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sabato, 30 agosto, 2008

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Tutti i temi: Armi

giugno 2006

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» The OneWorld Climate Change Guide
The aim of this Guide is to provide an introduction to the subject of Climate Change with particular emphasis on the problems faced by developing countries

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2005
2006
2007
28.06.2006 The South Eastern and Eastern Europe Clearinghouse for the Control of Small Arms and Light Weapons (SEESAC) will organize Consultation Conference on Education and Small Arms tomorrow, Thursday, June 29, at the Metropol Hotel in Belgrade, from 09:00 – 16:00 hours.
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Temi/paesi correlati: [Serbia e Montenegro] [Sicurezza] [Nazioni Unite]
Presidentti George W. Bush ja Latinalainen Amerikka
28.06.2006 Huolimatta USA:n varaulkoministerin kommenteista Venezuelan interventionismia vastaan, USA on itse päättänyt jatkaa sekaantumistaan Latinalaisen Amerikan politiikkaan tukemalla Yhdysvaltain armeijan koulutuskeskusta alueella. Pahamaineinen School of Americas on vuosien varrella kouluttanut alueelle diktaattoreita ja tukenut verisiä hyökkäyksiä kapinallisia vastaan.
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Fonte: UnMundo América Latina
Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Anguilla] [Governo]
Foto: Presidentti George W. Bush ja Latinalainen Amerikka © Radio Netherlands Wereldomroep
Un momento della campagna Contro Arms
26.06.2006 Un nuovo rapporto della campagna Control Arms, diffuso oggi in occasione dell’inizio della "Conferenza mondiale dell’Onu sulle armi leggere e di piccolo calibro", denuncia che il fucile d’assalto Kalashnikov rimarrà l’arma più usata nelle zone di conflitto almeno per i prossimi vent’anni. Nei suoi 60 anni di storia, mai come oggi il Kalashnikov viene prodotto da così tanti paesi e causa così tante vittime, migliaia e migliaia ogni anno. Ciò dipende dalla scarsità di controlli internazionali sulla sua produzione, sulla vendita e sull’utilizzo. Il rapporto della campagna Control Arms stima che circolino oggi nel mondo fino a 100 milioni di Ak47 o sue varianti, realizzate sulla base del modello originale. Si trovano negli arsenali di almeno 82 paesi e sono prodotti in almeno 14 paesi, cui presto si aggiungerà il Venezuela, che - primo nel continente americano - ha recentemente firmato un accordo per l’assemblaggio locale di quest’arma. I promotori della campagna Control Arms consegneranno oggi al segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, la più grande petizione visuale del mondo, la ‘Petizione di un milione volti’ che chiede controlli più rigorosi sulle armi e contiene le foto di un milione di persone (di cui 40.000 raccolte in Italia) di 160 paesi diversi.
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Fonte: Amnesty International (sezione italiana)
Temi/paesi correlati: [Attivismo] [Legislazione]
Foto: Un momento della campagna Contro Arms © Amnesty International USA
Control Arms gets football fever
26.06.2006 As football fans enjoy the world cup, the Control Arms campaign is getting ready to kick off a whole series of events at the crucial UN Conference on Small Arms, which starts today. Visit The Stadium and score one for the campaign.
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Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Politica]
Foto: Control Arms gets football fever © Intermón Oxfam
23.06.2006 International organisations expect India to play a lead role in the global control of small arms because the country has been a major victim of the illegal trade in foreign-made sophisticated arms. They want that India should be able to push for a consensus at a UN conference on small arms that begins on June 26.
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Fonte: OneWorld South Asia
Temi/paesi correlati: [India] [Sviluppo] [Conflitti] [Sicurezza] [Nazioni Unite]
22.06.2006 The chairman of an upcoming United Nations-organized conference looking into ways of curbing the illegal trade in small arms said that stepped-up action is needed to tackle the global scourge and follow-up on a Programme of Action endorsed by all Member States in 2001.
