18 Agosto

Salviamo l'ambiente in Patagonia

 

 

thundafunda.com

La Patagonia è una terra di inviolata bellezza. L'estremo Sud del mondo, il confine ultimo della Terra. Quest'area, divisa tra Argentina e Cile, è però a rischio. A causa del cambiamento climatico, dovuto al surriscaldamento del pianeta, alcune delle sue caratteristiche più particolari ed affascinanti potrebbero sparire per sempre. Molti dei suoi ghiacciai, infatti, si stanno ritirando a causa dell'aumento delle temperature e della diminuzione delle precipitazioni. Il paesaggio, inoltre, potrebbe subire forti modificazioni. Le cause di questo depauperamento non sembrano essere legate semplicemente al cambiamento climatico. Un altro problema, in Patagonia, è rappresentato dall'uomo che cerca di sfruttare le risorse violentando l'ambiente. L'ultimo episodio riguarda l'impianto idroelettrico composto da cinque dighe che l'Enel intende realizzare nella Patagonia cilena e che modificherebbe sensibilmente il corso dei fiumi Baker e Pascua, cambiando volto ad una regione intera. Molte associazioni ambientaliste con la campagna Patagonia senza dighe sono insorte per fermare questo ennesimo scempio che andrebbe a colpire una delle terre più affascinanti del mondo, messe a serio rischio dal cambiamento climatico e dallo sfruttamento dell'uomo.

Cosa fare oggi?

Leggi "Patagonia Express" di Luis Sepulveda

Accadde oggi:

  • 1868: l'astronomo francese Pierre Jules Cesar Janssen scopre l'elio.
  • 1900: nasce Vijaya Lakshmi Nehru Pandit, politica e diplomatica indiana, prima donna a diventare Presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Fu anche una forte sostenitrice del movimento nazionalista indiano.
  • 1962: nasce Felipe Calderòn Hinojosa, politico messicano, eletto Presidente nel 2006 e grande sostenitore della lotta contro il narcotraffico.

 

Raúl Montenegro

Rightlivelihood.org

Rightlivelihood.org

In tutte le sue molteplici battaglie vinte in difesa dell’ambiente (e quindi delle persone) Raúl Montenegro, attivista e biologo argentino, premiato con numerosi riconoscimenti internazionali, si è sempre basato sul connubio tra rigorosa analisi scientifica e capacità di informazione e di mobilitazione dei comuni cittadini e delle popolazioni indigene. Nato nel 1949, ha insegnato biologia presso l’università di Cordoba e in altri istituti concependo la sua attività di ricerca come uno strumento al servizio di un rapporto sostenibile tra uomo e natura. Numerosi sono i versanti del suo impegno, svolto in Argentina e in altri paesi dell’America latina: campagne anti nucleari (con la chiusura di una miniera di uranio, con il monitoraggio sul programma atomico argentino, con l’attenzione sul problema dei rifiuti tossici e radioattivi), tutela ecologica delle foreste e della biodiversità con la creazione di ben 6 parchi e riserve naturali, sensibilizzazione per giungere a una riforma dell’apparato legislativo inerente alle tematiche ambientali. Mediante la Funam, una fondazione da lui creata nel 1982, Montenegro ha lavorato intensamente anche nel campo dell’educazione ecologica. Dal 2003 la Funam segue le vicissitudini del popolo Mbya nel Guaranì, la cui esistenza è messa a repentaglio dallo sfruttamento minerario della zona.

Per approfondire.

Campagna 1 fan 1 albero: 2011 - Anno internazionale delle foreste.
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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a cooperazione@unimondo.org Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".