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La crisi economica e finanziaria ha anche un lato positivo: ha delineato la possibilità di un nuovo modo di vivere che non metta il profitto al primo posto nella vita. Qualcuno, in controtendenza con la società odierna, ha provato a metterlo in pratica, consumando meno e meglio.
I “Bilanci di giustizia” costituiscono un tentativo di “spostamento” delle scelte quotidiane, da consumi dannosi per la salute, l’ambiente e le popolazioni del sud del mondo, a prodotti più sani, che non incidono in modo irreparabile sulle risorse naturali e che riducono i meccanismi di sfruttamento nelle regioni impoverite. Protagoniste sono le famiglie, 1200 quelle finora aderenti, che stanno sperimentando una modifica dei propri consumi e l’utilizzo dei propri risparmi. Il bilancio familiare di questi nuclei familiari viene reso visibile e inviato alla segreteria nazionale della campagna, che ne cura l'elaborazione statistica e redige un rapporto annuale.
Dal rapporto è emerso come le famiglie partecipanti si siano orientate soprattutto verso stili di vita altri, con l’acquisto di prodotti locali, il riuso e lo scambio di vestiti, la posa di pannelli solari, l’installazione di impianti a gas nell’autovettura, lo scambio di ospitalità con le altre famiglie “bilanciste”. Il risultato è un innalzamento della qualità della vita, a fronte di minori spese mensili (circa il 15% in meno rispetto alla media delle famiglie nazionali), con maggiore tempo a disposizione e la riscoperta di tradizioni antiche e di nuove culture.
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La costruzione della pace non è un atto volontaristico ma ha bisogno di capacità di analisi, di studi approfonditi nel campo giuridico ed economico, di un approccio complessivo che riguardi la politica e le modalità di risoluzione dei conflitti. Johan Galtung, sociologo, professore e divulgatore, è considerato il padre delle discipline legate al tema della pace (Peace Research), autore di numerosissime pubblicazioni e fondatore di svariati centri di ricerca. Nato nel 1930 a Oslo, da bambino attraversa la tragedia dell’occupazione nazista della Norvegia, un’esperienza che gli farà capire quanto la pace sia l’obbiettivo fondamentale anche di una ricerca teorica. Dopo aver cominciato una brillante carriera accademica che lo porterà col tempo ad insegnare nelle università di tutto il mondo (dall’Europa alle Hawaii), nel 1959 fonda a Oslo l’International Peace Research Institute con il quale divulgherà le sue idee. Consulente per varie agenzie delle Nazioni Unite, protagonista concreto nel dipanamento di controversie (suo l’accordo per trasformare una zona contesa tra Perù ed Ecuador in parco naturale), Galtung è cosciente che la pace si può instaurare attraverso metodi nonviolenti di dialogo e compromessi al rialzo dove tutti ci guadagnano. Nel 1993 fonda la rete Transcend, un network internazionale per gli studi e le azioni concrete in campo della pace e dello sviluppo.
Per approfondire.
Campagna 1 fan 1 albero: 2011 - Anno internazionale delle foreste.
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