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Fonte: United Nations
Temi/paesi correlati: [Cooperazione internazionale] [Diritti umani] [Nazioni Unite]
21.06.2006 Fabio Salviato, Presidente di Banca Etica è intervenuto durante l'assemblea dei soci della Banca del 27 maggio u.s. sul rapporto tra banche ed export d'armi spiegando la strategia adottata da Banca Etica in presenza di comportamenti non coerenti con i principi e le finalità della Finanza Etica adottati da Banche socie di Banca Etica. Una strategia in quattro tappe, attraverso un confronto sulla necessità di coerenza; il coinvolgimento di associazioni che, pur socie di Banca Etica si servono di altre banche che figurano nella lista delle banche che appoggiano il commercio delle armi per azioni di pressione verso la banca “armata”; sostegno e coinvolgimento dei soggetti interni alla banca “armata” (lavoratori, soci, amministratori, sindacati ecc.) e definizione di un lasso di tempo entro il quale la banca abbandoni definitivamente il settore, in caso contrario valutazione di ulteriori azioni di pressione e/o delle modalità di espulsione della stessa.
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Fonte: Banca Etica
Temi/paesi correlati: [Finanza] [Società civile]
www.lainsignia.org
20.06.2006 In early June U.S. Deputy Secretary of State Robert Zoellick had the nerve to speak publicly against “interventionism” in Latin America at a meeting of the Organization of American States in the Dominican Republic. Ironically, a few days later the U.S. Congress voted to continue supporting military intervention in Latin America...
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Temi/paesi correlati: [America Latina e Caraibi] [Diritti umani] [Guerra e Pace]
Foto: www.lainsignia.org
Sequenza di lancio del missile Aster della MBDA
16.06.2006 Un export bellico italiano che rimane su livelli molto alti. Le spese militari che nel mondo crescono senza sosta, soprattutto in quei paesi dove le scelte belliche sono più presenti. La difficoltà del controllo internazionale sul commercio di armi. “Tutti elementi che ci preoccupano e che ci spingono a lavorare maggiormente sui temi del disarmo, anche chiedendo maggiore attenzione e azioni più concrete al Governo Italiano” - afferma Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo. “I dati che in questi giorni sono all’attenzione di tutti (sia i dati SIPRI sulle spese militari mondiali che i dati sull’export bellico italiano) dimostrano come il giro di affari e di soldi spesi per mantenere le strutture militari e di armamento rimangano sempre una fetta rilevante e problematica”. Il nostro paese si colloca al settimo posto, mantenendo la propria posizione abituale. “Non dobbiamo però tralasciare di analizzare anche la spesa militare pro-capite: non basta prendere in considerazioni i valori complessivi – aggiunge Vignarca – e secondo questo parametro il nostro paese supera ad esempio abbondantemente la Germania con 468 dollari a testa di spesa militare contro 401 dollari dei tedeschi”.
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Temi/paesi correlati: [Guerra e Pace] [Attivismo]
Foto: Sequenza di lancio del missile Aster della MBDA
Il Rapporto Sipri 2006
13.06.2006 Cresce negli Usa e in Medio Oriente, diminuisce nell'Ue, e l'Italia si attesta al settimo posto: è la spesa militare mondiale cosi come analizzata dal Rapporto Sipri 2006, l'Istituto di ricerca sulla pace di Stoccolma che quest'anno celebra i suoi 40 anni di attività. Lo scorso anno nel mondo la spesa militare ha sfiorato infatti i 1120 miliardi di dollari: una cifra che supera il precedente record del 1988, quando aveva raggiunto il picco di 1100 miliardi di dollari e scavalca di ben 83 miliardi la spesa del 2004. A segnare l'incremento sono soprattutto gli Stati Uniti che con con più di 507 miliardi di dollari ricoprono da soli poco meno della metà (il 48%) delle spese militari mondiali. Seguono Regno Unito, Francia, Giappone e Cina che ricoprono ciascuno il 4-5% delle spese militari. Quindi la Germania (30,4 miliardi euro) e l'Italia che, sebbene diminuisca dai poco meno di 27,5 miliardi di euro del 2004 ai poco più di 25,1 miliardi di dollari del 2005, mantiene il settimo posto per spese militari. Ma con una spesa di 468 dollari per abitante, l'Italia supera di gran lunga la Germania (401 dollari) nella spesa militare pro-capite e con 827 milioni di dollari l'Italia si piazza al sesto posto tra gli esportatori mondiali di armi.
