Tutti i temi: Geopolitica
maggio 2008
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22.05.2008
"L’Italia non ripudia la guerra": è il titolo di un editoriale di Peacereporter a commento delle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, sui prospettati cambiamenti dei "caveat" della missione militare italiana in Afghanistan. "Il governo Berlusconi scopre le carte sulla guerra in Afghanistan" - commenta il quotidiano online. "Da agosto in poi i duecento incursori italiani della Task Force 45 e i nostri elicotteri da guerra della Task Force Fenice potranno venire liberamente e stabilmente impiegati nella guerra contro i talebani nel sud dell’Afghanistan. E le mille truppe italiane da combattimento dei due Battle Group attivi dalla prossima estate nel settore ovest potranno operare con le regole d’ingaggio Nato e quindi non dovranno più limitarsi a entrare in azione solo in caso di attacco talebano ma potranno effettuare anche operazioni offensive preventive come fanno oggi le truppe Usa, britanniche e canadesi nel settore meridionale. Con buona pace dell’articolo 11 della Costituzione secondo cui 'l’Italia ripudia la guerra'".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Governo] [Attivismo] [Terrorismo] [Conflitti] Foto: Militari italiani in Afghanistan - da Peacereporter
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21.05.2008
Sembra si stia affermando una nuova morale: la garanzia dei diritti e della sicurezza degli inclusi passa attraverso l'espulsione degli esclusi. L’ordine respinge il disordine in qualche "luogo esterno". Da qui le odierne politiche sicuritarie. Esistono anche politiche meno emotive. L'irregolarità di molti stranieri non clandestini è dovuta infatti a leggi che paradossalmente favoriscono l’illegalità. Le lungaggini burocratiche con cui lo Stato risponde alle esigenze delle famiglie e delle imprese sono un ostacolo per colf, badanti, cavatori di pietra, manovali, lavapiatti e giardinieri. L’emersione dal nero aiuterebbe tutti i lavoratori. Compresi i nostri. Ma occorre anche creare un partenariato globale per lo sviluppo: attraverso la cooperazione internazionale possiamo offrire opportunità di sviluppo umano dei “potenziali migranti” nei territori di provenienza. Fabio Pipinato
ContinuaTemi/paesi correlati: [Cooperazione internazionale] [Società civile] [Sicurezza] [Esclusione sociale] [Diritti civili] Foto: Migranti su una nave
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17.05.2008
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha espresso "preoccupazione per il deflagrare della violenza nel Ciad orientale, dove si sono verificati di recente un attacco ai gendarmi di guardia ad un campo profughi ed un numero sempre maggiore di rapine di automobili". L’UNHCR teme, inoltre, che l’attacco da parte dei ribelli a Khartoum, la capitale sudanese, lo scorso fine settimana potrebbe avere un ulteriore effetto destabilizzante nell’est del Ciad: come misura precauzionale, l’Agenzia ha quindi ridotto le proprie attività ed i movimenti degli operatori. Nel corso degli ultimi tre mesi si è verificato un aumento vertiginoso nel numero di attacchi armati nella parte orientale del Ciad.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Rifugiati] [Conflitti] [Diritti umani] |
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