26 Luglio

In difesa delle donne indiane

liboriobutera.com

Sono volti colorati di tante donne, felici, sorridenti, a volte timide davanti all’obiettivo. Non sono abituate a farsi fotografare, ma spesso quell’immagine è l’unica traccia che rimane di loro. Sembra incredibile, ma sono migliaia le donne che, nell’India di oggi, spariscono senza lasciare traccia. Un genocidio. Amartya Sen, premio nobel per l’economia, stima l’ampiezza delle “donne mancanti” nel mondo una popolazione come l’Italia, per la stragrande maggioranza in Cina e India, che da sole rappresentano più di un terzo della popolazione mondiale (37%).

Il fenomeno, ha spiegato il Premio Nobel, è determinato da un cumulo di carenze e di pratiche sociali: soppressioni prima della nascita, sterilizzazioni di massa, cattiva alimentazione, pessime condizioni sanitarie, mancanza di cure (ad esempio i vaccini) e maltrattamenti perpetrati contro le donne.

Per ricordare la loro condizione, su Flickr “50 milion missing: a campaign against India’s female genocide” un gruppo con oltre due mila iscritti ha pubblicato quasi 15.500 fotografie: momenti di vita, sguardi intensi di donne indiane che ancora ci sono.

Cosa fare oggi?

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Accadde oggi:

  • 1842: nasce Alfred Marshall, economista inglese, uno dei più influenti dell'economia politica neoclassica, grazie alle sue tesi sui concetti di domanda, offerta, costi di produzione ed utilità marginale.
  • 1952: muore Evita Peròn, politica argentina. Molto attenta ai problemi sociali, creò una fondazione attiva nella promozione della costruzione di strutture come scuole ed ospedali e condusse una lotta per ottenere il suffragio universale. In numerosi Paesi europei la sua figura venne presa ad esempio come modello di lotta sociale per i diritti delle classi più deboli.
  • 1956: nazionalizzazione del canale di Suez.

26 Luglio nel mondo

  • Liberia: indipendenza dagli USA, 1847
  • Cuba: giorno della rivoluzione, 1953
  • Maldive: indipendenza dal Regno Unito, 1965
  • India: Vijay Divas, fine della guerra del Kargil

Sampat Pal

Feministslut.com

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La condizione femminile in India, pur se formalmente tutelata dalla legge, è ancora molto difficile tra aborti selettivi, maltrattamenti in famiglia, matrimoni combinati infantili, sfruttamento sul lavoro. Spesso è la società civile a reagire. Così ha fatto Sampat Pal, classe 1960, fondando nel 2006 la Banda Gulabi o Gang Rosa (Pink Gang), un gruppo di donne che portano un sari rosa e combattono per i loro diritti, utilizzando all’occorrenza e per legittima difesa dei bastoni. Ma la loro battaglia è soprattutto culturale contro la corruzione della politica e contro le violenze fisiche e morali sulle donne. Sampat Pal, nativa dell’Uttar Pradesh, uno Stato dell’India settentrionale povero e arretrato, fu costretta a sposarsi a soli 12 anni, senza istruzione ma consapevole della situazione politica e sociale, con 5 figli, continua la sua battaglia che in questi anni ha avuto l’appoggio governativo grazie alla nuova presidente dello Stato, Mayawati Kumari, una donna proveniente dalla casta più bassa. L’impegno per la democrazia, il progresso sanitario e sociale, la giustizia per i poveri passano attraverso la tutela della dignità femminile.

Per approndire.

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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a cooperazione@unimondo.org Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".