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Fonte: Unimondo
Temi/paesi correlati: [Sicurezza] [Attivismo]
Foto: Il Rapporto Sipri 2006
Activist protests U.S. detainee policies.
13.06.2006 NEW YORK, June 12 (OneWorld) - Furious at the Bush administration's callous response to the deaths of three Guantanamo Bay prisoners, rights advocacy groups in the West are calling for immediate and independent investigations into the incident.
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Fonte: OneWorld US
Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Diritti umani] [Codici di condotta] [Governo] [Sicurezza] [Terrorismo]
Foto: Activist protests U.S. detainee policies. © CODEPINK: Women for Peace
La cinese Type 54 è una copia della russa Tokarev TT-33
12.06.2006 Secondo un rapporto diffuso oggi da Amnesty International, dietro una cortina di segretezza la Cina sta rapidamente emergendo come uno dei più grandi e irresponsabili esportatori di armi. Le armi cinesi stanno contribuendo ad alimentare conflitti brutali, criminalità e gravi violazioni dei diritti umani in paesi quali Sudan, Nepal, Myanmar e Sudafrica. Il rapporto rivela il possibile coinvolgimento di aziende occidentali nella produzione di alcuni tipi d’armamento. L’export cinese di armi si aggira almeno intorno a un miliardo di dollari l’anno, ma la Cina è l’unico paese, tra i grandi esportatori di armi, a non aver sottoscritto neanche uno degli accordi multilaterali che vietano il trasferimento di armi che potrebbero essere usate per commettere gravi violazioni dei diritti umani.
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Fonte: Amnesty International (sezione italiana)
Temi/paesi correlati: [Cina] [Diritti umani] [Attivismo]
Foto: La cinese Type 54 è una copia della russa Tokarev TT-33
Stop the wall
12.06.2006 Peace in the Middle East requires bridges not walls, says War on Want. It’s campaign on the Occupied Palestinian Territories focuses on the devastating effects of the illegal Separation Wall built by Israel. Take action.
* Stop the wall campaign
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Fonte: War on Want
Temi/paesi correlati: [Israele] [Palestina] [Diritti umani] [Giustizia e criminalità]
Foto: Stop the wall
10.06.2006 Con circa 445 milioni di euro, le banche estere hanno ricoperto quasi il 40% di tutte le operazioni autorizzate all’esportazione di armi del 2005. Se l’emergere di istituti bancari esteri in questo settore non è solo l’effetto della “tendenza al disarmo” da parte dei gruppi bancari italiani è innegabile che il recente fenomeno – peraltro non segnalato quest’anno nella Relazione della Presidenza del Consiglio – pone nuove e rilevanti sfide alla Campagna di pressione alle “banche armate”. Occorre, infatti, muovere l’attenzione degli aderenti anche verso gli istituti bancari esteri attivi in Italia, ed estendere il raggio d’azione all’ambito dell’Unione Europea. Un’attività quest’ultima che è già in atto: lo scorso maggio un importante seminario promosso dall’European Network Against Arms Trade (ENAAT), si è svolto a Ghent in Belgio proprio sui temi del finanziamento e del commercio di armamenti. Per quanto riguarda l’ambito italiano va segnalato l’inizio di un tavolo di confronto tra la Campagna e il Gruppo di Lavoro Responsabilità sociale d'impresa dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana). di Giorgio Beretta
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Fonte: Unimondo
Temi/paesi correlati: [Finanza] [Attivismo]
www.lainsignia.org
09.06.2006 Argentina, Bolivia, Uruguay y Venezuela dejarán de a enviar a sus militares a entrenarse en la Escuela de las Américas, la academia de guerra de EEUU donde en sus 60 años de vida se graduaron unos 62,000 oficiales, entre ellos los más sanguinarios dictadores americanos.
