05.10.2008
Non è solo il problema, intollerabile e perseguibile penalmente, di chi inneggia al nazismo o al primato della razza. E’ lo sdoganamento culturale e politico di questi personaggi che ci deve preoccupare, che nei fatti porta alla legittimazione dell’aggressione e della violenza. E’ quel fare spallucce dicendo che ci sono cose ben più gravi (cosa ad esempio?) che ci dovrebbe far riflettere… Forse non porterà consenso, ma credo che oggi dobbiamo essere in tanti ad affermare il diritto alla vita e alla dignità delle persone. Per questo dobbiamo dire tanti “Sì”. “Sì” al diritto alla preghiera per ogni credo religioso, sì al riconoscimento delle culture altre ed al loro incontro con esse. Sì al diritto di voto nelle elezioni amministrative per chi vive e lavora in un territorio contribuendo al pari degli altri cittadini a costruire benessere collettivo. E’ il coraggio della civiltà, contro l’aggressività che invece produce emarginazione e paura. (Michele Nardelli)
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Foto: Perlustrazione della polizia in un campo Rom - da www.padovanews.it
- Vicenza: 23mila cittadini votano 'no' alla base Usa Dal Molin
- 4 ottobre: azioni per la pace e i diritti nel giorno di S. Francesco
- Amnesty: Russia e Georgia rispondano del proprio operato
- Abruzzo: Tar ferma gli ambientalisti, ma i vescovi protestano
- Legambiente: al via per un mese 'Operazione fiumi 2008'
06.10.2008
Migliaia di cittadini hanno espresso la propria contrarietà alla nuova base Usa 'Dal Molin' attraverso la consultazione popolare autogestita che si è tenuta ieri a Vicenza. Più di 24mila i votanti, pari al 28,6% degli aventi diritto, di cui oltre 23mila, cioè più il 95,7% hanno votato "sì" all'acquisizione da parte del Comune dell'area dell'aeroporto Dal Molin per l'uso della città. "Uno straordinario esempio di democrazia" - ha commentato il sindaco Achille Variati che ha promosso la consultazione popolare nonostante la bocciatura del Consiglio di Stato. "Due anni di atti di arroganza e imposizioni, dunque, non sono bastati a far piegare la testa ai vicentini che, con il voto di oggi, hanno dimostrato ancora una volta il radicamento di cui gode l'opposizione alla struttura militare statunitense" - commenta il comitato 'No Dal Molin'.
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Foto: I risultati della consultazione popolare - da 'No Dal Molin'
01.10.2008
Uno studente ghanese, Emmanuel Bonsu Foster, è stato fermato e condotto al Comando dei vigili urbani di Parma con l’accusa di spaccio di droga. Emmanuel ha raccontato alla stampa la sua versione e ha sporto denuncia. Parma è la città dalla quale è partita la richiesta dell’aumento di potere ai sindaci e alla loro polizia, la "Carta di Parma" appunto. I recenti episodi accaduti in città non sono che l’ennesima conferma del fallimento di questo modello di sicurezza e della violenza che si può scatenare quando il governo e gli amministratori locali adottano, in modo bipartisan, una retorica della paura nei confronti dei migranti. I poteri chiesti dai sindaci, la trasformazione dei Vigili urbani in Polizia municipale, la moltiplicazione di forme di detenzione e controllo portano a queste situazioni, come dimostra quanto accade a Parma. Non sono queste le città che vogliamo. (Elisabetta Ferri del 'Progetto Melting Pot')
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03.10.2008
La sentenza del TAR dell'Aquila che ha respinto i ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste rappresenta un lasciapassare totale all'Eni per intraprendere l'opera di costruzione di un centro di raffineria a Ortona. Tra le numerose reazioni va segnalata quella della Conferenza dei Vescovi di Abruzzo e Molise (Ceam) che in un documento evidenziano diverse preoccupazioni per la tutela ambientale dell'Abruzzo. La costruzione del Centro Oli a Ortona viene definita "tra le più inquinanti e devastanti per le risorse naturali del territorio circostante, con conseguenze anche gravissime sulla salute degli abitanti". Nei giorni scorsi sono tornati sulla vicenda anche mons. Bruno Forte, vescovo di Chieti-Vasto, e mons. Ghidelli, vescovo di Lanciano-Ortona sottolineando l'importanza di "collaborare alla conservazione e alla promozione genuina e autentica del territorio". (Alessio Di Florio)
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Perché la World Bank non ha sconfitto la povertà
Luca Manes, Antonio Tricarico
Prefazione di Susan George
Altreconomia/Terre di mezzo, 2008, pp. 104, € 9,00
Il fallimento della Banca mondiale è sotto gli occhi di tutti: nonostante uno staff di 7mila persone e 4mila consulenti e un budget di 30 miliardi di dollari all’anno, le politiche della World Bank non sono riuscite a sconfiggere la povertà, l’obiettivo con cui l’istituzione era stata creata alla fine della Seconda guerra mondiale. "La Banca dei ricchi" è il libro che racconta questo fallimento, passando in rassegna numerosi progetti realizzati dalla World Bank. La “banca dei ricchi” è anche la “banca delle vittime” come scrive nella prefazione del libro Susan George, l’economista franco-americana che coordina il Transnational Institute di Amsterdam.
ContinuaLuca Manes, Antonio Tricarico
Prefazione di Susan George
Altreconomia/Terre di mezzo, 2008, pp. 104, € 9,00
Il fallimento della Banca mondiale è sotto gli occhi di tutti: nonostante uno staff di 7mila persone e 4mila consulenti e un budget di 30 miliardi di dollari all’anno, le politiche della World Bank non sono riuscite a sconfiggere la povertà, l’obiettivo con cui l’istituzione era stata creata alla fine della Seconda guerra mondiale. "La Banca dei ricchi" è il libro che racconta questo fallimento, passando in rassegna numerosi progetti realizzati dalla World Bank. La “banca dei ricchi” è anche la “banca delle vittime” come scrive nella prefazione del libro Susan George, l’economista franco-americana che coordina il Transnational Institute di Amsterdam.
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