - da spazioindifeso.it
Rapporto Sipri 2008
11.06.2008 Nel 2007, l’Italia con 33,1 miliardi di dollari mantiene l'ottavo posto nel mondo per spese militari, ma con una spesa pro-capite di 568 dollari supera per il quarto anno consecutivo la Germania (447 dollari pro-capite) e mantiene in questa graduatoria il settimo posto. Lo rivela una dettagliata ed esclusiva analisi di Unimondo del Rapporto Sipri 2008. Anche per quando riguarda l'esportazione di armamenti convenzionali, nel 2007 l'Italia mantiene il settimo posto e nel 2006 Finmeccanica con vendite di armamenti per quasi 9 miliardi di dollari si conferma una delle dieci principali aziende mondiali di armi, la prima in Europa per profitti nel settore militare (1,3 miliardi di dollari). Un commercio favorito dal fatto che l’azienda italiana riceve commesse, come quella recente dal Pakistan per missili di contraerea di oltre 470 milioni di euro, grazie al sostegno del Governo italiano che ne è il principale azionista.
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Temi/paesi correlati: [Geopolitica] [Attivismo] [Armi]
Foto: Rapporto Sipri 2008
Manifestazione di Amnesty per la chiusura di Guantanamo - Foto ©AI
10.06.2008 Alla vigilia del Summit con gli Usa di oggi in Slovenia, Amnesty International ha chiesto all'Unione europea (Ue) di prendere una chiara posizione sulle violazioni dei diritti umani commesse in nome della "guerra al terrore". "Anziché restare a guardare passivamente, l'Ue dovrebbe essere coinvolta insieme agli Usa nella ricerca di una soluzione che ponga fine a Guantánamo e alla sconfitta dello stato di diritto che quel centro di detenzione rappresenta. Dopo aver finalmente chiesto, nel giugno 2006, la chiusura di Guantánamo, l'Ue non ha offerto soluzioni costruttive per contribuire a porre fine a quel sistema di detenzioni illegali" - fa notare Amnesty.
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Temi/paesi correlati: [Democrazia] [Attivismo] [Terrorismo] [Diritti umani]
Foto: Manifestazione di Amnesty per la chiusura di Guantanamo - Foto ©AI
09.06.2008 E' iniziato ieri presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles "Contromafie Europee" una tre giorni di dibattiti della rete 'Freedom, legality and rights in Europe' (Flare): promosso da 'Libera' e dalla Ong di Torino 'Terra del Fuoco', il network raduna circa 50 associazioni e ong europee per la cooperazione nella lotta contro le mafie e le criminalità organizzate transnazionali. "La politica deve essere aiutata e stimolata e se viene meno al suo mandato denunciata dall'azione dei cittadini" - ha detto don Luigi Ciotti, all'apertura dei lavori. E Sandro Donati ha denunciato la "grave sottostima della quantità di cocaina in circolazione": "un'informazione per dare un'immagine di successo del piano d'azione antidroga in atto in Colombia finanziato dagli Usa e anche dall'UE".
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Temi/paesi correlati: [Narcotici] [Giustizia e criminalità] [Attivismo] [Diritti civili]
Un'immagine del Vertice Fao - foto: ©FAO
07.06.2008 E' finalmente possibile leggere la tanto attesa dichiarazione finale adottata dal Vertice della Fao al termine dei lavori svolti dai rappresentati di 181 paesi, riunitisi per tre giorni nella sede Fao a Roma. L'intento: trovare una soluzione agli 862 milioni di persone sotto-nutrite nel mondo. A giudicare da come sono andati i negoziati, trovare dei punti comuni tra tutti i partecipanti non deve essere stata cosa semplice; a dimostrarlo oltre alle differenti posizioni manifestate da alcuni leader mondiali durante il summit, anche il ritardo di quasi tre ore con il quale è stato annunciato ufficialmente il raggiungimento dell'accordo. Un documento approvato per acclamazione e non per chiamata nominale. Sarebbe stato forse troppo rischioso in un clima già molto teso, incassare qualche dissenso.
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Temi/paesi correlati: [Alimentazione] [Globalizzazione] [Attivismo] [Cambiamento climatico] [Finanza] [Commercio]
Foto: Un'immagine del Vertice Fao - foto: ©FAO
Copertina del Rapporto
07.06.2008 Domenica 8 giugno il “Codice di Condotta dell’Unione Europea sull’esportazione di armi” compirà dieci anni di vita, e già mostra pienamente i segni dell’età. Se al momento della sua nascita questo strumento, che è stato in assoluto il primo accordo regionale sull’export militare, costituì una forte innovazione, oggi il Codice di Condotta fatica a rapportarsi alla natura globalizzata del commercio di armi del 21° secolo. Ne danno dimostrazione le analisi raccolte in un documento elaborato da 8 organismi della società civile di 7 paesi europei, tra i quali trova posto per l’Italia la Rete Italiana per il Disarmo. Il report ha come titolo “Good conduct? Ten years of the EU Code of Conduct on Arms Exports”.
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Temi/paesi correlati: [Codici di condotta] [Attivismo] [Armi] [Pace] [Diritti umani]
Foto: Copertina del Rapporto
06.06.2008 "Colpiscono nella Dichiarazione finale del Vertice Fao la vaghezza degli impegni e il reiterato, martellante uso del condizionale in più parti del documento. Le promesse di stanziamenti di denaro non riescono a nascondere quella che sembra una scarsa coesione di volontà politica". Lo afferma l'agenzia Misna esaminando i primi lanci stampa della dichiarazione del Vertice conclusosi ieri. Chiaro e documentato, invece, il documento finale del Forum 'Terra Preta' firmato da 270 organizzazioni contadine, movimenti sociali e organizzazioni non governative: “I vertici economici e politici si stanno arricchendo con la crisi alimentare, le speculazioni finanziarie sono una tra le cause dirette dell’incremento dei prezzi delle derrate alimentari e di conseguenza alimentano esponenzialmente la crisi alimentare”.
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Temi/paesi correlati: [Cooperazione internazionale] [Alimentazione] [Sviluppo] [Globalizzazione] [Attivismo] [Commercio] [Economia]
Una manifestazione di Via Campesina per la sovranità alimentare
05.06.2008 "Questa crisi alimentare non è una casualità ma il risultato delle erronee politiche commerciali liberiste applicate negli ultimi 30 anni: la soluzione deve necessariamente passare attraverso una seria riforma di tali politiche dando a ogni paese del Sud la possibilità di proteggere la sua economia e la sua agricoltura". E' il messaggio che Ndiogou Fall, presidente della Rete delle organizzazioni contadine dell'Africa occidentale (Roppa) al ‘Forum Africa’ ieri al Vertice della Fao e al 'controvertice' della società civile 'Terra Preta'. Gli ha fatto eco Alberto Gómez, esponente di ‘Via Campesina’, la più grande rete di movimenti contadini del mondo, affermando "Quello che è a rischio è la sovranità alimentare: l’agricoltura oggi risponde a logiche globali di mercato errate e lo dimostra ad esempio il fatto che in Messico siamo costretti a importare l’85% del riso e il 75% del grano".
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Temi/paesi correlati: [Agricoltura] [Alimentazione] [Globalizzazione] [Attivismo] [Ambiente] [Imprese] [Commercio]
Foto: Una manifestazione di Via Campesina per la sovranità alimentare

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