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Fonte: Noticias Aliadas / Latinamerica Press
Temi/paesi correlati: [America Latina e Caraibi] [Guerra e Pace]
Foto: www.lainsignia.org
08.06.2006 SAN FRANCISCO, June 8 (OneWorld) - U.S. military and economic might in South Korea are being called into question this week as villagers launched a hunger strike to protest a U.S. military base expansion that would force them from their lands and farmers' unions demonstrated in Seoul against a proposed free trade agreement.
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Fonte: OneWorld US
Temi/paesi correlati: [Corea del Sud] [Stati Uniti] [Agricoltura] [Cooperazione internazionale] [Terra] [Commercio] [Diritti umani] [Globalizzazione]
03.06.2006 LOS ANGELES, June 2 (OneWorld) - The number of allegations of U.S. troops deliberately killing Iraqi civilians continues to pile up.
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Fonte: OneWorld US
Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Iraq] [Diritti umani] [Giustizia e criminalità] [Conflitti]
02.06.2006 UNITED NATIONS, June 2 (OneWorld) - Though appreciative of what Hans Blix has recommended in a new report on the threats of weapons of mass destruction, some key disarmament advocacy groups say they are disappointed with the former UN chief weapons inspector's suggestion that the risk of nuclear proliferation could be minimized by controlling uranium and plutonium production.
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Fonte: OneWorld US
Temi/paesi correlati: [Stati Uniti] [Nucleare] [Geopolitica] [Armi Nucleari] [Sicurezza]
01.06.2006 La visita de Chávez sirvió para fortalecer las relaciones entre Ecuador y Venezuela que han tenido algunos impasses, por la acción de algunos funcionarios del gobierno de Palacio que han tratado de dañar las relaciones entre los países haciéndose eco de la campaña anti-Chávez del gobierno de Estados Unidos.
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Fonte: Agencia Latinoamericana de Información
Temi/paesi correlati: [Ecuador] [Venezuela] [Cooperazione internazionale]
Parata militare del 2 giugno
01.06.2006 Tutti in divisa per la parata militare del 2 giugno. Volontari e obiettori, pacifisti e operatori della Protezione civile siamo tutti reclutati. A qualcuno piacerebbe che salutassimo le Autorità del palco d’Onore sull’attenti, battendo i tacchi e levando ritto lo sguardo. Di fatto, in divisa ci siamo già. Settimi al mondo per spese militari gli italiani spendono, senza saperlo, più dei tedeschi per la Difesa: 484 dollari pro-capite a fronte dei 411 della Germania riporta l’accurata tabella del Sipri, l’Istituto di ricerca sulla pace di Stoccolma. Eppure a sentire i dibattiti televisivi sembra che tutti i nostri politici concordino su un fatto: per spese militari l’Italia sarebbe il fanalino di coda dei Paesi industrializzati. Qualcuno, in proposito, ha anche dileggiato il Governo Berlusconi: partito sei anni fa lancia in resta annunciando maggiori spese per la sicurezza e la difesa, ha concluso miseramente portando il Bilancio della Difesa al di sotto della soglia di guardia dell’1 percento del Pil. “Una manovra che piacerà ai pacifisti” – commentavano sornioni nei corridoi i suoi avversari. di Giorgio Beretta
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Fonte: Unimondo
Temi/paesi correlati: [Guerra e Pace] [Attivismo]
Foto: Parata militare del 2 giugno
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