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Palazzo Chigi
18.06.2008 La Campagna di pressione alle 'banche armate' segnala che dalla Relazione governativa 2008 sull'export di armi italiane è scomparso "l’elenco con il valore monetario e la controparte estera delle singole operazioni autorizzate alle banche": un elenco fondamentale per la campagna. "Vogliamo credere che non si tratti di una voluta e cosciente modifica - seppur grave e ingiustificata - ma solo della mancata trasmissione di una componente fondamentale della relazione" - affermano in una lettera inviata ieri alla Presidenza del Consiglio i direttori delle tre riviste promotrici della Campagna che chiedono che "venga subito pubblicato e consegnato al Parlamento l'allegato in questione". Emerge intanto qualche particolare "non chiaro" nella fase di passaggio tra i due governi.
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Temi/paesi correlati: [Governo] [Attivismo] [Finanza]
Foto: Palazzo Chigi
Rapporto Sipri 2008
11.06.2008 Nel 2007, l’Italia con 33,1 miliardi di dollari mantiene l'ottavo posto nel mondo per spese militari, ma con una spesa pro-capite di 568 dollari supera per il quarto anno consecutivo la Germania (447 dollari pro-capite) e mantiene in questa graduatoria il settimo posto. Lo rivela una dettagliata ed esclusiva analisi di Unimondo del Rapporto Sipri 2008. Anche per quando riguarda l'esportazione di armamenti convenzionali, nel 2007 l'Italia mantiene il settimo posto e nel 2006 Finmeccanica con vendite di armamenti per quasi 9 miliardi di dollari si conferma una delle dieci principali aziende mondiali di armi, la prima in Europa per profitti nel settore militare (1,3 miliardi di dollari). Un commercio favorito dal fatto che l’azienda italiana riceve commesse, come quella recente dal Pakistan per missili di contraerea di oltre 470 milioni di euro, grazie al sostegno del Governo italiano che ne è il principale azionista.
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Temi/paesi correlati: [Geopolitica] [Attivismo] [Sicurezza]
Foto: Rapporto Sipri 2008
Copertina del Rapporto
07.06.2008 Domenica 8 giugno il “Codice di Condotta dell’Unione Europea sull’esportazione di armi” compirà dieci anni di vita, e già mostra pienamente i segni dell’età. Se al momento della sua nascita questo strumento, che è stato in assoluto il primo accordo regionale sull’export militare, costituì una forte innovazione, oggi il Codice di Condotta fatica a rapportarsi alla natura globalizzata del commercio di armi del 21° secolo. Ne danno dimostrazione le analisi raccolte in un documento elaborato da 8 organismi della società civile di 7 paesi europei, tra i quali trova posto per l’Italia la Rete Italiana per il Disarmo. Il report ha come titolo “Good conduct? Ten years of the EU Code of Conduct on Arms Exports”.
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Temi/paesi correlati: [Codici di condotta] [Attivismo] [Sicurezza] [Pace] [Diritti umani]
Foto: Copertina del Rapporto
Manifesto della 'Global week of action against gun violence'
03.06.2008 Dal 2 all'8 giugno centinaia di appuntamenti in 70 paesi del mondo e anche in Italia per la "Settimana globale di azione contro la violenza delle armi" promossa da Iansa e dalle associazioni della campagna 'Control arms'. "La violenza delle armi leggere uccide ogni anno 350mila persone, mentre sono più di un milione quelle seriamente ferite. Nonostante ciò il commercio globale che alimenta la violenza armata non è ancora soggetto ad alcuna regolamentazione internazionale" - affermano i promotori. La Rete Italiana per il Disarmo si unirà alla società civile di tutto il mondo per invitare i leader politici italiani a lavorare in sede Onu per giungere ad un forte ed efficace 'Trattato internazionale sui trasferimenti di armi' (ATT). E per chiedere al nuovo Governo di continuare il percorso di confronto su questi temi costruito negli ultimi anni Rete Disarmo invierà nei prossimi giorni una lettera ufficiale al Presidente del Consiglio.
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Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Attivismo] [Diritti umani]
Foto: Manifesto della 'Global week of action against gun violence'

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