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Un’informazione libera e altra, imparziale, completa, senza censure è un diritto/dovere di ogni democrazia moderna. Forme di censura, più o meno volute, si manifestano anche quando stampa e televisioni ignorano persone, popoli, problemi, tragedie umane, guerre, conflitti, ma anche storie positive, idee, valori, progetti, iniziative e proposte, per lasciare spazio ad un’informazione incentrata sempre sugli stessi temi.
A volte è solo un discorso di marketing, nel senso che ci sono storie e situazioni che indubbiamente “tirano di più”, catturano più facilmente l’attenzione dei lettori/spettatori. La violenza, ad esempio, è senz’altro più mediatica della pace, così come i problemi lo sono più delle risoluzioni. Dell’Africa, conosciamo tutti le piaghe della fame, della carestia, delle guerre civili, mentre si parla assai poco delle decennali cooperazioni in favore dell’istruzione, della riforestazione, di una sanità dal basso. “Ti illumino di più” è l’iniziativa per dar voce agli invisibili, per un’informazione libera e per una comunicazione e cultura di pace. L’invito è rivolto in particolar modo a tutti i giornalisti e ai mezzi di informazione, sia pubblici che privati, affinché si dedichino alla diffusione di notizie che normalmente non trovano spazio nelle scalette e nei palinsesti.
Prova a guardare su internet un tg di un paese del sud del mondo
Amnesty.org.nz
Il 28 maggio 1961 Peter Benenson decise di non dimenticare la notizia appena letta sull’Observer di quel giorno, che parlava dell'arresto di due studenti portoghesi all'epoca della dittatura di Salazar. Inviò allora una lettera di protesta contro il regime e di solidarietà verso i giovani invitando tutti i lettori di fare altrettanto: l'iniziativa ebbe un successo straordinario. Così cominciò l'avventura di Amnesty international, fondata formalmente nel luglio dello stesso anno, l'organizzazione per i diritti umani forse più nota a livello mondiale, di cui fu presidente dal 1961 al 1966. Peter Benenson nacque a Londra nel 1921 da una ricca famiglia ebraica (in seguito si convertì al cattolicesimo). Dopo la seconda guerra mondiale svolse l'attività di avvocato per i sindacati inglesi, incontrando le difficoltà dei lavoratori europei negli anni 50. Fu lui ad inventare il simbolo di Amnesty: “una volta i campi di concentramento e le buche dell’inferno del mondo intero erano nell’oscurità. Oggi sono illuminate dalla luce delle candele di Amnesty, la candela con il filo spinato". Fino alla sua morte, avvenuta nel febbraio 2005, Benenson continuò ad operare per la dignità umana, per il rispetto dei detenuti, per la solidarietà verso gli oppressi.
Per approfondire.
Campagna 1 fan 1 albero: 2011 - Anno internazionale delle foreste.
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