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Venezia: Conferenza europea degli Enti locali per la pace in Medio Oriente

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Il manifesto della conferenza

Inizia oggi al Palazzo Ducale di Venezia sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la 'Terza Conferenza europea degli Enti locali per la pace in Medio Oriente' (25 al 27 settembre) dal titolo: "Facciamo pace in Medio Oriente. Ricostruiamo la speranza".

"A quindici anni dagli Accordi di Oslo - dichiara Flavio Lotti, direttore del 'Coordinamento nazionale Enti locali per la pace e i diritti umani' - mentre la diplomazia internazionale langue e il conflitto israelo-palestinese continua a violentare milioni di persone e a destabilizzare l'intero Medio Oriente, le città d'Europa s'incontrano a Venezia, insieme alle città israeliane e palestinesi, per decidere cosa fare insieme. Mentre il mondo resta a guardare noi continuiamo a ricercare quello che a molti appare impossibile. Tra attesa e azione noi scegliamo comunque l'azione. Un'azione concreta, a fianco delle vittime innocenti e invisibili di questo conflitto, tesa a fare i conti con le responsabilità storiche dell'Europa e a costruire ponti di pace."

Ci sono almeno due modi per guardare all'impegno delle città per la pace in Medio Oriente- continua Flavio Lotti. Uno è quello dei chi sta in alto (o ritiene di starci) e giudica tutto ciò che si muove in basso come insignificante. L'altro è quello di chi, considerata l'impresa e la lunga serie di fallimenti accumulati dalla diplomazia ufficiale degli stati, apprezza e sostiene ogni sforzo sincero. Dopo sessant'anni, visto che le strade vecchie hanno fallito, perché non tentarne di nuove?".

Per tre giorni i rappresentanti di tutte le istituzioni e organizzazioni europee degli Enti Locali e numerose città cercheranno di rispondere ad alcune importanti domande. Perché gli enti locali europei devono impegnarsi per la pace in Medio Oriente? Cosa ci chiedono le città palestinesi e israeliane? Come possiamo affrontare l'emergenza nei territori palestinesi? Cosa possono fare insieme oggi israeliani, palestinesi ed europei? Cosa possiamo fare in Europa? Come ci organizziamo per farlo meglio? Quali impegni ci assumiamo?
Alla Conferenza parteciperanno anche i rappresentanti degli enti locali palestinesi e israeliani, tra i quali i sindaci di Betlemme, di Nazareth e di Gaza.

La prima giornata di lavoro (giovedì 25 settembre) è stata significativamente intitolata "Perché non possiamo restare a guardare". La seconda (venerdì 26 settembre) intende rispondere ad un atteggiamento molto diffuso improntato alla rinuncia e alla rassegnazione: "Non è vero che non si può fare niente!". La terza giornata (sabato 27 settembre) sarà infine dedicata agli impegni che ciascuno deciderà di assumersi.

Tra i partecipanti ci sono anche Najwa Sa'adeh (palestinese) e Tamara Rabinowitz (israeliana), due mamme che hanno visto uccidere i loro figli e che chiedono la fine di questa guerra. Si particolare interesse saranno anche gli interventi di Ghassan Khatib e di Yossi Alpher co-editori di Bitterlemos.org, uno straordinario esperimento d'informazione e di dialogo israelo-palestinese sostenuto dall'Unione Europea. Ghassan Khatib è vice-Rettore dell'Università di Birzeit ha fatto parte della delegazione palestinese ai negoziati di pace di Madrid ed è stato tre volte Ministro dell'Autorità Nazionale Palestinese.

La drammatica situazione umanitaria nei territori palestinesi sarà presentata da Allegra Pacheco, vicedirettrice dell'Ufficio del Segretario Generale dell'Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari nei Territori Palestinesi occupati. Yossi Alpher è stato 12 anni a servizio del Mossad, direttore del Jaffee Center for Strategic Studies dell'Università di Tel Aviv e ha coordinato molti negoziati tra arabi e israeliani.

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