10 Febbraio

Giornata del ricordo delle vittime delle foibe

stefanocareddu.it

Una “pulizia etnica”. Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano definì il massacro delle Foibe. Nell’immediato secondo dopoguerra, migliaia di italiani nelle terre di confine dalmate e giuliane furono vittime di sistematici massacri da parte del regime comunista iugoslavo del Maresciallo Tito. Allo stesso tempo, almeno 350 mila italiani furono vittime di persecuzioni e costretti all’esilio forzato dalle terre natie di Istria, Fiume e Dalmazia. Le foibe sono cavità nella roccia, alte anche centinaia di metri, divenute luogo di esecuzioni sommarie per prigionieri, militari, poliziotti, civili e tanta gente comune.

Per decenni, su questa triste vicenda della storia italiana, è stata calata una coltre d’oblio. Poco s’è indagato sulle cause dell’eccidio, poco è stato fatto per l’attribuzione delle responsabilità, ancora meno, soprattutto, per onorare la memoria delle migliaia di vittime. Ancora oggi, proprio come accade per la Shoah, esistono posizioni negazioniste.

La Giornata del ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati è stata istituita per non dimenticare tutto questo, per assegnare un posto d’onore nella storia a chi fu colpevole unicamente di essere italiano.

Cosa fare oggi?

Conosci la Foiba di Bassovizza, sull’altipiano carsico, luogo simbolo del ricordo.

 

Accadde oggi:

  • 1755: muore Montesquieu, filosofo francese, fondatore della teoria politica della separazione di poteri.
  • 1918: muore Ernesto Teodoro Moneta, giornalista e patriota italiano, fondatore della “Società per la pace e la giustizia internazionale” allo scopo di diffondere idee ed educare sentimenti umanitari per la cessazione delle guerre e favorire l'affratellamento dei popoli. Fu l'unico italiano ad aver ricevuto nel 1907 il Premio Nobel per la Pace grazie alle sue attività di propagazione della pace mondiale.
  • 1923: nasce Wilhelm Conrad Röntgen, fisico tedesco, Nobel nel 1901 per la sua fondamentale scoperta della radiazione elettromagnetica, meglio conosciuta come raggi X.
  • 1945:muore a Dachau Giovanni Palatucci, un uomo di grande umanità e generosità che riuscì ad aggirare le leggi razziali e a salvare dalle persecuzioni naziste migliaia di ebrei.
  • 1947: a Parigi viene firmato tra gli alleati e l'Italia il Trattato di Pace che chiude la Seconda Guerra Mondiale.
  • 2004: viene istituita la giornata del ricordo in onore degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, e dell'esodo dalle loro terre di Istriani, Fiumeni e Dalmati.

Mafalda Codan

Nondimenticare.wordpress.com

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Quando la guerra genera altra guerra e la violenza altra violenza, quando la forza della vita riesce a vincere l’odio per poi dare testimonianza di una convivenza possibile: è questa la storia di Mafalda Codan, insegnante elementare, perseguitata perché italiana dai partigiani e dalle milizie comuniste nella Yugoslavia di Tito subito dopo la seconda guerra mondiale. Codan nasce a Parenzo, nell’Istria italiana, nel 1926 da una famiglia di commercianti. Con l’armistizio dell’otto settembre 1943 inizia la violenta campagna di vendetta dei comunisti yugoslavi contro gli italiani considerati senza distinzione fascisti, collaborazionisti degli occupanti, banditi e nemici: migliaia di persone vengono uccise e gettate nelle “foibe”, le forre carsiche tipiche di quei luoghi. Mafalda Codan viene arrestata nel 1945 e subisce, oltre la perdita di quasi tutta la famiglia, insulti, torture, detenzione fino a una condanna a morte mai eseguita. Dal 1946 al 1948 finisce in un “carcere di correzione politica” in Slovenia fin quando non può tornare libera in Italia, a seguito degli accordi di pace con la Yugoslavia. In seguito Mafalda Codan ha sempre vissuto in Veneto, non dimenticando gli orrori del passato (famoso è il suo diario) e testimoniando a tutti quanti mostri può produrre l’odio etnico.

Per approfondire.

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Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".