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La campagna internazionale “Control Arms” (qui in Italiano) chiede ai governi del mondo l’adozione di un Trattato internazionale sul commercio delle armi(ATT, Arms Trade Traty), destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani.
Nel Dicembre 2006, anche grazie alle pressioni della Campagna, è stato compiuto un passo storico: l’Assemblea Generale ha approvato con 153 voti a favore, quello contrario degli Stati Uniti e 24 astensioni, l’avvio della stesura dell’ATT. Ma non basta. In epoca di terrorismo internazionale, le esportazioni di armamenti devono essere sottoposte a controlli ancor più efficaci e trasparenti. Le attuali regole per l’export di armamenti si prestano ancora a falle e facili aggiramenti; di fatto esiste un florido commercio che coinvolge anche paesi che violano i diritti umani e si trovano sotto embargo internazionale per le armi. Diverse aziende vendono componenti a parti terze e subappaltano l’assemblaggio delle armi, aggirando i divieti ed i controlli.
La Campagna non chiede una completa messa al bando delle armi, riconoscendo la legittimità della commercializzazione e dell’utilizzo di alcune di esse, all’interno di un sistema di leggi internazionali e nazionali. Ciò che si chiede è una regolamentazione più stringente e severa, che permetta di evitare che le armi stesse cadano in mano sbagliate e vengano usate in maniera contraria alla legge. In Italia, uno dei maggiori produttori mondiali di armi, la legge 185/1990 regolamenta con principi chiari e trasparenti l’esportazione di armamenti italiani.
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Diplomatica e politica svedese Alva Myrdal (1902-1986), premio Nobel per la pace nel1982, spese la sua vita negli organismi internazionali lavorando soprattutto per il disarmo. Nata in Svezia nel 1902 dedicò il suo primo impegno allo studio del rapporto tra i movimenti demografici e la crisi economica suggerendo la creazione di un sistema di protezione sociale statale, quello che poi sarà conosciuto come “welfare state”. Membro del partito social-democratico svedese nel dopo guerra fece parte di varie commissioni ONU e dal 1950 al 1955 presiedette la sezione UNESCO per le scienze sociali: ma fu soprattutto negli anni ’60 partecipando alla conferenza di Ginevra sul disarmo che Alva Myrdal svolse la sua attività più intensa e proficua. Secondo la sua impostazione la chiave per la pace passava attraverso la riduzione degli armamenti, specie quelli nucleari, e la costruzione di un nuovo equilibrio mondiale al di là della contrapposizione USA-URSS. Nel 1966 fu tra i fondatori del Stockholm International Peace Research Institute, SIPRI, uno dei più importanti centri di ricerca sulla pace.
Campagna 1 fan 1 albero: 2011 - Anno internazionale delle foreste.
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