06.10.2008
"Con la comunità internazionale alle prese con una congiuntura di tendenze economiche, sociali e politiche ostili che minacciano di provocare ulteriori movimenti forzati della popolazione negli anni a venire, il benessere dei poveri e degli sfollati del mondo è sempre più a rischio". Lo ha affermato stamane l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), António Guterres, aprendo il meeting annuale dell'Unhcr. "Non posso fare a meno di far notare come le risorse richieste per assistere 31 milioni di persone di nostra competenza sono assai modeste se paragonate a quelle utilizzate per stabilizzare il sistema finanziario internazionale. Sarebbe tragico se i fondi disponibili per le agenzie umanitarie in generale dovessero ridursi proprio in questo momento" - ha aggiunto.
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Foto: Rifugiati - da Unhcr
- Italia: denunce e proposte della Carovana missionaria della pace
- Vicenza: 23mila cittadini votano 'no' alla base Usa Dal Molin
- Sicurezza: la paura e il coraggio della civiltà
- 4 ottobre: azioni per la pace e i diritti nel giorno di S. Francesco
- Amnesty: Russia e Georgia rispondano del proprio operato
06.10.2008
Migliaia di cittadini hanno espresso la propria contrarietà alla nuova base Usa 'Dal Molin' attraverso la consultazione popolare autogestita che si è tenuta ieri a Vicenza. Più di 24mila i votanti, pari al 28,6% degli aventi diritto, di cui oltre 23mila, cioè più il 95,7% hanno votato "sì" all'acquisizione da parte del Comune dell'area dell'aeroporto Dal Molin per l'uso della città. "Uno straordinario esempio di democrazia" - ha commentato il sindaco Achille Variati che ha promosso la consultazione popolare nonostante la bocciatura del Consiglio di Stato. "Due anni di atti di arroganza e imposizioni, dunque, non sono bastati a far piegare la testa ai vicentini che, con il voto di oggi, hanno dimostrato ancora una volta il radicamento di cui gode l'opposizione alla struttura militare statunitense" - commenta il comitato 'No Dal Molin'.
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Foto: I risultati della consultazione popolare - da 'No Dal Molin'
05.10.2008
Non è solo il problema, intollerabile e perseguibile penalmente, di chi inneggia al nazismo o al primato della razza. E’ lo sdoganamento culturale e politico di questi personaggi che ci deve preoccupare, che nei fatti porta alla legittimazione dell’aggressione e della violenza. E’ quel fare spallucce dicendo che ci sono cose ben più gravi (cosa ad esempio?) che ci dovrebbe far riflettere… Forse non porterà consenso, ma credo che oggi dobbiamo essere in tanti ad affermare il diritto alla vita e alla dignità delle persone. Per questo dobbiamo dire tanti “Sì”. “Sì” al diritto alla preghiera per ogni credo religioso, sì al riconoscimento delle culture altre ed al loro incontro con esse. Sì al diritto di voto nelle elezioni amministrative per chi vive e lavora in un territorio contribuendo al pari degli altri cittadini a costruire benessere collettivo. E’ il coraggio della civiltà, contro l’aggressività che invece produce emarginazione e paura. (Michele Nardelli)
ContinuaTemi/paesi correlati: [Migrazioni] [Esclusione sociale] [Società civile] [Democrazia] [Politica] [Sicurezza] [Politiche razziali] [Diritti civili] Foto: Perlustrazione della polizia in un campo Rom - da www.padovanews.it
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06.10.2008
"Informazione imbavagliata, distorta, superficiale e forviante", "crisi di democrazia evidente" e "legalità costantemente negata a favore di interessi di gruppi ristretti, mafie e potentati finanziari e politici": sono le pesanti denunce sulla situazione italiana contenute nella dichiarazione finale della 'Carovana missionaria della pace' che si è conclusa ieri a Roma dopo aver attraversato la penisola. I giovani della Carovana chiedono che venga avviato l'iter per l'approvazione della legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica dell'acqua che è stata presentata al parlamento italiano con più di 400mila firme; denunciano "le molte realtà militarizzate" tra cui Vicenza e Aviano e chiedono alle comunità missionarie di diffondere "una informazione sui temi dell'immigrazione libera da pregiudizi".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Migrazioni] [Acqua] [Società civile] [Democrazia] [Informazione & Media] [Armi] [Sicurezza] [Pace] [Consumo] [Religione] [Diritti civili] Foto: La Carovana missionaria della pace - da Nigrizia
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Perché la World Bank non ha sconfitto la povertà
Luca Manes, Antonio Tricarico
Prefazione di Susan George
Altreconomia/Terre di mezzo, 2008, pp. 104, € 9,00
Il fallimento della Banca mondiale è sotto gli occhi di tutti: nonostante uno staff di 7mila persone e 4mila consulenti e un budget di 30 miliardi di dollari all’anno, le politiche della World Bank non sono riuscite a sconfiggere la povertà, l’obiettivo con cui l’istituzione era stata creata alla fine della Seconda guerra mondiale. "La Banca dei ricchi" è il libro che racconta questo fallimento, passando in rassegna numerosi progetti realizzati dalla World Bank. La “banca dei ricchi” è anche la “banca delle vittime” come scrive nella prefazione del libro Susan George, l’economista franco-americana che coordina il Transnational Institute di Amsterdam.
ContinuaLuca Manes, Antonio Tricarico
Prefazione di Susan George
Altreconomia/Terre di mezzo, 2008, pp. 104, € 9,00
Il fallimento della Banca mondiale è sotto gli occhi di tutti: nonostante uno staff di 7mila persone e 4mila consulenti e un budget di 30 miliardi di dollari all’anno, le politiche della World Bank non sono riuscite a sconfiggere la povertà, l’obiettivo con cui l’istituzione era stata creata alla fine della Seconda guerra mondiale. "La Banca dei ricchi" è il libro che racconta questo fallimento, passando in rassegna numerosi progetti realizzati dalla World Bank. La “banca dei ricchi” è anche la “banca delle vittime” come scrive nella prefazione del libro Susan George, l’economista franco-americana che coordina il Transnational Institute di Amsterdam.
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