Tutti i temi: Inquinamento
agosto 2008
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08.08.2008
"Le Olimpiadi di Pechino iniziano macchiate da un forte incremento di abusi dei diritti umani connessi direttamente alla prepazione dell'evento" - afferma Human Rights Watch in un comunicato alla vigilia dei Giochi olimpici che si inaugurano oggi a Pechino. Nei giorni scorsi anche Amnesty International ha sottolineato che l'accesso a Pechino al sito dell'associazione "non basta a soddisfare l'obbligo di rispettare gli standard internazionali in materia di libertà d'espressione e d'informazione". Intanto il portale olandese di Oneworld insieme con altre agenzie di stampa ha aperto il sito in lingua inglese 'Intimate China' per informare "oltre le scene dei giochi olimpici sui fatti che riguardano la Cina e la vita dei cittadini cinesi": tra le notizie già online i commenti sulla situazione ambientale, sull'edilizia olimpica e le sue conseguenze, sui diritti negati delle minoranze e dei rifugiati e sull'impiego delle acque per le Olimpiadi.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Democrazia] [Attivismo] [Libertà di espressione] [Commercio] [Diritti umani] Foto: olimpiadi in Cina - da Olympicwatch.org
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07.08.2008
Il 31 luglio un vasto incendio ha interessato Chieti Scalo, a pochi passi da un centro commerciale e da una zona residenziale, che ha evidenziato una discarica abusiva lungo il fiume Pescara. Le fiamme hanno colpito materiale plastico sprigionando una densa nube tossica. Le analisi dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente (ARTA) evidenziano una concentrazione di benzene - ritenuto dall’OMS “cancerogeno certo” - 276 volte superiore al limite di legge. WWF Abruzzo ha denunciato la reticenza del Comune di Chieti ad informare i cittadini e nel chiedere alla stessa associazione di “non comunicare con i media”. E’ solo l’ultima emergenza ambientale emersa nelle ultime settimane in Abruzzo. Alessio Di Florio
ContinuaTemi/paesi correlati: [Salute] [Contaminazioni] [Attivismo ambientale] [Imprese] Foto: Manifesto del WWF Abruzzo
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07.08.2008
In un rapporto diffuso nei giorni scorsi Greenpeace denuncia che il Ghana sta diventando la discarica per i prodotti hi-tech dei paesi industrializzati e in particolare dell'Europa. I prodotti vi arrivano dopo aver passato le dogane occidentali come "beni di seconda mano" e nelle discariche è stata trovata un'altissima concentrazione di sostanze tossiche e cancerogene, pericolose per l’ambiente e soprattutto per i bambini che lavorano allo smaltimento. Si tratta di "container pieni di vecchi computer spesso rotti, monitor e prodotti di varie marche: arrivano in Ghana da Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia". Nella stessa Unione Europea, dove vigono regolamenti alquanto restrittivi in materia, si perdono le tracce del 75% dei rifiuti tecnologici prodotti - riporta Greenpeace.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Bambini] [Legislazione] [Contaminazioni] [Attivismo ambientale] [Imprese] [Commercio] Foto: La copertina del rapporto di Greenpeace
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