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Tutti i temi: Alimentazione

aprile 2008

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gfmam
16.04.2008 Una grande manifestazione planetaria per chiedere la cancellazione del debito dei paesi del Sud del mondo e per sensibilizzare la comunità internazionale sulla scarsità dei beni alimentari e sull’aumento del costo della vita che incide soprattutto sui paesi poveri. L'iniziativa, promossa dalla 'Jubilee Debt Campaign' denominata "Drop the debt Fast", è una "maratona del digiuno" che, partita sabato scorso dalla Liberia, toccherà 36 paesi strozzati dal debito prima di tagliare il traguardo il 18 maggio a Birmingham. I paesi del Sud del mondo sarebbero debitori per circa 100 milioni di dollari al giorno considerando solo gli interessi su prestiti internazionali. In Italia, tra i primi ad aderire all'iniziativa è stato padre Zanotelli che, unendosi al digiuno proposto dalla canpagna, ha lanciato dal sito di Nigrizia un appello.
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Temi/paesi correlati: [Agricoltura] [Società civile] [Globalizzazione] [Pace] [Debito] [Commercio]
Donna africana al lavoro nei campi - Foto: ©FAO/J. Cendon
15.04.2008 “Le multinazionali dell’agricoltura stanno avendo un ruolo determinante nella crisi alimentare mondiale”. Lo denuncia Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid che dal 2007 ha lanciato la campagna mondiale HungerFree sul diritto al cibo. “A partire dagli anni ’80 il mercato agroalimentare ha subìto un lento e inesorabile processo di accentramento nelle mani di poche multinazionali che controllano oggi ben il 75% del mercato globale e che sono le stesse che in queste settimane stanno guadagnando cifre ingenti dal vertiginoso aumento dei listini”. Rispetto a vent’anni fa – afferma ActionAid - in media i consumatori pagano quello che consumano il 2% in più su scala mondiale, mentre i produttori hanno visto diminuire i loro guadagni del 40%. Questo deficit di guadagno finisce nella mani degli intermediari.
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Temi/paesi correlati: [Povertà] [Globalizzazione] [Sicurezza] [Imprese] [Commercio]
Foto: Donna africana al lavoro nei campi - Foto: ©FAO/J. Cendon
Logo di una delle Giornate per la cooperazione italiana
08.04.2008 I fondi destinati alla cooperazione internazionale ammontano a circa 106 miliardi di dollari l’anno (pari allo 0,33 per cento del Prodotto interno lordo dei Paesi donatori), risorse disseminate in un ampio spettro di Paesi beneficiari, distribuite tra una miriade di agenzie di cooperazione e un’infinità di progetti. Una cifra insufficiente per combattere la povertà, affermano gli esperti. A ripeterlo sono le organizzazioni non governative che promuovono progetti di sviluppo nel Sud del mondo, i cui comunicati invitano spesso i Paesi donatori a rispettare l’impegno preso di destinare lo 0,7 per cento del loro Prodotto interno lordo all’aiuto allo sviluppo. Ma per far funzionare la cooperazione internazionale è sufficiente aumentare aiuti e risorse economiche? La buona cooperazione è (solo) una questione di soldi?
di Emanuela Citterio
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Temi/paesi correlati: [Cooperazione internazionale] [Globalizzazione] [Attivismo] [Sicurezza] [Debito] [Diritti civili]
Foto: Logo di una delle Giornate per la cooperazione italiana

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